{"id":491,"date":"2017-12-20T12:00:20","date_gmt":"2017-12-20T11:00:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=491"},"modified":"2018-01-25T14:02:57","modified_gmt":"2018-01-25T13:02:57","slug":"cuore-nero-torino-batte-ancora-lombroso-de-amicis-secondo-barzi-de-stena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/cuore-nero-torino-batte-ancora-lombroso-de-amicis-secondo-barzi-de-stena\/","title":{"rendered":"Il Cuore nero di Torino batte ancora: Lombroso e De Amicis secondo Barzi e De Stena"},"content":{"rendered":"<p><strong>Davide Barzi<\/strong> \u00e8 meritoriamente responsabile di aver adattato a fumetti due importanti autori del canone letterario. L\u2019opera pi\u00f9 vasta \u00e8 il cospicuo adattamento integrale del <em>Mondo Piccolo<\/em> di <strong>Giovanni Guareschi<\/strong> a fumetti, un\u2019impresa imponente che Barzi coordina con passione e precisione filologica (sul blog ne avevo parlato <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/doncamillo\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>); altri due autori che ha voluto omaggiare (assieme al disegnatore <strong>Francesco De Stena<\/strong>) invece in quest\u2019ultimo<strong> numero 63 de Le Storie<\/strong> sono due nomi torinesi, quindi a me \u2013 da buon piemontese \u2013 campanilisticamente cari.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-496\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/12\/lombroso1.jpg\" alt=\"\" width=\"493\" height=\"493\" \/><\/p>\n<p>Il primo \u00e8 evidente fin dal titolo<strong>: Cesare Lombroso<\/strong>, il padre della moderna criminologia (di recente citato anche in una ottima serie americana come <em>Mindhunter<\/em>, nella prima puntata). Le sue teorie, figlie di quell\u2019epoca degli albori delle scienze umane moderne, gli sono valse pi\u00f9 di una condanna da chi non ha saputo contestualizzare Lombroso nella sua epoca, con tanto di richieste \u2013 per fortuna, per ora sventate \u2013 di cancellare il bel museo torinese che porta il suo nome.<\/p>\n<p>Barzi, va detto, giustamente non celebra affatto in modo acritico il Lombroso personaggio, e non manca di marcare le distanze dalle sue posizioni oggi inattuali; ma ne riconosce lo spessore culturale e l\u2019opera pionieristica e \u2013 celebrando cos\u00ec l\u2019uomo di scienza \u2013 fa s\u00ec che sia lo stesso Lombroso a rendersi conto della fallacia di alcune sue posizioni, una volta coinvolto in una vera indagine.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 questo <em>Il cuore di Lombroso<\/em> \u00e8 un giallo ambientato nella <strong>Torino del 1889<\/strong>, e Lombroso indaga su una terribile catena di omicidi, il primo dei quali apre il romanzo a fumetti. E a questi delitti si collega il secondo rimando, quello pi\u00f9 letterario, con una citazione in realt\u00e0 anch\u2019essa presente fin dal titolo ma non immediatamente intuibile: <em>Cuore<\/em> di <strong>Edmondo De Amicis,<\/strong> uscito nel 1886 ma ambientato in una terza elementare dell\u2019anno scolastico 1881-1882.<\/p>\n<p>Se Lombroso mi \u00e8 sempre stato caro come uno dei tanti volti della Torino \u201cdiabolica\u201d e oscura, per <em>Cuore<\/em> l\u2019interesse si lega anche alla mia professione in ambito scolastico: il professore di lettere negli istituti tecnici \u00e8 in fondo abbastanza vicino a una specie di Perboni, che nel romanzo vediamo insegnare molto pi\u00f9 storia e lettere (diciamo: patriottismo narrativo) che le altre materie di contorno. Curiosamente, come Lombroso e Guareschi, anche il De Amicis di\u00a0<em>Cuore<\/em> \u00e8 a suo modo un &#8220;autore proibito&#8221;, stucchevole e buonista per il cattivismo scolastico da Paola Mastrocola in gi\u00f9, e paternalistico e in fondo autoritario per il pedagogismo progressista (si veda la stroncatura eccelsa di Umberto Eco ne <em>L\u2019elogio di Franti<\/em>). Barzi sembra avere una predilezione per gli irregolari del canone (si veda anche l&#8217;adattamento di Giorgio Gaber, sia pur oggi pi\u00f9 sdoganato di un tempo).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-494\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/12\/02-594x800.jpg\" alt=\"\" width=\"594\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/12\/02-594x800.jpg 594w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/12\/02.jpg 610w\" sizes=\"auto, (max-width: 594px) 100vw, 594px\" \/><\/p>\n<p><em>(Lo studio di dettaglio &#8211; nei vestiti e nelle uniformi, come qui, ma anche sugli altri aspetti &#8211; \u00e8 minuzioso)<\/em><\/p>\n<p>Ma veniamo al fumetto in questione: l\u2019apertura con un bel colpo di scena mostra subito la declinazione nerissima che Barzi dar\u00e0 di quel mondo sabaudo <em>fin du siecle<\/em>. I disegni di <strong>Francesco De Stena<\/strong>, con la loro minuziosa e fin paranoica precisione retr\u00f2, seguono perfettamente Barzi in questa discesa La B\u00e0s nella citt\u00e0 delle lingere, che confina cos\u00ec da vicino, nel Cit Turin, con le vetrine scintillanti dei caff\u00e9 del centro e il salotti perbene colmi di buone cose di pessimo gusto. Il gusto per la precisione nella ricostruzione dei due autori \u00e8 perfetta per uno scenario come la Torino dell&#8217;Ottocento, che \u00e8 impossibile rendere con una sbrigativa &#8220;soluzione di sintesi&#8221;.