{"id":517,"date":"2018-02-15T16:11:20","date_gmt":"2018-02-15T15:11:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=517"},"modified":"2018-02-23T09:19:14","modified_gmt":"2018-02-23T08:19:14","slug":"principio-della-ragione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/principio-della-ragione\/","title":{"rendered":"Il principio della Ragione."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-519 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/02\/fine1.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"445\" \/><\/p>\n<p>Su questo blog interno de <em>Lo Spazio Bianco<\/em> mi occupo del rapporto tra fumetto e letteratura: in prevalenza, mi sono concentrato sul tema degli adattamenti letterari a fumetto, ma il rapporto naturalmente va oltre questa prima forma pi\u00f9 ovvia (su questo tema, rimando all\u2019introduzione del blog, <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/come-un-romanzo\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>L\u2019uscita de <em>La fine della ragione<\/em> di <strong>Roberto Recchioni<\/strong>, primo titolo prodotto dalla neonata collana Feltrinelli Comics, rientra in questo caso pi\u00f9 esteso, ed \u00e8 uno degli apici di quel movimento di sdoganamento del fumetto nell\u2019ambito letterario: un processo in corso da molto tempo, ma complessivamente, almeno in Italia, non ancora del tutto compiuto.<\/p>\n<p>Molte sono le case editrici storiche che in questi ultimi tempi si sono dotate di una collana a fumetti: <strong>Feltrinelli<\/strong> \u00e8 indubbiamente una delle pi\u00f9 rilevanti in questo discorso, anche per la sua tradizione storica di editore impegnato, che rende ancor pi\u00f9 significativa tale evoluzione. Significativa anche la pubblicazione in parallelo, a inaugurare la collana, della traduzione italiana de <em>Un amore esemplare<\/em> di <strong>Daniel Pennac<\/strong> (autore a cui tra l\u2019altro deve il titolo questo mio blog) di cui ho scritto <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/pennac-cestac-romanzo-esemplare\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>: lo scrittore ha una lunga e seria tradizione di frequentazione dei comics, anche come autore, ma \u00e8 al tempo stesso il principale romanziere francese dagli anni \u201990 ad oggi, cosa che indubbiamente corrobora questa \u201clegittimazione letteraria\u201d.<\/p>\n<p>Il fumetto di Recchioni \u00e8 dunque una delle opere seminali in questa attuale transizione, e ho trovato quindi interessante approfondirne alcuni aspetti, specialmente in relazione a questa operazione letteraria. Rimando comunque alla bella recensione di <strong>Michele Garofoli<\/strong>, <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fine-ragione-manifesto-roberto-recchioni\/\"><strong>qui<\/strong> <\/a>su <em>Lo Spazio Bianco<\/em>, che ha costituito il punto di partenza per questa mia ulteriore riflessione.<\/p>\n<p><strong><em>Comics is Reading for dummies?<\/em> Il <\/strong><strong>Recchioni provocatore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>&#8220;Naturalmente, un manoscritto.&#8221; <\/em><br \/>\n<em>(Umberto Eco, introduzione a &#8220;Il nome della Rosa&#8221;.)<\/em><\/p>\n<p>Dato che, come detto, il punto di questo fumetto \u00e8 anche quello di una sfida \u201cletteraria\u201d, \u00e8 interessante notare che Recchioni giochi fin da subito in contropiede, con un\u2019introduzione-disclaimer shock che sembra riprendere le obiezioni al fumetto come \u201cletteratura semplificata\u201d che sono sempre provenute dal salotto della \u201ccultura alta\u201d (proprio nel momento, paradossalmente, in cui ci entra da una delle porte principali).