{"id":459,"date":"2017-08-17T18:20:24","date_gmt":"2017-08-17T16:20:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=459"},"modified":"2020-04-30T09:30:42","modified_gmt":"2020-04-30T07:30:42","slug":"dino-buzzati-fumetto-poema-altro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/dino-buzzati-fumetto-poema-altro\/","title":{"rendered":"Dino Buzzati e il fumetto: il &#8220;Poema&#8221; e altro."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-464\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/08\/poema-1-800x654.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"654\" \/><\/p>\n<p>Nel mio percorso dedicato al rapporto tra letteratura e fumetto, non poteva mancare un posto d&#8217;onore per\u00a0<strong>Dino Buzzati<\/strong>, autore del Novecento italiano che meriterebbe forse un ruolo ancor pi\u00f9 centrale nel nostro canone letterario. Al di l\u00e0 dell&#8217;importanza della sua opera letteraria in senso stretto, Buzzati ha infatti realizzato un&#8217;opera apertamente fumettistica come appunto il &#8220;Poema a fumetti&#8221;, di cui su <em>Lo Spazio Bianco<\/em> ha scritto molto bene <strong>Gianluigi Filippelli<\/strong>, <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/poema-fumetti\/\"><strong>qui.\u00a0<\/strong><\/a>(vi \u00e8 anche una recensione a fumetti di <strong>Fabio Visintin<\/strong>,\u00a0<a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fabio-visentin-dino-buzzati-poema-fumetti\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>La recente <strong>ristampa per Oscar Ink<\/strong> di Mondadori \u00e8 stata per me l&#8217;occasione di rileggere tale capolavoro, compiendo al contempo un piccolo approfondimento sul rapporto tra Buzzati e il fumetto. <strong>Preziosissima<\/strong> al proposito anche la <strong>postfazione<\/strong> di <strong>Lorenzo Vigan\u00f2<\/strong>, che contestualizza l&#8217;opera favorendone una migliore comprensione.<\/p>\n<h2><strong>Prima del <em>Poema<\/em>: il rapporto tra Buzzati e il fumetto.<\/strong><\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-466 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/08\/pipe-1.jpg\" alt=\"\" width=\"463\" height=\"600\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Buzzati (classe 1906), dopo una laurea in legge per compiacere la famiglia, entra al <em>Corriere<\/em> nel 1928, dove si occupa fin da subito anche di letteratura. \u00a0Appare interessante notare come il rapporto dialettico tra parola scritta e immagine sia centrale in Buzzati: Vigan\u00f2, nella suddetta edizione Oscar Ink, cita le illustrazioni buzzatiane al <strong><em>Libro delle pipe<\/em> <\/strong>del cognato Giuseppe Ramazzotti, nel <strong>1935<\/strong>; ma \u00e8 arcinota\u00a0<strong><em>La famosa invasione degli orsi in Sicilia<\/em><\/strong>, del <strong>1945<\/strong>, libro scritto e illustrato dallo stesso autore e uscito a puntate sul <em>Corriere dei piccoli<\/em>, la prima gloriosa testata del fumetto italiano.<\/p>\n<p>Nel dopoguerra Buzzati continua a sviluppare i due ambiti in parallelo: nel <strong>1958<\/strong>, assieme alla pubblicazione dei <strong><em>Sessanta racconti<\/em><\/strong>, una delle sue raccolte fondamentali, Buzzati inizia anche l&#8217;attivit\u00e0 espositiva, con una mostra dal titolo significativo <em><strong>Storie dipinte<\/strong><\/em>. Come dichiarer\u00e0 poi Buzzati, forse anche con un po&#8217; di provocazione:<\/p>\n<p><em>&#8220;Il fatto \u00e8 questo: io mi trovo vittima di un crudele equivoco. Sono un pittore il quale, per hobby, durante un periodo purtroppo alquanto prolungato, ha fatto anche lo scrittore e il giornalista. Ma dipingere e scrivere per me sono in fondo la stessa cosa. Che dipinga o che scriva, io perseguo il medesimo scopo, che \u00e8 quello di raccontare delle storie.