{"id":3696,"date":"2024-07-11T12:02:18","date_gmt":"2024-07-11T10:02:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=3696"},"modified":"2024-07-17T12:01:09","modified_gmt":"2024-07-17T10:01:09","slug":"il-gian-burrasca-di-nizzi-e-de-luca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/il-gian-burrasca-di-nizzi-e-de-luca\/","title":{"rendered":"Il Gian Burrasca di Nizzi e De Luca"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3698 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/449529738_512077074490921_1324793719804663334_n.jpg\" alt=\"449529738 512077074490921 1324793719804663334 N\" width=\"417\" height=\"588\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NPE Edizioni ha recentemente pubblicato un nuovo volume dell\u2019ampia collezione da loro dedicata a <strong>Gianni De Luca<\/strong>, sicuramente uno dei maggiori fumettisti italiani di sempre, la cui opera viene cos\u00ec preziosamente preservata.<\/p>\n<p>Si tratta, in questo caso, del<strong> \u201cGian Burrasca\u201d,<\/strong> realizzato su sceneggiatura di Claudio Nizzi e apparso nel 1983 sulle pagine del \u201cGiornalino\u201d dei Paolini di cui in questo 2024 ricorre un centenario passato molto sottotono, anche se la rivista \u2013 probabilmente la pi\u00f9 longeva del fumetto italiano oggigiorno \u2013 \u00e8 ancora attiva.<\/p>\n<p>Si tratta di un\u2019opera meno nota rispetto ai grandi capisaldi dell\u2019autore, il suo<strong> Commissario Spada e la Trilogia Shakespeariana<\/strong>, di cui abbiamo parlato ampiamente su questo blog dedicato al rapporto tra letteratura e fumetto. Ma, appunto, si tratta di un\u2019altra opera molto interessante \u2013 e ovviamente spassosa, dato il tema \u2013 della produzione dell\u2019artista.<\/p>\n<p>\u201cGian Burrasca\u201d infatti, apparso nel <strong>1907<\/strong> a puntate, in rivista, e nel <strong>1912<\/strong> in volume, \u00e8 il terzo romanzo per l\u2019infanzia italiano per importanza, dopo <strong>\u201cPinocchio\u201d (1880)<\/strong> di Collodi, opera fuori scala, essendo il nostro testo dell\u2019Ottocento pi\u00f9 diffuso nel mondo, e probabilmente la figura pi\u00f9 iconica della nostra letteratura. E dopo <strong>\u201cCuore\u201d (1886) di De Amicis<\/strong>, che rappresenta per certi versi l\u2019opposto, serioso e giudizioso, del \u201cGian Burrasca\u201d nazionale (salvo la figura di Franti che \u00e8, per\u00f2, tetro e serio a sua volta nella sua distruttivit\u00e0 priva di veri elementi comici).<\/p>\n<p>L\u2019opera si situa sulla scia dei <strong>\u201cBad Boys\u201d,<\/strong> un sottogenere della nascente letteratura per ragazzi destinato a grande successo (se ne parla ampiamente e bene qui: http:\/\/www.letteraturadimenticata.it\/badboys.htm).<\/p>\n<p><strong>\u201cCudjo\u2019s Cave\u201d (1864)<\/strong> \u00e8 ritenuto il capostipite del genere; con <strong>\u201cThe Story of a Bad Boy\u201d (1870)<\/strong> appare il termine identificativo, e il capolavoro \u2013 non riconducibile quindi a uno schema prestabilito in modo classico \u2013 \u00e8 probabilmente il <strong>\u201cTom Sawyer\u201d di Mark Twain (1876),<\/strong> cui segue, ancor pi\u00f9 eclettico, l\u2019\u201dHuckleberry Finn\u201d ritenuto tra i capolavori della letteratura americana anche oltre il genere. <strong>\u201cBad Boy\u201d (1880)<\/strong> esce in contemporanea col nostro \u201cPinocchio\u201d, che non \u00e8 un Bad Boy in senso stretto, essendovi l\u2019elemento fantastico e un fondamentale buon cuore del burattino, nonostante una propensione per marachelle e pasticci; e poi, nel 1883, <strong>Metta Victoria Fuller<\/strong> scrive <strong>\u201cA Bad Boy\u2019s Diary\u201d (1883)<\/strong>, che \u00e8 il modello dichiarato dell\u2019opera di Vamba. Il diario venne infatti tradotto da <strong>Ester Modigliani,<\/strong> con le prestigiose illustrazioni di<strong> Attilio Mussino,<\/strong> illustratore di Pinocchio e padre del fumetto italiano con \u201cBilbolbul\u201d (1908).