<\/p>\n<p>Da un lato questa intro va letta come una provocazione sarcastica, nello stile comunicativo aggressivo che \u00e8 uno dei registri di Recchioni, qui pi\u00f9 accentuato che altrove; e in parte, \u00e8 anche un modo per prevenire l\u2019obiezione avanzata da pi\u00f9 parti \u2013 e che anche l\u2019autore ha in certa misura riconosciuto \u2013 di un\u2019opera che, nell\u2019attaccare le semplificazioni del nuovo analfabetismo culturale sempre pi\u00f9 vicino alla vittoria, ricorre a sua volta a generalizzazioni e schematizzazioni, narrativamente e argomentativamente comode.<\/p>\n<p>Inoltre uno degli espedienti adottati per rispondere alla sfida produttiva del volume (rivolgersi anche al pubblico di varia, non strettamente addentro al linguaggio fumettistico pi\u00f9 complesso) \u00e8 stato quello dell\u2019adozione di pagine e pagine di testo riassuntivo, dei walltext simili a quello dell\u2019introduzione che sintetizzano alcuni snodi della trama. Un espediente legittimo, ma che va nella direzione di una \u201cforma ibrida\u201d tra fumetto e letteratura. Intendiamoci: qui siamo ancora dalle piene parti del fumetto, con ricchi inserti didascalici, diciamo. Ma sarebbe interessante capire se la cosa potrebbe essere un preludio a una maggiore crossmedialit\u00e0 dei due ambiti, dato l\u2019amore di Recchioni per il mash up strategico non solo tra i generi, ma anche tra le forme letterarie.<\/p>\n<p>Tuttavia, e questo \u00e8 l&#8217;elemento pi\u00f9 raffinato e postmoderno, il libro di Recchioni si apre con questo disclaimer, ma si tratta di un testo intra-diegetico: \u00e8 l&#8217;Asso narratore a scriverlo, come vediamo subito, all&#8217;interno del futuro degenerato che \u00e8 al centro del romanzo. Cosa che opera una <em>mise en abime<\/em>\u00a0della provocazione: il fumetto diventa una semplificazione di fronte a un (futuro?) pubblico semplificato. Espediente postmoderno, metatestuale, che gioca sui livelli di lettura, e a suo modo molto letterario, in realt\u00e0 (manzoniano, addirittura, per non citare esempi precedenti).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-520 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/02\/fine2.png\" alt=\"\" width=\"752\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p><strong>La redenzione di Asso Merril.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Si fanno libri solo su altri libri e intorno ad altri libri. [\u2026]<br \/>\nI libri parlano sempre di altri libri<br \/>\ne ogni storia racconta una storia gi\u00e0 raccontata.<br \/>\nLo sapeva Omero, lo sapeva Ariosto,<br \/>\nper non dire di Rabelais o di Cervantes.<br \/>\n(Umberto Eco, introduzione a &#8220;Il nome della Rosa&#8221;).<\/em><\/p>\n<p>La scarna essenzialit\u00e0 del brevissimo romanzo viene per\u00f2 bilanciata da un costante rimando di tematiche con tutta la produzione dell\u2019autore, produzione a cui questo romanzo aggiunge un nuovo tassello significativo, che \u2013 in parte, come ogni nuova opera \u2013 la risignifica, rendendone pi\u00f9 evidente il <em>fil rouge<\/em> filosofico.<\/p>\n<p>Da <strong>John Doe<\/strong> Recchioni riprende i cavalieri dell\u2019Apocalisse, scatenati dalla stupidit\u00e0 umana. La declinazione del tema \u00e8 totalmente differente, e per certi versi torna direttamente alla ripresa del mito cristiano (anche la tavola \u201ca quattro\u201d dove essi appaiono pu\u00f2 ricordare anche certi salteri antichi. O certi grimori). Ma un rimando di fondo, data l\u2019importanza di questo scavo sugli archetipi in John Doe, \u00e8 inevitabile e probabilmente consapevole e voluto.