{"id":634,"date":"2018-07-21T15:32:06","date_gmt":"2018-07-21T13:32:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=634"},"modified":"2018-07-21T15:32:06","modified_gmt":"2018-07-21T13:32:06","slug":"jonas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/jonas\/","title":{"rendered":"Jonas Fink: la resistenza discreta della letteratura"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-635 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/07\/couv_319907.jpg\" alt=\"Jonas Fink\" width=\"644\" height=\"476\" \/><\/p>\n<p><em>Jonas Fink<\/em> di <strong>Vittorio Giardino <\/strong>si \u00e8, dopo vent&#8217;anni,\u00a0concluso, e non potevo non parlarne in questo blog sul rapporto tra letteratura e fumetto: pur non essendo un adattamento letterario di un singolo romanzo, \u00e8 un&#8217;opera totalmente intrisa di letteratura.<\/p>\n<p>La particolarit\u00e0 dell\u2019opera, come detto, \u00e8 il grande lasso di tempo intercorso nel suo completamento, in parte forse anche legata a una sua certa scomodit\u00e0 ideologica: in Jonas Fink si critica il totalitarismo sovietico, con riferimento soprattutto alla Cecoslovacchia e al dominio sull\u2019Europa dell\u2019Est, imprigionata dalla \u201ccortina di ferro\u201d che la consegnava alla sfera d\u2019influenza dell\u2019URSS. I muri sono caduti nel 1989, naturalmente, ma \u00e8 innegabile che il fulcro dell\u2019attuale sinistra abbia ancora le sue radici nel vecchio PCI. Un nume tutelare della statura di Giorgio Napolitano, per esempio, ai tempi dell\u2019invasione sovietica dell\u2019Ungheria inevitabilmente appoggi\u00f2 l\u2019invasione russa che stronc\u00f2 il tentativo di autonomia di Budapest con la violenza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-636 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/07\/81uizqVc16L.jpg\" alt=\"Jonas Fink\" width=\"400\" height=\"557\" \/><\/p>\n<p>Avviato nel 1992 con <em>L\u2019infanzia<\/em>, all\u2019indomani della fine del sistema sovietico, il Jonas Fink continua con l<em>\u2019Adolescenza<\/em>, pubblicato in Francia nel 1997, e solo oggi \u2013 2018 \u2013 viene completato con l\u2019et\u00e0 adulta del protagonista, il terzo capitolo che ci porta fino al 1990 dal 1950 da cui la storia era iniziata.<\/p>\n<p>Fin dalla prefazione dell\u2019attuale edizione completa Giardino sottolinea un parallelo tra il praghese Jonas F. e il praghese letterario per eccellenza, Josef K.. Di <strong>Franz Kafka<\/strong>, il totalitarismo comunista cecoslovacco narrato da Giardino ricorda soprattutto \u201cIl processo\u201d (1920), anche se il tono non \u00e8 surreale, ma realistico, e ancor pi\u00f9 vicino a una testimonianza come \u201cBuio a mezzogiorno\u201d (1940) di Arthur Koestler, citato apertamente nel testo e considerato spesso una fonte per la rielaborazione fantascientifica (ma totalmente credibile) del ben pi\u00f9 noto <em>1984<\/em> di <strong>George Orwell<\/strong>, del 1948.<\/p>\n<p>Se in <em>Buio a mezzogiorno<\/em> assistiamo alla caduta di un ipotetico dissidente nelle maglie della terribile inquisizione stalinista (come per il processato di Kafka e per il padre di Jonas, le accuse sono vaghe, fumose, indefinite \u2013 e tuttavia letali nelle conseguenze), nel Fink tale orrore spetta al padre, che sparisce dalla terza pagina in poi, mentre noi assistiamo alla angoscia della famiglia, distrutta dall\u2019assenza del padre, svanito nel gorgo delle prigioni politiche. Come recita il sottotitolo, quella di Jonas e della madre diviene <em>Una vita sospesa<\/em>, nell\u2019ombra del padre, nell\u2019attesa del suo ritorno o di una impossibile giustizia. Ma se fino a qui la corrispondenza con opere letterarie \u00e8 puramente tematica, analizzando la trama in controluce vediamo che la letteratura costituisce l\u2019ossatura del percorso di Fink, in modo da un lato evidente nella trama, dall\u2019altro a volte anche con simbolismi sottili. <strong>(Di qui in poi, inevitabilmente, si far\u00e0 riferimento a elementi della trama dell\u2019opera: consiglio prima naturalmente la sua lettura).