{"id":3658,"date":"2024-05-27T22:29:31","date_gmt":"2024-05-27T20:29:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=3658"},"modified":"2024-05-28T16:18:54","modified_gmt":"2024-05-28T14:18:54","slug":"il-deserto-dei-tartari-di-medda-e-frisenda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/il-deserto-dei-tartari-di-medda-e-frisenda\/","title":{"rendered":"Il Deserto dei Tartari di Medda e Frisenda"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3660 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/441889525_842331111266522_2146633189065496567_n-582x800.jpg\" alt=\"441889525 842331111266522 2146633189065496567 N\" width=\"582\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/441889525_842331111266522_2146633189065496567_n-582x800.jpg 582w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/441889525_842331111266522_2146633189065496567_n-745x1024.jpg 745w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/441889525_842331111266522_2146633189065496567_n.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il deserto dei Tartari, il pi\u00f9 celebre romanzo di Dino Buzzati, \u00e8 stato trasposto in fumetto per Bonelli da due autori del calibro dello sceneggiatore <strong>Michele Medda<\/strong> e del disegnatore <strong>Pasquale Frisenda<\/strong>, con un progetto dalla lunga gestazione, avviato nel 2019, di cui ora si vedono i frutti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il lavoro mi pare particolarmente significativo, tra i migliori <strong>romanzi a fumetti<\/strong> emersi negli ultimi anni (o \u201cgraphic novel\u201d, ma gli autori, specialmente Frisenda, prediligono \u2013 come anch\u2019io, del resto &#8211; il termine tradizionale). Un\u2019opera tradizionale anche nella scelta artistica di Frisenda, determinante come vedremo nella riuscita dell\u2019opera: si tratta infatti di tavole totalmente realizzate in forma manuale, con una tecnica a <strong>mezzatinta a china<\/strong>,\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 14pt;\">che rende, ovviamente, molto pi\u00f9 complesso il lavoro di correzione di una tavola (che per un professionista di alto livello \u00e8 agevole, o almeno possibile, nelle classiche chine in bianco e nero bonelliane). <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La <strong>mezzatinta<\/strong> &#8211; ovvero un disegno realizzato con sfumature di grigio date da un colore nero e acquoso &#8211; si pu\u00f2 ottenere in tre modi: con l&#8217;acquerello, appunto (utilizzando solo il dado del nero, ovviamente, ma risulterebbe un lavoro eccessivo per una mole di tavole di questo tipo), con l&#8217;ecoline o con la china (gi\u00e0 acquose di loro). Frisenda qui ha scelto la china, che ha usato gi\u00e0 in lavori come questo, ad esempio anche in &#8220;Sangue e ghiaccio&#8221;, l&#8217;albo de &#8220;Le Storie&#8221; da lui realizzato. Come ci ha spiegato l&#8217;autore, ci\u00f2 gli consente di dare\u00a0 la tonalit\u00e0 che preferisce, con una stesura sulla carta pi\u00f9 controllabile dell&#8217;acquerello e meno &#8220;elettrica&#8221; e meno fredda dell&#8217;ecoline.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Un elemento che fino a non molti anni fa era scontato, quello della <strong>realizzazione manuale<\/strong>: ma che oggi assume un carattere programmatico, di fronte a una predominanza, di fatto, della lavorazione digitale, con l\u2019arrivo dell\u2019AI all\u2019orizzonte, per ora non ancora applicata al fumetto (se non esperimenti di autori \u201cintegrati\u201d all\u2019innovazione) ma gi\u00e0 dilagante nell\u2019illustrazione. Frisenda ha insistito, online, sull\u2019importanza di tale aspetto, che avrebbe voluto segnalato nell\u2019opera: va quindi colto come un elemento che la qualifica. E, in generale, in un&#8217;ottica di maturit\u00e0 del medium, l&#8217;appassionato di fumetto dovrebbe imparare ad apprezzare &#8211; e richiedere che sia evidenziato &#8211; l&#8217;aspetto delle tecniche utilizzare, che sono una componente importante di un&#8217;opera d&#8217;arte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Un aspetto che va apprezzato dal lettore che si accinge a confrontarsi con l\u2019opera \u00e8 la difficolt\u00e0 di questo adattamento, che mi pare, come dir\u00f2, particolarmente importante.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">L&#8217;adattamento letterario a fumetti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Si tratta di un genere, quello dell\u2019adattamento letterario a fumetti, che ha una lunga tradizione. Il fondamento come genere risale alla tradizione dei Classic Illustrated americani a partire dagli anni \u201840, rivolti al mercato giovanile, e criticati con particolare forza da Frederic Wertham, il grande avversario del fumetto. Questo perch\u00e9 tali fumetti, meno violenti e \u201cdiseducativi\u201d di altri, potevano produrre una \u201clegittimazione\u201d del medium, a suo avviso da scongiurare (in quanto, al di l\u00e0 dei contenuti, il fumetto era colpevole per lui di indebolire le capacit\u00e0 di lettura di un testo solo scritto).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Sulla scorta di quella tradizione, anche in Italia era sorta una produzione di questo tipo, specialmente sulle riviste con intenti educativi: il \u201cCorrierino\u201d laico, nei \u201860, e il \u201cGiornalino\u201d cattolico, nei \u201870 (quest\u2019anno, semidimenticata ma ancora esistente, tale gloriosa testata compie un secolo di vita).