<\/p>\n<p>Il fascino di questi romanzi per ragazzi, del resto, sta anche nel loro essere indubbiamente una delle fonti \u2013 certo, non esclusiva, \u00e8 chiaro \u2013 del grande successo dei \u201cragazzi terribili\u201d del fumetto delle origini, <strong>da Yellow Kid (1896) a Buster Brown e a seguire<\/strong>. In fondo le loro avventure, pur romanzesche, sono strutturate di fatto come una serie di episodi tutto sommato \u201csgangherabili\u201d, come direbbe Eco, tali da non formare una trama coesa e sostituibili facilmente nell\u2019ordine di accadimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3699 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/449470138_512077171157578_7329229645589642268_n-587x800.jpg\" alt=\"449470138 512077171157578 7329229645589642268 N\" width=\"587\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/449470138_512077171157578_7329229645589642268_n-587x800.jpg 587w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/449470138_512077171157578_7329229645589642268_n-751x1024.jpg 751w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/449470138_512077171157578_7329229645589642268_n.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 587px) 100vw, 587px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vamba appunto dichiara nel 1906 di aver ricevuto da Ester Modigliani il diario di Gian Burrasca e di pubblicarlo. In realt\u00e0, <strong>il canovaccio del Diario americano viene da lui fortemente innovato<\/strong>, in quanto l\u2019autore comprende che l\u2019umorismo va ancorato in modo solido all\u2019Italia del primo Novecento. Nella riscrittura, egli rende il testo, come diremo, molto pi\u00f9 interessante (la traduzione della Modigliani, infatti, nel 1912, otterr\u00e0 un successo modesto a differenza di quello riscosso dall\u2019opera di Vamba).<\/p>\n<p>La differenza che salta subito agli occhi \u00e8 la<strong> scelta di Vamba di illustrarsi da s\u00e9.<\/strong> Disegnatore dilettante, il suo segno non pu\u00f2 concorrere con eleganza con quello di Mussino e altri dell\u2019et\u00e0 dell\u2019oro; ma proprio per questo, a differenza degli altri romanzi del genere, l<strong>e immagini sembrano davvero disegnate da un bambino (terribile) di nove anni come Giannino Stoppani;<\/strong> e il diario fa costante riferimento \u201cdiegetico\u201d alle illustrazioni. Non si potrebbe per dire immaginare di stamparlo senza di esse: il testo risulterebbe non comprensibile perch\u00e9 i due elementi, disegno e testo, si integrano a vicenda.<\/p>\n<p>Ma se questo elemento da un lato rende il Giornalino \u201cpi\u00f9 infantile\u201d l\u2019abilit\u00e0 di Vamba lo rende una lettura gustosa anche per gli adulti, creando uno spessore del testo particolarmente ricco.<\/p>\n<p>Vamba era al secolo <strong>Luigi Bertelli (Firenze, 1860 \u2013 1920);<\/strong> il nome d\u2019arte derivava da quello del buffone di Cedric il Sassone nel romanzo Ivanhoe di Walter Scott. Il suo esordio letterario, nel 1878, appena diciottenne, \u00e8 con due saggi dedicati a Vittorio Emanuele II re d\u2019Italia e alla morte del re avvenuta in quello stesso anno (edito nel 1879). Dal 1880 inizia a collaborare a giornali d\u2019area mazziniana, spesso aguzzi sotto il profilo satirico e polemico: nel 1886 \u00e8 assunto in forma stabile al \u201cCapitan Fracassa\u201d e da allora non lascer\u00e0 pi\u00f9 il giornalismo. Lascia per\u00f2 la testata nel 1887 quando questa diviene filogovernativa con Crispi, e fonda con altri il \u201cDon Chisciotte\u201d, che prosegue con varie vicende fino al 1899, attaccando sia Crispi che Leone XIII, sinistra storica variamente ipocrita e clericalesimo alla riscossa.<\/p>\n<p>Interessante notare che, fra i suoi testi, spicca un<strong> \u201cPrimo libro di Lettura conforme ai programmi ministeriali\u201d, Mantova, Stab. Tip. Lit. Mondov\u00ec, 1891<\/strong>,\u00a0 titolo burocratico-giudizioso adottato dall\u2019autore di uno dei testi pi\u00f9 \u201ceretici\u201d nella letteratura infantile (per quanto nei canoni di un certo tipo di burlesco comunque accettato). Non \u00e8 collegato alla mia Mondov\u00ec, almeno non in modo diretto, ma al nome di un tipografo, tale &#8220;G. Mondov\u00ec&#8221;, operante appunto a Mantova a cavallo dei due secoli.