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-460 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/08\/storie-dipinte-605x800.jpg\" alt=\"\" width=\"605\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/08\/storie-dipinte-605x800.jpg 605w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/08\/storie-dipinte.jpg 684w\" sizes=\"auto, (max-width: 605px) 100vw, 605px\" \/><\/p>\n<p>Buzzati sente dunque da sempre questi due poli, il pittore e lo scrittore, come almeno pari d&#8217;importanza: e i quadri di <em>Storie dipinte<\/em>, in effetti, <strong>hanno una struttura narrativa<\/strong>, e spesso usano anche gli spazi della scena rappresentata per segmentare la narrazione in sequenze non dissimili da quelle di un fumetto, come in <strong><em>Toc toc<\/em><\/strong>, qui sopra, opera del <strong>1957<\/strong>.<\/p>\n<h2><strong>Gli anni &#8217;60 tra Diabolik, Disney e il <em>Poema.<\/em><\/strong><\/h2>\n<p>I tardi anni &#8217;50 sono dunque quelli di un&#8217;intensificata riflessione su questo rapporto tra narrazione e immagine, e sulla sua possibile sintesi nel fumetto: fumetto che appare, tra l&#8217;altro, come elemento di contenuto nel suo romanzo <em><strong>Un amore<\/strong><\/em> (avviato nel <strong>1959<\/strong>, pubblicato nel <strong>1963<\/strong>), dove Buzzati inserisce un riferimento ai fumetti Disney, da lui molto amati, abbastanza singolare per l&#8217;epoca (vedi <a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/Primo_Piano\/Spettacoli\/2005\/03_Marzo\/30\/topolino.html\"><strong>qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-461\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/08\/1961-800x556.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"556\" \/><\/p>\n<p>Se l&#8217;amore per il mondo disneyano apparir\u00e0 ancora in seguito, come vedremo, questa foto dell&#8217;autore nel suo studio mostra alle sue spalle una locandina pubblicitaria per l&#8217;uscita di <strong><em>Diabolik<\/em> (1962)<\/strong> che dimostra il suo interesse non solo per il fumetto &#8220;infantile&#8221;, magari come <em>madaleine<\/em> perduta dell&#8217;infanzia, ma anche verso il &#8220;fumetto nero&#8221; con cui, tra l&#8217;altro, <strong><em>Poema a fumetti<\/em><\/strong> ha indubbiamente pi\u00f9 affinit\u00e0. Buzzati riteneva le imprese di Diabolik pi\u00f9 gialle che &#8220;nere&#8221;, e ne amava la lettura. Aveva anche chiamato Diabolik il cane regalato alla moglie\u00a0Almerina Antoniazzi (sposata nel 1966); la moglie scriver\u00e0 poi la prefazione al <em>Libro Rosso<\/em> di Diabolik, nel 1974.<\/p>\n<p>Interessante notare come l&#8217;interesse per <strong>&#8220;una serie di poemetti figurati&#8221;<\/strong> venga dichiarata da Buzzati gi\u00e0 nel 1963, l&#8217;anno successivo all&#8217;uscita di Diabolik, che mostra la possibilit\u00e0 di un fumetto &#8220;adulto&#8221; nei temi come sar\u00e0 appunto il <em>Poema a fumetti<\/em>.<\/p>\n<p>In parallelo alla lavorazione sul futuro <strong><em>Poema<\/em> <\/strong>continua l&#8217;interesse per il &#8220;fumetto nero&#8221;: <em>Diabolik<\/em> &#8211; ma anche <em>Satanik<\/em> e <em>Kriminal<\/em> &#8211; vengono citati da Buzzati nei suoi articoli di cronaca nera sul &#8220;Corriere d&#8217;informazione&#8221;, nel 1966.\u00a0Ma ancor di pi\u00f9, proprio sul &#8220;Corriere d&#8217;informazione&#8221;, Buzzati realizza una serie di tavole dedicate ai <strong><em>Misteri di Milano<\/em> (1966)<\/strong>, vicende della nera cittadina rielaborati visivamente in un &#8220;protofumetto&#8221; che indubbiamente subisce l&#8217;influenza del grande successo del &#8220;fumetto nero&#8221; degli anni &#8217;60 (vedi ad esempio <a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/dino-buzzati-lultimo-sogno\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Nel <strong>1968<\/strong>, poco prima di pubblicare il <em>Poema a fumetti<\/em>, Buzzati scrive una appassionata prefazione alla raccolta mondadoriana <strong><em>Vita e dollari di Paperon de&#8217; Paperoni<\/em><\/strong>, che raccoglie storie di Carl Barks tra anni &#8217;40 e &#8217;50. Buzzati non si limita a un apprezzamento cauto, magari condizionato dalla freddezza da poco riscontrata in Mondadori proprio col <em>Poema<\/em>,\u00a0ma dichiara senza mezzi termini la piena dignit\u00e0 del fumetto:<\/p>\n<p><em>&#8220;Sono i due protagonisti, Paperino e Paperon de\u2019 Paperoni, a fare la gloria maggiore di Walt Disney. La loro statura, umanamente parlando, non mi sembra inferiore a quella dei famosi personaggi di Moli\u00e8re, o di Goldoni, o di Balzac, o di Dickens.