{"id":580,"date":"2018-04-26T21:29:00","date_gmt":"2018-04-26T19:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=580"},"modified":"2018-04-27T23:00:17","modified_gmt":"2018-04-27T21:00:17","slug":"providence","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/providence\/","title":{"rendered":"L&#8217;uomo d(ell)a Providence"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-590 size-medium\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/providence1-518x800.jpg\" alt=\"Providence\" width=\"518\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/providence1-518x800.jpg 518w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/providence1.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px\" \/><\/p>\n<p>Ho finalmente letto\u00a0<em>Providence<\/em> (2015-2017), il celebre recente fumetto di Alan Moore ambientato nel mondo di <strong>H. P. Lovecraft<\/strong>. Non si tratta di un classico &#8220;adattamento a fumetti&#8221; di una singola opera letteraria, come quelle di cui mi sono occupato in prevalenza su questo blog: Alan Moore piuttosto utilizza il materiale narrativo delle opere lovecraftiane per costruire un nuovo lavoro che riprende quell&#8217;orrore e lo risignifica profondamente.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;operazione \u00e8 quindi estremamente complessa<\/strong>, come spesso Alan Moore ci ha abituato. Va tra l&#8217;altro premesso che lo stesso Lovecraft favor\u00ec con entusiasmo la nascita di una &#8220;scuola del New England&#8221; che riprendesse la sua mitologia, contribuendo a mantenerne in vita la fama e l&#8217;influenza (un processo &#8220;virale&#8221; ante-litteram, elemento su cui Moore riflette nell&#8217;opera). Anche il fumetto ha una sua lunga storia di adattamenti lovecraftiani, ben ricostruita (in parte) in questo interessante approfondimento <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/ottanta-anni-solitario-providence\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>. Alan Moore si inserisce quindi in un filone previsto e in qualche modo prescritto dall&#8217;autore, ma al tempo stesso lo scardina profondamente.<\/p>\n<p><strong>Il rapporto con il corpus mooriano.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-588 size-medium\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/Nemo-Heart-Of-Ice-2-1-1-800x600.jpg\" alt=\"Lovecraft\" width=\"800\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non \u00e8 la prima volta che Moore si confronta con H.P.L.: accenni al suo lavoro appaiono nella<strong> <em>Lega degli Straordinari Gentlemen<\/em> (1999)<\/strong>, un pastiche di tutta la letteratura fantastica di fine Ottocento e inizio Novecento. Qui, per\u00f2, il rimando a Lovecraft \u00e8 marginale, e comunque fuso in un calderone molto pi\u00f9 vasto dove tali riferimenti incidono relativamente poco.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-589 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/2515291-02a.jpg\" alt=\"Neonomicon\" width=\"400\" height=\"627\" \/><\/p>\n<p>Ma, soprattutto, \u00e8 <strong><em>Neonomicon<\/em> (2010)<\/strong>, gi\u00e0 con Burrows ai disegni, ad avviare un lavoro su Lovecraft a cui si ricongiunger\u00e0 questo <em>Providence<\/em>. Gi\u00e0 qui il lavoro su Lovecraft \u00e8 intanto pi\u00f9 centrale, e poi pi\u00f9 meditato: la cornice a noi contemporanea, tuttavia, rende il rimando al mondo dei suoi miti ancora piuttosto distante. In ogni caso, il <em>Neonomicon<\/em> \u00e8 strettamente connesso a <em>Providence<\/em>, e costituisce una lettura preliminare pressoch\u00e9 obbligata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-591\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/download.jpg\" alt=\"From Hell\" width=\"333\" height=\"447\" \/><\/p>\n<p>Con <em>Providence <\/em>dunque\u00a0il tema lovecraftiano diviene assolutamente centrale: siamo negli anni di Lovecraft, nell&#8217;America che fa da sfondo alla vita dell&#8217;autore e ai suoi racconti. Le citazioni dal corpus lovecraftiano sono minuziose, precise, accurate, oggetto evidente di un maniacale studio dell&#8217;autore. Un lavoro che ricorda un simile, parallelo scavo storico operato da Moore: quello sul primo serial killer riconosciuto, <strong>Jack Lo Squartatore<\/strong>, oggetto del suo notevole <strong><em>From Hell<\/em><\/strong> (1991-1996). Qui siamo nell&#8217;Inghilterra di fine &#8216;800, ovviamente, mentre con <em>Providence<\/em> siamo negli USA del 1919: ma lo sviluppo che Moore d\u00e0 alla vicenda di Jack &#8211; seguendo una mitologia consolidata nella pop culture, che Moore eleva a livello dell&#8217;arte &#8211; va nella stessa direzione della lettura data di Lovecraft: dietro a queste figure si nasconde l&#8217;intricato complotto di una complessa scena occulta.