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019acme di tale produzione si realizza appunto sul \u201cGiornalino\u201d, con l\u2019adattamento shakespeariano di met\u00e0 anni \u201870, sceneggiato da Raoul Traverso, che in quel caso si firm\u00f2 Sigma, uno dei suoi nomi d&#8217;arte,\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 14pt;\">e il disegnatore Gianni De Luca, che in questa occasione inventa lo stilema dei corpi dei personaggi che si ripetono nella vignetta a simulare il movimento su un palco teatrale, poi divenuta parte del linguaggio fumettistico universale, anche tra i supereroi americani.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">All\u2019interno di questo Deserto a fumetti vi \u00e8 anche una tavola molto significativa, verso la met\u00e0 della storia, che descrive l\u2019addio definitivo di Drogo alla sua amata, che riprende proprio la tecnica narrativa di De Luca, con grandissima forza espressiva, che si pu\u00f2 vedere qui sotto:<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-3661 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/de-luca.jpg\" alt=\"De Luca\" width=\"551\" height=\"776\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Dopo il declino delle grandi riviste per ragazzi, l\u2019adattamento letterario a fumetti resta da noi una tradizione importante nella stagione \u201cdel graphic novel\u201d che stiamo vivendo dagli anni 2000, con un graduale passaggio dall\u2019edicola al mercato librario. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Ecco: questo \u201cIl deserto dei Tartari\u201d di Dino Buzzati di Michele Medda e Frisenda \u00e8 <strong>un\u2019opera chiave per porre un ulteriore, forse definitivo tassello di questa transizione,<\/strong> e non solo per la sua oggettiva, alta riuscita. Ma perch\u00e9 questa avviene su un\u2019opera particolarmente difficile e al contempo, almeno in Italia, ineludibile.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Dino Buzzati e il fumetto<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Infatti <strong>Dino Buzzati (1906-1972),<\/strong> <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?s=buzzati\"><strong>di cui ho parlato pi\u00f9 volte su questa rubrica<\/strong><\/a>, \u00e8 ineludibile per il fumetto, perch\u00e9 \u00e8 il pi\u00f9 forte anello di congiunzione tra fumetto e \u201cletteratura alta\u201d in ambito italiano. Nella sua <strong>attivit\u00e0 pittorica<\/strong> e poi nel celeberrimo <strong>\u201cPoema a fumetti\u201d (1969)<\/strong> Buzzati si era avvicinato precocemente al linguaggio fumettistico, utilizzandolo con consapevolezza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Al contempo, il Buzzati dei racconti e ancor pi\u00f9 dei romanzi \u00e8 per\u00f2 un autore incredibilmente ostico da trasporre nel medium fumettistico. Specialmente in questo, il suo romanzo di gran lunga pi\u00f9 celebre, apparso nel 1940 dopo \u201cBarnabo delle montagne\u201d (1933) e \u201cIl segreto del Bosco Vecchio\u201d (1935), e prima de \u201cIl grande ritratto\u201d (1960) e \u201cUn amore\u201d (1963). Come noto, \u201cIl deserto dei Tartari\u201d \u00e8 un romanzo sull\u2019occasione mancata, fatto di impalpabili indecisioni di personaggi dai contorni sfumati, un capolavoro in cui programmaticamente non succede nulla. <strong>Il tema dell\u2019Occasione Perduta<\/strong> \u00e8 centrale in Buzzati, apparendo in molti suoi racconti (il pi\u00f9 iconico e potente \u00e8 forse \u201cIl colombre\u201d), ma solo qui viene sviluppato nel suo modo pi\u00f9 moderno in un romanzo. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Si tratta di un\u2019opera che, bench\u00e9 notissima e apprezzata, \u00e8 forse perfino sottostimata nel canone italiano rispetto alla sua innegabile importanza. Ma, nel suo essere un romanzo di inazione e indecisione, \u00e8 intenzionalmente priva di vero sviluppo della trama.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Lo stile stesso di Buzzati pone ulteriori difficolt\u00e0: certe parti procedono per ellissi e riassunti, altrove invece ci si sofferma su minuziosi dialoghi che intenzionalmente girano in gran parte a vuoto. Due elementi stilistici che servono a rendere il senso di vuoto che pervade gli ufficiali imprigionati nella Fortezza Bastiani, ma difficili da rendere nel fumetto, dove tale scelta risulterebbe molto pesante. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Michele Medda e Pasquale Frisenda sono probabilmente, per la Bonelli, due autori ideali per questo adattamento: essi infatti vengono pienamente dalla grande tradizione del fumetto popolare, ma al contempo sono tra quelli, come sceneggiatore e disegnatore, che ne hanno dato delle interpretazioni pi\u00f9 autoriali (insieme ovviamente ad altri grandi nomi di Via Buonarroti).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Nota sugli autori<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Michele Medda<\/strong>, dopo lavori per Martin Myst\u00e8re, Dylan Dog e Zona X, con Serra e Vigna ha creato nel 1991 \u201cNathan Never\u201d, l\u2019ultima grande testata popolare bonelliana, che affrontava la fantascienza con un piglio moderno, ispirato alle atmosfere di Philip K. Dick e Blade Runner (insieme ad altri elementi, ovviamente, amalgamati a questo sfondo \u201ccyberpunk\u201d). Dire che Nathan Never (soprattutto quello degli inizi) \u00e8 a suo modo un Giovanni Drogo chiuso nella sua Agenzia Alpha \/ Fortezza Bastiani sarebbe una forzatura eccessiva: per\u00f2 \u00e8 vero che \u00e8 anch\u2019egli un eroe disilluso, tormentato, pervaso dal senso del dovere ma anche da quello dell\u2019inutilit\u00e0 della sua battaglia per la legalit\u00e0 in un mondo distopico dominato comunque dalle megacorp, dove la mafia (nipponica, la yakuza) controlla la polizia e la politica \u00e8 parimenti corrotta a destra e a sinistra. Le serie bonelliane successive, \u201cCaravan\u201d e \u201cLukas\u201d (oltre la produzione pi\u00f9 \u201cautoriale\u201d, come in \u201cDigitus Dei\u201d) accentuano a mio avviso questo tentativo di portare una sorta di maturit\u00e0 disillusa, postmoderna nel fumetto bonelliano. Stando a Frisenda, Medda gli aveva ventilato un possibile fumetto di fantascienza \u2013 cui il suo nome \u00e8 legato iconicamente, in Italia \u2013 ispirato al Deserto: a dimostrazione di questo legame nella comune radice fantastica (e a sua volta Buzzati scrisse molta fantascienza: il romanzo \u201cIl grande ritratto\u201d, ma ancor pi\u00f9 alcune storie brevi che tengono testa al meglio della produzione internazionale, come \u201cIl disco si pos\u00f2\u201d e altre).