{"id":566,"date":"2018-03-30T12:56:14","date_gmt":"2018-03-30T10:56:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=566"},"modified":"2018-03-30T12:56:14","modified_gmt":"2018-03-30T10:56:14","slug":"micheluzzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/micheluzzi\/","title":{"rendered":"Attilio Micheluzzi e gli adattamenti letterari"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-570\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/03\/principe.jpg\" alt=\"\" width=\"674\" height=\"554\" \/><\/p>\n<p>Sono giorni, questi, in cui il mondo del fumetto italiano vede le candidature ai <strong>premi Attilio Micheluzzi<\/strong>, legati al <strong>Comicon<\/strong> napoletano, importante manifestazione del settore.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dell&#8217;interessante quadro sulla scena del fumetto che tale premio offre, \u00e8 l&#8217;occasione per ricordare anche su questo blog la figura di Micheluzzi, indubbiamente un importante riferimento del canone fumettistico italiano, che il premio contribuisce a ricordare\u00a0(vedere <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/la-giuria-e-le-nomination-per-i-premi-attilio-micheluzzi-2018\/\"><strong>qua<\/strong><\/a> per le nomination in gioco).<\/p>\n<p>Micheluzzi, nato nel <strong>1930<\/strong> nell&#8217;<strong>Istria<\/strong> allora italiana, scomparve abbastanza precocemente a <strong>Napoli<\/strong> nel <strong>1990<\/strong> (dove, in giovane et\u00e0, si era laureato in architettura), a soli sessant&#8217;anni, con una produzione fumettistica molto estesa nei contenuti ma piuttosto limitata temporalmente (<a href=\"https:\/\/www.glamazonia.it\/old\/articoli\/micheluzzi\/micheluzzi.htm\"><strong>qui<\/strong> <\/a>un&#8217;ottima ricostruzione delle sue complesse vicende biografiche). Il suo esordio nel fumetto \u00e8 infatti solo nel <strong>1972<\/strong>, a <strong>42 anni<\/strong>, dopo l&#8217;abbandono della <strong>Libia<\/strong> in seguito al golpe di Gheddafi, con un segno fin da subito molto maturo: una finestra temporale di diciotto anni di produzione, ma con picchi molto significativi. Oltre alla potenza espressiva del tratto, al gusto per il dettaglio storico (specie bellico-tecnologico) influisce indubbiamente la formazione da architetto, ad alti livelli (all&#8217;atto del golpe gheddafiano era, pare, a un passo da ottenere la nomina di architetto di corte della monarchia libica), che gli d\u00e0 una visione potente e innovativa nella composizione di tavola, anche all&#8217;interno di griglie tutto sommato tradizionali, la gabbia all&#8217;italiana, che \u00e8 il linguaggio delle riviste per ragazzi all&#8217;interno delle quali muove molta della sua produzione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-571\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/03\/micheluzzi-800x395.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"395\" \/><\/p>\n<p>Il suo lavoro come disegnatore fumettistico inizia sul <em>Corriere dei Ragazzi<\/em>, dal <strong>1972<\/strong> al <strong>1976<\/strong>, ma \u00e8 col passaggio al <em>Giornalino<\/em> cattolico dei Paolini (dopo la chiusura del <em>Corrierino<\/em> nel 1976) che lavora sui suoi personaggi pi\u00f9 noti: <em>Capitan Erik, <\/em>personaggio di Claudio Nizzi del 1972, dove sostituisce Ruggero Giovannini, ma soprattutto <strong><em>Petra Ch\u00e9rie<\/em><\/strong>, da lui creata nel <strong>1977<\/strong> per la testata, e poi proseguita anche altrove. Le due serie sono &#8211; tra quelle del Giornalino di quegli anni &#8211; tra le pi\u00f9 vicine al cosiddetto &#8220;fumetto autoriale&#8221;; in particolare, in Petra Ch\u00e9rie confluiscono evidenti echi &#8211; profondamente reinterpretati del <em>Corto Maltese<\/em> di <strong>Hugo Pratt<\/strong>, riecheggiato nell&#8217;ambientazione (gli anni nei pressi della prima guerra mondiale; ma non manca neppure una storia veneziana), nei temi tra l&#8217;avventura e il gioco di spie, mentre l&#8217;aspetto di Petra, con una capigliatura che pu\u00f2 ricordare Louise Brooks, diva del muto di poco successiva (nata nel 1906, attiva dal 1923) pu\u00f2 richiamare in parte la <em>Valentina<\/em> di <strong>Guido Crepax<\/strong>.