{"id":3838,"date":"2025-01-15T22:21:14","date_gmt":"2025-01-15T21:21:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=3838"},"modified":"2025-03-12T18:17:51","modified_gmt":"2025-03-12T17:17:51","slug":"robur-il-conquistatore-secondo-nizzi-e-zeccara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/robur-il-conquistatore-secondo-nizzi-e-zeccara\/","title":{"rendered":"Robur il Conquistatore secondo Nizzi e Zeccara"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3851 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/Robur-cover-580x800.jpg\" alt=\"Robur Cover\" width=\"580\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/Robur-cover-580x800.jpg 580w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/Robur-cover-742x1024.jpg 742w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/Robur-cover-1114x1536.jpg 1114w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/Robur-cover.jpg 1181w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Recentemente \u00e8 uscito per <strong>Allagalla<\/strong> &#8220;Robur il conquistatore&#8221; di Jules Verne adattato da C<strong>laudio Nizzi e Nevio Zeccara<\/strong>, che mostra in copertina l&#8217;iconica fortezza volante che con gli occhi di oggi ha un sapore <strong>steampunk<\/strong>, ovviamente antelitteram.<\/p>\n<p>Su questo blog, dove mi occupo di letteratura e fumetto, torno a occuparmi volentieri di quest&#8217;opera, che nasce originariamente per &#8220;<strong>Il Giornalino&#8221;<\/strong> delle <strong>edizioni Paoline<\/strong> nella loro gloriosa stagione anni &#8217;80.<\/p>\n<p>La valida introduzione di <strong>Roberto Guarino<\/strong> contestualizza l&#8217;opera in un lavoro di Nizzi su Verne che muove da una profonda passione dello sceneggiatore per il maestro della fantascienza francese.<\/p>\n<p>Va sottolineato come, seppur apparentemente minore rispetto ai capolavori iconici di Verne che tutti conoscono almeno indirettamente, quest&#8217;opera \u00e8 invece particolarmente importante, perch\u00e9 \u00e8 il cardine del passaggio di Verne da una<strong> fantascienza ottimistica<\/strong>, sviluppata per l&#8217;editore <strong>Haetzel<\/strong> dal 1862 al 1886, e una pi\u00f9 pessimistica sull&#8217;uso della tecnologia, che prosegue sulla casa editrice dopo la morte di Haetzel stesso.<\/p>\n<p>Verne si emancipa dalla sua influenza, volta pi\u00f9, per ragioni commerciali e forse anche ideali, a una visione positivistica della scienza come mezzo indiscutibile di progresso, e approda a una<strong> visione cupa<\/strong> che in realt\u00e0 gli \u00e8 pi\u00f9 confacente. Una cupezza legata alle asprezze della vita, dalla morte stessa dell&#8217;amico Haetzel a dissapori famigliari, fino al tentato omicidio da parte di un parente folle, oltre all&#8217;invecchiamento e alla malattia. Tuttavia Verne rimase comunque perfettamente lucido e operativo in quegli anni, e la visione pessimistica non \u00e8 quindi, probabilmente, solo un portato di problemi personali.<\/p>\n<p>Verne infatti \u00e8 associato per antonomasia alla visione ottimistica, &#8220;ingenua&#8221; della fantascienza. In realt\u00e0, nel suo <strong>&#8220;Parigi nel XX Secolo&#8221;<\/strong>, rifiutato da Haetzel nel 1863 e riscoperto solo nel 1994, l&#8217;autore mostra gi\u00e0 una visione molto pi\u00f9 critica della tecnologia, che produce un futuro dominato dalle macchine, dove non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 spazio per la poesia. Sul tema torner\u00e0 (assieme al figlio Michael) nel 1889, con il suo racconto<strong> &#8220;In the Year 2889&#8221;<\/strong>. In un futuro remotissimo, Usa e Russia si sono spartiti il mondo, e la vera guerra \u00e8 per il controllo dell&#8217;informazione. Verne anticipa perfettamente anche il video-telefono e forme avanzate di comunicazione. Come al solito, le tecnologie sono ovviamente ingenue, ma la brillantezza \u00e8 sorprendente, anche quando si allontana dalla macchina avventurosa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3845 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/1889-verne.jpg\" alt=\"1889 Verne\" width=\"730\" height=\"526\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ovviamente, i gusti del grande pubblico erano pi\u00f9 sedotti dalle imprese mirabolanti consentite da macchine spettacolari, e Verne si adatt\u00f2 ad esse.