{"id":3906,"date":"2025-03-22T14:49:10","date_gmt":"2025-03-22T13:49:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=3906"},"modified":"2025-03-22T14:49:10","modified_gmt":"2025-03-22T13:49:10","slug":"il-signore-delle-mosche-a-fumetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/il-signore-delle-mosche-a-fumetti\/","title":{"rendered":"Il signore delle mosche, a fumetti"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3908 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2025\/03\/51xSEG7BezL._AC_UF10001000_QL80_-568x800.jpg\" alt=\"51xseg7bezl. ac uf1000,1000 ql80 \" width=\"568\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2025\/03\/51xSEG7BezL._AC_UF10001000_QL80_-568x800.jpg 568w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2025\/03\/51xSEG7BezL._AC_UF10001000_QL80_.jpg 710w\" sizes=\"auto, (max-width: 568px) 100vw, 568px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\">Su questo blog mi occupo, come noto, del rapporto tra letteratura e fumetto. Ho accolto quindi con molto interesse questo adattamento fumettistico de <strong>&#8220;Il signore delle mosche&#8221; (1954)<\/strong> in occasione dei settant&#8217;anni dell&#8217;opera originale, pubblicato in Italia da <strong>Oscar Ink.<\/strong> Si tratta infatti di un&#8217;opera cruciale, che segna il passaggio a un &#8220;nuovo&#8221; romanzo sui ragazzi e per ragazzi, molto pi\u00f9 cupo e pessimistico.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\">Del resto <strong>William Golding<\/strong> (Cornovaglia, 1911 &#8211; 1993), dopo aver studiato a Oxford si arruol\u00f2 nella Marina partecipando nel 1944 allo sbarco in Normandia, vivendo in prima persona l&#8217;esperienza dell&#8217;orrore del conflitto.\u00a0 <\/span><span style=\"font-size: 18pt;\">Insegnante di inglese, filosofia e greco, esord\u00ec e raggiunse il successo nel 1954 con Il Signore delle Mosche, che rimane nettamente la sua opera pi\u00f9 famosa, e che sicuramente contribuisce al Nobel nel 1983. Siamo nell&#8217;apice della Guerra Fredda: Stalin \u00e8 appena morto, la Guerra di Corea si \u00e8 conclusa con un nulla di fatto dopo tre anni di nuovo conflitto sanguinoso, inaugurando la lunghissima stagione di Proxy War tra USA e Russia, sta per sorgere il Patto di Varsavia ad opporsi alla Nato.<\/p>\n<p>L&#8217;autrice dell&#8217;adattamento \u00e8 una delle molte brillanti firme della scena francese. <strong>Aim\u00e9e de Jongh<\/strong>, nata nei Paesi Bassi nel 1988, nel 2014 ha pubblicato il suo primo graphic novel, The Return of the Honey Buzzard, vincendo il premio Saint Michel. Tra i suoi libri, pubblicati in oltre trenta Paesi, Days of Sand (2021), nominato Best Comic &amp; Graphic Novel dell&#8217;anno dal \u00abGuardian\u00bb, e Sixty Years in Winter (2022). Pi\u00f9 volte nominata agli Eisner Award, si occupa anche di animazione (suo il cortometraggio Aurora) e graphic journalism.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3909 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2025\/03\/1732613404-dejongh-87.jpg\" alt=\"1732613404 dejongh 87\" width=\"600\" height=\"764\" \/><\/p>\n<p>Come diremo, si percepisce in molti elementi <strong>un lavoro convinto e appassionato<\/strong>, a partire dalla lettera di introduzione al lettore, non cos\u00ec frequente. L&#8217;autrice sottolinea il profondo impatto dell&#8217;opera nell&#8217;adolescenza, come per molti lettori, e come la ritenga l&#8217;opera pi\u00f9 importante che riflette sui limiti della nostra civilt\u00e0, su come sia facile, dopo aver scalfito appena la superficie, trovare una violenza primordiale che in essa si cela.<\/p>\n<p>La <strong>lettera introduttiva<\/strong> chiarisce anche la forte consapevolezza del medium: l&#8217;autrice rivendica l&#8217;opera come una opera nuova, non il mero adattamento dell&#8217;originale. Da un lato, i testi sono fedeli in modo assoluto a Golding, ogni riga di dialogo \u00e8 sua (e gli eventi sono trasposti fedelmente). Per contro, l&#8217;autrice dichiara &#8211; e lo effettua &#8211; di intervenire profondamente con i mezzi del fumetto: il segno, il colore, il montaggio.<\/p>\n<p>Questa <strong>potenza del fumetto<\/strong> \u00e8 ben chiarita dalle <strong>magnifiche tavole mute &#8211; molte splash pages<\/strong>, come in tutta l&#8217;opera &#8211; che aprono il volume in una cinematografica &#8220;scena prima dei titoli&#8221;: vediamo Jack, il protagonista, dal cui punto di vista seguiamo le vicende, inoltrarsi nella magnifica giungla. Il fumetto dispiega subito la sua potenza, perch\u00e9 laddove il testo pu\u00f2 raccontare l&#8217;esperienza, il disegno pu\u00f2 trasmetterla e amplificarla con la bellezza delle immagini. Oltre alle numerose splash pages, <strong>spesso le vignette sono &#8220;a sviluppo orizzontale&#8221;<\/strong>, occupando l&#8217;intera striscia, richiamando uno la grandiosit\u00e0 visiva dello schermo cinematografico. