{"id":787,"date":"2019-01-21T18:35:52","date_gmt":"2019-01-21T17:35:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=787"},"modified":"2020-01-24T20:55:25","modified_gmt":"2020-01-24T19:55:25","slug":"masaya","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/masaya\/","title":{"rendered":"L’arcobaleno del mito di Martina Masaya"},"content":{"rendered":"
Nell’ambito degli adattamenti letterari a fumetti, il tema che tratto su questo blog, gli adattamenti dalla mitologia classica costituiscono un caso piuttosto particolare. Non sono mancati naturalmente nel tempo casi di adattamenti delle grandi opere, come l’Iliade<\/em> e Odissea<\/em>, a partire dai Comics Illustrated<\/strong> americani per passare a casi italiani come i fumetti di Marcello Toninelli (che non c’entra col ministro delle infrastrutture, sia chiaro), che hanno riletto i classici omerici in forma di strip comiche. Del resto, il mito classico \u00e8 da sempre ispirazione per quel mito moderno che \u00e8 il fumetto supereroico americano (come ironizza con raffinatezza, al proposito, l’Hercules<\/strong><\/em> della Disney, che ha molte intenzionali corrispondenze col mito di Superman).<\/p>\n <\/p>\n Tuttavia, non sono moltissimi gli autori che riprendono non un mito preciso, ma “il mondo del mito” come sfondo delle proprie opere. Per questo trovo interessante il lavoro di una giovane fumettista italiana come\u00a0Martina Masaya<\/strong>, che in Giacinto<\/strong> e Agape<\/strong> aveva iniziato una rilettura dei miti classici ispirandosi alle fonti, ma anche interpretandole in chiave decisamente personale. Il segno presentava in questi lavori (di cui ho parlato qui<\/strong><\/a>, specie del secondo) un’influenza evidente ma ben assimilata del manga, e diventava inevitabile un parallelo con Pollon<\/strong>\u00a0(1977) di\u00a0Hideo Azuma,\u00a0<\/b>molto noto da noi per tramite dell’anime. L’approccio in realt\u00e0 \u00e8 diverso, a partire ovviamente dal taglio non umoristico: \u00e8 comune per\u00f2 l’approccio fortemente interpretativo, che mi era parso l’aspetto pi\u00f9 interessante.<\/p>\n
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