<\/p>\n<p>Il romanzo<strong> &#8220;Cinque settimane in pallone&#8221; (1862)<\/strong> che inaugura la serie dei Viaggi Straordinari era ispirato alle imprese pionieristiche dell&#8217;amico <strong>Nadar<\/strong>, il grande pioniere francese della fotografia, che nel 1863 aveva costruito un enorme pallone aerostatico, Le G\u00e9ant (&#8220;Il gigante&#8221;); il fallimento del progetto convinse Nadar che il futuro dell&#8217;aeronautica sarebbe appartenuto ai mezzi pi\u00f9 pesanti dell&#8217;aria, istituendo un&#8217;associazione per la loro promozione, della quale Verne fu segretario. Si tratta del tema che, come diremo, torna in questo Robur il conquistatore.<\/p>\n<p>Verne si ispir\u00f2 nuovamente all&#8217;amico Nadar (che l&#8217;aveva messo in contatto con Haetzel, tra l&#8217;altro) per il personaggio di Michel Ardan del romanzo <strong>&#8220;Dalla Terra alla Luna&#8221; (1865),<\/strong> l&#8217;archetipo stesso della fantascienza verniana, foss&#8217;anche solo per aver anticipato di un secolo esatto, ovviamente con errori, l&#8217;impresa poi compiuta dall&#8217;uomo nel 1969.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 in <strong>&#8220;Ventimila leghe sotto i mari&#8221; (1870)<\/strong> appare una certa disillusione verso la tecnologia nella figura del Capitano Nemo, genio inventore del sottomarino che tuttavia lo usa per la sua ossessione di vendetta. Il tecno-scienziato avventuriero e superuomo appare come una figura ambigua, ammirevole per il suo coraggio e la sua genialit\u00e0, ma inquietante nella folle ossessione, inseparabile dal genio nel romantico connubio &#8220;genio e sregolatezza&#8221;. Anche il sottomarino, che render\u00e0 terribile la guerra navale dal 1915 in poi, \u00e8 una grande anticipazione, di cui Verne prevede anche l&#8217;aspetto terrificante.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 un caso, ma il 1870 \u00e8 anche l&#8217;anno della tremenda <strong>guerra franco-prussiana<\/strong>, dove si vede platealmente come l&#8217;et\u00e0 di progresso tecnologico non preclude, anzi amplifica la distruzione reciproca tra le due grandi nazioni mittel-europee.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3844 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/Master_of_the_World_by_George_Roux_21.jpg\" alt=\"'master Of The World' By George Roux 21\" width=\"459\" height=\"700\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Robur le Conquerant andr\u00e0 ancora oltre a Nemo<\/strong>, e se in quest&#8217;opera \u00e8 figura ambivalente ma non cos\u00ec estrema, egli superer\u00e0 ogni limite ne Il Padrone del Mondo (1904), l&#8217;ultimo capolavoro verniano prima della morte nel 1905. La sua macchina, perfettamente anfibia su ogni terreno, deve servire a dargli la supremazia tecnologica. Non a caso, \u00e8 una delle opere pi\u00f9 citate in chi vuole vedere un<strong> &#8220;Verne massonico&#8221;<\/strong>: e anche Umberto Eco la cita en passant in quella summa del cospirazionismo che \u00e8 il <strong>&#8220;Pendolo di Foucault&#8221;,<\/strong> dove Casaubon ipotizza che Robur le Conquerant sia R.C., il cavaliere Rosa+Croce (una citazione a margine ma non irrilevante, in quanto tutta la storia, a partire dal Pendolo di Foucault che le d\u00e0 il titolo, gioca sul fatto che la storia della tecnologia e la magia sono strettamente intersecate).<\/p>\n<p>Questa premessa letteraria pi\u00f9 corposa mi \u00e8 sembrata utile per apprezzare appieno la brillantezza dell&#8217;operazione di Nizzi. Nizzi adattatore sul Giornalino infatti sorprende per la sua capacit\u00e0 di coniugare una certa fedelt\u00e0 con una sintesi estrema: il capolavoro \u00e8, per me, <strong>&#8220;I miserabili&#8221; di Hugo<\/strong> ridotti nelle usuali 80 pagine massime assegnate a un romanzo adattato.