<\/strong><\/p>\n<p>Jonas viene infatti escluso dal Liceo per la sua provenienza da una famiglia di dissidenti, per di pi\u00f9 di origine ebraica (viene sottolineato, con amara ironia del fato, come la famiglia di Jonas sia l\u2019unica della sua stirpe sfuggita all\u2019Olocausto nazista, per cadere nelle grinfie dell\u2019opposto totalitarismo) ma anche perch\u00e9 membro di una piccola borghesia colta: la <strong>\u201ccasa colma di libri\u201d<\/strong> \u00e8 usata spesso come indizio di ricchezza e dissidenza dai mostruosi commissari politici che decidono del destino di Jonas, perfetti esempi della <strong>\u201cbanalit\u00e0 del male\u201d<\/strong> teorizzata da <strong>Hannah Arendt<\/strong> (il pi\u00f9 archetipo \u00e8 il viscido e insignificante <strong>commissario Muda<\/strong>, ultimo ingranaggio della macchina repressiva, che segue la famiglia Fink pi\u00f9 da vicino). Significativo che, a lungo, sui libri del padre \u2013 legati, ci viene detto da subito, alla sua professione \u2013 si mantenga un certo segreto, e solo sul finale venga svelato come si tratti di uno psicanalista: una professione non strettamente umanistica, ma legata a filo doppio alla letteratura del Novecento e ovviamente alla mitteleuropa (e anche, certo, alla cultura ebraica, stanti le origini di <strong>Sigmund Freud<\/strong>). L\u2019unico indizio, nella prima pagina, \u00e8 depistante, in quanto il padre mostra una conoscenza non generalista dell\u2019entomologia. Ma, ovviamente, il riferimento agli insetti (che ritorna nel libro) sviluppa anche una metafora di sapore, anche qui, kafkiano, dall\u2019archetipo pi\u00f9 noto creato dall\u2019autore nella <em>Metamorfosi<\/em>.<\/p>\n<p>I libri divengono l\u2019elemento di salvezza e resistenza per Jonas, in una trama sottile (intrecciata, \u00e8 chiaro, ad altri elementi, che rendono tale discorso un sottotesto che non inficia il realismo e non risulta cos\u00ec retorico): il professore dona la <em>Vita di Galilei<\/em> di <strong>Bertold Brecht<\/strong> (p.36), ma sottolinea che \u00e8 la prima versione, quella poi ripudiata dal nume intellettuale del comunismo.<\/p>\n<p>Nella prima versione era pi\u00f9 evidente la condanna dell\u2019inquisizione e la visione positiva della scienza; nella seconda \u00e8 pi\u00f9 marcata la responsabilit\u00e0 degli scienziati (nel cannocchiale fatto costruire a Galilei da Venezia per la sua applicazione bellica si riflette il capitalismo che finanzia la ricerca sul nucleare).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-637 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/07\/Vittorio_Giardino_serigrafia_Jonas_fink.jpg\" alt=\"Il Gruppo Odradek\" width=\"562\" height=\"395\" \/><\/p>\n<p>Il capitolo dell\u2019adolescenza si lega al Gruppo <strong>Odradek<\/strong>, di nuovo una puntuale (e dichiarata, in didascalia) citazione kafkiana: una creatura immaginaria e indefinibile, cos\u00ec come indefinita \u00e8 l\u2019opposizione di Jonas e dei suoi amici al regime, basata sulla letteratura. Sarebbe facile farne una ragione di forza ideale, invece Giardino non dissimula la debolezza di questa opposizione letteraria.<\/p>\n<p>I libri salvano Jonas, \u00e8 vero, ma non del tutto, non lo trasformano miracolosamente in un eroe, gli consentono di sopravvivere, grazie alla flebilissima rete di resistenza culturale al totalitarismo. La citazione di <strong>Hasek<\/strong> e il suo <em>Il buon soldato Sc\u2019v\u00e8ik<\/em> sembra soprattutto un omaggio all\u2019amico di Kafka (p.78), mentre quello de <em>La madre<\/em> di <strong>Gorkij<\/strong> (p.84) non \u00e8 casuale, perch\u00e9 riflette il diverso rapporto tra la madre del romanzo russo (che diviene la madre di tutti i giovani attivisti compagni del figlio) e quella di Jonas: quando egli trova l\u2019Odradek, inizia ad accentuarsi il solco tra loro. <strong>Lysenko<\/strong>, psantemente schernito a p.91, non \u00e8 un romanziere ma un saggista, che nella sua opera sostenne una tesi alternativa, anticapitalista, alla genetica che si andava affermando in quel periodo (e che a Stalin non piaceva per il suo darwinismo naturale che sembrava continuare in modo ovvio col darwinismo sociale del liberismo). Una citazione che acquisisce ancora pi\u00f9 senso nella texture del romanzo, confrontata con quella del Galilei di prima (e, pi\u00f9 avanti, col <strong>Darwin<\/strong> ideologicamente deformato insegnato al Liceo degli amici di Jonas): non solo la letteratura, ma anche la scienza \u00e8 oggetto di persecuzione ideologica sotto il totalitarismo.