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Pasquale Frisenda<\/strong>, similmente, dopo gli esordi sulla storica Cyborg si avvicina nel 1990 alla seconda serie di Ken Parker, il western di Berardi e Milazzo ritenuto per certi versi il punto di contatto tra il fumetto Bonelli \u2013 e la sua incarnazione pi\u00f9 archetipa, il western \u2013 e il fumetto autoriale. In seguito, Frisenda lavora su Magico Vento, di cui diviene anche copertinista; passa poi su Tex, l\u2019ammiraglia bonelliana, col Texone n.23 del 2009, \u201cPatagonia\u201d, oggetto di particolare apprezzamento. Il lavoro nasce su uno spunto dell\u2019autore, accolto dalla Bonelli e affidato per la sceneggiatura a Medda. Gi\u00e0 da questo aspetto si coglie come il lavoro nasca con un rapporto particolarmente stretto tra sceneggiatore e disegnatore, con un interscambio pi\u00f9 intenso di quello \u2013 spesso proficuo, ma pi\u00f9 vincolato dalle scadenze professionali \u2013 del fumetto popolare di massa. Frisenda, meritoriamente, ha fornito sui social e sul suo blog molte interessanti indicazioni sul metodo di lavoro, che sono risultate utilissime anche per la stesura di questo articolo, ma che al contempo ho cercato di non duplicare semplicemente, e a cui quindi vi rimando per l\u2019ovvio interesse che queste preziose annotazioni rivelano.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Il Deserto, a fumetti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il primo aspetto che il lettore coglie avviando il romanzo a fumetto \u00e8 dunque la <strong>sontuosa eleganza del segno di Frisenda<\/strong>, tavole acquerellate di incredibile ricchezza visiva. Non \u00e8 solo la mera ricchezza di dettagli accuratissimi, ma il loro costruire una intersezione di leitmotiv ricorrenti perfettamente calibrati. E ben calibrati proprio perch\u00e9 non solo equilibrati con un simbolismo cosciente, che \u00e8 pur presente, ma perch\u00e9 pare che gli autori si lascino guidare un po\u2019 dall\u2019inconscio, cosa che \u00e8 perfetta per l\u2019opera buzzatiana dove il senso di inquietudine che prova Drogo \u00e8 anche celato nelle profondit\u00e0 del suo sentire (in senso non solo e non semplicemente freudiano: al limite, forse, pi\u00f9 junghiano).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3665 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/442413523_842331141266519_7377151484225577781_n-582x800.jpg\" alt=\"442413523 842331141266519 7377151484225577781 N\" width=\"582\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/442413523_842331141266519_7377151484225577781_n-582x800.jpg 582w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/442413523_842331141266519_7377151484225577781_n-745x1024.jpg 745w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/442413523_842331141266519_7377151484225577781_n-1117x1536.jpg 1117w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/442413523_842331141266519_7377151484225577781_n.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Le prime due tavole sono magistrali, e introducono il tema del tempo, marcato dal <strong>simbolo ricorrente dell\u2019orologio<\/strong> (ma anche il serpente \u201cad otto\u201d che si morde la coda, un ourobouros irregolare, che rimanda all\u2019eterno ritorno della Fortezza\u2026). Il piccolo Drogo osserva il monumento del colonnello Scipioni, che nell\u2019aspetto ricorda Vittorio Emanuele II, due padri della patria che hanno \u201csentito l\u2019ora del destino\u201d. Il parallelo forse risuona gi\u00e0 in Buzzati, perch\u00e9 Scipioni in fondo ricorda \u201cdell\u2019elmo di Scipio s\u2019\u00e8 cinta la testa\u201d, il richiamo del Risorgimento a cogliere l\u2019ora fatale, ma qui si rafforza nella suggestione visiva. Naturalmente non siamo in un contesto di romanzo storico, e l\u2019<strong>Aquila dell\u2019impero<\/strong> che sventola richiama l\u2019Austria e ambientazioni mitteleuropee in cui del resto si muove l\u2019immaginario di Buzzati, in prevalenza (anche il tema dell&#8217;<strong>Aquila<\/strong>, connesso a ricorrenti figure di rapaci, ritorna pi\u00f9 volte nell&#8217;opera). Come si pu\u00f2 notare nella tavola posta qui sopra, il tema del tempo si lega anche alla presenza di resti del passato, rovine sulla strada tra la citt\u00e0 e la fortezza, che contribuiscono a dare un senso di eterno ritorno alle vicenda di Drogo, accentuandone la valenza universale.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Ma, per capire il livello del dettaglio del testo, prendiamo una tavola successiva, quella qui sotto. Esaminiamo la seconda vignetta.