{"id":4031,"date":"2025-08-04T22:41:58","date_gmt":"2025-08-04T20:41:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=4031"},"modified":"2025-08-04T22:42:07","modified_gmt":"2025-08-04T20:42:07","slug":"il-gordon-pym-di-matteuzzi-e-rauso-follie-di-naufragi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/il-gordon-pym-di-matteuzzi-e-rauso-follie-di-naufragi\/","title":{"rendered":"Il Gordon Pym di Matteuzzi e Rauso: follie di naufragi"},"content":{"rendered":"\n
C\u2019\u00e8 un tipo particolare di classico che sembra sfuggire alla sua stessa definizione. Opere che sono fonti di un immaginario potente e ampiamente condiviso, e al contempo sfuggenti a una classificazione precisa, cosa che le condanna a una posizione nel canone pi\u00f9 marginale di quanto meriterebbero.
Le avventure di Arthur Gordon Pym di Nantucket, unico romanzo lungo di Edgar Allan Poe (pubblicato nel 1838), \u00e8 una di queste. Opera anomala, eclettica in parte nel percorso dello scrittore, lontana dal puro racconto breve orrorifico pur conservando elementi horror che, per\u00f2, si fanno pi\u00f9 metafisici e cosmici, anticipando Lovecraft e inserendosi per\u00f2 nel filone marinaresco che aveva ispirato Poe fin dagli esordi del Maelstrom e del Manoscritto nascosto in una bottiglia. <\/p>\n\n\n\n
Il fumetto prende avvio con una scelta formale che \u00e8 gi\u00e0 dichiarazione di intenti: poche linee, pochi tratti su uno sfondo bianco quasi abbacinante, da cui emergono figure sospese, come evocate da una memoria confusa o da un sogno. \u00c8 la nebbia del porto, ma anche la nebbia della mente, quella da cui si affaccia per la prima volta Arthur Gordon Pym, giovane inquieto e assetato di ignoto. Ed \u00e8 proprio questa estetica del \u201cnon finito\u201d che colpisce subito: il segno di Rauso, inizialmente rarefatto, si fa progressivamente pi\u00f9 denso, pi\u00f9 definito, come se la realt\u00e0 stessa si stesse costruendo sotto gli occhi del lettore.<\/p>\n\n\n\n <\/p>\n\n\n\n Quando il racconto entra nel vivo, anche la tavola si struttura sempre pi\u00f9 in una griglia regolare e squadrata, in cui le vignette si alternano tra margini netti (il mondo reale, tangibile, concreto) e smarginature improvvise che lasciano spazio all\u2019immaginazione del protagonista, ai suoi incubi, alle sue proiezioni. <\/p>\n\n\n\n Il tratto di Rauso usa una forte sintesi cartoonesca, che rimanda con un segno personale a esiti diffusi della animazione e del fumetto degli ultimi decenni, solitamente associati per\u00f2 con storie pi\u00f9 solari, e spesso col colore. Qui invece un segno smussato, tondeggiante (anche se reso molto nervoso dal tratteggio vibrante) crea un contrasto efficace con la crescente cupezza angosciosa della storia narrata.<\/p>\n\n\n\n
Da un lato, l’opera di Poe che si proietta gi\u00e0 oltre i suoi orrori psicologici per anticipare quelli del Novecento che si promanano da Providence (come ne “L’uomo della folla” pareva anticipare, invece, la letteratura della crisi dell’inetto di Pirandello e altri). Dall’altro, per\u00f2, anche l’opera di Poe che pi\u00f9 si aggancia alla tradizione precedente del romanzo come romanzo di avventure marinaresche, un rimando al realismo del Robinson Crusoe di Defoe, primo romanzo moderno, e al fantastico di Swift. In questo senso, l’opera anticipa anche il Grande Romanzo Americano per eccellenza, il “Moby Dick” di Melville, in cui alcuni critici hanno trovato corrispondenze.
Un’opera, quindi, non facilissima da adattare a fumetti. Si cimenta, con successo, il recente adattamento a fumetti edito da BayaComics, all\u2019interno della collana \u201cClassici non classici\u201d, che gi\u00e0 dal titolo gioca con l\u2019ambiguit\u00e0 e la trasformazione del canone, come abbiamo gi\u00e0 avuto modo di dire nel recensire una precedente opera, “Il padiglione sulle dune”:
Lise, Talami e il Padiglione sulle Dune \u2013 Come un romanzo<\/a>
Anche questa graphic novel, curata nei testi da Francesco Matteuzzi, con disegni di Angelo Rauso, e con la supervisione editoriale di Davide La Rosa, non si limita a \u201ctrasportare\u201d il romanzo in una forma visiva il pi\u00f9 possibile tradizionale e aderente alla lettera del racconto, ma lo rilegge, ne raccoglie le atmosfere e trae qualcosa di originale nel segno dell’opera originaria.<\/p>\n\n\n\n
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