{"id":444,"date":"2017-06-23T11:31:54","date_gmt":"2017-06-23T09:31:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=444"},"modified":"2018-03-18T22:08:13","modified_gmt":"2018-03-18T21:08:13","slug":"letteratura-fumetti-arabeschi-sul-cinquecento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/letteratura-fumetti-arabeschi-sul-cinquecento\/","title":{"rendered":"Letteratura a fumetti: arabeschi sul Cinquecento"},"content":{"rendered":"<p>Nel mio percorso tra Letteratura e Fumetto, una tappa importante e ineludibile era costituita dal &#8216;500 letterario italiano. Durante un po&#8217; di ricerche, ho scoperto che tale tema era stato ampiamente coperto da un bel progetto della rivista <strong><em>Arabeschi<\/em><\/strong>, che ha dedicato al tema uno studio sistematico di indubbio interesse, disponibile <a href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/collection\/poemi-a-fumetti\/#poemi-a-fumetti\"><strong>qui<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Il sito \u00e8 particolarmente ben organizzato, e analizza la ricezione dei poemi letterari (includendo dunque anche la <em>Divina Commedia<\/em>, di cui ho gi\u00e0 parlato <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/divini-comics-linferno-dante-nel-fumetto\/\"><strong>qui<\/strong> <\/a>su questo blog, che \u00e8 ovviamente trecentesca e di argomento non cavalleresco, almeno in senso stretto).\u00a0Ad <em>Arabeschi<\/em> quindi rimando per un&#8217;analisi dettagliata delle opere che qui, essendo inutile ripetersi, richiamo in modo sintetico e per quanto serve al mio ragionamento.<\/p>\n<p><strong>Il registro comico<\/strong><\/p>\n<p>Una prima vasta sezione \u00e8 dedicata alle parodie disneyane, che tramite soprattutto i Paperi hanno sviscerato pi\u00f9 volte la Commedia dantesca, nell&#8217;<em>Orlando Furioso<\/em> di <strong>Ludovico Ariosto<\/strong> (1532) e nella <em>Gerusalemme Liberata<\/em> di <strong>Torquato Tasso<\/strong> (1585).<\/p>\n<p>Va notato che l&#8217;approccio \u00e8, di fatto, diverso per ciascuno dei tre capolavori letterari: nella Commedia, i paperi (come gi\u00e0 prima i Topi) vanno a estrapolare un elemento comico presente (fin dal titolo&#8230;) soprattutto nella prima parte, la discesa all&#8217;Inferno (che \u00e8 da sempre quella che pi\u00f9 affascina la letteratura popolare).<\/p>\n<p>Nel caso dell&#8217;<em>Orlando Furioso<\/em>, la comicit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 insita nell&#8217;operazione di Ariosto (e non come un elemento di un pluristilismo, come in Dante, ma come il collante di fondo della vicenda cavalleresca) che decostruisce il poema cavalleresco medioevale tradizionale, dalla Chanson de Roland (XI sec.) in gi\u00f9. Inoltre, Paperino \u00e8 perfetto per farla emergere perch\u00e9, come l&#8217;Orlando di Ariosto, egli \u00e8 &#8220;furioso&#8221; per definizione; quindi la parte comica gli calza a pennello.<\/p>\n<p>Nel caso del Tasso, invece, siamo nell&#8217;ambito di una parodia dissacrante proprio in virt\u00f9 della seriosit\u00e0 controriformistica dell&#8217;autore. Un po&#8217; come la <em>Secchia Rapita<\/em>\u00a0(1614) di <strong>Alessandro Tassoni<\/strong>, che nel Seicento \u00e8 anche una reazione a questo insistito ritorno a un registro tragico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-448\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/06\/rinaldo-la-gerusalemme-liberata-a-fumetti-309.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"566\" \/><\/p>\n<p>Dopo i disneyani, a occuparsi del &#8216;500 a fumetti in chiave sempre comica \u00e8\u00a0\u00a0<strong>Marcello Toninelli<\/strong>, che, oltre a Dante e ai Promessi Sposi, di cui ho accennato nelle schede corrispondenti, ha adattato anche tutta la Gerusalemme a fumetti, in strisce comiche che &#8211; a differenza delle pi\u00f9 libere parodie disneyane &#8211; restano fedeli al testo originale, parodiandone le situazioni passo-passo (anche i personaggi sono esattamente quelli originali, semplicemente deformati dalla sintesi cartoonistica dell&#8217;autore).<\/p>\n<p><strong>Il registro drammatico: Bonelli e fumetto non seriale.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-446\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/06\/dd-Copia.