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3662 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/441951922_10230712048655786_6515886853291787298_n-577x800.jpg\" alt=\"441951922 10230712048655786 6515886853291787298 N\" width=\"577\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/441951922_10230712048655786_6515886853291787298_n-577x800.jpg 577w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/441951922_10230712048655786_6515886853291787298_n-738x1024.jpg 738w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/441951922_10230712048655786_6515886853291787298_n-1107x1536.jpg 1107w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/441951922_10230712048655786_6515886853291787298_n.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 577px) 100vw, 577px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">All&#8217;apparenza una vignetta marginale, piccola, e infatti con qualche minimo dettaglio di un tavolino con alcuni libri. Per\u00f2 sono libri d&#8217;infanzia, apparsi gi\u00e0 in precedenza, che ci dicono di una evoluzione psicologica di Drogo: i soldatini, Pinocchio, quindi l&#8217;Isola del Tesoro come il sogno dell&#8217;avventura, frustrato dalla vita. E infatti una clessidra &#8220;chiude&#8221; per sempre le letture infantili. Questa \u00e8, ripeto, una vignetta minore, e il livello di profondit\u00e0 simbolica \u00e8 costante nel testo.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il <strong>tema del cavallino di legno<\/strong> \u00e8 un altro leitmotiv, che si collega gi\u00e0 in Buzzati al tema dei \u201csoldatini di legno\u201d, gli ometti che reggono le divise da riparare dal sarto Prosdocimo: ma gli autori ampliano e collegano questo filone, che quasi ricorda le marionette dechirichiane (e un negozio di marionette appare nella superba splash page alla De Luca, e numerosi soldatini giocattolo appaiono in connessione all&#8217;infanzia) ma con intelligenza non spinge mai l\u2019evocazione al di l\u00e0 del realismo, magari un po\u2019 onirico nelle scene di sogno.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Nella terza tavola, con gi\u00e0 Drogo adulto e pronto a partire, troviamo un altro leitmotiv visivo: la <strong>ricchissima presenza di quadri, suppellettili e \u201cbuone cose di pessimo gusto\u201d (Gozzano)<\/strong> che attorniano i personaggi, spesso evocative. Specie i quadri, che sono quasi \u201cvignette di secondo livello\u201d e quasi sempre introducono un nuovo tema. In particolare, i quadri si legano ai vari ufficiali e rappresentano alcuni aspetti della loro personalit\u00e0 (anche in connessione ovviamente a Drogo e alla sua relazione con loro). <strong>L&#8217;unica eccezione \u00e8 appunto Drogo stesso<\/strong>, che possiede un dipinto nella sua camera, ma volutamente non \u00e8 mai visibile al lettore. Talvolta dei compagni scoprono il telo che lo ricopre, come si vede nella tavola qui sotto, ma senza mai svelarlo a noi. Questo, ovviamente, rende Drogo unico e pi\u00f9 universale, come mediatore dell&#8217;esperienza del lettore.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3672\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/quadri-651x800.jpg\" alt=\"Quadri\" width=\"651\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/quadri-651x800.jpg 651w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/quadri-833x1024.jpg 833w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/quadri-1250x1536.jpg 1250w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/quadri.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 651px) 100vw, 651px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Un<strong> leitmotiv importante \u00e8 poi quello delle stelle,<\/strong> connesso al libro che Drogo legge fin dal viaggio iniziale verso la fortezza, e che si lega nel titolo (che vedremo solo alla fine) alla \u201cporzione di stelle\u201d che egli pu\u00f2 vedere nel cielo stellato sopra di lui.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Frisenda insomma usa qui una ricchezza visiva di tipo pittorico, pur rimanendo fedele al segno fumettistico (pur nel realismo bonelliano) che offre una ricchezza visiva rara nel fumetto. Ogni vignetta, o quasi, potrebbe essere staccata e analizzata nei suoi contenuti visivi, trovandoci dei rimandi puntuali alle atmosfere che si vogliono evocare. Naturalmente, ovviamente c\u2019\u00e8 una intersezione \u2013 dichiarata anche dall\u2019autore, come detto \u2013 con Medda nella tessitura di questa raffinata rete di simboli; ma l\u2019evocazione impalpabile di una sottile malinconia, sempre presente, e cos\u00ec tipica della prosa di Buzzati (per quanto, paradossalmente, asciutta e \u201cgiornalistica\u201d, senza alcuna concessione gratuita al lirismo) passa in primis per un segno fortemente evocativo. Notare ad esempio come la madre, pur viva, appare quasi come un\u2019ombra ormai perduta nella tavola del dialogo (che in Buzzati \u00e8 implicato, e qui ovviamente dev\u2019essere specificato, secondo le modalit\u00e0 del fumetto).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3663 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/438081856_985951536523369_9103395731166627706_n-582x800.jpg\" alt=\"438081856 985951536523369 9103395731166627706 N\" width=\"582\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/438081856_985951536523369_9103395731166627706_n-582x800.jpg 582w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/438081856_985951536523369_9103395731166627706_n-745x1024.jpg 745w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/438081856_985951536523369_9103395731166627706_n-1117x1536.jpg 1117w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/438081856_985951536523369_9103395731166627706_n.