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-592\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/download-1.jpg\" alt=\"Watchmen\" width=\"274\" height=\"421\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La struttura dell&#8217;opera ricorda poi per alcuni versi quella del pi\u00f9 noto capolavoro mooriano (alla pari con <em>V for Vendetta<\/em>), <strong><em>Watchmen<\/em> <\/strong>(1986), in cui riscrive il mito dei supereroi. Innanzitutto la scansione in dodici parti (che in <em>Watchmen<\/em> ha un valore simbolico ancora pi\u00f9 intenso, in connessione col tema dell&#8217;orologio), e poi l&#8217;alternanza di parti fumettistiche e corpose parti testuali (qualcosa di analogo ricorre in alcuni capitoli dei <em>Gentlemen<\/em>). Una natura ibrida che, a rigore, renderebbe queste opere a cavallo tra fumetto puro e letteratura, pur nel prevalere della prima componente. Tuttavia in opere cos\u00ec stratificate non ha poi un cos\u00ec grande rilievo il mero dato del numero di pagine, e in Providence l&#8217;importanza delle parti testuali \u00e8 forse ancora pi\u00f9 rilevante per dare un dettaglio che potrebbe essere rivelatore nell&#8217;interpretare un oscuro episodio.<\/p>\n<p><strong><em>Providence<\/em>: i testi di Moore, i disegni di Burrows.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-593 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/99f99316248cac5362ee37f6d570e9a2._SX1280_QL80_TTD_.jpg\" alt=\"Yellow Sign\" width=\"400\" height=\"615\" \/><\/p>\n<p>La trama di partenza \u00e8, in teoria, semplice: il giovane <strong>Robert Black<\/strong> (riflesso del Robert Blake lovecraftiano), brillante giornalista e aspirante scrittore, inizia a indagare sui misteri connessi ai miti lovecraftiani, addentrandosi sempre pi\u00f9 nei misteri che essi contengono. In questo modo Black, araldo oscuro degli Antichi contro la sua consapevolezza e il suo volere, diviene la guida del lettore nella discesa agli inferi del cosmo di Chtulhu e terrificanti soci. La trama viene fin da subito infarcita da Moore di rimandi dettagliatissimi al corpus lovecraftiano, che possono essere decrittati solo con una guida annotata, come la preziosissima\u00a0<strong><em>Facts in the Case of Alan Moore&#8217;s Providence<\/em>\u00a0<\/strong>di <strong>Joe Linton (<a href=\"https:\/\/factsprovidence.wordpress.com\/\">qui<\/a>).\u00a0<\/strong>La guida \u00e8 stata anche tradotta in italiano, con nuove annotazioni, <a href=\"https:\/\/zenosaracino.blogspot.it\/2016\/01\/providence-01-yellow-sign-di-alan-moore.html\"><strong>qui<\/strong><\/a>, sull&#8217;interessante blog dal dannunziano titolo di <em>Cronache bizantin<\/em>e, di Zeno Saracino.<\/p>\n<p>La collaborazione con il disegnatore Burrows \u00e8, come accennavamo, ottimale:\u00a0<strong>lo stile di Burrows<\/strong> &#8211; minuzioso, maniacale, dettagliatissimo, e (funzionale anche questo) non eccessivamente &#8220;bello&#8221; come segno, con la precisione che vince sempre sul piacere visivo puro &#8211; <strong>\u00e8 ideale<\/strong>\u00a0nel permettere a Moore di intarsiare dettagliatissime, microscopiche citazioni anche nei disegni, pensate per un lettore di fumetti afflitto da insonnia ideale.