{"id":668,"date":"2018-09-11T18:42:41","date_gmt":"2018-09-11T16:42:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=668"},"modified":"2020-01-24T20:57:50","modified_gmt":"2020-01-24T19:57:50","slug":"pazienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/pazienza\/","title":{"rendered":"Pazienza e la letteratura"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-669 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/08\/Zanardi_e_altre_storie_15_exposure.jpg\" alt=\"\" width=\"645\" height=\"564\" \/><\/p>\n<p>Ricorre quest&#8217;anno il trentennale della morte di uno dei principali fumettisti del canone italiano, <strong>Andrea Pazienza<\/strong> (1956-1988). Appare perfino superfluo sottolineare gli enormi meriti di Pazienza come fumettista: da <em>Penthotal<\/em> alla partecipazione a <em>Cannibale<\/em>, interpreti entrambi dello spirito del &#8217;77, e alla fondazione con gli altri &#8220;cannibali&#8221; di <em>Frigidaire<\/em> (1980), dove crea un personaggio come <em>Zanardi<\/em> che \u00e8 forse la migliore interpretazione degli anni &#8217;80 italiani, di cui l&#8217;autore voleva &#8220;trovare il segno&#8221;. <em>Gli ultimi giorni di Pompeo<\/em> \u00e8 una delle pi\u00f9 terribili e meno retoriche descrizioni del mondo dell&#8217;eroina, e innumerevoli sono le opere che si potrebbero citare.<\/p>\n<p>Ma, in questo blog che si occupa di fumetto e letteratura, ci piace evidenziare come il rapporto di Pazienza con l&#8217;adattamento letterario fu meno episodico di quanto si potrebbe pensare.<\/p>\n<p>Nel 1987 Pazienza viene a conoscere <strong><em>Campofame<\/em><\/strong>, poema di <strong>Robinson Jeffers<\/strong> (1887 &#8211; 1962), in originale <em>Hungerfield<\/em>, per la mediazione del poeta <strong>Moreno Miorelli<\/strong>. La storia dell&#8217;uomo che vince la Morte in una lotta di cupa disperazione e l&#8217;orrore conseguente che sussegue sulla Terra, dove la morte non viene pi\u00f9 a spezzare il dolore, \u00e8 l&#8217;espressione della filosofia dell&#8217;autore americano, che aveva pubblicato l&#8217;opera nel 1954 e che si distingueva per il suo &#8220;in-umanesimo&#8221;, un rifiuto dell&#8217;umanit\u00e0 apportatrice di continue sofferenze, non lontano per certi versi dall&#8217;esistenzialismo pi\u00f9 nichilista di Sartre e soci. Pazienza inoltre realizz\u00f2 anche dei disegni per il poema \u201cTre canti\u201d dell\u2019amico Miorelli.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-670 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/08\/Proverbi-infernali-blake-pazienza.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"271\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;opera usc\u00ec per Comic Art, per cui Pazienza realizz\u00f2 anche alcune versioni illustrate dei <strong><em>Proverbi infernali<\/em><\/strong>, una sezione di\u00a0<i>The marriage of Heaven and Hell<\/i>\u00a0(1790) di <strong>William Blake<\/strong> (1757-1827). Di nuovo, una scelta ricercata e preziosa, quella dell&#8217;ultimo Pazienza, in connessione forse anche al taglio giustamente &#8220;nobilitante&#8221; dei fumetti di una rivista come Comic Art, fin dal titolo.<\/p>\n<p>Ma, tuttavia, il rimando al letterario in Pazienza \u00e8 forse pi\u00f9 profondo quando non \u00e8 dichiarato. L&#8217;opera che pi\u00f9 di tutte appare giocare su questo duplice piano \u00e8 forse Zanardi stesso. Naturalmente, Zanardi rappresenta perfettamente il vuoto degli anni &#8217;80 (e non solo questi, forse, ma in generale la cesura profonda prodotta dalla nuova societ\u00e0 edonistica), come esplicitato pi\u00f9 volte dallo stesso autore. Ma lo schema delle sue vicende mostra una reminiscenza almeno inconscia di uno schema letterario &#8220;nobile&#8221;: abbiamo infatti due giovani scapestrati, Zanardi e Colasanti, che oltre a giocare tiri terrificanti a chiunque si ponga sulla loro strada, usano come bersaglio preferito lo sfortunato Petrilli, trascinato nelle loro avventure come un costante punching-box.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-671 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/08\/astarte-2.jpg\" alt=\"\" width=\"313\" height=\"309\" \/><\/p>\n<p>Lo schema ricorda da vicino quelli degli unici tre personaggi ricorrenti del <em>Decameron<\/em> (1353) di <strong>Boccaccio<\/strong>: <strong>Bruno e Buffalmacco<\/strong> costantemente scherniscono tutti i fiorentini, ma si accaniscono particolarmente sullo sventurato <strong>Calandrino<\/strong>, che illudono di essere loro amico per poterlo meglio beffare. Naturalmente, non stiamo &#8211; \u00e8 chiaro &#8211; parlando di un adattamento preciso: piuttosto, un influsso vago, magari sulla scorta delle reminiscenze scolastiche, a cui Pazienza non disdegnava del tutto di utilizzare, come per <strong><em>Storia d&#8217;Astarte<\/em><\/strong>, che narra delle vicende del cane di Annibale (argomento estremamente scolastico, da cui Pazienza traa l&#8217;ennesimo capolavoro).