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Medda si dimostra molto bravo a riconfigurare la trama con variazioni anche pi\u00f9 consistenti, mai gratuite ma sempre funzionali a mantenere la stessa atmosfera in un nuovo medium. Ad esempio, il congedo alla donna amata (senza che mai la relazione sia pi\u00f9 che una tensione amorosa non detta) \u00e8 anticipato, mentre Buzzati ne parla in seguito: ma \u00e8 funzionale alla narrazione fumettistica che richiede uno sviluppo pi\u00f9 chiaro e meno frammentario, introducendo subito i personaggi di maggior rilievo (mentre in Buzzati la reticenza di Drogo, di cui seguiamo in prevalenza il punto di vista, ha maggior senso per il suo non voler affrontare i sentimenti: nel fumetto invece la telecamera virtuale qualcosa ci deve mostrare).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Si nota, come dice lo stesso Frisenda, la bravura rara di Medda nello sceneggiare per immagini: la scena del t\u00e8 tra i due innamorati \u00e8 resa solo coi silenzi, ogni parola sarebbe didascalica (parlano solo quando rinunciano a parlare del loro amore, e ritornano alla conversazione borghese). Una finezza incredibile \u00e8 che le tazze del t\u00e8 che prendono insieme hanno lo stemma imperiale, uno scudo sormontato dall\u2019aquila: il destino militare di Drogo invade anche quel momento. La scena, stando a Medda, era stata inizialmente pensata per essere dialogata, ma si \u00e8 poi scelto un pi\u00f9 efficace silenzio.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3664 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/441867879_842331121266521_3828637272153330341_n-582x800.jpg\" alt=\"441867879 842331121266521 3828637272153330341 N\" width=\"582\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/441867879_842331121266521_3828637272153330341_n-582x800.jpg 582w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/441867879_842331121266521_3828637272153330341_n-745x1024.jpg 745w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/441867879_842331121266521_3828637272153330341_n-1117x1536.jpg 1117w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/441867879_842331121266521_3828637272153330341_n.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Pennac diceva che la forza \u2013 e il limite \u2013 di Flaubert \u00e8 che in lui \u201canche i piatti parlano\u201d: la decorazione delle stoviglie di Madame Bovary \u00e8 un elemento importante nella narrazione, cosa che rende l\u2019opera raffinatissima ma anche difficile per il pubblico giovanile (degli anni \u201880; oggi la situazione \u00e8 sicuramente peggiorata). Questo \u00e8 un fumetto, raro, di cui si pu\u00f2 dire la stessa cosa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Anche l\u2019amico Francesco, fratello della donna amata e amico d\u2019infanzia, acquisisce tridimensionalit\u00e0 nel fumetto. Se vogliamo un apparente paradosso (che facilmente non \u00e8): lo stereotipo vede il romanzo come approfondito psicologicamente, e il fumetto necessariamente pi\u00f9 superficiale. Un tempo si riteneva ci\u00f2 avvenisse per inevitabile limite del medium; oggi resta innegabile il diverso \u201cpeso\u201d delle pagine: in una pagina di testo a stampa posso stipare pi\u00f9 dati testuali che in una di fumetto. Ma qui assistiamo quasi a un rovesciamento, e Medda, in uno spazio narrativo teoricamente pi\u00f9 ristretto, aiutato in questo come detto dalla forte evocativit\u00e0 del disegno, d\u00e0 maggior spessore ai personaggi che in Buzzati, dove ci\u00f2 \u00e8 ovviamente voluto: devono restare, molti, figurine legnose, sullo sfondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Questo aspetto, ovvero la cristallizzazione dei personaggi in ruoli che li imprigionano per sempre, passa soprattutto per il disegno (sempre a p.10, i due amanti imprigionati simbolicamente nell\u2019acquario \u00e8 una delle tante notazioni finissime).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3667 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/443712271_10230728652590874_7874045328016690319_n-578x800.jpg\" alt=\"443712271 10230728652590874 7874045328016690319 N\" width=\"578\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/443712271_10230728652590874_7874045328016690319_n-578x800.jpg 578w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/443712271_10230728652590874_7874045328016690319_n-740x1024.jpg 740w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/443712271_10230728652590874_7874045328016690319_n-1110x1536.jpg 1110w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/443712271_10230728652590874_7874045328016690319_n.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 578px) 100vw, 578px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Pi\u00f9 si procede, pi\u00f9 colpisce la ricchezza della ricerca iconografica di Frisenda. Normalmente, in un fumetto ci colpisce l\u2019ambientazione per la cura con cui \u00e8 ricostruita; ma una volta osservato il livello \u2013 alto o basso \u2013 di accuratezza, non produce ulteriore stupore nel corso dell\u2019albo. Invece la mole di lavoro permette di inserire richiami visuali sempre nuovi e azzeccati: mentre i due amici cavalcano insieme, come svelato da Frisenda, un insegna ricorda i nomi datisi da ragazzi da Buzzati col suo miglior amico, <strong>Dinophis e Arthueris,<\/strong> nomi egizi che funzionano bene per questa evocazione antiquaria, come se quell\u2019amicizia, specchio di quella reale, fosse ormai un polveroso passato. <strong>Via Saterna<\/strong>, invece, \u00e8 la via del \u201c<strong>Poema a fumetti\u201d<\/strong> di Buzzati, il suo fumetto anomalo ma di grande potenza visiva. Buzzati stesso apparir\u00e0 celato tra i rami di un albero durante uno dei tristi viaggi di Drogo verso la fortezza (vedi qui sotto).