<\/p>\n<p>Sotto un profilo contenutistico, vanno annotate alcune particolarit\u00e0, che conferiscono complessit\u00e0 all&#8217;opera. Innanzitutto, <strong>Black \u00e8 omosessuale<\/strong>, in un&#8217;epoca in cui questo comporta gravi persecuzioni nell&#8217;America puritana sulla soglia del proibizionismo. Egli \u00e8 cos\u00ec costretto a rimanere celato, nascosto, in un nascondimento parallelo a quello delle creature lovecraftiane. Un modo anche per rileggere in modo critico l&#8217;omofobia e la xenofobia di Lovecraft, figlie della sua epoca ma anche delle paranoie personali dell&#8217;autore, ma soprattutto &#8211; e qui \u00e8 la valenza maggiore &#8211; per sovrapporre alla paranoia sovrannaturale la paranoia naturale di una soffocante oppressione (pi\u00f9 sullo sfondo, qualcosa di analogo vale per le donne, i lavoratori, i neri). Tra l&#8217;altro nell&#8217;opera si sembra sottolineare che i due tipi di paranoia sono accostati, ma l&#8217;una non diviene metafora dell&#8217;altra: ogni qual volta che Black legge, erroneamente, i testi di Lovecraft ed altri come &#8220;allegorie&#8221; commette una serie di errori che finiscono per ritorcersi contro di lui.<\/p>\n<p>In second&#8217;ordine, il mondo descritto da Moore \u00e8 molto simile al nostro, ma non \u00e8 il nostro: se in <em>Neonomicon<\/em> vi erano le grandi cupole protettive a distinguere il loro presente da quello reale, qui l&#8217;elemento di distinzione (prima delle cupole, che appaiono anche qui: \u00e8 lo stesso mondo di <em>Neonomicon<\/em>) \u00e8 dato dall&#8217;<strong>esistenza di cabine di suicidio che consentono una sorta di inquietante eutanasia assistita<\/strong>, presentate fin dall&#8217;inizio. Un elemento che mantiene chiaro, fin da subito, il gioco multidimensionale tipico di Lovecraft.<\/p>\n<p><strong><em>Providence<\/em>: il lavoro sulla griglia e sul montaggio.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-583 size-medium\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/16_26-1-520x800.jpg\" alt=\"Providence\" width=\"520\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/16_26-1-520x800.jpg 520w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/16_26-1-666x1024.jpg 666w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/16_26-1.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/p>\n<p>Il tutto \u00e8 servito da un lavoro magistrale sulla griglia fumettistica.<\/p>\n<p>La <strong>griglia<\/strong> adottata in entrambe le opere \u00e8 infatti, di base (come gi\u00e0 nel <em>Neonomicon<\/em>), quella costituita da <strong>quattro pannelli sovrapposti<\/strong>, come nell&#8217;esempio qui sopra, richiamando per certi versi uno<strong> schermo cinematografico<\/strong>. Lo schema pu\u00f2 essere spezzato da una <em>splash page<\/em>, abbastanza frequente, o dall&#8217;unione di due vignette in una quadrupla: ma la struttura \u00e8 basata fortemente su questo modello. Lo <strong>schema <\/strong>diviene poi<strong> verticale<\/strong> in occasione della <strong>discesa in altre dimensioni tramite l&#8217;inconscio<\/strong> dei personaggi: ma \u00e8 una variazione che rafforza lo schema di partenza.<\/p>\n<p>Moore usa per\u00f2 un altro sottile stilema con enorme efficacia: il <strong>contorno delle vignette \u00e8 impercettibilmente irregolare<\/strong>; in alcuni casi, per\u00f2, diviene squadrato (la forma pi\u00f9 tipica del fumetto) quando la scena \u00e8 osservata da qualcuna delle creature superiori che, dai loro <em>intermundia<\/em>, seguono in vorace, inquietante attesa le azioni degli inconsapevoli umani.\u00a0Agendo quasi ai margini della percezione, ha un effetto subliminale, quasi ipnotico, che ne aumenta l&#8217;inquietudine.\u00a0 Le vignette dal contorno squadrato vengono\u00a0 ri-significate: non \u00e8 pi\u00f9 una scena generica, ma \u00e8 la soggettiva di un essere esterno, inquietante.<\/p>\n<p><strong>Lo sfondo, come possiamo notare, \u00e8 sempre nero<\/strong>. La cosa pu\u00f2 apparire un puro stilema estetico, ma il protagonista, Robert Black, richiama nel nome il nero, oltre a rimandare all&#8217;eroe lovecraftiano quasi omonimo Robert Blake. Black &#8211; come si coglie fin dall&#8217;esordio dell&#8217;opera &#8211; svolge il ruolo di un riluttante araldo delle potenze degli Antichi giunti alla soglia del loro risveglio, e fin qui la cosa \u00e8 un classico lovecraftiano molto ben giocato.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un altro<strong> &#8220;araldo che viene dal nero&#8221;<\/strong>, fuori dai contorni delle vignette: il lettore che (come gli inquietanti e mai del tutto chiariti &#8220;osservatori occulti&#8221; implicati dal testo) esamina ci\u00f2 che avviene in &#8220;Providence&#8221; da un&#8217;altra dimensione.