<\/p>\n<p>Tra le opere pi\u00f9 curiose ritengo ci sia <strong>Ciondolino. Libro per ragazzi (Firenze, Bemporad &amp; figlio, 1895)<\/strong> in cui il protagonista si risveglia trasformato in formica, e in questa forma vede dall\u2019interno la vita di questi giudiziosi lavoratori. Un testo, certo, didascalico e con brio, ma che anticipa di oltre un ventennio il capolavoro di <strong>Kafka<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Vamba fond\u00f2 nel 1906 il Giornalino della domenica<\/strong>, che continu\u00f2 regolarmente le pubblicazioni fino al 1927, con un ottimo successo tra le famiglie borghesi. Nella rivista apparivano infatti le firme dei pi\u00f9 famosi scrittori del tempo (Giovanni Pascoli, Gabriele D&#8217;Annunzio, Grazia Deledda, Edmondo De Amicis) con raffinati illustratori (Umberto Brunelleschi e Filiberto Scarpelli) e qui, <strong>tra il 1907 e 1908, mentre nasceva il moderno fumetto italiano sul Corrierino dei Piccoli ideato da Paola Lombroso<\/strong>, egli creava il suo Gian Burrasca, che divenne poi un volume per Bemporad nel 1912, con l\u2019enorme successo che sappiamo (si suppone una tiratura complessiva di milioni di copie).<\/p>\n<p><strong>Successo che lo stesso Vamba non seppe bissare:<\/strong> anche, forse, perch\u00e9 di l\u00ec a poco finiva quella Belle Epoque in cui il suo eroe poteva trovare il suo contesto, prima con la grande guerra (1914-1918) e poi con l\u2019Italia fascista. Vamba fu entusiasta di D\u2019Annunzio \u2013 suo collaboratore storico \u2013 appoggi\u00f2 Fiume sul suo \u201cGiornalino\u201d, riaperto nel 1918 dopo la chiusura nel 1911, e lo visit\u00f2 a Fiume nel 1919, poco prima della morte nel 1920.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3700 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/449471656_512077111157584_6823665140887912684_n-577x800.jpg\" alt=\"449471656 512077111157584 6823665140887912684 N\" width=\"577\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/449471656_512077111157584_6823665140887912684_n-577x800.jpg 577w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/449471656_512077111157584_6823665140887912684_n-739x1024.jpg 739w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/449471656_512077111157584_6823665140887912684_n.jpg 1010w\" sizes=\"auto, (max-width: 577px) 100vw, 577px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La fortuna mediatica<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Interessante notare come Gian Burrasca, ha un successo trans-mediale nell\u2019Italia del boom. Gi\u00e0 nel 1943 se ne era effettuata una riduzione con la regia di Sergio Tofano, la sceneggiatura di Cesare Zavattini, mentre deteriore \u2013 per quanto, per carit\u00e0, funzionante nel suo stile \u2013 \u00e8 quella degli anni \u201880, con Pingitore e Alvaro Vitali.<\/p>\n<p>Ma il vero successo di Gian Burrasca \u00e8 la riduzione televisiva in otto puntate che ne fece <strong>Lina Wertmuller (1964-1965) con Rita Pavone<\/strong> nelle vesti del protagonista in una curiosa \u2013 soprattutto allora: o forse si era pi\u00f9 avanti? &#8211; scelta cross-gender e le musiche di Nino Rota. La Pavone, emersa con le sue hit di maggior successo tra 1963 e 1964, si era gi\u00e0 imposta come enfant terrible della musica italiana, interprete del ribellismo giovanile dell\u2019et\u00e0 del boom (1958-1963) appena concluso, e l\u2019interpretazione di Gian Burrasca consolid\u00f2 quel ruolo dandole la visibilit\u00e0 \u2013 allora proporzionalmente enorme \u2013 data dal medium televisivo. Per certi versi, un<strong> ribellismo &#8220;borghese&#8221;, goliardico, volutamente fine a s\u00e9 stesso<\/strong>, che sarebbe stato superato dalla contestazione al Vietnam (1965), dal \u201868, dai plumbei anni \u201870 (come in parte presagisce <strong>Eco in \u201cApocalittici e Integrati\u201d, dove analizza, in toni critici, il fenomeno della Pavone<\/strong>) per tornare attuale, al limite, dall\u2019edonismo anni \u201880 in poi, dove appare quello di De Luca. Gian <strong>Burrasca insomma \u00e8 una figura moderna<\/strong>, nel senso che un certo modello di \u201cragazzo terribile\u201d