<\/p>\n<p>Verne, da lui amato e perfetto per l&#8217;intrattenimento, \u00e8 forse<strong> l&#8217;autore pi\u00f9 adattato da Nizzi sul Giornalino<\/strong>. Come ricorda Guarino, abbiamo L<strong>&#8216;isola misteriosa (1970-1), Un capitano di 15 anni (1971-2); a cui erano seguiti Michele Strogoff (1973), i Figli del Capitano Grant (1974)<\/strong> di Traverso e Caprioli (con completamento, sul secondo, di D&#8217;Antonio).<\/p>\n<p>Era poi stata la volta di <strong>&#8220;Viaggio al centro della terra&#8221; (1978), &#8220;Tribolazioni di un cinese in Cina&#8221; (1980), &#8220;Ventimila Leghe sotto i mari&#8221;<\/strong> di Traverso e Polese. Insomma, un Verne ogni anno, e poi un Verne ogni due anni. Nizzi, responsabile del fumetto sul Giornalino, torna nel 1984 con questa storia, accompagnato da Zeccara.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3843 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/s-l1600-4-585x800.jpg\" alt=\"S L1600 (4)\" width=\"585\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/s-l1600-4-585x800.jpg 585w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/s-l1600-4-749x1024.jpg 749w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/s-l1600-4-1123x1536.jpg 1123w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/s-l1600-4.jpg 1170w\" sizes=\"auto, (max-width: 585px) 100vw, 585px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nevio Zeccara<\/strong>, classe 1924, \u00e8 indubbiamente uno dei grandi del fumetto italiano che va recuperato (la centralit\u00e0 di Nizzi, anche per il suo lavoro su Tex oltre che sul Giornalino, \u00e8 credo fuori discussione). Gi\u00e0 nella sua collaborazione al Vittorioso &#8211; dopo un servizio militare in aviazione &#8211; Zeccara si era distinto, fin dai tardi anni &#8217;40, per il culto dell&#8217;elemento tecnologico perfettamente rappresentato, e in una copertina del 1953 aveva appunto rappresentato la macchina di Robur ne Il padrone del mondo, mostrando come si era inverata nella moderna aereonautica.<\/p>\n<p>In seguito, per il mercato estero, Zeccara realizz\u00f2 anche i fumetti di <strong>Star Trek<\/strong>, nel 1967, molto prima dell&#8217;arrivo dell&#8217;Enterprise qui da noi, sugli schermi. Per il Giornalino aveva realizzato il fantascientifico <strong>Kriss Boyd (1976)<\/strong> e gli <strong>Astrostoppisti<\/strong> di Castelli, in anticipo sulla Guida Galattica di Douglas Adams. Come ho avuto modo di scrivere, la sua conquista pi\u00f9 sorprendente fu aver portato <strong>Lovecraft<\/strong> sul Giornalino.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/nevio-zeccara-e-il-lovecraft-del-giornalino\/\">Nevio Zeccara e il Lovecraft del \u201cGiornalino\u201d \u2013 Come un romanzo<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Insomma, pur nell&#8217;innegabile contesto di una operazione <strong>sia commerciale sia di fumetto &#8220;educativo&#8221;<\/strong>, un lavoro che possiamo immaginare molto sentito e congeniale per i due autori. Per quanto riguarda Nizzi, come detto, \u00e8 encomiabile la sua capacit\u00e0 di dare l&#8217;impressione di un romanzo in uno spazio fumettistico molto ristretto, qui di una cinquantina di pagine. Quello che \u00e8 interessante \u00e8 quindi vedere cosa lascia, e a cosa d\u00e0 quindi centralit\u00e0. L&#8217;adattamento molto sintetico, come qui, costringe a una scelta spesso interessante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3848 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/162880272_486471249206358_7386915838405801250_n-412x800.jpg\" alt=\"162880272 486471249206358 7386915838405801250 N\" width=\"412\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/162880272_486471249206358_7386915838405801250_n-412x800.jpg 412w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/162880272_486471249206358_7386915838405801250_n-527x1024.jpg 527w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/162880272_486471249206358_7386915838405801250_n.