{"id":454,"date":"2017-07-29T00:04:33","date_gmt":"2017-07-28T22:04:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=454"},"modified":"2017-10-24T21:42:54","modified_gmt":"2017-10-24T19:42:54","slug":"i-tesori-di-boscarato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/i-tesori-di-boscarato\/","title":{"rendered":"I tesori di Boscarato"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-455 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/07\/boscarato.jpg\" alt=\"\" width=\"298\" height=\"414\" \/><\/p>\n<p>In questi giorni in cui si palesano le candidature per il Premio <strong>Carlo Boscarato<\/strong>, l&#8217;autorevole premio fumettistico legato al festival di Treviso (citt\u00e0 di cui Boscarato, naturalmente, era originario) mi pare interessante accennare al lavoro del disegnatore trevigiano che ha ispirato il suddetto concorso; con particolare riferimento, naturalmente, all&#8217;adattamento letterario a fumetti che \u00e8 il tema di questo blog &#8220;Come un romanzo&#8221;.<\/p>\n<p>Boscarato, classe 1926, aveva esordito sulla stampa cattolica dell&#8217;immediato dopoguerra, e in particolare sul glorioso <em>Vittorioso<\/em> postbellico, per cui lavora dal 1948 fino alla chiusura nel 1967. Dall&#8217;anno seguente passa sul rinnovato <em>Giornalino<\/em>, testata cattolica dei Paolini di Alba nata gi\u00e0 nel 1924, ma che raggiunger\u00e0 una delle sue particolari et\u00e0 dell&#8217;oro in questa nuova fase. Se volessimo usare uno schema un po&#8217; semplificatorio ma efficace, il Vittorioso \u00e8 stata la stampa a fumetti del cattolicesimo pre-conciliare; che chiude non a caso poco dopo la piena recezione dei dettami conciliari (tra cui, per dire, l&#8217;abolizione dell&#8217;Indice dei Libri Proibiti, nel 1965, con enorme rilievo anche come cambio di paradigma culturale).<\/p>\n<p>Il Giornalino e la sua rinascita attorno agli anni del &#8217;68 rappresenta una nuova cultura cattolica per ragazzi pi\u00f9 aperta alle istanze della laicit\u00e0. E anche Boscarato in qualche modo ne \u00e8 uno degli interpreti, naturalmente nelle sue competenze, ovvero per quanto concerne il disegno. Tuttavia, la frequente collaborazione con lo sceneggiatore <strong>Claudio Nizzi<\/strong> crea una sorta di stile piuttosto riconoscibile di questo duo, dove il realismo minuzioso e profondamente verista di Boscarato ha un ruolo determinante.<\/p>\n<p>Il loro primo lavoro, meno noto, \u00e8<strong><em> Nico e Pepo<\/em> (1968)<\/strong>, le vicende umoristiche di due disoccupati che si affannano a sbarcare il lunario con vari espedienti in una citt\u00e0 industriale del Nord Italia (forse ispirata a Torino, dato che i due incontrano in una puntata un personaggio ispirato a Giovanni Agnelli). <a href=\"https:\/\/corrierino-giornalino.blogspot.it\/2016\/06\/a-cena-col-commendator.html\"><strong>Qui<\/strong> <\/a>\u00e8 possibile leggerne un esempio, &#8220;A cena dal commendatore&#8221;, che permette di notare il perfetto affiatamento tra i due autori: il caustico sarcasmo di Nizzi contro una societ\u00e0 opulenta che per\u00f2 esclude dal banchetto chi sta ai margini \u00e8 resa possibile solo dal tratto a un tempo realistico e comico di Boscarato: non sarebbe resa con altrettanta efficacia n\u00e9 da un tratto puramente realistico, n\u00e9 da un tratto completamente comico e caricaturale. L&#8217;abitudine di Boscarato &#8211; confermata pi\u00f9 volte da Nizzi &#8211; di trarre ispirazione per i suoi comprimari da persone realmente conosciute contribuisce a questo senso veristico molto forte.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-456 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/07\/yuma.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p>Questa coppia comica non ha comunque un particolare successo, come pure <em>Bruno Stark<\/em> (1970) con Mario Basari e <em>Giorgio Reli<\/em> (1971) con Gianni Caratelli. Grande fortuna ha invece tra i lettori del <em>Giornalino<\/em> il personaggio successivo, <strong><em>Larry Yuma<\/em>\u00a0(1971)<\/strong>,<em>\u00a0<\/em>di nuovo in coppia con Nizzi. Con questo personaggio la testata cattolica realizza un &#8220;suo&#8221; western, alternativo a quelli della grande tradizione bonelliana, da Tex in poi. <a href=\"https:\/\/corrierino-giornalino.blogspot.it\/2014\/11\/il-villaggio-del-terrore.html\"><strong>Qui<\/strong> <\/a>un esempio di questa serie.<\/p>\n<p>Non si tratta affatto di un &#8220;clone di Tex&#8221;, come sbrigativamente \u00e8 stato a volte liquidato da certa critica meno accorta: se Tex nel 1948 guardava chiaramente al modello di <strong>John Wayne<\/strong> (sapendolo, naturalmente, reinterpretare), Larry Yuma guarda allo Spaghetti-Western di <strong>Sergio Leone<\/strong>, e in particolare rielabora (anche qui, in modo non didascalico) l&#8217;immagine iconica dei personaggi di <strong>Clint Eastwood<\/strong> nella trilogia del dollaro, e figure similari. Un genere, quello di Leone e soci, che <strong>Gianluigi Bonelli<\/strong> comunque voleva &#8211; con alcune ragioni &#8211; derivato dal suo Tex e dal suo western; quindi una connessione vi sarebbe pure tra i due fumetti, ma probabilmente mediata dal genere filmico in voga in quegli anni.