<\/p>\n<p>Dal suo <strong>Dylan Dog<\/strong>, Recchioni riprende la valorizzazione della scienza medica come baluardo contro le barbarie. Un tema intersecato a filo doppio \u2013 l\u2019autore non ne fa certo mistero \u2013 con la sua esperienza personale. In Dylan Dog \u00e8 un \u201cbilanciamento\u201d: nelle sue storie, Recchioni va a inserire \u2013 da Mater Morbi in poi &#8211; una medicina positiva in un cosmo narrativo che, per volont\u00e0 del suo fondatore Sclavi, presenta una visione sostanzialmente molto critica della scienza e dei medici, accentuata ancora da epigoni come Chiaverotti e Medda. Qui, invece, \u00e8 una scelta di campo netta e completa, cui si lega anche la scena cruciale dell\u2019opera, quella forse meglio orchestrata, in cui si evidenzia non solo la superiorit\u00e0 tecnica della scienza medica, ma anche quella morale.<\/p>\n<p>A <strong>Orfani<\/strong>, infine, si collega il discorso del medioevo prossimo venturo: e anche in quel mondo l\u2019Italia \u00e8 scenario di un degrado completo. Orfani \u00e8 soprattutto una riflessione sul potere, sull\u2019arroganza delle \u00e9lite e sulla inettitudine delle rivolte popolari, venate di fondamentalismo religioso (la metafora dell\u2019ISIS \u00e8, in vari punti, lampante). Qui il focus \u00e8 pi\u00f9 sull\u2019elemento scientifico. I due temi sono per\u00f2 interrelati (come lo sono, del resto, da Galilei in poi: Brecht docet) e indubbiamente ci sono parallelismi che il lettore dell\u2019intero corpus pu\u00f2 cogliere (ad esempio, i meccanismi di repressione inefficace dei rivoltosi). Non mancano neppure alcuni stilemi, come l\u2019insistito culto del bushido (sotterraneo, anche quando non se ne parla apertamente: ad esempio, dalle parti di Ippocrate) che possono riandare ai <strong>Samurai<\/strong> concepiti di pari passo con il disegnatore Accardi.<\/p>\n<p>Soprattutto, l\u2019opera \u00e8 ovviamente in continuit\u00e0 con <strong>Asso<\/strong>, che di Recchioni \u00e8 il fumetto da autore completo. Il personaggio, prima protagonista, diventa qua narratore, e la trasformazione vede anche un modificarsi di ruolo: da rivendicatore di un legittimo libertinismo assolutamente egocentrato in \u201cAsso\u201d, questa maschera dell\u2019autore assume qui un ruolo altruistico nell\u2019opera di denuncia della barbarie. Denuncia rabbiosamente rassegnata, come inutile: eppure, appare evidente che non ha un ruolo di puro sfogo, stante la scena finale e forse anche il parallelismo cristologico, volutamente ambiguo: una provocatoria decontestualizzazione di un simbolo religioso, o una rivendicazione di un ruolo salvifico (o tutte e due)? A complicare le cose, Asso non \u00e8, ovviamente, solo un personaggio, ma \u00e8 <strong>una (inevitabilmente ambigua) maschera pirandelliana di Recchioni stesso<\/strong>, a cui \u00e8 intitolato il suo stesso <strong>blog<\/strong>, ora inattivo, ma dal 2006 al 2016 snodo importante, se non centrale, di una ampia parte della blogosfera fumettistica italiana. Per certi versi, un ruolo analogo \u00e8 ora svolto direttamente dal profilo facebook di Recchioni, che \u00e8 cresciuto di importanza con la centralit\u00e0 del social network sulla scena italiana.<\/p>\n<p>Insomma, un\u2019opera che si coglie decisamente meglio se inserita nel percorso globale dell\u2019autore, da cui \u00e8 diversa (perfino dal precedente \u201cAsso\u201d del 2012) ma in cui \u00e8 perfettamente collocata. Interessante per il lettore che conosce abbastanza l\u2019autore, stimolante per il nuovo lettore \u201cda libreria\u201d che voglia approfondire; resta un po\u2019 il limite per il lettore che si ferma all\u2019opera in s\u00e9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-521 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/02\/fine5-800x305.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"305\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/02\/fine5-800x305.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/02\/fine5-1024x390.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/02\/fine5.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p><strong>Tre corone del Fumetto: Pazienza, Miller, Nagai.