<\/p>\n<p>Forse proprio per la forte personalit\u00e0 autoriale del segno che Micheluzzi mette a punto in quegli anni, la sua penna viene scelta anche per alcuni adattamenti letterari a fumetti, un genere che in particolare il <em>Giornalino<\/em> ha sempre curato particolarmente, anche per l&#8217;ovvia natura &#8220;educativa&#8221; che in questo modo veniva conferita al fumetto. Tuttavia \u00e8 innegabile anche il tentativo della testata di mantenere una certa &#8220;autorialit\u00e0&#8221; degli adattamenti messi in campo (il caso principe \u00e8, ovviamente, quello degli sperimentali adattamenti shakespeariani di <strong>Gianni De Luca<\/strong>, di poco precedenti), e il segno di Micheluzzi indubbiamente conferisce eleganza sotto il profilo visuale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-572\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/03\/principe-Copia-800x389.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"389\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/03\/principe-Copia.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/03\/principe-Copia-636x310.jpg 636w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p><strong><em>Il principe e il povero<\/em> (1979)<\/strong>, su testi di <strong>Roudolph (Raul Traverso)<\/strong>, \u00e8 uno dei primi esempi al proposito, che si pu\u00f2 leggere <a href=\"https:\/\/corrierino-giornalino.blogspot.it\/2010\/10\/il-principe-e-il-povero-1-puntata.html\"><strong>qui<\/strong><\/a>. Innegabile il buon lavoro di sintesi operato dallo sceneggiatore, che tuttavia non manca di elidere &#8211; volontariamente o meno &#8211; i passaggi pi\u00f9 autenticamente controversi del romanzo di Mark Twain del 1881. Concepito gi\u00e0 qui come romanzo per ragazzi, l&#8217;opera contiene per\u00f2 tra le righe &#8211; in una forma adatta al suo pubblico &#8211; un sottile messaggio socialisteggiante sull&#8217;assurda commedia dei ruoli sociali, dimostrato dallo scambio di ruoli tra i due personaggi. Appare invece sottilmente accentuata la negativit\u00e0 di <strong>Enrico VIII<\/strong>, re anticattolico e padre dello scisma anglicano, nonostante sia un elemento gi\u00e0 presente nell&#8217;opera originaria. Tuttavia va riconosciuto che <strong>non vi \u00e8 censura: la figura del folle eremita che odia il re scismatico e quindi progetta di uccidere il principe \u00e8 mantenuta<\/strong>, nonostante sia facilmente eliminabile e certo non particolarmente apologetica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-573 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/03\/gio19790225_08_109.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"464\" \/><\/p>\n<p>Per contro, i disegni di Micheluzzi non solo celebrano con la loro consueta minuzia storica <strong>l&#8217;eleganza della corte<\/strong>, ma mantengono anche inalterata tutta la durezza del <strong>mondo dei mendicanti e degli accattoni<\/strong>, senza edulcorazioni. Il fumetto, nello &#8220;spirito del Concilio&#8221; che permea molto il Giornalino dei &#8217;70, si sofferma con toni particolarmente drammatici sulle <strong>esecuzioni di streghe e protestanti di altre confessioni<\/strong> (da qui anche la scelta di non censurare la figura di un folle eremita cattolico, di cui abbiamo detto prima): laddove Twain esercitava un caustico sarcasmo verso la follia della religione (anche se nei toni ancora adatti a un romanzo per ragazzi, e non in quelli pi\u00f9 radicali del &#8220;Diario di Eva&#8221; ed altre sue composizioni per adulti), il fumetto cattolico riflette con una certa relativa durezza sugli orrori delle guerre di religione tra fratelli cristiani. Il segno di Micheluzzi \u00e8 fondamentale nel rendere con efficacia il tono emotivo di queste pagine pi\u00f9 cupe, per poi tornare abilmente, senza visibile soluzione di continuit\u00e0, a un segno pi\u00f9 arioso e disteso nelle pagine pi\u00f9 avventurose.