{"id":624,"date":"2018-06-21T10:11:22","date_gmt":"2018-06-21T08:11:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=624"},"modified":"2019-12-17T19:20:19","modified_gmt":"2019-12-17T18:20:19","slug":"maturita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/maturita\/","title":{"rendered":"La maturit\u00e0 del fumetto"},"content":{"rendered":"
Finora, al nuovo esame di maturit\u00e0 non si \u00e8 mai parlato di fumetto.
\nSarei lietissimo di essere smentito: per\u00f2, insegnando italiano alle scuole superiori, utilizzo ampiamente le tracce proposte negli anni precedenti per far esercitare i miei studenti all’esame (sono materiali spesso interessanti, oltretutto): e finora un tema sul fumetto non mi \u00e8 ancora capitato tra le mani. Nei temi dell’anno scorso si parlava di emoij, che \u00e8 un argomento degnissimo di essere trattato in un tema di maturit\u00e0, ma forse una forma espressiva meno rilevante di un medium che ha superato ampiamente il secolo della sua vita “moderna” (anche nella sola Italia) e che ha radici pi\u00f9 profonde come “arte sequenziale”.<\/p>\n
Ci sono stati temi sulla fantascienza, sui videogame (in chiave critica, prevalentemente): sul fumetto, per ora, no. E non sembra probabile averli a breve, dato che il ministro dell’istruzione attuale ha mostrato il suo scetticismo verso i “fumetti da spiaggia”, cui preferisce il classico “buon libro”. Io credo e mi auguro che fosse un passaggio distratto in un’intervista concessa ancora da semplice provveditore: per\u00f2, proprio il fatto che sia stata ripresa con tanta enfasi, dimostra che il fumetto a suo modo “fa notizia”. E quindi, non va escluso da una maturit\u00e0 che, giustamente, vuole insegnare pi\u00f9 che il “tema” astratto (che criticava un pedagogista del livello di Lorenzo Milani, criticando formule vuote come “Parlano le carrozze ferroviarie…”) la stesura dell’articolo di giornale. Ci pensi il ministro per la prossima tornata (questa \u00e8 ancora stata approvata, ad aprile, dall’ex ministro Fedeli).<\/p>\n
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<\/p>\n Se per\u00f2 il fumetto non appare, un candidato coraggioso e ben formato culturalmente in quest’ambito potrebbe inserirlo agevolmente in tutti i temi, una fonte aggiuntiva in grado di dimostrare una cultura generale a tutto tondo (magari assieme a qualche citazione cinematografica, musicale, o perch\u00e9 no videoludica).<\/p>\n Il primo titolo offerto parlava del Giardino dei Finzi Contini<\/em> (1962) di Bassani, chiedendo esplicitamente in conclusione una riflessione su altri testi che trattino il tema della Shoah. Un allievo coraggioso avrebbe potuto inserire, accanto ad opportuni riferimenti letterari e cinematografici, anche un rimando, per dire, al Doktor Terror di Tiziano Sclavi, che mostra come sia difficile ritenere quel passato davvero sepolto.<\/p>\n Il tema artistico-letterario ragiona sul concetto di solitudine, affiancando l’analisi di opere d’arte a quella di brani letterari. Come in tutti i temi, il candidato pu\u00f2 aggiungere per\u00f2 dei riferimenti personali, e questo a mio avviso \u00e8 il tema (come tipologia) che pi\u00f9 si presterebbe a un allargamento iconografico. Il tema della solitudine dell’eroe \u00e8 un tema frequente nel fumetto supereroico: forse uno dei casi pi\u00f9 paradigmatici \u00e8 quello del Dottor Manhattan in Watchmen,\u00a0<\/em>dove tutta la sequenza marziana \u00e8 una lunga riflessione sull’isolamento prodotto dai suoi poteri.<\/p>\n Il tema economico diviene una riflessione sulla creativit\u00e0 come componente essenziale del lavoro contemporaneo. Su questo, pi\u00f9 ancora che un singolo fumetto, \u00e8 tutta la riflessione sul medium che – ovviamente, come le altre forme espressive – pone un ragionamento non banale e magari anche un po’ critico sulla prospettiva pi\u00f9 ottimistica del titolo proposto: in quale misura, in un lavoro, si pu\u00f2 davvero coniugare la creativit\u00e0 con la necessaria parte meccanica, ripetitiva? Ovviamente, presumo che una riflessione sul fumetto possa scaturire, in primis, nei licei artistici, negli istituti grafici e d’arte, o magari in chi, dopo un percorso diverso, liceale e non, voglia proseguire in questa direzione i suoi studi. Se dovessi qui consigliare una citazione particolarmente appropriata \u00e8 quella di Andrea Pazienza (di cui sarebbe anche, tanto per dire, il trentennale, naturalmente nemmeno ipotizzato come occasione di omaggio).<\/p>\n Il saggio\/articolo d’impianto storico-politico chiede una riflessione sulla propaganda e sul suo potere. Anche qui, il fumetto rientra perfettamente nella riflessione come contenuto pi\u00f9 che come singola opera sull’argomento (bench\u00e9 non manchino, ovviamente, da V for Vendetta<\/em> a Martha Washington<\/em> di Miller): affrontando il totalitarismo imperfetto fascista, sarebbe inevitabile sottolineare la sua colonizzazione anche dell’immaginario fumettistico (e, simmetricamente, il fumetto americano dei supereroi sar\u00e0 usato in chiave propagandistica opposta). Potrei consigliare Italino<\/em> di Antonio Rubino, ma credo che a un ragazzo di diciott’anni suggerirei piuttosto una lettura (magari un po’ critica) di Capitan America – anche qualche albo storico.<\/p>\n Il tema tecnico scientifico richiede una riflessione sugli usi e gli abusi della genetica, e sulla possibilit\u00e0 di applicare la clonazione – riuscita, in quest’anno, per le scimmie – anche all’uomo. Un fumetto come Nathan Never ha affrontato ampiamente il problema nel vasto ciclo dei mutati, a partire dalla prima storia dedicata al tema, il numero 10.<\/p>\n Il tema storico vero e proprio chiede di affrontare il problema dell’Europa divisa, nell’immediato dopoguerra, tra le due grandi superpotenze in conflitto: una tensione che minacciava di dilaniare il continente ormai allo stremo dopo le due guerre mondiali, e che venne invece ricucita dal lento lavoro di De Gasperi prima, di Aldo Moro poi. La citazione del muro di Berlino mi pare quasi obbligata, e quindi c’\u00e8 anche un bel fumetto de Le Storie di casa Bonelli che pu\u00f2 fare al caso in questo frangente:<\/p>\n
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