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019interconnessione tra le proprie opere \u00e8 un tratto comune di Recchioni, come pure l\u2019uso di riferimenti e citazioni ad altri autori. Non \u00e8 quindi nuovo il riferimento a questa triade, qui molto evidente, ma lo trovo particolarmente interessante in un\u2019opera che, andando a parlare a un pubblico \u201cda libreria\u201d, pu\u00f2 metterlo in contatto (tramite approfondimenti e recensioni) con alcune fonti del grande fumetto del Novecento a cui Recchioni si ispira (un suo maestro come Sclavi direbbe tranquillamente di copiare a piene mani). Nomi quasi ovvi per l\u2019appassionato della nona arte, specie conoscendo l&#8217;opera di Recchioni stesso: ma non ancora cos\u00ec diffusi al di fuori della cerchia fumettistica.<\/p>\n<p>In primis, l\u2019italiano <strong>Andrea<\/strong> <strong>Pazienza<\/strong>, da cui Asso\/blogger riprendeva (spudoratamente) il claim \u201cLa rockstar del fumetto italiano\u201d. Pazienza qui torna in particolare nella efficacissima conclusione, oltre che in un certo uso spietato della diversa maschera biografica, e nel riuso (in chiave, appunto, autobiografica) di molti stilemi dell\u2019immortale <em>Zanardi<\/em> (e, se vogliamo, anche il walltext a pennarellate grandi \u00e8 espediente di scazzo usato senza problemi da Pazienza stesso). In second\u2019ordine, l\u2019americano <strong>Frank Miller<\/strong>, da cui Recchioni riprende il gioco del violento contrasto chiaroscurale alla <em>Sin City<\/em>, perfettamente funzionale a uno scontro radicale tra Bene e Male, Luce della Ragione e Tenebre dell\u2019Oscurantismo (e c\u2019\u00e8 anche l\u2019astuzia dell\u2019espediente graficamente vantaggioso: ma il merito qui di Recchioni \u00e8 di saper fare di necessit\u00e0 virt\u00f9, e dell\u2019espediente arte). Infine, il nipponico <strong>Go Nagai<\/strong>, il riferimento forse pi\u00f9 seminale per Recchioni: da qui non si riprendono solo stilemi e citazioni (la scena dei forconi, a met\u00e0 albo, cos\u00ec affine al finale di <em>Devilman<\/em>) ma proprio tutta una certa struttura di fondo, la rilettura del mito dell\u2019apocalisse cristiana in due letture profondamente diverse, ma non prive di punti di contatto.<\/p>\n<p>La griglia dell\u2019opera, infine, inserisce walltext e splash page a profusione, che se isolate deflagrerebbero il testo fumettistico. Ma il collante che tiene insieme la natura fumettistica dell\u2019opera \u00e8 la <strong>gabbia bonelliana<\/strong>: certo quella rivista da Recchioni pi\u00f9 di altri, prima nel bonellide nei primi anni 2000, poi in Bonelli, con sempre pi\u00f9 rilievo, dalla seconda met\u00e0 dell\u2019ultima decade ad oggi. Una gabbia libera, a volte, ma anche con l\u2019uso, quando serve, del classico \u201cmattoncino\u201d: uno stile proprio del Recchioni \u201cseriale\u201d, ma a cui non rinuncia nemmeno qui, da romanziere a fumetti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-522 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/02\/fine4.jpg\" alt=\"\" width=\"414\" height=\"564\" \/><\/p>\n<p><strong>Tre Assi letterari: King, Cervantes, Voltaire.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Non manca nemmeno una sottile trama letteraria, sparsa tra le citazioni pop ben pi\u00f9 vistose, da Indiana Jones a Star Wars, dai Muppets alla crocifissione di Dal\u00ec (ma questa \u00e8 citazione pop, o colta?). Innanzitutto, sullo sfondo, Asso Merril \u00e8 in origine il bullo per antonomasia di <strong>Stephen King<\/strong>, e il fumetto nasce da una (profonda) rielaborazione di questo spunto provocatorio di partenza. Non necessariamente correlato a questo, aleggia nell\u2019opera la presenza dell\u2019eterna <em>wasteland<\/em> kinghiana, dalla Torre Nera all\u2019Ombra dello Scorpione (dove il mondo viene distrutto da un raffreddore). Ma forse \u00e8 un rimando ormai totalmente incorporato dall\u2019autore.