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-574 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/03\/attilio-micheluzzi-quatermain-la-citt\u00e0-nascosta.jpg\" alt=\"\" width=\"351\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p>Stando alla cronologia completa delle opere di Micheluzzi (<a href=\"https:\/\/www.glamazonia.it\/old\/articoli\/micheluzzi\/cronoattilio.htm\">qui<\/a>) si tratta del primo adattamento letterario; ne segue per\u00f2 subito un altro, l&#8217;anno seguente, per il <em>Messaggero dei Ragazzi<\/em> (sulle varie riviste l&#8217;autore si alterner\u00e0 per tutti gli anni &#8217;80). Si tratta di <strong>&#8220;La citt\u00e0 nascosta&#8221; (1980)<\/strong>, sceneggiatura di Stelio Martelli da Henry Rider Haggard (1887), in un ambito molto diverso, di avventura ottocentesca tra il fantastico e l&#8217;inquietante, nel ciclo dell&#8217;esploratore Allan Quatermain.<\/p>\n<p>In un senso ancora diverso vanno le biografie tratte dai <strong><em>Promessi Sposi\u00a0<\/em>(1981)<\/strong>, sempre sul Messaggero, con gusto molto pi\u00f9 divulgativo e dal sapore didattico, indagando in particolare <strong>l&#8217;Innominato, Fra Cristoforo e Don Rodrigo<\/strong>, che pi\u00f9 si prestano a una trattazione avventurosa. Interessante anche il tipo di scomposizione del testo, che riflette la natura di romanzo corale propria dei Promessi sposi.<\/p>\n<p>Nel <strong>1983<\/strong> invece, con Mino Milani per il <em>Corrierino<\/em>, il suo lavoro su <strong><em>Anna Frank<\/em><\/strong>, un adattamento del celebre Diario che, tuttavia, anche in questo caso pertiene pi\u00f9 al fumetto storico che all&#8217;adattamento romanzesco. Resta in tutti i casi la forza del suo segno scavato, di estrema efficacia drammatica nel realismo storico, indipendentemente dall&#8217;epoca trattata, di cui sa sempre estrapolare una efficace sintesi dei corretti riferimenti iconografici, quasi una sintesi della zeitgeist d&#8217;un&#8217;epoca.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-575 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/03\/P4254793.jpg\" alt=\"\" width=\"561\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p>A questo tipo di adattamento letterario-storico\u00a0 pu\u00f2, a rigore, essere ricondotto anche <strong><em>Gli ammutinati del Bounty<\/em> (1984)<\/strong>, che riprende il pi\u00f9 noto ammutinamento della marina inglese. Il fatto storico, avvenuto nel 1789, \u00e8 difatti divenuto un racconto avventuroso di Jules Verne (1879) prima di essere soprattutto noto per la trasposizione cinematografica con Marlon Brando, del 1962. Questa nuova collaborazione di Roudolph e Micheluzzi sul <em>Giornalino<\/em> si pone per\u00f2 soprattutto nel solco di una nuova lettura diretta dell&#8217;episodio storico, sulla scorta della passione\u00a0 per il fumetto storico avventuroso dimostrata dallo stesso Micheluzzi con <em>Petra Ch\u00e9rie<\/em>, e dai molti lavori di illustrazione storica da lui realizzati sul Giornalino, oltre a numerosi e potenti fumetti dedicati a grandi figure storiche del passato (Martin Luther King nel 1982, Gandhi nel 1983, Florence Nightingale nel 1987, Popieliuszko nel 1988, fino a Salvo d&#8217;Acquisto nel 1990, uno dei suoi ultimi lavori).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-576\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/03\/bounty-800x429.