<\/p>\n<p>I poeti amati dagli Odradek, ovviamente, sono spesso censurati come la <strong>Achmatova<\/strong>, ma <strong>Simonov<\/strong> invece \u00e8 \u201clegale\u201d. Pinkel istruisce invece Jonas sui grandi classici, che egli ha tradotto: \u201cPadri e figli\u201d di <strong>Turgenev<\/strong>, caposaldo del nichilismo, \u201cLe anime morte\u201d di <strong>Gogol<\/strong>, che dice molto del cinismo della politica. Ma Jonas continua a essere legato a filo doppio a Kafka, e a letto ne legge il diario (p.106).<\/p>\n<p>\u201cLa passeggiata\u201d di <strong>Walser<\/strong> \u00e8 di nuovo un modo per costruire (113) il contesto di Kafka, con cui Pinkel e Blodel si rivelano essere stati in contatto, e che diviene un sintomo del declino della Praga sotto il controllo comunista. Kafka \u00e8 l\u2019autore che Jonas porta alla riunione di Odradek, mentre Zdenek porta il ben pi\u00f9 pericoloso <strong><em>Buio a mezzogiorno<\/em><\/strong>, di cui aveva accennato all&#8217;inizio, il cui ritrovamento non viene affatto sottovalutato e accelera gli eventi verso la concitata conclusione del capitolo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_638\" aria-describedby=\"caption-attachment-638\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-638 size-medium\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/07\/vineta-jonas-fink-vittorio-giardino-1523448523770-800x449.jpg\" alt=\"La primavera di Praga\" width=\"800\" height=\"449\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/07\/vineta-jonas-fink-vittorio-giardino-1523448523770-800x449.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/07\/vineta-jonas-fink-vittorio-giardino-1523448523770-1024x575.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/07\/vineta-jonas-fink-vittorio-giardino-1523448523770.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-638\" class=\"wp-caption-text\">\u00a0<\/figcaption><\/figure>\n<p>La terza parte, quella pi\u00f9 recente, si colloca prevedibilmente nella illusoria \u201cPrimavera di Praga\u201d, che costitu\u00ec la definitiva conclusione sulle illusioni di un possibile \u201ccomunismo dal volto umano\u201d. Cos\u00ec come \u00e8 apparente il successo di Jonas, che sembra un uomo risolto ma \u00e8 braccato dai suoi antichi demoni, <strong>\u201csi \u00e8 rinchiuso nel Castello\u201d<\/strong>, come gli annota pacato &#8211; citando sempre Kafka &#8211; il mentore Pinkel (garbatissimo, ma sempre di sincerit\u00e0 impietosa verso il giovane discepolo) che stronca anche il suo tentativo letterario. Jonas Fink l&#8217;ha intitolato<em> Senza domani<\/em>, un\u2019opera gi\u00e0 del settecentesco <strong>Denon<\/strong>, non lontano da certe opere meno estreme di <strong>Sade<\/strong>, ma che \u00e8 qui una citazione carpiata: il romanzo \u00e8 infatti al centro del convegno\u00a0 de <em>La lentezza<\/em>, opera di <strong>Kundera<\/strong> dove ritorna non solo il tema del comunismo, ma perfino un entomologo caduto in disgrazia dopo la Primavera di Praga.<\/p>\n<p>E se i cospiratori dell\u2019<em>ancien regim<\/em>e comunista emergono in tutta la loro bassezza in un crescendo che dal complotto arriva all\u2019orrore della tortura e dell\u2019omicidio, Jonas non appare un eroe, e il suo modo di gestire le sue due storie d&#8217;amore mostra le sue insicurezze e contraddizioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-639 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/07\/couv_319907-1.jpg\" alt=\"Il libraio di Praga\" width=\"400\" height=\"560\" \/><\/p>\n<p>Il ritorno nel 1990 \u00e8 particolarmente cupo, per essere un segno di una vittoria che storicamente, comunque, vi \u00e8 stata: Fuong e Tatjana hanno subito entrambe le conseguenze delle scelte di Jonas, la libreria Pinkel \u00e8 divenuta una boutique, la birreria \u00e8 divenuta una discoteca, e qui ha luogo l\u2019ultimo incontro con Muda (che ne era avventore gi\u00e0 all&#8217;inizio: la precisione del meccanismo della trama \u00e8 sempre impeccabile in Giardino). Il piccolo gerarca comunista, pur sconfitto dalla storia, vince a suo modo quell\u2019ultimo confronto, e in ogni caso sopravvive certo stancamente ma senza dover rispondere dei suoi crimini (esattamente come avvenne per i totalitarismi nazifascisti, del resto).