{"id":3703,"date":"2024-07-14T15:16:51","date_gmt":"2024-07-14T13:16:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=3703"},"modified":"2024-07-14T16:03:21","modified_gmt":"2024-07-14T14:03:21","slug":"sualzo-dove-ce-piu-luce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/sualzo-dove-ce-piu-luce\/","title":{"rendered":"Sualzo, &#8220;Dove c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 luce&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3704 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/cover.jpg\" alt=\"Cover\" width=\"506\" height=\"720\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Ho recuperato con un certo ritardo rispetto all\u2019uscita il recente romanzo a fumetti di Sualzo, <strong>\u201cDove c\u2019\u00e8 pi\u00f9 luce\u201d<\/strong> (Tunu\u00e9, 2023), che ho molto apprezzato. Come spiega l&#8217;autore in esergo all&#8217;opera, si tratta di un lavoro di lunga lavorazione &#8211; dal 2010, oltre dieci anni &#8211; e di grande impegno, atteso con interesse nel mondo degli appassionati di fumetto.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Non si tratta di un adattamento letterario, naturalmente, ma \u00e8 comunque un fumetto in cui ci sono molti rimandi letterari (soprattutto all\u2019oggetto libro, in verit\u00e0, come diremo), e quindi mi pare interessante parlarne qui, in questo blog, dove mi occupo del rapporto tra fumetto e letteratura, e dove spesso mi piace trattare anche di questi rapporti meno diretti tra i due ambiti rispetto alla pura trasposizione fumettistica e alla biografia d\u2019autore letterario, le due modalit\u00e0 pi\u00f9 frequenti.<\/span><\/p>\n<p>Nel testo che segue non mi soffermo pi\u00f9 di tanto sulla trama in s\u00e9, ma comunque consiglio vivamente la lettura del volume, che merita sicuramente, e di leggere in seguito queste note.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Notiamo fin da subito nella bella cover che il protagonista, con un ragazzino al seguito (il nipotino, scopriremo) si allontana da un banchetto di libri, che \u00e8 in ombra, per andare verso la luce. Le figure sono a colori, ma <strong>lo sfondo \u00e8 giocato sul contrasto di luce\/bianco e ombra\/blu:<\/strong> e all\u2019interno troveremo questa contrapposizione (senza pi\u00f9 utilizzo del colore).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3706 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0001-504x800.jpg\" alt=\"0001\" width=\"504\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0001-504x800.jpg 504w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0001-645x1024.jpg 645w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0001-968x1536.jpg 968w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0001.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 504px) 100vw, 504px\" \/><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">A parte una breve s<strong>equenza muta iniziale di prologo<\/strong>, che ci conferma che il protagonista \u00e8 un uomo tormentato (<strong>frequenti sono i silenzi<\/strong> all&#8217;interno di questo fumetto, anche se, chiarisce Sualzo nella postfazione e con un elemento diegetico, possiamo immaginare una colonna sonora implicita di <strong>Paolo Conte<\/strong>), la parte prima ci fa subito capire che il <strong>protagonista \u00e8 un libraio antiquario<\/strong>, cosa che mi ha affascinato personalmente anche perch\u00e9, ultimamente, sto affiancando (e forse sostituendo, in parte) il mio interesse per il fumetto a quello per il libro antico \u2013 pur non potendomi certo permettere volumi di particolare costo o pregio. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Non conosco ovviamente bene questo ambiente, essendomi avvicinato da poco: ma in linea di massima ho trovato che Sualzo, al di l\u00e0 dell\u2019ovvia cura del lavoro di documentazione per un autore del suo calibro, <strong>riesce a restituire bene le atmosfere di quel mondo<\/strong> senza dover eccedere in riferimenti eruditi, ma pi\u00f9 cogliendone l\u2019impressione d\u2019insieme (un esempio minimo sul lessico: &#8220;quanto intende realizzare?&#8221; su un volume, invece di espressioni pi\u00f9 dirette come &#8220;quanto vuole?&#8221; e simili).