<\/p>\n<p>In questo \u00e8 ancor pi\u00f9 evidente il nuovo clima del Giornalino di quegli anni che permette una pur limitata maggiore libert\u00e0 artistica. Nato intorno al 1964 come genere, il western all&#8217;italiana era visto con grande scetticismo (per usare un eufemismo) dagli ambienti cattolici pi\u00f9 conservatori, che gi\u00e0 in passato si erano schierati con forza contro il western Bonelli (anche opportunisticamente, per favorire appunto le testate cattoliche per ragazzi). Nasce cos\u00ec Larry Yuma, il misterioso &#8220;straniero&#8221; vagabondo, dallo sguardo perennemente coperto dalla visiera del cappello: nella sua immagine iconica (e, per converso, in quella grottesca degli antagonisti, che con la loro grettezza fanno risaltare ancor meglio la sua spartana eleganza) un ruolo fondamentale ha il tratto distinto di Boscarato.<\/p>\n<p>Il limite di Larry Yuma \u00e8 pi\u00f9 sul versante delle sceneggiature, non tanto per una responsabilit\u00e0 di Nizzi, quanto per i limiti oggettivi di una testata cattolica. Brusco e tagliente nelle battute, Larry Yuma non pu\u00f2 mai usare realmente il minimo sindacale di violenza per un western, e risolve tutto a suo di pugni o, al limite, usa la Colt per disarmare senza nemmeno ferire.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-457\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/07\/1983-800x383.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"383\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/07\/1983-800x383.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/07\/1983-1024x491.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/07\/1983.jpg 1054w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Forse per questo tra le opere pi\u00f9 pienamente riuscite di Nizzi e Boscarato possiamo annoverare i due notevoli adattamenti letterari: l&#8217;<em>Oliver Twist<\/em> (1837) di <strong>Charles Dickens<\/strong> e l&#8217;<em>Isola del tesoro<\/em> (1883) di <strong>Robert Stevenson<\/strong>. Due capolavori della letteratura inglese ottocentesca, in cui la violenza presente era giustificata dal contesto &#8220;letterario&#8221;, lasciando relativamente maggiore libert\u00e0 d&#8217;azione (anche se, in entrambi i casi, si tratta comunque di opere dove gli eccessi sono sempre dalla parte dei &#8220;cattivi&#8221;, chiaramente definiti come tali).<\/p>\n<p>Il primo dei due adattamenti \u00e8 l&#8217;<em>Isola del tesoro<\/em>, nel 1981 (vedi <a href=\"http:\/\/www.stpauls.it\/gio05\/0510gi\/conoscere_2.html\"><strong>qui<\/strong><\/a>), nell&#8217;imminenza del centenario del romanzo. L&#8217;opera di Stevenson \u00e8 il romanzo d&#8217;avventura piratesca allo stato puro, gi\u00e0 adattato da un mostro sacro del fumetto, <strong>Hugo Pratt<\/strong>, nel 1965 per il <em>Corrierino<\/em> (il grande concorrente &#8220;laico&#8221; del Giornalino). Boscarato realizza l&#8217;opera secondo il suo approccio personale al realismo, lontano dall&#8217;ineffabile tratto di sintesi del grande veneziano, realizzando con Nizzi un lavoro che comunque funziona benissimo, a suo modo, nell&#8217;evocare la grande avventura piratesca.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 porta a un secondo tentativo due anni dopo, nel 1983, con l&#8217;opera di Dickens, parimenti avventurosa e pi\u00f9 intrisa di messaggi sociali, particolarmente cari al <em>Giornalino<\/em> e ampiamente presenti sia nell&#8217;amara satira di Nico e Pepo, sia sottotraccia nelle storie di Larry Yuma (i deboli che egli difende sono spesso neri, messicani, indiani maltrattati da arroganti wasp altezzosi; in una storia interviene perfino il Ku Klux Klan: senza, comunque, mai pregiudicare il prevalere del lato avventuroso). L&#8217;adattamento \u00e8 fedele e ancor pi\u00f9 congeniale, forse, al &#8220;verismo&#8221; di Boscarato; ma certo l&#8217;avventura pura di <em>Treasure Island<\/em> \u00e8 intrinsecamente pi\u00f9 fondante (anche) del genere avventuroso fumettistico.<\/p>\n<p>Possibile che l&#8217;autore avrebbe realizzato ulteriori adattamenti, sempre cari al <em>Giornalino<\/em>, ma la morte precoce nel 1987 ci ha privato di altre sue opere. Ma da soli, questi due esempi bastano a inserirlo a pieno titolo nel canone italiano degli adattamenti a fumetti, come Larry Yuma a collocarlo nella storia del fumetto italico tout court.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni in cui si palesano le candidature per il Premio Carlo Boscarato, l&#8217;autorevole premio fumettistico legato al festival di Treviso (citt\u00e0 di cui Boscarato, naturalmente, era originario) mi pare interessante accennare al lavoro del disegnatore trevigiano che ha ispirato il suddetto concorso; con particolare riferimento, naturalmente, all&#8217;adattamento letterario a fumetti che \u00e8 il tema di questo blog &#8220;Come un romanzo&#8221;. Boscarato, classe 1926, aveva esordito sulla stampa cattolica dell&#8217;immediato dopoguerra, e in particolare sul glorioso Vittorioso postbellico, per cui lavora dal 1948 fino alla chiusura nel 1967. 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