<\/p>\n<p>Invece, intenzionalmente evocato anche se cautamente autoironico (e con l&#8217;ulteriore mediazione di Guccini) \u00e8 il parallelo con Don Chisciotte di <strong>Cervantes<\/strong>, azzardato anche se azzeccato: un rimando non solo nella scelta di una furiosa lotta contro i mulini a vento, ma anche nell\u2019aspetto in comune tra Asso e il Cavaliere dalla Trista Figura. Altrettanto rilevante il rimando diretto a <strong>Guccini<\/strong>, che ci conferma questa natura di \u201cavvelenata\u201d dell\u2019intera opera (e si implica anche, forse, un subliminale sarcasmo verso noi recensori, \u201cVoi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a voss\u00eca, per\u00f2 non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni, si possa far poesia; io canto quando posso, come posso, quando ne ho voglia senza applausi o fischi: vendere o no non passa fra i miei rischi, non comprate i miei dischi e sputatemi addosso\u201d).<\/p>\n<p>Infine, l\u2019elemento pi\u00f9 interessante, di cui abbiamo gi\u00e0 accennato, il rimando \u2013 caustico e polemico \u2013 alla tradizione cristiana. A un primo livello, ad essere schernite sono le legioni degli analfabeti funzionali dal cervello all\u2019ammasso, leoni da tastiera connessi al computer da una nuova terza narice USB guareschiano-cyberpunk. Tuttavia, sarebbe un bersaglio comodo per Recchioni, in fondo, una rassicurante scelta di campo con cui concorderebbe perfino un ottimo scrittore cattolico come <strong>Chesterton<\/strong>, per cui \u201cquando l\u2019uomo non crede pi\u00f9 a Dio, non crede a Nulla: crede a tutto\u201d. Recchioni invece scava in profondit\u00e0, e chiarisce in modo abbastanza evidente come la nuova superstizione, per lui, si saldi a quella antica. La croce apre e chiude, per certi versi, l\u2019opera, e sempre come simbolo negativo: la riscrive, forse, Asso come nuovo salvatore,\u00a0\u00a0ma lo fa rovesciandola; invece, nelle mani della terribile vecchia del villaggio diviene strumento di oppressione (eroina e antagonista principale sono due abbozzate, ma potenti figure femminili, come spesso nell&#8217;autore).<\/p>\n<p><strong>La flame della Ragione: il pamphlet neoilluminista di Recchioni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>&#8220;Il semplice illuminista \u00e8 uno che crede impossibile<br \/>\ntrovare una spiegazione globale del mondo.<br \/>\nL\u2019illuminista bizantino sarebbe d\u2019accordo,<br \/>\nma sospetta sempre che forse non \u00e8 plausibile neppure quello scetticismo:<br \/>\n\u00e8 uno che non esclude che anche quella rete,<br \/>\nquel labirinto che \u00e8 l\u2019universo dei segni in cui siamo immersi<br \/>\nabbia una nascosta spiegazione.\u201d<br \/>\n(Umberto Eco, sul proprio illuminismo).<\/em><\/p>\n<p>E si arriva qui alla dimensione della filosofia di fondo di questo lavoro di Recchioni: l\u2019insistito illuminismo volterriano richiamato fin dal titolo, \u201cLa fine della Ragione\u201d. Parola chiave illuminista per eccellenza, rievocata ancor con pi\u00f9 forza alla fine, parlando di \u201cFiamma della Ragione\u201d, il Lume che si oppone alle tenebre oscurantiste ma, riandando all\u2019inizio e agli \u201canni di fumetto e di fiamma\u201d, anche con ironico riferimento al gusto del \u201cflame\u201d propria della maschera autoriale adottata.<\/p>\n<p>Il discorso volterriano \u00e8 palesato apertamente nella scena cruciale dell\u2019opera, con l\u2019apparizione dell\u2019\u201dUltimo baluardo illuminista\u201d (e finanche \u201cIlluminato\u201d): e sebbene anche gli scienziati divengano oggetto di satira per la loro complessiva inettitudine a fermare la crisi, ne viene anche celebrata la superiorit\u00e0 morale con la scena pi\u00f9 efficace e, per certi versi, grandiosa del romanzo. Salvo questa scena cruciale, per\u00f2, anche i presunti &#8220;buoni&#8221; di una visione illuministica sono fustigati: la scuola debole contro l&#8217;arroganza ignorante, gli intellettuali pavidi, gli scienziati rinchiusi, letteralmente, nella loro <em>turris eburnea<\/em>, i politici &#8220;in giacca e cravatta&#8221; schiacciati sul populismo pi\u00f9 bieco.