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"429\" \/><\/p>\n<p>E saranno numerosissime le epoche da lui trattate, soprattutto come illustratore, appunto nelle schede di illustrazione storica del <em>Giornalino<\/em> e del <em>Corrierino<\/em>, che coprono trasversalmente tutte le epoche analizzando ora le donne celebri, ora i grandi generali, ora le grandi navi al centro di imprese marinaresche.<\/p>\n<p>Insomma, <strong>l&#8217;adattamento letterario ha una sua presenza nella produzione di Micheluzzi<\/strong>, con opere anche significative, <strong>ma pu\u00f2 essere forse agevolmente inserito nel suo interesse per la minuziosa ricostruzione di un&#8217;ambientazione storica<\/strong>, che ritorna in molti suoi fumetti, sia quelli pi\u00f9 didascalico-storici che nelle vicende della Grande Guerra che fanno da sfondo all&#8217;azione dell&#8217;affascinante Petra Ch\u00e9rie.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-577 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/03\/images.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"372\" \/><\/p>\n<p>Fuori da questa equazione \u00e8 per\u00f2 di particolare rilievo\u00a0 anche la collaborazione di Micheluzzi con <strong>Tiziano Sclavi<\/strong>, che porta a un prodotto geniale come <strong>Roy Mann (1987)<\/strong>, in cui confluiscono il rimando alla fantascienza classica (il titolo rimanda chiaramente nella grafica all&#8217;Amazing Stories di Hugo Gernsback) ma anche alla rilettura pop, tra la citazione di Roy Lichtenstein, l&#8217;artista della Pop Art che negli anni &#8217;60 riutilizz\u00f2 i fumetti degli anni &#8217;40-&#8217;50 nelle sue opere, ma sullo sfondo anche il surrealismo di Man Ray, il cui pseudonimo appare rievocato e rovesciato nel nome del protagonista (<a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/roy-mann-sclavi-micheluzzi-assurdo-universo\/\"><strong>qui<\/strong> <\/a>l&#8217;approfondimento di Massimo Galletti per <em>Lo Spazio Bianco<\/em>; a margine, merita molto anche l&#8217;<a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/marcel-labrume-micheluzzi-letterarieta-arte-grafica\/\"><strong>articolo<\/strong><\/a> di Sara Dellavalle su <strong>Marcel Labrume<\/strong>, il personaggio pi\u00f9 maturo dell&#8217;avventuroso micheluzziano)<\/p>\n<p>La collaborazione con Sclavi port\u00f2 poi anche a &#8220;Gli orrori di Altroquando&#8221; (1988) su Dylan Dog, con cui Micheluzzi entra anche nel pantheon della grande testata-crocevia tra fumetto popolare e nomi autoriali. Ma, in questi anni in cui \u00e8 potente una new wave fortemente pop del fumetto italiano, questa dimensione seminale del neopop di Sclavi e Micheluzzi merita forse di essere particolarmente riscoperta e approfondita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Attilio Micheluzzi e gli adattamenti letterari: un percorso di rilievo all&#8217;interno del pi\u00f9 vasto tema del suo fumetto storico.<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":570,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Attilio Micheluzzi e gli adattamenti letterari - Come un romanzo","description":"Attilio Micheluzzi e gli adattamenti letterari: un percorso di rilievo all'interno del pi\u00f9 vasto tema del suo fumetto storico."},"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[98,96,93,95,94,97],"class_list":["post-566","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto","tag-ammutinati-del-bounty","tag-anna-frank","tag-attilio-micheluzzi","tag-il-principe-e-il-povero","tag-mark-twain","tag-micheluzzi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/566","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=566"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/566\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/570"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=566"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=566"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=566"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}