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Nello stesso <strong>1968<\/strong>, Buzzati completa anche il <em>Poema<\/em>, ancora senza editore, e dichiara alla moglie &#8220;lo pubblicherai tu tra vent&#8217;anni&#8221; (curiosamente, Dylan Dog, che \u00e8 fortemente condizionato dalle tematiche del Poema, se non da un influsso diretto, \u00e8 appunto di venti anni dopo). La moglie lo ripropone direttamente a Mondadori, che decide di pubblicarlo nel <strong>1969<\/strong> (sar\u00e0 lui a insistere per l&#8217;adozione del colore: se nell&#8217;originale bianco e nero, la vicinanza con il fumetto nero da edicola sarebbe forse ancora pi\u00f9 evidente, specie con quello che, come ad esempio <em>Satanik<\/em>, presentava spesso esiti erotici, onirici e surreali).<\/p>\n<p>In premessa, nei ringraziamenti, Dino Buzzati ha modo di citare alcuni amici e dichiarare una serie di debiti (ben ricostruiti nell&#8217;edizione Oscar Ink) che, con garbato <em>understatement<\/em>, sono anche rivendicazione della dignit\u00e0 culturale del fumetto stesso, con prestiti da Dal\u00ec a Friedrich, da Irving Klaw a Murnau, da Beltrame a Busch, da Bellmer a Fellini. Un <strong>citazionismo<\/strong>\u00a0che ricorda molto da vicino quello portato nel fumetto bonelliano da Tiziano Sclavi, con <em>Dylan Dog<\/em>: e molti nomi del background ricorrono identici (con l&#8217;aggiunta di molti altri, naturalmente, anche data la ben diversa ampiezza del corpus fumettistico di Dylan Dog).<\/p>\n<p>Il montaggio di tavola ricorda da vicino quello del fumetto nero anni &#8217;60, il formato pocket, che porta a una costruzione di pagina basata su tavole ampie, splash pages o tavole bipartite. Non mancano per\u00f2 altre soluzioni, in una continua sperimentazione buzzatiana: sequenze prive di scansione a vignetta, vignette riquadrate su una splash page di sfondo, tavole segmentate a sei, a nove, pagine di solo testo, pagine mute, doppie splash e cos\u00ec via: tutte soluzioni gi\u00e0 presentate dal fumetto nella sua ormai lunga storia, naturalmente, ma che Buzzati padroneggia con sicurezza e grande efficacia. Anche le premesse paiono portare verso il Nero, ma quasi subito l&#8217;inserimento della figura di Orfeo introduce un riferimento mitologico e vira tutta la situazione al fantastico (del fumetto nero si mantiene invece l&#8217;<em>allure<\/em> erotico, ben pi\u00f9 presente che in altre opere buzzatiane). A margine, Orfeo che si esibisce al Polypus fa pensare a un possibile influsso su <em><strong>Asterios Polyp<\/strong> <\/em>di <strong>David Mazzucchelli<\/strong>, che \u00e8 anche &#8211; tra le altre cose &#8211; una dichiarata riscrittura del mito orfico (ne riparleremo).<\/p>\n<p>Il testo, nella prevedibile discesa agli inferi alla ricerca di Euridice (Eura, come Orfeo diviene Orfi), <strong>si riconnette agli <em>Inferni<\/em> gi\u00e0 trattati da Buzzati in vari suoi racconti<\/strong>. L\u00e0 era pi\u00f9 una riscrittura dell&#8217;Inferno dantesco, qui \u00e8 un Infero pi\u00f9 pagano, meno carico di connotazioni etiche e moralistiche, anche se il discorso sul &#8220;mondo di sotto&#8221; come specchio deformante e rivelatore del &#8220;mondo di sopra&#8221; appare simile, anche se nella diversa declinazione. Molti passi rimandano ad opere di Buzzati: nel vedere il demone vuoto, rappresentato solo da una giacca, \u00e8 possibile certo un influsso dal surrealismo (Magritte) o da altre suggestioni, ma anche una ripresa de &#8220;La giacca stregata&#8221;, uno dei fondamentali racconti &#8220;diabolici&#8221; del nostro. Il canto di Orfeo, quindi si sovrappone con il &#8220;canto&#8221; di Buzzati.