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Sotto il profilo visivo, il fumetto si distingue per un <strong>segno sottile, molto accurato, in vignette smarginate impostate, tendenzialmente, su una griglia piuttosto classica all\u2019italiana, su tre strisce<\/strong>. Nella prima sequenza (3-6) la sofferenza del protagonista \u00e8 espressa con un tratteggio particolarmente intenso, mentre nelle scene successive, di giorno, abbiamo tendenzialmente un segno minuzioso ma meno nervoso. Si nota, come del resto \u00e8 logico, una <strong>particolare attenzione al gioco di luce e ombre<\/strong>, anche se non sempre, necessariamente, caricato in senso simbolico evidente. La sintesi dei personaggi, come tipico di Sualzo, \u00e8 essenziale, in linea col segno dell\u2019autore, che a me ricorda una declinazione personale, non derivativa, di certa linea chiara francese da Herg\u00e9 in poi. Per quanto i temi siano \u201cmaturi\u201d, mi piace che il <strong>segno sia vistosamente \u201cfumettistico\u201d<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3707 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0002-509x800.jpg\" alt=\"0002\" width=\"509\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0002-509x800.jpg 509w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0002-652x1024.jpg 652w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0002-978x1536.jpg 978w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0002.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Come al solito, poi, si coglie quella che i rinascimentali avrebbero definito \u201csprezzatura\u201d: il<strong> fumetto fluisce in modo scorrevole<\/strong> (anche se, ovviamente, le sue sfumature possono essere colte molto meglio da una lettura accorta) ma l\u2019occhio del lettore pu\u00f2 percepire bene la raffinatezza stilistica non solo, come detto, dalla ricchezza del dettaglio delle ambientazioni, ma anche dalla attenzione alle inquadrature, alle luci, alla recitazione dei personaggi nella sintesi che abbiamo detto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Avviandoci nella lettura, capiamo subito che, oltre che libraio e persona tormentata, scopriamo subito che il protagonista \u00e8 una persona sgradevole. C\u2019\u00e8 un elemento che ho trovato curioso, poich\u00e9 mi \u00e8 parso ricorrente nel volume: la caratterizzazione avviene con una scelta all\u2019apparenza eccessiva, una licenza irrealistica che pu\u00f2 essere accettata nella fiction; poi la trama la ridimensiona a una versione pi\u00f9 veristica (il protagonista, nella fattispecie, ordina di mandare al macero il grosso di una collezione acquisita per ferire l\u2019anziana vedova che gliela ha venduta; in seguito, si rimangia l\u2019ordine che, anche se il valore dei volumi, comunque antichi, fosse relativamente esiguo, sarebbe privo di senso economico per un mercante accorto).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3709 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0006-509x800.jpg\" alt=\"0006\" width=\"509\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0006-509x800.jpg 509w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0006-652x1024.jpg 652w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0006-978x1536.jpg 978w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0006.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3710 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0008-506x800.jpg\" alt=\"0008\" width=\"506\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0008-506x800.jpg 506w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0008-648x1024.jpg 648w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0008-972x1536.jpg 972w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/0008.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 506px) 100vw, 506px\" \/><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Le azioni del protagonista sono infatti oggettivamente sgradevoli, ma contrasta con una sua rappresentazione grafica che non lo rende caricaturalmente sprezzante nell\u2019espressione, ma pi\u00f9 stranito, sperso, come scopriremo nel corso della trama essere.