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3668\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/Buzzati-800x759.jpg\" alt=\"Buzzati\" width=\"800\" height=\"759\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/Buzzati-800x759.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/Buzzati-1024x972.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/Buzzati-1536x1458.jpg 1536w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/Buzzati.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La ricchezza visiva dei disegni, stando a Frisenda, passa anche per le numerose tavole cestinate (ci auguriamo solo nel senso di \u201cnon pubblicate\u201d) non inserite nemmeno negli extra \u2013 un indubbio peccato, perch\u00e9 sarebbe stato affascinante cogliere magari ulteriori dettagli rimasti in questo limbo \u201cnon detto\u201d, magari anche giustamente tagliati per le severe esigenze della narrazione, ma preziose per lo sguardo del lettore (non so se incidano esigenze di contenimento dei costi, per strategie di mercato).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La cavalcata di p. 12 \u00e8 una aggiunta, ad esempio, di Medda a livello di sceneggiatura, dove d\u00e0 spessore al rapporto con l\u2019amico (in generale, le <strong>scene a cavallo<\/strong> sono momenti importanti, ma non parlerei di leitmotiv perch\u00e9, naturalmente, sono a pieno titolo parte della narrazione, in modo direi pi\u00f9 accentuato che in Buzzati).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Ma la scena aiuta anche a dare vigore spaziale al rapporto con la Fortezza, dilatando lo spostamento che di solito in Buzzati \u00e8 pi\u00f9 spesso risolto con un\u2019ellissi. In qualche modo ci\u00f2 fa sentire in modo pi\u00f9 lancinante la distanza tra la citt\u00e0 e la Fortezza, rendendole cos\u00ec vicine (potenzialmente, il ritorno non \u00e8 impossibile, \u00e8 un luogo distante ma non siderale) e al tempo stesso lontanissime, irraggiungibili a livello profondo. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Aiuta molto, di nuovo, una caratteristica dello stile di Frisenda, la sua abilit\u00e0 non solo fumettistica ma pittorica: come evocato anche da Medda \u2013 nella presentazione al Salone del Libro, disponibile su Youtube, altra fonte preziosa per capire l\u2019opera \u2013 sono soluzioni pittoriche, rare perfino nel cosiddetto graphic novel, a dare un respiro poetico forte a certi momenti (prima vignetta di tavola 12). In particolare, la <strong>silouette del cavallo<\/strong> acquisisce nella sua essenzialit\u00e0 una particolare forza iconica. Si veda anche la maggiore centralit\u00e0 data all\u2019episodio del cavallo da Medda, simmetricamente, sviluppando il tragico incidente nel ritrovamento di Ombra, il destriero che Drogo sceglie per s\u00e9 (qui sotto, la scena della morte del soldato corso a cercarlo, resa drammatica dal potente uso dei neri).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3666 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/442415900_842331131266520_6653155727067782481_n-582x800.jpg\" alt=\"442415900 842331131266520 6653155727067782481 N\" width=\"582\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/442415900_842331131266520_6653155727067782481_n-582x800.jpg 582w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/442415900_842331131266520_6653155727067782481_n-745x1024.jpg 745w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/442415900_842331131266520_6653155727067782481_n-1117x1536.jpg 1117w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/442415900_842331131266520_6653155727067782481_n.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019arrivo alla Fortezza, l\u2019inserimento nella burocrazia militare, l\u2019avvio del rapporto coi commilitoni rievocano molto bene le sensazioni trasmesse dal romanzo. La grandezza di Buzzati \u00e8 di creare una metafora aperta in due direzioni: da un lato, quella dichiarata della metafora del grigiore della vita dell\u2019uomo moderno, intrappolato in una mediocrit\u00e0 d\u2019ufficio che egli sperimentava nel Corriere della Sera, ai gradi bassi della gerarchia. Dall\u2019altro, sullo sfondo l\u2019avvento reale (siamo nel 1940 quando egli compone il romanzo) dei \u201cTartari\u201d, la guerra guerreggiata, tanto desiderata a parole dai vent\u2019anni di fascismo quando percepita da molti come tempesta devastante, come fu, al suo arrivo. Buzzati non sottoline\u00f2 mai molto questa componente, ma il lettore che la conosce non pu\u00f2 non percepirne il peso, nel racconto di una societ\u00e0 burocraticamente militare, con le sue assurdit\u00e0 spesso crudeli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Anche perch\u00e9 Buzzati le inserisce, queste atroci sciocchezze della burocrazia stolida e in fondo crudele; e Medda le accentua, rafforzando gli episodi che la confermano e aggiungendone di nuovi. Certo, anche per necessit\u00e0 narrativa, dove il fumetto deve sedurre di pi\u00f9 il lettore con l\u2019affabulazione, specie se con una matrice popolare (in senso alto) come quello Bonelli, anche da libreria. Ma, a mio avviso, anche con l\u2019effetto di rendere meno bonaria la bonaccia soffocante della Fortezza. La figura del Capitano Mentana, in modo non unico, riassume con pi\u00f9 forza qui questa funzione (notiamo un altra finezza visiva a p. 30: il suo balloon, colmo di riprovazione per il \u201cdisonore\u201d che affligge la vita militare moderna, sembra schiacciare il giovane Drogo, non ancora ufficialmente vittima dei suoi strali, spingendolo quasi verso il dipinto, significativamente, delle folli fatiche di Sisifo).