{"id":810,"date":"2019-04-17T10:21:59","date_gmt":"2019-04-17T08:21:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=810"},"modified":"2020-01-24T20:54:36","modified_gmt":"2020-01-24T19:54:36","slug":"barbieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/barbieri\/","title":{"rendered":"Daniele Barbieri e la Letteratura a fumetti, tra oralit\u00e0 e scrittura."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-813 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/04\/comics.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"663\" \/><\/p>\n<p><strong>Daniele Barbieri<\/strong> \u00e8 un riferimento imprescindibile per chi si interessi ad analizzare i fumetti. In particolare, il suo recente saggio <em>Letteratura a fumetti?<\/em>, edito in questo 2019 da <strong>ComicOut<\/strong>, \u00e8 particolarmente significativo come riferimento per il tipo di indagini che porto avanti in questo blog, dove cerco di analizzare alcune intersezioni tra letteratura e fumetto.<\/p>\n<p>Il saggio di Barbieri analizza il punto focale della questione: ovvero se e in che misura il fumetto possa essere a sua volta considerato una &#8220;letteratura&#8221;. L&#8217;elemento unificante, come evidenziato gi\u00e0 nel sottotitolo, \u00e8 il<strong> tema del &#8220;racconto&#8221;<\/strong>, che pu\u00f2 essere sotteso a elementi diversi, sviluppato su vari assi, tra cui pare prevalere la riflessione sul rapporto, da un lato, tra <em>oralit\u00e0 e scrittura<\/em>; dall&#8217;altro, quello t<em>ra seriale e non-seriale<\/em> (il romanzo in senso moderno, &#8220;letterario&#8221; per eccellenza).<\/p>\n<p>In una indagine sugli elementi fondanti si parte, in modo abbastanza classico, dai graffiti preistorici, primo esempio di narrazione per immagini; ma, come viene evidenziato dalla copertina, il passaggio cruciale sta nella cultura greca, dove prevale la dimensione dell&#8217;<strong><em>oralit\u00e0<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 crea una dialettica in opposizione al medioevo, dove la nascita delle <strong><em>sinsemie<\/em><\/strong> &#8211; costrutti essenziali di testo e immagine &#8211; costituisce un passaggio importante dell&#8217;evoluzione verso il fumetto (per quello, in fondo, ci colpisce l&#8217;immagine di un vaso greco con dei balloons: un affresco medioevale con dei cartigli ci sembrerebbe invece, a ragione, normale). Dai greci ci deriva, per\u00f2, una certa <em><strong>resistenza alla sinsemia <\/strong><\/em>che riaffiora nella cultura rinascimentale, continuando tale dialettica.<\/p>\n<p>Per contro, per\u00f2, ci deriva dai greci una prima nozione di <strong><em>serialit\u00e0<\/em><\/strong>, quella formulare degli aedi: \u00e8 anzi assente l&#8217;idea di una narrazione &#8220;chiusa&#8221;, come \u00e8 invece, tipicamente, il <em>romanzo<\/em> moderno. Interessante a questo proposito l&#8217;idea di una continuit\u00e0 forte che Barbieri identifica nel &#8220;filone seriale&#8221; dell&#8217;epica, da quella classica a quella cavalleresca, <strong>da Omero ad Ariosto<\/strong>. Aggiungo, \u00e8 interessante notare &#8211; e sarebbe da indagare non solo in chiave ancillare alla fumettistica, \u00e8 chiaro &#8211; come gi\u00e0 <strong>Tasso<\/strong>, con la <em>Liberata <\/em>(1581), sfugga in parte all&#8217;equazione seriale infinitamente dilatabile (e, come disse Eco sul fumetto seriale, infinitamente &#8220;sgangherabile&#8221;?), narrando un&#8217;impresa non del tutto &#8220;mitica&#8221; e comunque chiusa in s\u00e9, come la prima crociata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-816 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/04\/inferno1.