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3711 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/voy-614x800.jpeg\" alt=\"Voy\" width=\"614\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/voy-614x800.jpeg 614w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/voy-786x1024.jpeg 786w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/voy-1179x1536.jpeg 1179w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/voy.jpeg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 614px) 100vw, 614px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il nome, <strong>Voynich<\/strong>, \u00e8 una citazione interessante, perch\u00e9 rimanda a un celebre manoscritto indecifrabile (manoscritto, inoltre, che vede una compresenza di testo e immagine), di cui il protagonista parler\u00e0: manoscritto illustrato, inoltre, che presenta una botanica fantastica. E anche lui \u00e8 una figura volutamente indecifrabile.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il secondo episodio che ci conferma il suo cinismo \u00e8 interessante, poich\u00e9 si lega al rifiuto strategico, per ribassare il prezzo, di una <strong>\u201cStultifera Navis\u201d,<\/strong> un pregiato incunabolo del 1494. Emerge un aspetto che sar\u00e0 cruciale del protagonista (e della sua tramutazione) ovvero il concentrarsi sull\u2019esteriorit\u00e0 dell\u2019oggetto libro e non sul suo contenuto. La Nave dei Folli infatti \u00e8 una satira della follia sociale, non molto distante da quell\u2019Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam che segna la consapevolezza moderna. Il protagonista \u00e8 in parte consapevole della propria voluta discesa psicologica nell\u2019abisso, ma non sa trarre dalla letteratura gli strumenti per capirla e affrontarla, pur vivendo circondato da essa, per paradosso.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3712 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/download.jpeg\" alt=\"Download\" width=\"396\" height=\"566\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Non so, e in fondo non credo, che Sualzo abbia messo ogni elemento che appare come un\u2019allegoria da decifrare, ma tuttavia \u00e8 suggestivo: <strong>\u201cLo spirito delle leggi\u201d di Montesquieu<\/strong> sembra contrastare col protagonista, che mantiene la sua abiezione (da lui vista cos\u00ec) all\u2019interno della \u201cforma delle leggi\u201d: \u00e8 spietato, ma non oltrepassa il limite della legalit\u00e0.<strong> \u201cLa tempesta\u201d di Giorgione<\/strong> sullo sfondo dello studio \u00e8 meno perspicuo, se non in senso generico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La beffa dell\u2019<strong>In Folio di Shakespeare<\/strong> richiama quella che \u00e8 al centro di un\u2019altra storia bibliofila, quella de <strong>\u201cLa misteriosa fiamma della regina Loana\u201d<\/strong> di Eco (romanzo che prende nome, tra l\u2019altro, da un fumetto di Cino e Franco, e che Eco defin\u00ec &#8220;romanzo illustrato&#8221;; Sualzo in postfazione omaggia Eco e il suo culto della bibliofilia). L\u00ec il protagonista \u00e8 un libraio antiquario, gradevole come persona, che mette anch\u2019egli un rarissimo in folio di Shakespeare nei suoi cataloghi (il fatto \u00e8 determinante poi nella trama). L\u00e0 era un elemento di bizzarria, qui la conferma dello spirito caustico di Voynich, che si esercita anche sulla famiglia, con la sola eccezione del nipote (la potenziale guida verso la luce, appunto).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3713 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/00a.jpeg\" alt=\"00a\" width=\"428\" height=\"655\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Anche la scelta di uno psicologo dell\u2019ASL lascia perplessi (il reddito del protagonista dev\u2019essere pi\u00f9 che buono) ma vi \u00e8 subito un elemento che lo giustifica: una motivazione dichiarata che, sotto traccia, ci fa percepire altre motivazioni pi\u00f9 profonde, man mano che emerge il trauma che condiziona il protagonista, legato alla <strong>Memoria<\/strong> (il titolo della prima parte, sottolineato da una citazione di <strong>Paul Valery<\/strong>). Curiosamente, il tema della memoria era centrale anche nel romanzo di Eco prima citato, ma in modo inverso (affliggeva il protagonista, non un altro), e come gi\u00e0 detto lo sviluppo \u00e8 totalmente autonomo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il trauma viene rievocato con <strong>immagini del passato<\/strong> che, oltre ai consueti bordi smussati (come convenzione minore del fumetto in genere) sono <strong>marcate da un bianco e nero netto, senza la sfumatura dell\u2019azzurro che permea tutta l\u2019opera<\/strong>. La scelta \u00e8 graficamente molto efficace perch\u00e9, senza dove ricorrere a un espressionismo estremo n\u00e9 nei disegni n\u00e9 nel testo, la netta prevalenza del nero, del buio totale invece che dell\u2019ombra, sottolinea la drammaticit\u00e0 di quanto accade.