confinato solo in una certa buona borghesia negli anni \u201820 costituisce uno standard di massa nell\u2019Italia post-moderna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Gian Burrasca di Nizzi e De Luca<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019adattamento di Nizzi e De Luca \u00e8 quindi interessante anche perch\u00e9, come molte cose del Giornalino (su tutti, gli adattamenti di Lovecraft, di cui ho parlato su questo blog) era almeno in parte eterodosso rispetto ai suoi teorici principi cattolici. Naturalmente <strong>non appare il Vamba anticlericale, che \u00e8 comunque marginale gi\u00e0 in Gian Burrasca<\/strong>: e a ogni buon conto, la scena finale, in cui Gian Burrasca divulga \u2013 con buone intenzioni, in questo caso \u2013 il matrimonio segreto in chiesa del cognato, avvocato socialista, \u00e8 stata rimossa (gli ipocriti \u201csocialisti col rolex\u201d, diremmo oggi, appaiono in tutta la loro meschinit\u00e0, ma anche i gazzettieri clericali, untuosamente pronti a circuire un ragazzino per i loro scopi politici, non fanno certo buona figura).<\/p>\n<p>Tuttavia, per il resto <strong>l\u2019opera resta fedele all\u2019originale<\/strong>, e anche il finale in controtendenza (melanconico e riflessivo, contro la pirotecnia sarcastica dell\u2019originale) \u00e8 certo un aggiustamento e una concessione alla morale cattolica, ma non cambia di una virgola le vicende precedenti, presentate senza moralismi e con un evidente, compiaciuto divertimento grafico.<\/p>\n<p>Se<strong> Nizzi svolge come al solito un lavoro ottimamente professionale<\/strong>, sintetizzando in brevi puntate un testo ricco e a suo modo complesso con eccellente e scorrevole fedelt\u00e0 (<strong>il capolavoro, in questo senso, sono i suoi \u201cMiserabili\u201d in ottanta pagine<\/strong>, sempre per il Giornalino) De Luca pu\u00f2 qui esercitarsi in uno stile chiaramente comico, raramente adottato nelle sue storie a prevalenza seria, al limite con una \u201clinea comica\u201d trasversale che appare talvolta in Spada e altri fumetti.<\/p>\n<p>Se da un lato<strong> la pagina \u00e8 quindi pi\u00f9 leggibile rispetto allo sperimentalismo avanzato della trilogia shakespeariana o di certo Spada<\/strong> (anche per i lettori pi\u00f9 piccoli, come annota David Padovani nella bella prefazione) c\u2019\u00e8 per\u00f2 <strong>una sperimentazione notevole sul cartoonism<\/strong>. La linea chiara \u2013 che in questa riedizione spicca ancor pi\u00f9, senza i colori che ha nell\u2019originale del \u201cGiornalino\u201d \u2013 usa un segno dallo spessore variabile per far risaltare le figure al centro dell\u2019azione slapstick mantenendo un delizioso dettaglio degli sfondi che ci ridanno l\u2019atmosfera d\u2019epoca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3701 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/449756656_512077104490918_963197356667337412_n-604x800.jpg\" alt=\"449756656 512077104490918 963197356667337412 N\" width=\"604\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/449756656_512077104490918_963197356667337412_n-604x800.jpg 604w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/449756656_512077104490918_963197356667337412_n-773x1024.jpg 773w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/07\/449756656_512077104490918_963197356667337412_n.jpg 1016w\" sizes=\"auto, (max-width: 604px) 100vw, 604px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ci\u00f2 esalta in massimo grado il cartoonismo dei personaggi:<\/strong> l\u2019unico che ne \u00e8 esente, significativamente, \u00e8 il protagonista Giannino Stoppani, cosa che sottolinea il fatto che le cose sono viste dal suo punto di vista. E dal suo punto di vista, Giannino \u00e8 perfettamente normale: sia che davvero, a volte, agisca per il bene e il risultato non sia quello sperato per le ipocrisie degli adulti, sia che in modo pi\u00f9 o meno consapevole commetta qualche, per lui innocente, marachella (in realt\u00e0 di solito terribile a livello apocalittico). Dal suo sguardo a lente deformante, gli adulti ci appaiono nella realt\u00e0 morale di figure grottesche e segnate da una ipocrisia gesuitica. Il padre, in primis, ha una spassosa aria diabolica, da Mefistofele teatrale, con gli aguzzi baffi a punta, che ritorna in altre ridicole figure di autorit\u00e0 tutte sbeffeggiate e sfinite dal nostro apocalittico fanciullo.