{"id":3832,"date":"2024-12-15T18:36:02","date_gmt":"2024-12-15T17:36:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=3832"},"modified":"2025-03-12T18:20:20","modified_gmt":"2025-03-12T17:20:20","slug":"don-camillo-23","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/don-camillo-23\/","title":{"rendered":"Don Camillo 23: gli eroi borghesi di Guareschi e Barzi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3834 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/03-573x800.jpg\" alt=\"03\" width=\"573\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/03-573x800.jpg 573w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/03-733x1024.jpg 733w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/03-1100x1536.jpg 1100w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/03.jpg 1146w\" sizes=\"auto, (max-width: 573px) 100vw, 573px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Prosegue la serie di ReNoir dedicata all&#8217;adattamento fumettistico del <strong>&#8220;Mondo Piccolo&#8221; di Guareschi<\/strong>, probabilmente da tempo il pi\u00f9 vasto ciclo di adattamento di un singolo autore, almeno in Italia. La longeva operazione editoriale, in corso dal 2010, \u00e8 come al solito coordinata dallo sceneggiatore Davide Barzi, che firma gli adattamenti, col supporto di Matteo Laudiano (e la supervisione di Alberto Brambilla). In questo volume 23 siamo ormai giunti al 1952 (le storie sono adattate in ordine cronologico). <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">La bella <strong>copertina di Elena Pianta<\/strong> \u00e8 dedicata alla storia che d\u00e0 il titolo alla raccolta, <strong>&#8220;Emporio Pitaci\u00f2&#8221;<\/strong>, in cui torna centrale uno dei temi ricorrenti del mondo di Don Camillo, l&#8217;amore per l&#8217;opera lirica verdiana. Si tratta anche, probabilmente, della storia che offre la scena pi\u00f9 spettacolare, efficacemente interpretata dall&#8217;autrice: le altre storie, anche notevoli, come diremo, presentano situazioni pi\u00f9 consuete del mondo guareschiano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Il testo come al solito si apre con la prefazione di <strong>Alberto Guareschi<\/strong>, il figlio dello scrittore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Come al solito, ogni episodio \u00e8 introdotto da un accurato <strong>testo di spiegazione del team redazionale<\/strong>, a cura di Maurizio Carnago, che offre qualche informazione in pi\u00f9 sulla storia adattata. Il montaggio delle storie, come al solito, ricorre a una griglia francese, su quattro strip, col frequente uso di<strong> vignette &#8220;cinematografiche&#8221;<\/strong>, ovvero in cui l&#8217;intera strip \u00e8 dedicata a una singola vignetta. Per quanto siano occasionalmente presenti variazioni, tendenzialmente la struttura \u00e8 mantenuta costante. Lo <strong>stile<\/strong> \u00e8 tendenzialmente quello <strong>realistico<\/strong> che \u00e8 stato tipico della serie, anche se vi sono ovviamente variazioni stilistiche in base ai singoli autori. Ad esempio, nella prima storia, quella che d\u00e0 il titolo al volume, <strong>Alberto Ricci<\/strong> ha un segno pi\u00f9 cartoonesco della media, specie nell&#8217;espressione dei personaggi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Le storie sono questa volta tutte vicende volte ad esplorare una singola figura del Mondo Piccolo posta al centro della narrazione, con l&#8217;assenza di storie pi\u00f9 corali, collettive o in qualche modo eterodosse. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\"><strong>Emporio Pitaci\u00f2<\/strong>, della prima storia, \u00e8 un &#8220;eroe borghese&#8221; tipicamente guareschiano. Disprezzato dal gretto borgo natio per la volont\u00e0 di elevarsi, che ne fa agli occhi del popolo un eccentrico da ridicolizzare, Emporio abbandona il paese. Quando poi il protagonista giunge alla gloria all&#8217;estero tramite la sua bravura per il canto, il paese si fa servile nei suoi confronti. In questa satira della grettezza della provincia agraria c&#8217;\u00e8 qualcosa di quasi verghiano in Guareschi, fino al finale poetico che, come tipico dell&#8217;autore, riscatta la situazione. La cosa singolare \u00e8 che Guareschi amava profondamente quel Mondo Piccolo di cui fu il cantore: ma il suo sguardo non diviene mai accecato e ne coglie, con una spietatezza chirurgica, i limiti, solo in parte stemperati dal suo umorismo e dal suo umanesimo. S\u00ec, nel finale, tramite l&#8217;universalit\u00e0 dell&#8217;Arte, c&#8217;\u00e8 una forma di conciliazione tra paese e Emporio; tuttavia non redime, narrativamente, la meschinit\u00e0 dei provinciali.