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"360\" \/><\/p>\n<p>Non a caso, Barbieri indaga anche l&#8217;importanza della discontinuit\u00e0 introdotta, a un decennio dalla morte del Tasso, dal <strong><em>Don Chisciotte<\/em><\/strong> (1605) di <strong>Cervantes<\/strong>, con la nascita del <em>Romanzo<\/em>: e sarebbe forse, anche qui, interessante approfondire con cura il graduale emergere del romanzo dal <strong><em>roman<\/em><\/strong> cavalleresco medioevale in poi, sulla scorta delle brillanti considerazioni di Barbieri. Il consolidarsi del romanzo (assieme ad una generale <em>koin\u00e9<\/em> della cultura moderna) nello scorcio tra &#8216;500 e &#8216;600 si accompagna infatti alla crisi del &#8220;proto-fumetto&#8221;: ad esempio, Barbieri mostra come <strong>Vasari<\/strong> liquidi i cartigli trecenteschi usati da <strong>Buffalmacco<\/strong> quali espedienti ingenui e goffi (qui a fianco un suo <em>Inferno<\/em>). Tuttavia spiega come, con la nascita del giornale\u00a0 &#8211; di poco susseguente &#8211; si diano le occasioni di nuove contaminazioni con il <em>feuilletton<\/em> e, spesso, il <em>feuilletton<\/em> illustrato (viene da chiedersi se, in assenza di questa censura della sinsemia medioevale, non si sarebbe potuta avere una nascita pi\u00f9 precoce del fumetto).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-815 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/04\/topfer.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"240\" \/><\/p>\n<p>Sulla base di questa lunga &#8211; ma indispensabile &#8211; parte preparatoria, Barbieri analizza poi coerentemente lo sviluppo della storia del fumetto vero e proprio. La <strong><em>para-oralit\u00e0<\/em> delle <em>comics strip<\/em> <\/strong>si ricollega dunque alla loro somiglianza strutturale con la barzelletta (interessante il conseguente ridimensionamento di <strong>T\u00f6pffer<\/strong>). Il caso particolare del fumetto italiano, che adotta l&#8217;ottonario al posto del balloon, \u00e8 solo un&#8217;apparente &#8220;elevazione culturale&#8221; tramite la parola poetica, poich\u00e9 conferma per altri versi la dimensione della para-oralit\u00e0 (intriganti i paralleli con il coevo <strong>Pascoli<\/strong> e il fanciullino).<\/p>\n<p>Il passaggio all&#8217;avventuroso avviene su influsso di una <strong><em>nuova neo-oralit\u00e0<\/em><\/strong>, quella dell&#8217;<strong>Effetto Cinema<\/strong>; e con la nascita di un genere specifico del fumetto, come quello supereroico, si creano le condizioni per un primo &#8220;fumetto colto&#8221;, quello di <strong>Eisner<\/strong>, da <em>The Spirit<\/em> alla fondazione del &#8220;romanzo a fumetti&#8221;. Tuttavia, la separazione che la <strong><em>graphic novel<\/em><\/strong> sembra comportare rispetto le origini orali del fumetto (separazione incerta, in fieri, e tutta ancora da verificare) rischia di isterilire il medium se lo scinde troppo recisamente dalle sue radici.<\/p>\n<p>Questo, in somma sintesi, ci pare il significativo portato di questo saggio, agile ma dall&#8217;argomentazione serrata (ricca anche la documentazione visiva, presentata per\u00f2 su un apposito sito online) nel proporre una prospettiva innovativa, che ci pu\u00f2 condurre a rivisitare con uno sguardo in parte nuovo molti dei temi centrali del fumetto: a partire, naturalmente, dal dialettico rapporto con la letteratura scritta, che su questo blog continueremo a indagare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Daniele Barbieri \u00e8 un riferimento imprescindibile per chi si interessi ad analizzare i fumetti. 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