{"id":738,"date":"2018-10-30T15:32:35","date_gmt":"2018-10-30T14:32:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=738"},"modified":"2020-01-24T20:59:07","modified_gmt":"2020-01-24T19:59:07","slug":"bronte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/bronte\/","title":{"rendered":"Jane Austen e le Bront\u00eb, letteratura a fumetti al femminile."},"content":{"rendered":"
Uno dei rischi del mondo del fumetto \u00e8 quello di essere – o essere percepito – come un mondo prevalentemente maschile. Una schematizzazione molto pi\u00f9 in voga un tempo, mentre oggi l’ampliamento ad autrici e pubblico al femminile \u00e8 consolidato. Anche l’ambito degli adattamenti letterari a fumetto, che indaghiamo su questo blog, rischia di vedere una prevalenza di autori al maschile, dai due lati della barricata: sia quello dei fumettisti che realizzano l’adattamento, sia negli autori delle opere adattate.<\/p>\n In questo secondo caso, \u00e8 anche un portato del fatto che l’adattamento letterario a fumetti spesso predilige una fascia temporale dall’Ottocento in gi\u00f9, seguendo lo schema ancora persistente dei Classics Illustrated<\/strong>\u00a0<\/em>(vedi qui<\/strong><\/a>), che andavano ad adattare le grandi opere per introdurle a un pubblico giovanile. Una posizione giustamente criticata man mano che il fumetto \u00e8 diventato un medium pi\u00f9 maturo, ma che resta uno dei possibili temi nel campo dell’adattamento.<\/p>\n Jane Austen<\/strong> (1785 – 1817) \u00e8 una delle pi\u00f9 seminali autrici della letteratura inglese. Al di l\u00e0 della sua importanza intrinseca, il suo Orgoglio e Pregiudizio<\/em><\/strong> (e, in misura minore, le opere seguenti) \u00e8 divenuta un’opera-modello per la narrazione del romanzo sentimentale (e, se il modello originario \u00e8 alta e briosa letteratura psicologica, a volte la ripresa \u00e8 divenuta un po’ stanca e schematica). Una protagonista al femminile, sospesa tra due corteggiatori: uno burbero, ma buono (come si scoprir\u00e0 nel corso della narrazione) e uno affascinante e seducente, ma dongiovannesco e in fondo, pur adorabile, mascalzone.\u00a0 Al di l\u00e0 della esplicita citazione in Bridget Jones, che \u00e8 riscrittura ironica intenzionale (e mantiene infatti anche la figura vera e propria di Darcy), uno schema che ritroviamo in molti racconti. Non \u00e8 mancata neppure, dunque, la trasposizione di tale opera a fumetti, da parte della Marvel nel 2010 e in altre edizioni meno blasonate.<\/p>\n L’operazione di Manuela Santoni<\/strong> \u00e8 per\u00f2 differente: non il romanzo, ma la biografia della sua autrice, seguendo la linea del resto della casa editrice Becco Giallo<\/strong>, che realizza tipicamente opere biografiche (non necessariamente di letterati). Si tratta di un approccio del fumetto alla letteratura meno diretto che la trasposizione vera e propria, ma che offre comunque un avvicinamento interessante tra i due ambiti. Un caso recente e molto noto \u00e8 quello di Zapico su James Joyce (vedi qui<\/strong><\/a>), che ha saputo brillantemente rendere ragione di una vicenda complessa e intricata.<\/p>\n Nella sua opera, uscita nel 2017, l’autrice affronta la vita di Jane Austen con un approccio in parte diverso, ma comunque brioso ed efficace, mantenendo una buona rispondenza coi fatti salienti della vita della scrittrice ma riuscendo a infondere un buon ritmo narrativo. La vita della Austen, come noto, non \u00e8 in s\u00e9, all’apparenza, particolarmente avventurosa: ma offre buoni spunti di introspezione psicologica e un costante, sottile parallelo con le situazioni descritte nelle sue opere (naturalmente, in varia misura ci\u00f2 avviene per ogni autore: ma in questo caso la corrispondenza \u00e8 molto stretta, e pertanto molto utile nel fornire il quadro di contestualizzazione dei suoi romanzi).<\/p>\n Il segno scelto \u00e8 moderno, sintetico, con una linea sinuosa e morbida su una gabbia italiana interpretata piuttosto liberamente: lo schema di fondo \u00e8 quello a tre strisce, ma con frequenti quadruple o splash page. La flessuosit\u00e0 del tratto \u00e8 sottolineata dall’adozione di un contorno della vignetta ondulato, non rigido, dai bordi smussati. Solitamente, questo stilema vale – specie, ma non solo, in Bonelli – a indicare un ricordo, una r\u00e9verie, un rimando spesso sfumato al passato. Qui identifica invece la narrazione nel suo insieme, ma la cosa non stona affatto, contribuendo ad evocare un’atmosfera sognante che ben si sposa all’Ottocento dell’autrice.<\/p>\n
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