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Come al solito la<strong> sceneggiatura di Barzi \u00e8 efficace ed elegante<\/strong>: si veda il rapporto tra le prime due vignette di p. 7, la prima tavola della storia, e le prime due di p. 26, l&#8217;ultima tavola: nelle prime \u00e8 la voce irruenta di Guareschi che distrugge il soffione (Pitaci\u00f2, appunto, come il soprannome del protagonista); nel secondo, la voce dell&#8217;eroe della storia che agita il soffione con delicatezza divina.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Anche il protagonista de <strong>La Buona Terra<\/strong>, storia disegnata da <strong>Francesco Petronelli<\/strong> (dal segno pi\u00f9 realistico, ma anch&#8217;egli con qualche riuscita caricaturalit\u00e0), \u00e8 un eroe borghese, bench\u00e9 diverso da Pitaci\u00f2: egli sceglie infatti la strada dell&#8217;agricoltura, la pi\u00f9 classica nella sua zona, ma il gusto di eccellere nella qualit\u00e0 del proprio lavoro fine a s\u00e9 stesso, non per arricchirsi (che \u00e8 il vero fulcro dei &#8220;valori borghesi&#8221; di Guareschi e, in generale, della vera cultura liberale), lo fa identificare ugualmente come un eccentrico. E, infatti, pur ottenendo una vittoria morale, anche lui deve andare in esilio, partendo per il Sudafrica per edificare ancora una volta la sua fortuna. Una parziale sconfitta che, per\u00f2, \u00e8 la vittoria morale del protagonista, affascinato in realt\u00e0 dalla nuova sfida e disinteressato al denaro, se non come mezzo per migliorare ancora la propria attivit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">In qualche modo, anche <strong>&#8220;Comunque&#8221;<\/strong> \u00e8 una figura del nuovo che avanza, di quell&#8217;Italia del nascente &#8220;ceto medio&#8221;, anche se Guareschi non pu\u00f2 che guardarlo in cagnesco: \u00e8 infatti il nuovo dirigente comunista, meno corrusco, pi\u00f9 affabile e duttile del ruvido Peppone, in grado di aggirare con abili trucchi retorici la dialettica diretta di Don Camillo. La storia \u00e8 disegnata sempre da <strong>Petronelli<\/strong>, che rende con particolare efficacia, a mio avviso, l&#8217;ultima vignetta di p.51, dove &#8220;Comunque&#8221;, in guerra, fa saltare in aria tre artiglieri russi. L&#8217;immagine riesce a essere relativamente forte anche se, con l&#8217;abile uso del controluce, riesce anche a non ricadere in uno &#8220;splatter&#8221; che sarebbe fuori tono. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Ci\u00f2 \u00e8 essenziale alla buona riuscita della storia a fumetti, che come sempre in Guareschi mette in campo dei dissidi etici autentici, non macchiettistici: il distinto compagno &#8220;Comunque&#8221; non rinnega la sua esperienza bellica, anche se una guerra di aggressione contro il popolo russo, e rivendica quello che ha compiuto senza rinnegare il comunista che \u00e8 ora. Guareschi ne fa una figura dotata di dignit\u00e0 pur rappresentando un avversario politico, anche in un contesto in cui gli sarebbe stato facile sfruttare l&#8217;occasione per una critica del suo anticomunismo viscerale e al vetriolo (oltretutto, come ricorda Barzi nelle note introduttive, il fatto richiama figure storiche del mondo social-comunista italiano).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\"><strong>&#8220;Menelik&#8221;<\/strong>, coi disegni di <strong>Tommaso Arzeno<\/strong>, \u00e8 invece una figura del vecchio mondo contadino che scompare, e se Guareschi lo guarda spesso con ammirazione, non esita a tratteggiarne le durezze, che nel protagonista Giaron non ha alcun elemento a redimerlo: gretto, mediocre carrettiere avvinazzato, un vinto della storia (i camion stanno ormai rendendo vano il suo lavoro) anche se ovviamente anche lui, per il cristiano Guareschi, ha diritto al perdono di Dio. \u00c8 interessante il controcanto con <strong>&#8220;La cavallina storna&#8221; di Pascoli<\/strong>, perch\u00e9 nel grande poeta l&#8217;azione della cavalla che riporta a casa il padre assassinato \u00e8 l&#8217;azione di Dio nei confronti del giusto per eccellenza, il padre ucciso barbaramente e a tradimento (nel X Agosto, Pascoli ne fa, di fatto, figura di Cristo). <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Guareschi, al di l\u00e0 delle sue dissimulazioni, \u00e8 autore raffinato e sicuramente il contrasto \u00e8 voluto: Dio non interviene solo benevolmente verso i giusti, ma anche verso peccatori che appaiono indegni di ogni misericordia. La cosa non \u00e8 per\u00f2 particolarmente sottolineata (nemmeno nel racconto originale), forse anche per una certa insofferenza di Guareschi verso gli eccessi retorici. Il segno di <strong>Arzeno<\/strong>, pi\u00f9 realistico rispetto agli autori precedenti, \u00e8 efficace nello<strong> studio di espressione del protagonista, stolido e odioso<\/strong> nel suo sguardo vacuo e arrogante che, per\u00f2, maschera sempre di pi\u00f9 una solitudine disperata nel procedere verso il finale.