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Interessante <strong>l\u2019uso grafico di questi due modi lievemente differenti per sottolineare il prevalere della \u201ctenebra<\/strong>\u201d nel racconto: il <strong>buio nero<\/strong> nel passato, e un\u2019<strong>ombra<\/strong> pi\u00f9 forte, la notte, nel presente, come ad esempio nella splash page (l\u2019unica, e perci\u00f2 pi\u00f9 forte) nel finale, resa con un <strong>tratteggio finissimo<\/strong>. Tra tanti libri che vengono come visto citati, acquista valenza l\u2019unico di cui per ora la storia non ci parla, quello comprato alla bancarella che appare in copertina, e che infatti sar\u00e0 cruciale nella storia.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3714 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/00a-1.jpeg\" alt=\"00a\" width=\"310\" height=\"533\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La parte seconda, <strong>\u201cNomi\u201d,<\/strong> parte da una nota affermazione propria della cultura classica, <strong>\u201cNomina sunt consequentia rerum\u201d<\/strong>, presente nelle <strong>Istitutiones<\/strong> di Giustiniano. Anche qui, una citazione intrigante, perch\u00e9 in <strong>Giustiniano<\/strong> ha valenza di <strong>principio giuridico<\/strong> del diritto romano che, come concetto, dovrebbe aver valenza anche oggi (qui esco molto dalla mia area di confort): ovvero l\u2019idea che il nome di qualcosa non deve essere ingannevole, ad esempio in un contratto. <strong>Dante<\/strong> riprende tale concetto nella <strong>Vita Nova<\/strong>, fondando la letteratura italiana ed europea, e vi d\u00e0 il <strong>significato allegorico letterario<\/strong> che troviamo ad esempio nel nome di Beatrice (vicino in questo al concetto di <strong>\u201cNomen Omen\u201d<\/strong> parimenti caro ai romani). \u00c8 un principio frequente da allora in poi nella letteratura, nel cinema e nel fumetto, non solo quello pi\u00f9 chiaramente simbolico (Dante lo riprende, evolvendolo, dal senhal tipico della lirica cortese) ma anche quello realistico-naturalistico, come \u00e8 il caso del presente romanzo a fumetti di Sualzo, dove \u00e8 chiaro (e dichiarato), per dire, che Voynich non \u00e8 un nome casuale. A un<strong> terzo livello, per\u00f2, quello filosofico<\/strong>, cui Dante aderisce (i nomi sono rivelatori del reale), tale dottrina \u00e8 falsa o comunque oggetto di adesione fideistica, cosa che aggiunge complessit\u00e0 alla cosa (in base anche agli sviluppi narrativi, che mettono in parte in discussione l\u2019assunto, come vedremo).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il capitolo si apre con la scena significativa di Voynich che per la prima volta legge un libro antico per interesse e non calcolo, e infatti si taglia col libro, in senso reale e figurato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Pi\u00f9 avanti si coglier\u00e0 che \u00e8 una novit\u00e0 abbastanza assoluta, non solo relativa (verrebbe da pensare: non legge dopo il trauma che ha subito) per \u201cfreddezza professionale\u201d che maschera una certa vuotezza umana (non solo quindi causata dal trauma), come quando dichiara di ignorare orgogliosamente <strong>Tolstoj<\/strong>, pi\u00f9 avanti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019atto di ferirsi rimanda alla fanciulla apparsa sul finale della parte precedente, che si morde il labbro per stizza in una scena che viene qui rievocata come un ricordo \u201cbianco\u201d, in opposizione con quelli \u201cneri\u201d del passato. Il volume sulle <strong>orazioni per la Vergine (1527)<\/strong> offerto dalla fanciulla in vendita rimanda al tema del femminile. La ragazza, si vedr\u00e0 in seguito, porta impressa su un braccio una corona di spine (elemento vegetale e religioso a un tempo, che in entrambi i casi rimanda al ferirsi, come una sorta di cilicio tatuato).