<\/p>\n<p>Detto quanto sopra per la trama, va evidenziato che a dare un <strong>forte senso di letterariet\u00e0<\/strong> alle opere di Giardino sta anche \u2013 e non sembri un paradosso \u2013 la <strong>perfetta competenza nella gestione del medium fumetto e del suo specifico<\/strong>. Il montaggio di tavola di Giardino \u00e8 infatti efficace, elegante, ma volto a \u201csparire\u201d nella percezione del lettore. La sua \u00e8 una griglia a met\u00e0 strada tra quella italiana e quella francese (bench\u00e9 poi il minuzioso dettaglio che lo contrassegna richieda un formato ampio), a volte di tre, a volte di quattro strisce; a volte, per via dell\u2019intreccio tra vignette non divise per fila, sospeso tra queste due soluzioni. Un montaggio estremamente leggibile (il che non vuol dire, chiaramente, banale o semplice da realizzare: tutt\u2019altro) che, per il lettore italo-francese di fumetto popolare risulta facilmente accessibile. La stessa chiarezza \u00e8 quella che traspare dal segno, una distinta <em>ligne claire<\/em> dettagliata e minuziosa come richiede il gusto di un preciso romanzo storico. <strong>Particolarmente efficace \u00e8 poi il lettering<\/strong>, uno dei tratti pi\u00f9 singolari di Giardino: infatti, non si adotta il maiuscolo come avviene nella grande maggioranza dei fumetti, ma uno stampatello minuscolo che rimanda subito ad un <strong>carattere pi\u00f9 \u201clibresco\u201d del testo<\/strong>.<\/p>\n<p>Insomma, per concludere: un recente intervento online sulla critica a fumetti di <strong>Roberto Recchioni<\/strong> parlava della necessit\u00e0 di ampliare il canone fumettistico oltre ai soliti nomi ipercitati: <strong>Manara, Pratt, Crepax<\/strong> come trimurti del fumetto d\u2019autore (con <strong>Magnus<\/strong> quale autore non sinottico, a volte), ad esempio, o <strong>Moore<\/strong> and <strong>Miller<\/strong> per il fumetto americano caro alla generazione successiva, cui Recchioni aggiungeva, a titolo d\u2019esempio, <strong>Morrison<\/strong> e un suo capolavoro poco citato, We3.<\/p>\n<p>Tornando invece sul canone italiano, credo che Giardino \u2013 pur gi\u00e0 conosciuto e apprezzato \u2013 meriti davvero di essere (insieme ad altri: per me, in primis, <strong>De Luca<\/strong>) integrato ai nomi fondamentali di quella generazione. E probabilmente, in questo canone da costruire, il <em>Jonas Fink<\/em> potrebbe essere il suo capolavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jonas Fink di Vittorio Giardino \u00e8 un romanzo a fumetti intriso di letteratura, a partire da Kafka.<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":639,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Jonas Fink: la resistenza discreta della letteratura - Come un romanzo","description":"Jonas Fink di Vittorio Giardino \u00e8 un romanzo a fumetti intriso di letteratura, a partire da Kafka."},"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[116,113,115,114,112],"class_list":["post-634","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto","tag-fink","tag-franz-kafka","tag-jonas","tag-jonas-fink","tag-vittorio-giardino"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/634","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=634"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/634\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/639"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=634"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=634"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=634"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}