<\/p>\n<p>Padovani nella prefazione identifica, correttamente, <strong>Benito Jacovitti e il Dick Tracy di Chester Gould<\/strong> tra le fonti di questo stile: corpi elastici come quelli jacovittiani, ma con una linea squadrata come quella di Gould, non il gommoso tondeggiare di Lisca di Pesce.<br \/>\nDa Jacovitti deriva anche l\u2019elemento pi\u00f9 sperimentale qui sull\u2019uso della griglia: se nella Trilogia shakespeariana De Luca l\u2019aveva del tutto dissolta, qui invece i personaggi sembrano stare a enorme fatica, dato il loro vitalismo, nella griglia classica che li contiene.<\/p>\n<p>Come detto all\u2019inizio, la conclusione toglie l\u2019episodio del matrimonio cattolico fatto di nascosto, difficile da spiegare (il socialismo ipocrita del cognato avvocato \u00e8 del resto tolto anche quando rende pi\u00f9 gustosa la sua avidit\u00e0 davanti all\u2019enorme eredit\u00e0 del signor Venanzio, che con la sua devastante sincerit\u00e0 Giannino gli fa perdere). Per\u00f2, per certi versi, con questa scelta Nizzi opera un rafforzamento: infatti non solo <strong>la distruzione morale del Collegio militaresco Pierpaolo Pierpaoli \u00e8 l\u2019apice dell\u2019azione di Gian Burrasca<\/strong>, ma sottolinea la natura particolarmente spregevole degli adulti bigotti e corrotti che credono di dominarlo: l\u2019unica cosa che li trattiene nella loro spregevolezza \u00e8 la paura dell\u2019aldil\u00e0 fusa con la superstizione spiritista, cosa di cui Gian Burrasca ne approfitta per farli, meritoriamente, gonfiare di botte da presunti \u201cspiriti\u201d. Una morale piuttosto \u201claica\u201d, tutto sommato accettabile in un contesto postconciliare e progressista, ma comunque a suo modo coraggiosa e fedele all\u2019opera originale.<\/p>\n<p>Un&#8217;opera quindi di particolare riuscita, che resta una delle opere migliori di De Luca, forse lievemente misconosciuta rispetto ai lavori pi\u00f9 conclamati, e che \u00e8 meritorio offrire a tutti la possibilit\u00e0 di recuperare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; NPE Edizioni ha recentemente pubblicato un nuovo volume dell\u2019ampia collezione da loro dedicata a Gianni De Luca, sicuramente uno dei maggiori fumettisti italiani di sempre, la cui opera viene cos\u00ec preziosamente preservata. Si tratta, in questo caso, del \u201cGian Burrasca\u201d, realizzato su sceneggiatura di Claudio Nizzi e apparso nel 1983 sulle pagine del \u201cGiornalino\u201d dei Paolini di cui in questo 2024 ricorre un centenario passato molto sottotono, anche se la rivista \u2013 probabilmente la pi\u00f9 longeva del fumetto italiano oggigiorno \u2013 \u00e8 ancora attiva. Si tratta di un\u2019opera meno nota rispetto ai grandi capisaldi dell\u2019autore, il suo Commissario Spada<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":3697,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Il Gian Burrasca di Nizzi e De Luca - Come un romanzo","description":"&nbsp; NPE Edizioni ha recentemente pubblicato un nuovo volume dell\u2019ampia collezione da loro dedicata a Gianni De Luca , sicuramente uno dei maggiori fumettisti"},"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[313,524,36,521,522,388,523],"class_list":["post-3696","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto","tag-claudio-nizzi","tag-gian-burrasca","tag-gianni-de-luca","tag-nicola-pesce","tag-nicola-pesce-editore","tag-npe","tag-vamba"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3696","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3696"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3696\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3697"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3696"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3696"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3696"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}