<\/p>\n<p>Del resto, nella seconda met\u00e0 degli anni &#8217;70 il boccaccesco era divenuto un genere cinematografico a s\u00e9 stante, sulla scorta della trilogia vitalistica di Pasolini (<em>Decameron, Canterbury Tales, Mille e una notte<\/em>), e tra le avventure del trio vi \u00e8 anche una celebre incursione in un collegio femminile, situazione boccaccesca per antonomasia (rielaborando una reale esperienza di Pazienza, come rivendicato in altre storie biografiche).<\/p>\n<p>Va sottolineato che Pazienza \u00e8 sempre, tra le righe, prodigo di citazioni letterarie: Zanardi, all&#8217;apparenza incolto, cita <strong>&#8220;la bocca sollev\u00f2 dal fiero pasto&#8221;<\/strong> (durante la visita in collegio, appunto); in altra occasione, dice dello sventurato Palmiro che <strong>&#8220;non aveva la statura di un lord Byron&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-674 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/08\/CANNIBALE002-800x258.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/08\/CANNIBALE002-800x258.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/08\/CANNIBALE002.jpg 835w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Ma il rapporto di Pazienza &#8211; e, allargando il discorso, tutto il movimento di <strong>Cannibale<\/strong> di cui egli \u00e8 parte, e in cui andrebbe sempre contestualizzato &#8211; con la letteratura va anche nell&#8217;altro versante: non ne \u00e8 solo influenzato, ma la influenza. Consistentemente. Perch\u00e9 \u00e8 curioso che l&#8217;unico movimento letterario degno di un qualche rilievo nato negli anni &#8217;90 sia, appunto, quello della <strong>&#8220;letteratura cannibale&#8221;, <\/strong>definitasi a partire dall&#8217;antologia del 1996,\u00a0<em>Giovent\u00f9 cannibale.<\/em><\/p>\n<p>Cannibale stesso, come rivista di fumetto italiana, ha sullo sfondo una duplice citazione letteraria (e artistica): da un lato, la rivista omonima, ma in francese, edita dal <strong>surrealista<\/strong> Picabia nel 1921, e dall&#8217;altra il <strong>futurismo<\/strong>: i &#8220;padri fondatori&#8221; di <em>Cannibale<\/em> si ritraggono infatti, per mano di Pazienza, nella posa della celebre foto dei fondatori del movimento letterario-artistico del 1909.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-673 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/08\/download.jpg\" alt=\"\" width=\"248\" height=\"454\" \/><\/p>\n<p>Il mito di Pazienza \u00e8 quindi centrale per l&#8217;<strong>Enrico Brizzi<\/strong> di <em>Jack Frusciante \u00e8 uscito dal gruppo<\/em> (1994), e ancor pi\u00f9 nel successivo <em>Bastogne<\/em> (1996), questo s\u00ec ricco di rimandi allo spirito cannibale, con in copertina lo <strong>Zanardi<\/strong> di <em>Pacco<\/em>, colto nella vignetta in cui dichiara &#8220;Sono un lupo. Non mi si chiami Fido, quindi&#8221;, che \u00e8 in effetti una efficace sintesi del personaggio.<\/p>\n<p>Nelle antologie scolastiche per le superiori pi\u00f9 aggiornate qualcosa dei <em>Cannibali<\/em> sta timidamente arrivando, nonostante la loro apparenza sia &#8220;poco scolastica&#8221; (l&#8217;Inferno di Dante, letteralmente, li divora in quanto a cannibalismo, vero o metaforico, ma la distanza storica \u00e8 tutto in questi casi). Ecco: sarebbe bellissimo se, nell&#8217;integrare giustamente al canone Brizzi e gli altri, si premettesse un riferimento all&#8217;avanguardia fumettistica che li ha ispirati e che ha prodotto, nei fatti, prodotti artistici ben pi\u00f9 significativi. Pura utopia, per adesso: ma, in un&#8217;epoca postmoderna come quella in cui ci troviamo a vivere, bisogner\u00e0 prima\u00a0 o poi rendere ragione delle reciproche influenze delle arti. Incluso il fumetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricorre quest&#8217;anno il trentennale della morte di uno dei principali fumettisti del canone italiano, Andrea Pazienza (1956-1988). Appare perfino superfluo sottolineare gli enormi meriti di Pazienza come fumettista: da Penthotal alla partecipazione a Cannibale, interpreti entrambi dello spirito del &#8217;77, e alla fondazione con gli altri &#8220;cannibali&#8221; di Frigidaire (1980), dove crea un personaggio come Zanardi che \u00e8 forse la migliore interpretazione degli anni &#8217;80 italiani, di cui l&#8217;autore voleva &#8220;trovare il segno&#8221;. Gli ultimi giorni di Pompeo \u00e8 una delle pi\u00f9 terribili e meno retoriche descrizioni del mondo dell&#8217;eroina, e innumerevoli sono le opere che si potrebbero citare. 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