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Ancora, in questo bilanciamento particolarmente equilibrato tra Medda e Frisenda, se Medda riesce a vivacizzare il testo, come \u00e8 necessario (trasposta puntualmente, la fissit\u00e0 testuale del Deserto, perfetta in romanzo, non funzionerebbe a fumetto allo stesso modo), Frisenda restituisce la lentezza anche estenuante della Fortezza, il suo tempo immutato pur nell\u2019accadere di eventi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Come richiesto apertamente dagli autori, e come evidente a qualsiasi lettore avveduto, \u00e8 un fumetto che richiede una degustazione lenta (e pi\u00f9 ritorni alla lettura e alla visione soprattutto). Non solo per cogliere i rimandi in chiave \u201ccitazionistica\u201d (cosa che comunque \u00e8 interessante e stimolante, e che qui si sono annotati solo in misura minima) ma proprio per fruire nel modo corretto l\u2019opera e perderci anche noi nella Bastiani. Si pu\u00f2, ovviamente, leggere il volume come un Bonelli \u201cmoderno\u201d, ovvero con un ritmo veloce: ma si percepisce che sarebbe errato come guardare un film col fast forward sul registratore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Certi Dylan Dog, per dire, richiedono una prima lettura veloce, da \u201cfilm horror\u201d e una rilettura alla ricerca delle \u201ccitazioni\u201d di Sclavi o degli sceneggiatori pi\u00f9 brillanti, Medda fra questi. E lo stesso vale, mutate alcune cose, per Nathan Never. Ma qui non basta rileggere: \u00e8 proprio la lettura \u2013 specie la prima, l\u2019immersione pi\u00f9 \u201cingenua\u201d nel testo \u2013 che richiede la lentezza per essere davvero degustata (col sottile distinguo che in un film l\u2019autore ce la impone \u201cd\u2019imperio\u201d, nel ritmo narrativo: qui la nostra collaborazione \u00e8 richiesta in modo pi\u00f9 palese).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Un aspetto che ho sempre ammirato di Medda sceneggiatore, anche nei pi\u00f9 riusciti lavori popolari (in particolare, a mio avviso, su Nathan Never) \u00e8 la capacit\u00e0 di rendere un concetto, un\u2019atmosfera con una minima nuance. Ad esempio, in un fumetto di militari in attesa estenuante del proprio destino era quasi d\u2019obbligo una citazione a Pratt, ma Medda la inserisce con una sfumatura minima (che ha rivelato in un suo scritto), impercettibile: l\u2019omaggio c\u2019\u00e8 ma qui non deve divenire citazionismo, distrarre il lettore dal flusso narrativo. E, tuttavia, \u00e8 sottile ma rilevante, perch\u00e9 quell<strong>\u2019\u201dObbedisco ma protesto\u201d,<\/strong> al di l\u00e0 dell\u2019aneddoto retrostante che Medda racconta, dice molto dell\u2019antimilitarismo di <strong>Pratt<\/strong> (e, in modo importante, sottolinea la dirittura morale di Drogo, evitando di appiattirlo su una figura di inetto).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Brillante \u00e8 anche il modificare il nome di Filimore in Fillmore, per accentuare l\u2019idea di un comandante dal nome inglese (anche Filimore \u00e8 inglese, comunque). In questo modo la Fortezza appare una \u201cfortezza Europa\u201d, essendovi nomi italiani, mitteleuropei (come normale nelle opere di Buzzati, bellunese di origine) e francesi (\u201cMorel\u201d, con un\u2019eco dei \u201cMiracoli di Via Morel\u201d, altra opera buzzatiana che gioca al confine tra fumetto, illustrazione e racconto). Il che accentua l\u2019idea di descrivere una condizione dell\u2019uomo occidentale, gi\u00e0 presente e sorprendente nell\u2019opera di Buzzati (in un momento storico in cui inglesi, francesi, italiani e tedeschi erano divisi nell\u2019orrore della seconda guerra mondiale). Medda la sottolinea, con un semplice cambio consonantico.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3669 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/439102317_986290919592023_1910130619590271940_n-582x800.jpg\" alt=\"439102317 986290919592023 1910130619590271940 N\" width=\"582\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/439102317_986290919592023_1910130619590271940_n-582x800.jpg 582w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/439102317_986290919592023_1910130619590271940_n-745x1024.jpg 745w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/439102317_986290919592023_1910130619590271940_n-1117x1536.jpg 1117w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/05\/439102317_986290919592023_1910130619590271940_n.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Tutta l\u2019opera \u00e8 punteggiata di tali messaggi simbolici, dal dipinto che sormonta il tavolo ufficiali (<strong>&#8220;Le illusioni perdute&#8221; di Charles Gleyre<\/strong>) e la frase misteriosa \u201c<strong>Nankurunaisa<\/strong>\u201d. Anche il fatto che il \u201cregno del Nord\u201d si modifichi in una \u201crepubblica del Nord\u201d a suo modo ha una funzione, accentuando il contrasto tra il vecchio nemico, i tartari del titolo, mitologici, e la guerra pi\u00f9 prosaica che si annuncia con piccole microevoluzioni nella seconda parte del romanzo. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Giunti alla met\u00e0 circa del testo, prende rilievo l\u2019intreccio delle vicende personali dei singoli ufficiali, cui Medda d\u00e0, come detto, maggiore tridimensionalit\u00e0 rispetto a Buzzati, costruendo un intreccio complesso di scavo psicologico che sostiene, con le varie microstorie, la ripetitivit\u00e0 intenzionale dell\u2019opera originale. Egli inoltre trova il modo di inserire in modo significativo Drogo in queste vicende, lasciato pi\u00f9 sullo sfondo o ignorato da Buzzati per interi capitoli. Un inserimento coerente: Drogo rimane un osservatore, non agisce, non per vigliaccheria ma per la sua estenuante attesa del momento giusto, dell\u2019occasione destinata a sfumare. Il fatto che Frisenda e Medda insieme evochino Ken Parker e Nathan Never per certi versi aggiunge, volendo, un particolare senso alla cosa, perch\u00e9 si tratta di due fumetti spesso \u201ccorali\u201d, dove l\u2019eroe non si limita che a fare da fil rouge a storie differenti che si intrecciano (e, per certi versi, Drogo, antieroe, fallimentare ma non inetto novecentesco, \u00e8 pi\u00f9 parente di Never e Parker di quanto lo sia agli inetti letterari a tutto tondo, da Mattia Pascal a Zeno Cosini, nella sua tensione ad essere un eroe frustata dalle condizioni e dai fatti).