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il libro acquistato da Voynich \u00e8, altro aspetto significativo, un volume che parla di piante, ovvero l\u2019origine fisica del libro (accurato anche farne un libro senza valore, dal suo punto di vista, ma comunque una settecentina, sospesa in quello status di libro indubbiamente antico ma senza particolare valore salvo casi particolari). Il tema delle piante \u00e8 del resto ormai emerso come un altro leitmotiv ricorrente nel volume, dalla tisana di tiglio dell\u2019assistente al soffione, e sar\u00e0 sempre pi\u00f9 centrale nel prosieguo della storia, tramite appunto la figura della ragazza e il terzo capitolo, intitolato appunto <strong>\u201cPiante\u201d.<\/strong> Ma questa anticipazione sottolinea come questo interesse personale per i volumi di botanica non nasca in conseguenza dell\u2019incontro con la ragazza, come potrebbe apparire a un primo livello, ma \u00e8 in qualche modo preesistente (e quindi di pi\u00f9 forte rilievo psicologico e simbolico per Voynich).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3715\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/xx-800x800.jpg\" alt=\"Xx\" width=\"800\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/xx-800x800.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/xx-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/xx.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Interessante invece che il volume preferito di Voynich, espresso razionalmente, e quindi afferente al puro valore librario, sia il<strong> Kunstbuchlein di Jost Amman<\/strong>, un \u201clibretto d\u2019arte\u201d del 1599 (un\u2019ultima cinquecentina) di elementi decorativi slegati. \u00c8 quindi un volume puramente d\u2019arte, privo di significato (come \u2013 in modo lievemente diverso &#8211; il manoscritto Voynich si lega a un significato indecifrabile): un volume di immagini, che per\u00f2 non producono un senso sequenziale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Man mano che la trama procede per\u00f2 si coglie come <strong>questo intreccio simbolico si fa piuttosto denso e complesso<\/strong>, non so se per pianificazione accurata o per intuizione dell\u2019autore. Quasi ogni battuta, specie a una seconda lettura, appare dare o confermare una sfumatura di senso simbolico, oltre a portare avanti la storia (che, ripeto, scorre bene anche su un primo livello puramente narrativo). Un intreccio che connette il tema delle piante, quello della memoria, quello dei libri e quello del collezionismo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La terza parte, <strong>\u201cPiante\u201d,<\/strong> si apre con una <strong>citazione ciceroniana<\/strong> celebre, <strong>\u201cSi hortum in bibliotheca habes, deerit nihil\u201d<\/strong>, che collega i due poli semantici sopra detti, le piante (anche nel senso, mi pare, nel libro, del mondo reale, fisico) e i libri (nel senso, nel libro, dei loro contenuti, del mondo simbolico).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">I vari nodi vengono al pettine in <strong>\u201cSbagliare\u201d,<\/strong> con citazione di <strong>Beckett<\/strong>, la penultima sezione (curiosamente, con un verbo e non un sostantivo, forse a segnare anche uno scarto rispetto alle parti precedenti: l\u2019ultima, <strong>Shakespeare-In-Folio<\/strong>, \u00e8 un epilogo che precisa il senso del titolo del volume), che risolve in parte le varie trame intrecciate proponendo alcune ulteriori esplicazioni, come la storia e l\u2019interpretazione del manoscritto Voynich. Viene anche rivelato il nome del protagonista, Serse (il crudele imperatore persiano?), unito al fatto che Voynich \u00e8 un nome che si \u00e8 dato da s\u00e9, vezzo letterario (pensiamo a un D\u2019Annunzio) che quindi denota, a un doppio livello \u2013 il manoscritto Voynich \u00e8 un falso; il nome Voynich \u00e8 un falso \u2013 che il Nomen Omen centrale del romanzo \u00e8 fallace, come del resto la dottrina stessa (a un livello filosofico, se applicata al mondo reale). <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La rivelazione del titolo nell&#8217;ultima breve sezione inoltre richiama <strong>&#8220;Il nome della Rosa&#8221;<\/strong> di Umberto Eco, similmente fondato sulla bibliofilia e al problema del Nominalismo filosofico, che anche qui in parte viene accennato (o, se vogliamo, su un livello pi\u00f9 popolare ma non banale, \u00e8 la struttura anche di un film come &#8220;C&#8217;era un cinese in coma&#8221; di Verdone, che come questo fumetto di Sualzo si chiude con una freddura che per\u00f2 acquisisce un senso melanconico).