<\/p>\n<p>Inoltre, in questo modo viene<strong> abolito il segno di contorno che delimita le vignette: ma ogni tanto esso viene reintrodotto<\/strong>, tendenzialmente per marcare una sequenza onirica, che non si verifica davvero (mentre le scene dai bordi squadrati sono reali, ma con una &#8220;presenza&#8221; non visibile). Una marcatura, di nuovo, minima, subliminale, che va osservata dal lettore con cura.<\/p>\n<p>Ma dove il montaggio si rivela particolarmente brillante nell&#8217;adattare la cosmogonia lovecraftiana \u00e8 nel <strong>&#8220;time out of joint&#8221; tipico dell&#8217;autore<\/strong>. Lo spaziotempo si infrange e si decompone, riassemblandosi in nuove sequenze spezzate. Una <strong>sensazione che \u00e8 resa perfettamente dalla sequenzialit\u00e0 del fumetto<\/strong>, ancor meglio che dalla narrativa (quando, naturalmente, a maneggiare le sequenze \u00e8 una mano magistrale).<\/p>\n<p>Lo scorrere del tempo \u00e8 infatti nel fumetto una convenzione (in continua evoluzione) che si sviluppa grazie a una forte collaborazione del lettore nelle closure temporali e causali: Moore va gradualmente &#8211; coerentemente con l&#8217;orrore cosmico messo in campo &#8211; a <strong>decostruire le <em>closure<\/em> tra varie sequenze, fino a uno stordimento e uno sperdimento assoluto del lettore<\/strong>, che non \u00e8 per\u00f2 un facile onirismo ma una pista che &#8211; con enorme fatica &#8211; si pu\u00f2 ricostruire appunto con uno scavo paranoide nel testo (difficile farlo del tutto). John Carcosa (gi\u00e0 in <em>Neonomicon<\/em>) costituito da una sottile sovrapposizione di &#8220;fogli dimensionali&#8221; \u00e8 un evidente rimando a questa tridimensionalit\u00e0 impossibile delle vignette (parallela alla &#8220;quadridimensionalit\u00e0 impossibile&#8221; della nostra realt\u00e0).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-595 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/carcosa.jpg\" alt=\"Carcosa\" width=\"400\" height=\"618\" \/><\/p>\n<p><strong><em>Providence<\/em>: alcune provvisorie conclusioni.<\/strong><\/p>\n<p>Nel modo che abbiamo sommariamente descritto, Moore riesce dunque a introdurre una miriade di <em>layers<\/em> interpretativi: l&#8217;inquadratura, le simmetrie di tavola, i dettagli nascosti nei pi\u00f9 minuziosi particolari.<\/p>\n<p>Il punto dove questa <strong>vertiginosa molteplicit\u00e0 di piani<\/strong> diviene esplicita \u00e8 nell&#8217;apertura del terzo volume (o, nella scansione originale in 12 puntate, all&#8217;inizio del capitolo 10, che apre l&#8217;ultimo terzo del lavoro). &#8220;Come ti ha trattato Providence finora?&#8221; chiede un personaggio all&#8217;io narrante Black, visto in soggettiva dal lettore. Ci sono quattro sensi che si sovrappongono: quello letterale (Black \u00e8 giunto a Providence), quello allegorico che potrebbe cogliere anche Black (&#8220;come ti ha trattato la Provvidenza?&#8221; ci torneremo), quello simbolico che pu\u00f2 cogliere il lettore, su Black (&#8220;come ti ha trattato il romanzo a fumetti <em>Providence<\/em>?&#8221; di cui Black, ma non noi, ignora l&#8217;esistenza) oppure su s\u00e9 stesso, rivolgendo questa domanda non al personaggio-mediatore ma, appunto, al lettore stesso. Quattro sensi per una semplice battuta di dialogo, come i quattro sensi dell&#8217;esegesi biblica o dantesca: il che fa intravvedere la difficolt\u00e0 di un&#8217;analisi di quest&#8217;opera che non sia un lavoro equivalente perlomeno a una tesi universitaria.<\/p>\n<p>La domanda tra l&#8217;altro \u00e8 ironica, nel senso metaletterario, ma anche sarcastica su tutti e quattro i livelli: Black \u00e8 stato violato (non solo figurativamente) in vari modi possibili nel suo progresso nella terrificante conoscenza dei miti lovecraftiani. Alla rigida censura della sessualit\u00e0 di Lovecraft, infatti, Moore oppone un&#8217;iper-sessualit\u00e0 estremamente esplicita, dichiaratamente pornografica, pi\u00f9 drammatica qui che in <em>Neonomicon,\u00a0<\/em>mai gratuita e sempre funzionale nel far emergere, freudianamente, quello che in Lovecraft era inquietante perch\u00e9 implicito.