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\">Un espediente frequente nel fumetto, specie quello pi\u00f9 moderno, cui la griglia europea di fitte vignette quadrate va sempre pi\u00f9 stretta, ma che qui si coniuga benissimo al protagonismo della magnificenza naturale (che fa da sfondo, e contrasto, con lo sviluppo della crudelt\u00e0 umana).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3910 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2025\/03\/1732613403-dejongh-110-557x800.jpg\" alt=\"1732613403 dejongh 110\" width=\"557\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2025\/03\/1732613403-dejongh-110-557x800.jpg 557w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2025\/03\/1732613403-dejongh-110.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 557px) 100vw, 557px\" \/><\/p>\n<p>Fin dalla prima scena dialogata, dopo i titoli, appare evidente il <strong>forte elemento interpretativo<\/strong>. Il giovane protagonista <strong>Ralph<\/strong> appare subito <strong>pi\u00f9 infantile e pi\u00f9 innocente<\/strong> di quanto lo troviamo nel romanzo. Una cosa che passa non solo per il disegno dell&#8217;autrice, morbido e tondeggiante, quasi avvicinabile a certi tratti dell&#8217;euromanga e della nuova disney ma in una sintesi fortemente d&#8217;autore. Ma anche per la <strong>recitazione accurata del volto e ancor pi\u00f9 del corpo<\/strong> dei giovani protagonisti, qui liberi di usare una espressivit\u00e0 corporea totale, quasi ancestrale, rispetto alla maggiore fissit\u00e0 che avrebbero in un contesto urbano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\">Il fatto che Ralph scherzi sul nomignolo di Piggy e lo riveli subito agli altri \u00e8 presentato dunque pi\u00f9 come parte della sua incosciente esuberanza, e non come il fatto che possiede una certa aggressivit\u00e0, pur disciplinata (rispetto ai suoi rivali, che la fanno esplodere subito in modo compiaciuto).<\/p>\n<p>Appare cos\u00ec subito pi\u00f9 netta la <strong>contrapposizione con i lugubri &#8220;mantelli neri&#8221; del coro, comandati da Jack<\/strong>. Gli elementi simbolici, ben presenti gi\u00e0 nella storia originaria, appaiono ancor pi\u00f9 evidenziati e sottolineati, come la <strong>Conchiglia<\/strong> quale simbolo fragile della democrazia, e la tecnologia, utilizzabile per il bene o il male (<strong>gli occhiali<\/strong>), contrapposta al <strong>Signore delle Mosche<\/strong>, che emerger\u00e0 in seguito, come simbolo del ritorno alla barbarie diabolica (i ragazzi assegnano questo nome in modo &#8220;ingenuo&#8221;, non come richiamo culturale, ma Golding sa bene che \u00e8 <strong>Beel Zebub<\/strong>, il Dio Baal pagano schernito come &#8220;signore delle mosche&#8221;, del nulla, dall&#8217;ebraismo, e poi confluito in Belzeb\u00f9, il diavolo cristiano).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3911 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2025\/03\/1732613401-dejongh-116.jpg\" alt=\"1732613401 dejongh 116\" width=\"600\" height=\"770\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\">Non \u00e8 solo Ralph, comunque, a essere reso pi\u00f9 dolce e infantile dalla rappresentazione, ma tutte le figure dei bambini. L&#8217;atrocit\u00e0 della degenerazione nella violenza, gi\u00e0 amplificata nell&#8217;opera originale dal fatto di svilupparsi tra preadolescenti (in cui ci shocka di pi\u00f9) \u00e8 accentuata dal tratto raffinatissimo ma anche &#8220;grazioso&#8221; dell&#8217;autrice, che crea un ottimale contrasto con la situazione. Esattamente come il magnifico scenario naturale \u00e8 ancora pi\u00f9 bello nel disegno, cos\u00ec i fanciulli sono ancora pi\u00f9 teneri.<\/p>\n<p><\/span><span style=\"font-size: 18pt;\">Nel caso, normale nel lettore adulto, che si legga l&#8217;opera per la seconda volta, conoscendo gi\u00e0 almeno per sommi capi l&#8217;originale di Golding, ci\u00f2 acuisce <strong>un sottile senso di angoscia<\/strong> perch\u00e9 sappiamo gi\u00e0 il destino che incombe sulla fragile societ\u00e0 dell&#8217;isola (mentre nella lettura originale \u00e8 pi\u00f9 plausibile attendersi vari sviluppi possibili).