<\/p>\n<h2><strong>Dopo il <em>Poema<\/em>: fortuna e ricezione dell&#8217;opera.<\/strong><\/h2>\n<p>La postfazione di Lorenzo Vigan\u00f2 mostra i sofferti dubbi di Buzzati dopo il completamento dell&#8217;opera, per le stroncature che si attende dal mondo della letteratura e da quello dell&#8217;arte, mentre egli avvicinava questo lavoro a <em>Un deserto dei tartari<\/em> e, significativamente, a <em>Un amore<\/em> di cui abbiamo detto prima. La presentazione dell&#8217;opera, con un evento che ha del buzzatiano inquietante, salta per via della coincidenza con la bomba a Piazza Fontana. La recezione critica, come temuto da Buzzati, \u00e8 in seguito poco favorevole, sia pure coi distinguo riservati a un autore affermato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-469 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/08\/dino-buzzati-1.jpg\" alt=\"\" width=\"533\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Impossibile sapere se il <em>Poema<\/em> sarebbe stato il primo di una serie, come vagheggiato da Buzzati: poco dopo, comunque, realizzer\u00e0<strong> <em>I miracoli di val Morel<\/em> (1971)<\/strong>, ultima opera prima della morte nel 1972, basato su fantastici <em>ex-voto<\/em> immaginari.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 invece il mondo del fumetto, <strong>Sergio Bonelli<\/strong> in testa, a fare propria l&#8217;opera e a riconoscerla come un modello &#8220;alto&#8221; ma possibile di quello che il fumetto pu\u00f2 essere. Come noto, Bonelli possedeva un quadro a fumetti di Buzzati, &#8220;Il delitto di Via Calumi&#8221;, che fu regalato a Sergio da sua madre, e lasciato poi in eredit\u00e0 a <strong>Tiziano Sclavi<\/strong>. Un gesto simbolico molto significativo perch\u00e9, come abbiamo avuto modo di accennare, <em>Dylan Dog<\/em> riprende molti dei temi comuni a Buzzati, specialmente quello del <em>Poema<\/em>: in primis, ma non solo, la rappresentazione di un\u00a0<em>Inferno<\/em> surreale e burocratico che \u00e8 centrale nei due universi narrativi.<\/p>\n<p>Ovviamente, in modo ancor pi\u00f9 evidente, <em>Poema a fumetti<\/em> \u00e8 poi seminale per tutto il fumetto autoriale, per il &#8220;graphic novel&#8221;, non solo italiano: un&#8217;opera che quindi indubbiamente merita un approfondimento e una centralit\u00e0 ancor maggiore rispetto a quella che le \u00e8, comunque, riconosciuta.<\/p>\n<p>*<br \/>\nNota: l&#8217;articolo \u00e8 stato citato anche in calce a <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9RatN_BexKk\"><strong>questa<\/strong> <\/a>interessante trasmissione youtube, &#8220;Dalla tempesta alle nuvolette&#8221;, che parla anche di fumetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il &#8220;Poema a fumetti&#8221; di Buzzati \u00e8 una delle opere cruciali del medium: un lavoro che nasce anche da un profondo rapporto dell&#8217;autore con il fumetto seriale, e che sul seriale (oltre che sul romanzo grafico) avr\u00e0 una grande influenza.<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":464,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Dino Buzzati e il fumetto: il \"Poema\" e altro. - Come un romanzo","description":"Il \"Poema a fumetti\" di Buzzati \u00e8 una delle opere cruciali del medium: un lavoro che nasce anche da un profondo rapporto dell'autore con il fumetto seriale, e c"},"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[59,61,60],"class_list":["post-459","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto","tag-buzzati","tag-orfeo","tag-poema-a-fumetti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/459","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=459"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/459\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/464"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=459"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=459"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=459"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}