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 412px) 100vw, 412px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ovviamente, Nizzi lascia, intanto,<strong> tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere avventuroso e d&#8217;azione<\/strong>, perfettamente assistito dai disegni di Zeccara, ispirato sia alle illustrazioni originarie, sia al film di <strong>William Whitney del 1961 (autore apprezzato anche da Tarantino<\/strong>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3847\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/464670676_1035926395210301_3518466206014267936_n-800x800.jpg\" alt=\"464670676 1035926395210301 3518466206014267936 N\" width=\"800\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/464670676_1035926395210301_3518466206014267936_n-800x800.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/464670676_1035926395210301_3518466206014267936_n-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/464670676_1035926395210301_3518466206014267936_n-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/464670676_1035926395210301_3518466206014267936_n.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Appare per\u00f2 interessante uno slittamento della linea comica. In Verne essa era legata molto al servitore di colore del presidente dell<strong>&#8216;associazione dei &#8220;pallonisti&#8221;<\/strong>, teorici del volo pi\u00f9 leggero dell&#8217;aria. Nizzi riduce molto il suo ruolo comico, e si pu\u00f2 intuire che ci sia un problema di delicatezza nel maneggiarlo su un giornale per ragazzi cattolico post-conciliare e orientato pi\u00f9 sulla &#8220;sinistra ecclesiale&#8221; come quello dei Paolini. Ma ci\u00f2 gli consente anche di esaltare il ruolo comico dei due ostinati pallonisti, dove soprattutto il borioso presidente diventa l&#8217;occasione di una satira riuscita. Anche qui, torna utile l&#8217;abilit\u00e0 nel segno di Zeccara, che a macchine impeccabili nelle scene d&#8217;azione in campo lungo giustappone una notevole abilit\u00e0 nella caratterizzazione dei personaggi, sempre lievemente umoristica, in un segno personale e subito riconoscibile.<\/p>\n<p>Lo spettacolo dei due pallonisti sbigottiti dalla potenza della nuova et\u00e0 delle aeronavi ha per\u00f2 elementi sottilmente inquietanti: <strong>la boria del presidente, che rifiuta di vedere la verit\u00e0 anche quando \u00e8 sotto il suo naso, \u00e8 una cecit\u00e0 comica ma disturbante in un uomo di scienza<\/strong>. In qualche modo, \u00e8 il contraltare a Robur, superuomo che, per ottenere la vittoria scientifica, \u00e8 disposto a rischiare la sua vita e quella degli altri. Robur \u00e8 il superuomo della scienza: ma Prudent, il presidente (nome altrettanto simbolico di &#8220;robur&#8221;, &#8220;forza&#8221;, col rimando alla &#8220;prudenza&#8221; rispetto ai salti scientifici) \u00e8 l&#8217;inetto che resta tale anche se scientificamente colto.<\/p>\n<p>Alla fine, Nizzi gli assegna una profezia amaramente ironica:<strong> &#8220;Robur \u00e8 la scienza futura&#8221;<\/strong> che potr\u00e0 migliorare la vita dell&#8217;uomo, &#8220;se l&#8217;uomo sapr\u00e0 usarla!&#8221;. Sembra un cauto ottimismo, appropriato per la testata. Tuttavia, se consideriamo che uso verr\u00e0 fatto dell&#8217;aviazione nella seconda guerra mondiale (Coventry, Dresda, Hiroshima&#8230;) appare un monito destinato a restare inascoltato. E dietro lo spettro di Robur che va in dissolvenza appare la sinistra sagoma del Dottor Stranamore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Recentemente \u00e8 uscito per Allagalla &#8220;Robur il conquistatore&#8221; di Jules Verne adattato da Claudio Nizzi e Nevio Zeccara, che mostra in copertina l&#8217;iconica fortezza volante che con gli occhi di oggi ha un sapore steampunk, ovviamente antelitteram. Su questo blog, dove mi occupo di letteratura e fumetto, torno a occuparmi volentieri di quest&#8217;opera, che nasce originariamente per &#8220;Il Giornalino&#8221; delle edizioni Paoline nella loro gloriosa stagione anni &#8217;80. La valida introduzione di Roberto Guarino contestualizza l&#8217;opera in un lavoro di Nizzi su Verne che muove da una profonda passione dello sceneggiatore per il maestro della fantascienza francese. 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