<\/p>\n<p>L\u2019impietosit\u00e0 dell\u2019esame autoptico di Lombroso con cui entra in scena il personaggio \u00e8 una prova indiscussa di bravura di disegnatore e sceneggiatore, che ci caratterizza subito il personaggio senza nemmeno farlo apparire, prima di una bella e fosca quadrupla introduttiva (p.8). La griglia sar\u00e0 poi quella bonelliana classica, che ben si presta a una storia dalle atmosfere volutamente antiquate. Fin da subito l\u2019apparire in scena dei vari ragazzi cresciuti del romanzo ci mostra il declino delle speranze di quei fanciulli un decennio dopo, circa, la loro scuola elementare (Barzi, legittimamente, mi sembra dilatare i tempi, perch\u00e9 altrimenti non potrebbero essere in terza elementare nel 1882, a otto-nove anni, e cos\u00ec adulti sette anni dopo).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-495\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/12\/03.jpg\" alt=\"\" width=\"610\" height=\"283\" \/><\/p>\n<p><em>(la filologica ricostruzione di Barzi e De Stena della scuola elementare Moncenisio, ispiratrice della scuola Baretti del romanzo).<\/em><\/p>\n<p>La narrazione prosegue col ritmo cupo e angoscioso del noir, mentre i vari personaggi ritornano in scena per mostrare ognuno il proprio declino, vivisezionati impietosamente da Lombroso con i ferri del mestiere delle sue teorie scientifiche. Inevitabile la citazione di <strong>Arthur Conan Doyle<\/strong>, di \u00a0<strong>Sherlock Holmes<\/strong> e del suo U<em>no studio in rosso <\/em>(1887), opera che segue solo di un anno il romanzo di De Amicis che, in un lungo \u201cracconto interno\u201d, lo anticipa. De Rossi infatti indaga su un mistero relativo al padre di un compagno di classe con l\u2019aiuto di un Enrico perfettamente calato nella parte del modesto Watson. Appare altamente probabile che la cosa derivi da una fonte comune, da quel Dupin di <strong>Edgar Allan Poe<\/strong> cui Conan Doyle doveva molto, e che con ogni probabilit\u00e0 anche De Amicis conosceva.<\/p>\n<p>Ma pi\u00f9 ancora che questo esplicitato riferimento giallistico, inevitabile, colpisce il rimando al clima del <strong>decadentismo<\/strong>, che nasceva proprio in quegli anni in Francia (la rivista del movimento, <em>Le Decadent<\/em>, \u00e8 perfettamente parallela a Cuore, 1886) e che appare soprattutto in un personaggio centrale, degenerato da bravo ragazzo ad artista maledetto e scapigliato (della Scapigliatura il fumetto cita esplicitamente, del resto, il versante artistico). I tatuaggi vagamente massonici del giovane bohemien sono vagamente depistanti (tornano anche nel finale, su un povero demente nell\u2019ospedale psichiatrico). Interessante il 1875 tatuato (vedi p.22), potenziale data di nascita di Enrico (in terza elementare nel 1882).<\/p>\n<p>A parte questo piccolo mistero, la storia \u00e8 un ingranaggio perfetto, in cui Barzi gioca al gatto col topo, riservandosi anche l\u2019apparizione <em>clou<\/em> del colpevole che tutti ci attenderemmo a met\u00e0 albo, ovviamente scagionandolo. Dopodich\u00e9, l\u2019albo procede implacabile verso la sua sanguinosa conclusione, fino all\u2019inevitabile \u201cElementary, Garrone!\u201d con cui tutti i tasselli vanno al loro posto.<\/p>\n<p>Insomma, un rovesciamento cupo del capolavoro del De Amicis tramite la lente sulfurea di Lombroso, seguendo una ricca tradizione letteraria: \u201cPancreas\u201d (1993) di <strong>Giobbe Covatta<\/strong>, o in fondo \u2013 come citazione ossimorica \u2013 una rivista come \u201cCuore\u201d di <strong>Michele Serra<\/strong>; ma anche il bel dramma televisivo di <strong>Luigi Comencini<\/strong>, nel 1986 (dove i ragazzi finiscono per perdersi nella \u201cinutile strage\u201d della Grande Guerra). Il migliore a mio avviso \u00e8 \u201cLa scuola si diverte\u201d di Virgilio Budini (che, come tutto l\u2019umorismo surreale, \u00e8 anche puro realismo); ma in fondo aveva iniziato lo stesso De Amicis a ribaltare la propria opera, con quel capolavoro misconosciuto di <strong>\u201cAmore e ginnastica\u201d <\/strong>(schernito anche dalla sua coeva nemesi, <strong>Attilio De Inimicis<\/strong>).\u00a0E ci si era cimentato \u2013 non a caso \u2013 il grande autore adattato da Barzi: <strong>Guareschi<\/strong>, che aveva fatto una <strong>parodia-omaggio su \u201cCandido\u201d di un Cuore riscritto nei tumultuosi giorni della \u201cItalia provvisoria\u201d<\/strong>, dal 1945 al 1948. Questa ennesima riscrittura si colloca perfettamente nella scia di questa vasta tradizione; e se vi sono vari fumetti che hanno adattato \u201cCuore\u201d in modo \u201crispettoso\u201d (tra tutti, purtroppo, secondo me spicca l\u2019anime nipponico: delle versioni nostrane non ne ricordo nessuna notevole, magari per distrazione mia) questa riscrittura insieme affettuosa e sulfurea di Barzi e De Stena fa la sua bella figura a fianco degli illustri precedenti letterari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Davide Barzi \u00e8 meritoriamente responsabile di aver adattato a fumetti due importanti autori del canone letterario. 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