{"id":3871,"date":"2025-02-27T21:36:25","date_gmt":"2025-02-27T20:36:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=3871"},"modified":"2025-02-27T21:57:39","modified_gmt":"2025-02-27T20:57:39","slug":"il-via-col-vento-di-pierre-alary","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/il-via-col-vento-di-pierre-alary\/","title":{"rendered":"Il “Via col vento” di Pierre Alary"},"content":{"rendered":"
<\/p>\n
<\/p>\n
<\/p>\n
L’adattamento di una pietra miliare come “Via col vento” \u00e8 indubbiamente una operazione delicata e affascinante. L’autrice \u00e8 indubbiamente una figura affascinante, in un mix di nostalgia del vecchio Sud, cresciuta nella venerazione famigliare del Generale Lee e dei combattenti sudisti, ma anche figlia di una madre suffragista e del suo tempo, i roaring twenties e quindi una “flapper” disinibita,<\/strong> dalle molteplici, libere relazioni, che inizia una carriera giornalistica sull’Atlanta Journal nel 1922, giungendo a intervistare una icona controversa come Rodolfo Valentino (il suo primo testo, curiosamente, \u00e8 “Atlanta Girl Sees Italian Revolution”, probabilmente in relazione all’ascesa del fascismo in quello stesso anno).<\/p>\n Dal 1926<\/strong> si era ritirata dal lavoro giornalistico per lavorare, dopo il secondo matrimonio, al suo colossale romanzo sulla guerra di Secessione<\/strong> letta da una prospettiva sudista. Il titolo, “Gone with the wind”, viene da una poesia di Ernst Dawson e rimanda al senso di un mondo irrimediabilmente perduto, quello del Sud degli Stati Uniti, sconfitto nella guerra di Secessione.<\/p>\n L’opera esce nel 1936<\/strong>, come detto, \u00e8 un successo immediato che le frutta nel 1937 il Pulitzer<\/strong> e la candidatura al Nobel. Nel 1939<\/strong> arriva il film di Victor Fleming<\/strong>, nonostante resistenze iniziali dell’autrice, che diviene uno dei pi\u00f9 grandi successi di sempre, con 13 nomination e 8 statuette agli Oscar, ma ancor di pi\u00f9 con la trasformazione quasi immediata in film iconico, anzi, IL film hollywoodiano per eccellenza: ancor oggi, adeguato all’inflazione, \u00e8 il film con maggiori incassi di sempre.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Il film esce in un momento storico particolare<\/strong>: \u00e8 iniziata la guerra in Europa e gli USA, seppure per il momento neutrali, devono indubbiamente prepararsi a un eventuale ingresso nel conflitto. Il film quindi ha anche un valore di una pacificazione nazionale, riconoscendo in qualche modo le ragioni del Sud sconfitto, in un momento in cui l’America ha bisogno di essere unita per prepararsi alla sfida che si profila all’orizzonte (tra l’altro, in un momento storico in cui il Ku Klux Klan, al Sud, guarda talvolta con simpatia al fascismo europeo, ricambiato).<\/p>\n Per questo il film di Victor Fleming \u00e8 indubbiamente un kolossal perfettamente riuscito nel suo genere<\/strong>, grazie all’abilit\u00e0 del regista, all’enorme investimento, a un cast stellare perfettamente in parte. Ma le edulcorazioni passando dal romanzo al film sono notevoli<\/strong>: sparisce ad esempio il rimando al Ku Klux Klan, cui aderiscono alcuni personaggi positivi del romanzo.<\/p>\n E, in generale, tutto volge verso una edulcorazione rispetto all’opera originale. Il romanzo \u00e8 figlio, oltre che della maggiore libert\u00e0 dell’ambito romanzesco in genere, dei tumultuosi anni ruggenti, gli anni ’20 cantati dal Grande Gatsby in cui \u00e8 concepito. Il film \u00e8 figlio anche dei “morali” anni del New Deal roosveltiano, una ripresa dopo la caduta della crisi del ’29.<\/p>\n Naturalmente, romanzo e film, per questa ragione di “riconoscimento delle ragioni del Sud”,<\/strong> vengono visti come “problematico”<\/strong> gi\u00e0 allora da alcuni, e poi ritenuto tale in seguito da molti, con picchi critici pi\u00f9 forti con l’acme in tempi recenti. Qui si ha una ricostruzione sintetica delle critiche in occasione delle rimozioni e censure del 2020:<\/p>\n Perch\u00e9 Via col vento \u00e8 (ed \u00e8 sempre stato) un film problematico<\/a><\/p>\n Oltre che, ovviamente, per la rappresentazione della schiavit\u00f9, le due opere sono criticate anche per la rappresentazione della “violenza coniugale” di Rhett, pi\u00f9 esplicita nel romanzo.<\/p>\n Questa edulcorazione del film di temi pi\u00f9 scabrosi rende particolarmente affascinante il fumetto, che pu\u00f2 permettersi di restituirci una versione pi\u00f9 fedele all’opera originale, sia pure sempre, ovviamente, di tipo interpretativo (e i temi pi\u00f9 controversi, il Klan e il rapporto coniugale di Scarlett e Rhett, sono ancora da venire nei capitoli successivi dell’opera). Non ci soffermiamo qui su queste differenze, che si possono facilmente cogliere nelle molte disamine online sul contrasto tra romanzo e film, da cui si evince la maggior fedelt\u00e0 appunto del fumetto. Qui un esempio, ma il tema \u00e8 molto dibattuto:<\/p>\n Gone with the Wind: Differences Between the Book and the Movie \u2013 Gwenonichi<\/a><\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Ma veniamo allo “specifico fumettistico”<\/strong>, appunto.<\/p>\n L’autore, Pierre Alary<\/strong>, \u00e8 uno dei migliori autori del fumetto francese dell’attuale generazione.<\/p>\n Qui una intervista dello Spazio Bianco:
\nIl capolavoro di Margaret Mitchell<\/strong> (Atlanta, 1900-1949), infatti, \u00e8 un monumentale volume di oltre mille pagine, che nel 1936 ha venduto un milione di copie nella sua epoca divenendo poi un long seller anche sulla scia del celeberrimo film, una delle pi\u00f9 grandi icone hollywoodiane, giungendo a 30 milioni di copie vendute finora. Si tratta del secondo libro pi\u00f9 amato in America, dopo la Bibbia, il grande, epico racconto dell’epopea nazionale.<\/p>\n
<\/p>\n
<\/p>\n
\nIntervista a Pierre Alary: dall\u2019animazione al fumetto nel segno della passione – Lo Spazio Bianco<\/a><\/p>\n