<\/p>\n<p>La<strong> bellezza del disegno<\/strong> rende sottilmente pi\u00f9 paradossale anche la seconda parte, che porta verso la distruzione. Infatti, se nell&#8217;opera originale, pur conservandosi una prosa raffinata, c&#8217;era pi\u00f9 il contrasto con la dissoluzione della bellezza dell&#8217;isola presentata nella prima parte, qui anche la distruzione nel fuoco assume una grandiosit\u00e0 neroniana, in tavole sempre di grande bellezza e grande dimensione.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;elemento interpretativo dell&#8217;autrice \u00e8 poi molto forte nel finale<\/strong>, dove sottolinea con cura alcuni elementi presenti in Golding, ma che lei mette in evidenza. Prima, in modo sottile, evidenzia come il tenente che giunge sull&#8217;isola a riprendere i ragazzi \u00e8 armato di pistola, che stringe in pugno. In questo modo il loro arrestare il sacrificio umano non \u00e8 per forza ritorno in s\u00e9 alla visione di un adulto, ma anche semplice fermarsi di fronte a una possibile violenza superiore (in questo caso, certo, a fini di bene).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><br \/>\nMolto evidente e sottolineato \u00e8 quindi l<strong>&#8216;elemento bellico finale, con il primissimo piano degli imponenti cannoni della nave da guerra<\/strong> giunta a salvare i ragazzi, che amplificano la pistola del graduato. Certo, l&#8217;intervento del mondo adulto ferma la violenza caotica e primordiale dei ragazzi, ma lo fa solo nel quadro di una ultraviolenza della societ\u00e0 umana. La scena ha quasi valenza di una chiusura circolare, poich\u00e9 i ragazzi sono giunti sull&#8217;isola dopo una evacuazione tumultuosa in seguito a una guerra tra le superpotenze nucleari in corso.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3912 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2025\/03\/1732613399-dejongh-243-560x800.jpg\" alt=\"1732613399 dejongh 243\" width=\"560\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2025\/03\/1732613399-dejongh-243-560x800.jpg 560w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2025\/03\/1732613399-dejongh-243.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\">Uno scenario di incredibile attualit\u00e0 allora, nel contesto che avevamo delineato (Guerra Fredda verso il suo acme) e anche oggi, con una rinnovata attualit\u00e0 nella corsa verso la follia di una guerra globale a partire dal conflitto Russo-Ucraino. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\">Anche se sia Golding che De Jongh sembrano dirci che \u00e8 un seme della follia piantato gi\u00e0 in origine nell&#8217;essere umano: forse i ragazzi agiscono cos\u00ec sotto lo shock della guerra, pu\u00f2 darsi, ma la forma che danno alla societ\u00e0 \u00e8 la prima organizzazione sociale, la divisione raccoglitori e cacciatori, coi secondi che inevitabilmente si ascrivono poi il monopolio della violenza e il dominio della societ\u00e0 tramite di esso, anche nella forma ritualizzata del sacrificio umano ancestrale (Piggy non \u00e8, che so, processato come dissidente o traditore, cosa che sottolineerebbe la natura indotta della violenza \u00e8\u00a0 vittima sacrificale per placare gli dei).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\">C&#8217;\u00e8 un gusto pacifista e illuminista in Golding e De Jongh: ma \u00e8 molto pi\u00f9 quello di Voltaire che quello di Rousseau.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 18pt;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3913 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2025\/03\/1732613397-dejongh-319-559x800.jpg\" alt=\"1732613397 dejongh 319\" width=\"600\" height=\"859\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2025\/03\/1732613397-dejongh-319-559x800.jpg 559w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2025\/03\/1732613397-dejongh-319.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;opera quindi, come le migliori opere derivate, ci porta a riflettere, tramite il confronto, sull&#8217;opera originale e sulla sua importanza, aggiungendo ulteriori sfumature di senso e di significato. Un volume perfettamente accessibile anche ai ragazzi di medie e superiori, che per\u00f2 non dissimula per nulla, giustamente, la durezza del messaggio originale (senza caricarla inutilmente sul piano visivo, efficace proprio per il contrasto della sua morbidezza, secondo la lezione di Maus).<br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Su questo blog mi occupo, come noto, del rapporto tra letteratura e fumetto. Ho accolto quindi con molto interesse questo adattamento fumettistico de &#8220;Il signore delle mosche&#8221; (1954) in occasione dei settant&#8217;anni dell&#8217;opera originale, pubblicato in Italia da Oscar Ink. 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