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Al primo livello di narrazione quindi si ha una chiusura soddisfacente, non troppo consolatoria, non troppo pessimistica, sufficientemente aperta. La chiusura non trasforma i personaggi in pure funzioni narrative, e ne mantiene la complessit\u00e0 presente in tutto l&#8217;albo. In particolare si conferma la complessit\u00e0 del protagonista, personaggio freddo e cinico ma singolarmente disarmato di fronte al suo problema personale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Se la trama sotto il profilo narrativo viene chiusa in modo soddisfacente, l\u2019aspetto interpretativo \u2013 pur in presenza di alcune chiavi di lettura fornite dai personaggi \u2013 mi sembri resti parimenti proficuamente aperto: l\u2019opera interroga sul senso della vita, senza retorica ma anche senza infingimenti, ma lascia sufficientemente margine alle interpretazioni per essere pi\u00f9 uno stimolo a ulteriori riflessioni senza cadere in posizioni assolute.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3717 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/OIP.jpeg\" alt=\"Oip\" width=\"585\" height=\"459\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Si tratta quindi di un volume raffinato, complesso, che mostra ancora una volta le potenzialit\u00e0 espressive del fumetto al livello della letteratura (con cui oggettivamente, come mostrato, l\u2019opera istituisce un dialogo), del cinema e di altre arti. Lo fa, meritoriamente, restando del tutto fumetto: il segno e il montaggio sono quelli di un linguaggio fumettistico, a un primo livello, piano e accessibile, anche se usati magistralmente per intarsiarvi la complessit\u00e0 di cui sopra abbiamo dato un accenno. Interessante come in chiusura il protagonista trovi una chiave di accesso al senso tramite i volumi di botanica per cui ha sviluppato una fascinazione (sul cui valore simbolico interno all\u2019opera non torniamo): e si tratta, ovviamente, di volumi illustrati, dove il testo e l\u2019immagine si intersecano naturalmente. Esattamente come avviene nel fumetto.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ho recuperato con un certo ritardo rispetto all\u2019uscita il recente romanzo a fumetti di Sualzo, \u201cDove c\u2019\u00e8 pi\u00f9 luce\u201d (Tunu\u00e9, 2023), che ho molto apprezzato. Come spiega l&#8217;autore in esergo all&#8217;opera, si tratta di un lavoro di lunga lavorazione &#8211; dal 2010, oltre dieci anni &#8211; e di grande impegno, atteso con interesse nel mondo degli appassionati di fumetto.\u00a0 Non si tratta di un adattamento letterario, naturalmente, ma \u00e8 comunque un fumetto in cui ci sono molti rimandi letterari (soprattutto all\u2019oggetto libro, in verit\u00e0, come diremo), e quindi mi pare interessante parlarne qui, in questo blog, dove mi occupo<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":3705,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Sualzo, \"Dove c'\u00e8 pi\u00f9 luce\" - Come un romanzo","description":"&nbsp; Ho recuperato con un certo ritardo rispetto all\u2019uscita il recente romanzo a fumetti di Sualzo, \u201cDove c\u2019\u00e8 pi\u00f9 luce\u201d (Tunu\u00e9, 2023), che ho molto apprezzato"},"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[526,525,496,367],"class_list":["post-3703","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto","tag-bibliofilia","tag-dove-ce-piu-luce","tag-sualzo","tag-tunue"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3703","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3703"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3703\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3705"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3703"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3703"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3703"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}