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"468\" \/><\/p>\n<p>Il fumetto bonelliano, invece, ha affrontato il tema cavalleresco in due fasi distinte: la prima, nel corso dei primi anni &#8217;40, come reazione alla sempre pi\u00f9 rigida censura fascista, che imponeva non solo un divieto sempre pi\u00f9 rigoroso di eroi americani e stranieri, ma anche un sempre maggiore realismo del fumetto, e una sempre pi\u00f9 ferrea &#8220;validit\u00e0 educativa&#8221; in senso tradizionalissimo. Ecco quindi che questo recupero del fantastico ariostesco serviva come &#8220;giustificazione&#8221; per la messa in scena di lotte, mostri, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Interessante notare che questa operazione di recupero anticipa di non molto quella letteraria (e altissima) di <strong>Italo Calvino <\/strong>nella <em>Trilogia degli Antenati<\/em>: un autore<strong>\u00a0<\/strong>che ha sempre apprezzato il fumetto, come ho scritto <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/calvino\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>, \u00a0e che potrebbe benissimo aver letto quelle storie da ragazzo.<\/p>\n<p>Una seconda fase \u00e8 quella che si apre col fumetto bonelliano contemporaneo, dagli anni &#8217;80 in poi, quando si abbandona il prevalere assoluto del western in favore di un&#8217;avventura di ambientazione moderna, urbana, fantastica, da <em>Martin Mystere<\/em> (1982) in poi. In Mystere appaiono pi\u00f9 volte citazioni letterarie di alto livello, elaborate con la raffinata e coltissima ironia di <strong>Alfredo Castelli<\/strong>; in altre serie, il riferimento si limita spesso all&#8217;episodio pi\u00f9 famoso, quello di Astolfo che raggiunge la Luna con l&#8217;Ippogrifo, rielaborato in modo molto libero.<\/p>\n<p>Un terzo momento, parallelo al secondo, \u00e8 quello del <strong>fumetto &#8220;non seriale&#8221;<\/strong> (definizione che si va sostituendo, ultimamente, a quella pi\u00f9 problematica di &#8220;autoriale&#8221;). Vari autori hanno affrontato il tema, a partire da un nome autorevolissimo come <strong>Sergio Toppi<\/strong>, che ha riprendo il tema orlandesco tramite il Teatro dei Pupi; ma si tratta anche di\u00a0<strong>Lorenzo Chiavini<\/strong>, autore di un altro adattamento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-450\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/06\/130-1.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"515\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sarebbe poi molto interessante analizzare l&#8217;influsso di Tasso ed Ariosto nella cultura popolare extra-italiana. In realt\u00e0 per\u00f2 queste opere, pur riconosciute come fondanti a livello accademico per tutta la letteratura europea, hanno una diffusione minore nell&#8217;immaginario che non un grande predecessore come l&#8217;Inferno dantesco. L&#8217;immagine che pi\u00f9 \u00e8 rimasta, probabilmente, \u00e8 appunto (come in Bonelli) l&#8217;Ippogrifo, soprattutto grazie alle illustrazioni tardo-ottocentesche di <strong>Gustave Dor\u00e9<\/strong>, di enorme importanza per tutta l&#8217;arte grafica successiva. L&#8217;Ippogrifo appare nella copertina del suo Orlando illustrato, e diviene una immagine che incide sull&#8217;immaginario fantasy universale, dall&#8217;Arzach di Moebius in poi. In un caso la derivazione \u00e8 chiara e molto importante (e poco nota): la cover emblematica di <em>M\u00e9tal Hurlant<\/em>, rivista seminale della fantascienza francese a fumetti, il cui influsso \u00e8 universale. Ecco: l&#8217;amazzone a cavallo di un drago in cover richiama in modo evidente la copertina di Dor\u00e9 (autore francese, che sicuramente era noto agli <strong>Humanoides Associ\u00e9s<\/strong> fondatori della rivista). Una citazione minimale, forse, ma indice del valore fondante del Cinquecento italiano anche per insospettabili e lontani eredi fumettistici, anche se ormai ridotto a meme minimale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-451\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/06\/metalhurlant006.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"515\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mio percorso tra Letteratura e Fumetto, una tappa importante e ineludibile era costituita dal &#8216;500 letterario italiano. Durante un po&#8217; di ricerche, ho scoperto che tale tema era stato ampiamente coperto da un bel progetto della rivista Arabeschi, che ha dedicato al tema uno studio sistematico di indubbio interesse, disponibile qui. 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