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3835\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/01-800x304.jpg\" alt=\"01\" width=\"800\" height=\"304\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/01-800x304.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/01-1024x390.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/11\/01.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\"><strong>&#8220;Nel paese del melodramma&#8221;<\/strong> \u00e8 forse una delle storie pi\u00f9 difficili da adattare di Guareschi stesso, in cui si mostra la bravura di Davide Barzi nell&#8217;adattare anche le storie pi\u00f9 delicate. Qui la delicatezza dipende dal contrasto che si crea nel protagonista tra &#8220;ieri&#8221;, il lager, e &#8220;oggi&#8221;, la vita nell&#8217;Italia della ricostruzione, che \u00e8 per il protagonista la vera angoscia: nell&#8217;orrore del lager c&#8217;era almeno la speranza del futuro, qui, in una Emilia che va verso la prosperit\u00e0, per lui non c&#8217;\u00e8 speranza, o almeno non la vede. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Un racconto che, per certi versi, poteva scrivere solo chi, come Guareschi, nel lager vi era stato, oltretutto nel suo caso volontariamente (rifiutando di arruolarsi per Sal\u00f2), vivendo oltretutto un episodio analogo a quello del protagonista, durante la sua prigionia. La storia, che ha una sua autenticit\u00e0, \u00e8 per\u00f2 difficilissima a mio avviso da adattare, basta una sbavatura a far sembrare il discorso poco credibile e falsato. Barzi ha per\u00f2 ormai sviluppato una consuetudine e una fedelt\u00e0 a Guareschi che gli consente di muoversi in modo aderente al testo, restituendone il dramma con efficacia, anche grazie alla simmetrica bravura e cura di un professionista del calibro di <strong>Werner Maresta<\/strong>, e al suo accurato e delicato lavoro di evocazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Chiude l&#8217;albo <strong>&#8220;Commercio&#8221;<\/strong>, gi\u00e0 apparsa nel &#8220;film a fumetti&#8221;, &#8220;Il ritorno di Don Camillo&#8221;, disegnata da <strong>Italo Mattone<\/strong>. Si tratta di uno degli episodi pi\u00f9 celebri dei film (e dei racconti) guareschiani, la vendita dell&#8217;anima di un &#8220;nuovo comunista&#8221; sprezzante verso il sacro (Peppone, mangiapreti senza concessioni ma uomo all&#8217;antica, lo guarda con costante disprezzo) fino alla finale crisi di coscienza. Le tavole di Italo Mattone funzionano molto bene anche in questa nuova versione del racconto restituito alla sua forma originaria, separata dal &#8220;film a fumetti&#8221;. Il segno dell&#8217;autore rende bene l&#8217;espressivit\u00e0 dei volti e la recitazione dei corpi, fondamentali alla riuscita del racconto, tenendolo efficacemente in bilico in quell&#8217;umorismo guareschiano, senza cadere n\u00e9 nella tragedia n\u00e9 nella farsa, fino al lirismo dell&#8217;ultima efficace vignetta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: x-large;\">Un volume quindi interessante, grazie anche all&#8217;oggettiva alta qualit\u00e0 della narrazione di Guareschi, su cui Barzi si muove ormai con una fluidit\u00e0 acquisita.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Prosegue la serie di ReNoir dedicata all&#8217;adattamento fumettistico del &#8220;Mondo Piccolo&#8221; di Guareschi, probabilmente da tempo il pi\u00f9 vasto ciclo di adattamento di un singolo autore, almeno in Italia. La longeva operazione editoriale, in corso dal 2010, \u00e8 come al solito coordinata dallo sceneggiatore Davide Barzi, che firma gli adattamenti, col supporto di Matteo Laudiano (e la supervisione di Alberto Brambilla). In questo volume 23 siamo ormai giunti al 1952 (le storie sono adattate in ordine cronologico). La bella copertina di Elena Pianta \u00e8 dedicata alla storia che d\u00e0 il titolo alla raccolta, &#8220;Emporio Pitaci\u00f2&#8221;, in cui torna centrale<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":3833,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Don Camillo 23: gli eroi borghesi di Guareschi e Barzi - Come un romanzo","description":"&nbsp; Prosegue la serie di ReNoir dedicata all'adattamento fumettistico del \"Mondo Piccolo\" di Guareschi , probabilmente da tempo il pi\u00f9 vasto ciclo di adattam"},"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-3832","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3832","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3832"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3832\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3833"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3832"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3832"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}