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-523 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/02\/fine3.jpg\" alt=\"\" width=\"414\" height=\"564\" \/><\/p>\n<p>L\u2019arco narrativo \u00e8 nel complesso pessimistico, certo, e questo potrebbe non collimare con questa lettura neoilluministica: ma non sembra affatto il pessimismo di una resa, ma quello dell\u2019invito a una rabbiosa e poetica resistenza. In questa chiave volterriana, anche la dimensione breve, lo stile apodittico e sincopato, le astuzie narrative di mestiere si redimono a stile, e creano un <strong>pamphlet neoilluminista<\/strong>, un <strong>flame della Ragione<\/strong>\u00a0parallelo a quello che Recchioni conduce quotidianamente via facebook. Volendo, il procedere spezzato e frammentario del volume potrebbe rimandare proprio alle nuove forme della narrazione via facebook, dove un profilo diviene un racconto tramite un assemblaggio necessariamente disomogeneo di stati personali, meme, note, testi pi\u00f9 o meno ampli. Insomma, nel secolo dei lumi elettronici l&#8217;onda lunga dei novax \u00e8 il nuovo Terremoto di Lisbona, e un torvo Asso, una katana in mano, ci guida a fare strame delle torme oscurantiste al grido rinnovato di \u201cEcrasez l\u2019infame\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-524\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/02\/ragione-800x365.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"365\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/02\/ragione-800x365.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2018\/02\/ragione.jpg 858w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su questo blog interno de Lo Spazio Bianco mi occupo del rapporto tra fumetto e letteratura: in prevalenza, mi sono concentrato sul tema degli adattamenti letterari a fumetto, ma il rapporto naturalmente va oltre questa prima forma pi\u00f9 ovvia (su questo tema, rimando all\u2019introduzione del blog, qui). L\u2019uscita de La fine della ragione di Roberto Recchioni, primo titolo prodotto dalla neonata collana Feltrinelli Comics, rientra in questo caso pi\u00f9 esteso, ed \u00e8 uno degli apici di quel movimento di sdoganamento del fumetto nell\u2019ambito letterario: un processo in corso da molto tempo, ma complessivamente, almeno in Italia, non ancora del tutto<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":524,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Il principio della Ragione. - Come un romanzo","description":"Su questo blog interno de Lo Spazio Bianco mi occupo del rapporto tra fumetto e letteratura: in prevalenza, mi sono concentrato sul tema degli adattamenti lette"},"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[89,85,90,91,88,84,83,82,86,87],"class_list":["post-517","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto","tag-andrea-pazienza","tag-cervantes","tag-frank-miller","tag-go-nagai","tag-guccini","tag-illuminismo","tag-la-fine-della-ragione","tag-roberto-recchioni","tag-stephen-king","tag-voltaire"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/517","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=517"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/517\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/524"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=517"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=517"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=517"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}