<\/p>\n<p>All&#8217;opera aggiunge qualcoa, probabilmente in modo volontario, anche il traduttore <strong>Leonardo Rizzi<\/strong>. Il diario di Black \u00e8 infatti definito <strong>&#8220;Zibaldone&#8221;<\/strong>. Definizione corretta, anche se dotta e, ovviamente, tutt&#8217;altro che neutra: il nome oggi si associa infatti quasi esclusivamente all&#8217;omonimo <em>Zibaldone<\/em> di Leopardi, le sue annotazioni filosofiche poi trasposte nelle sue opere poetiche e narrativo-filosofiche (le <em>Operette morali<\/em>). La cosa crea inevitabilmente un&#8217;eco tra l&#8217;orrore cosmico di Lovecraft-Moore e il pessimismo cosmico (ci si consenta questa sintesi oggi messa in discussione) di Leopardi: due materialismi nichilistici fondati sull&#8217;analogo &#8220;solido nulla&#8221; di un cosmo indifferente all&#8217;uomo, se non di fatto ostile. Cthulhu che si erge nella tempesta e la Natura che sorge dalle montagne per dialogare con un coraggioso Islandese hanno qualche parentela tra di loro, in fondo. Se da un lato la citazione \u00e8 gustosa, il fatto che essa legittimi una nuova lettura (Leopardi\/Lovecraft\/Moore) non prevista dall&#8217;autore evidenzia come l&#8217;opera andrebbe probabilmente, qui pi\u00f9 che in altri casi, letta in originale. La cosa curiosa \u00e8 che proprio Moore invece riprende un tema caro all&#8217;altro grande autore italiano dell&#8217;Ottocento, <strong>Manzoni<\/strong>. Il discorso su Providence (la citt\u00e0 di Lovecraft, che ritorna mascherata nei suoi racconti) diviene un discorso anche sulla Provvidenza, ovviamente per rovesciarne la positivit\u00e0: se c&#8217;\u00e8 un destino provvidenziale, \u00e8 indifferente a noi e per noi pericoloso, e provvede solo alla nostra distruzione con il risveglio di forze pi\u00f9 grandi di noi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-599 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/mystere-1.jpg\" alt=\"Martin Mystere\" width=\"400\" height=\"533\" \/>\u00a0 \u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-600 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/04\/mystere2-1.jpg\" alt=\"Martin Mystere e Lovecraft\" width=\"400\" height=\"560\" \/><\/p>\n<p>Infine, il multiverso lovecraftiano era gi\u00e0 stato esplorato da <strong>Alfredo Castelli<\/strong> ne <em>La casa ai confini del mondo<\/em>, su Martin Mystere nel 1982, con paradossi molto simili a quelli che mette in campo anche Alan Moore. Ci\u00f2 non implica certo una derivazione dell&#8217;autore inglese, ma semplicemente una comunanza di temi.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 di questo possibile &#8220;capitolo italiano&#8221;, <strong>l&#8217;opera \u00e8 quindi di una notevole, ammirevole e affascinante complessit\u00e0 filosofica<\/strong>: non solo si adattano le concezioni gi\u00e0 avanzate di Lovecraft, ma esse vengono ulteriormente problematizzate con una consapevolezza pi\u00f9 ampia del discorso nichilistico (aggiornamento che deriva a Moore, ovviamente, anche solo dal trovarsi dall&#8217;altro capo del Novecento, e dallo sfruttare un progredire del dibattito scientifico e metafisico). <strong>Un grande affresco di nichilismo &#8220;cosmico&#8221;, un nuovo tassello della Grande Opera del Bardo di Northampton.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Providence&#8221; di Alan Moore e Jacen Burrows traspone in fumetto gli incubi di Lovecraft.<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":600,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"L'uomo d(ell)a Providence - Come un romanzo","description":"\"Providence\" di Alan Moore e Jacen Burrows traspone in fumetto gli incubi di Lovecraft."},"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[99,100,103,102,101],"class_list":["post-580","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto","tag-alan-moore","tag-jacen-burrows","tag-lovecraft","tag-neonomicon","tag-providence"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/580","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=580"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/580\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/600"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=580"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=580"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=580"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}