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il <strong>reincontro con il ritratto di Scipioni<\/strong> verso la met\u00e0 dell\u2019albo lo mostra in un dipinto meno eroico della scultura (non a caso, in una vignetta segnata da <strong>Giano Bifronte<\/strong>, a indicare la doppiezza dell\u2019ideale eroico, tra mito e realt\u00e0) e segna forse un altro passaggio nella disillusione di Drogo che nella seconda met\u00e0 del volume, come nell\u2019originale, si accentua e giunge alla consapevolezza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Le cose poi iniziano a precipitare, per i comprimari pi\u00f9 rilevanti e infine anche per Drogo, in una lenta discesa fino all\u2019inevitabile fine. Medda, oltre a un evidente <strong>Caronti<\/strong> (il nome dato al soldato che accompagna Drogo nel suo viaggio verso la citt\u00e0, per curarsi, con chiaro simbolismo della fine imminente) aggiunge anche il tema di un superamento tecnologico: nell\u2019andare verso la morte Drogo vede per la prima volta un\u2019automobile. Il mondo militare che lui conosce, quello tardo ottocentesco, sta finendo. Una nota non presente in Buzzati, ma che, di nuovo, aggiunge una sfumatura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Insomma, come ho cercato di mostrare qui, un testo fumettistico che riprende un testo letterario difficile e complesso e non solo riesce ad adattarlo correttamente, ma riesce ad aggiungere alcune sfumature di senso che non contraddicono l\u2019opera originale, ma l\u2019arricchiscono e donano una specificit\u00e0 alla nuova opera che \u00e8 nata dall\u2019adattamento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Se a Medda va il merito di aver saputo adattare il testo con una serie di interventi, come si \u00e8 detto, particolarmente accurati, \u00e8 ancor pi\u00f9 l\u2019incredibile qualit\u00e0 del lavoro di Frisenda che prende tali spunti e li traduce in immagini raffinatissime e stratificate, ricche dei dettagli che abbiamo qui accennato e che contribuiscono alla ricreazione delle rarefatte atmosfere buzzatiane, invitando a un viaggio lento nel testo e inevitabili riletture per degustarlo appieno e apprezzarne al meglio le sfumature semantiche, come ogni vera opera d\u2019arte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Si tratta insomma, a mio avviso, di un\u2019opera non solo riuscita, ma destinata a restare e creare \u2013 perlomeno a livello italiano &#8211; un modello, molto alto, per l\u2019adattamento letterario a fumetti in quest\u2019era matura del medium.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Altre risorse sul &#8220;Deserto dei Tartari&#8221; a fumetti:<\/strong><\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pasqfree.wixsite.com\/ilmiosito-1\/post\/attraversando-il-deserto-dei-tartari?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAAR2mio8CoVcxywiLEXLaV7r86ypL1EQflNmFnD59y1Tc0cg67Nuehiqzp7U_aem_ARUyZnU__tPigrxuTCe3VMvYlkr-o8Sj3eL5qxzVXCjG1AGAnf2o6maNF5F_Xa3bW_7xiK_hzBfNhxEKrCCL3hjo\">Attraversando il deserto dei Tartari (pasqfree.wixsite.com)<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/michelemedda.blogspot.com\/2024\/05\/cinque-cose-che-non-sapevi-sul-nostro.html?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR1IugHPuzeQ0z6o_P4ku_JMM7bC95o_fKr_KZcqHlEgXL94c_oxyp7ejO0_aem_ARUeGC36kCxjj7UFXFEJq11tPRN90YHsHzLoZ9UGgqgua38AhNcZZ5EYyFVWGQuUIeQZShZly-ecV_bNsg_vbW9I\">FUORI CAMPO &#8211; il blog di Michele Medda: CINQUE COSE CHE NON SAPEVI SUL &#8220;NOSTRO&#8221; DESERTO DEI TARTARI<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il deserto dei Tartari, il pi\u00f9 celebre romanzo di Dino Buzzati, \u00e8 stato trasposto in fumetto per Bonelli da due autori del calibro dello sceneggiatore Michele Medda e del disegnatore Pasquale Frisenda, con un progetto dalla lunga gestazione, avviato nel 2019, di cui ora si vedono i frutti. Il lavoro mi pare particolarmente significativo, tra i migliori romanzi a fumetti emersi negli ultimi anni (o \u201cgraphic novel\u201d, ma gli autori, specialmente Frisenda, prediligono \u2013 come anch\u2019io, del resto &#8211; il termine tradizionale). Un\u2019opera tradizionale anche nella scelta artistica di Frisenda, determinante come vedremo nella riuscita dell\u2019opera: si tratta infatti<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":3659,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Il Deserto dei Tartari di Medda e Frisenda - Come un romanzo","description":"&nbsp; Il deserto dei Tartari, il pi\u00f9 celebre romanzo di Dino Buzzati, \u00e8 stato trasposto in fumetto per Bonelli da due autori del calibro dello sceneggiatore Mi"},"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[324,520,172,519,518],"class_list":["post-3658","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto","tag-bonelli","tag-deserto-dei-tartari","tag-dino-buzzati","tag-michele-medda","tag-pasquale-frisenda"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3658","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3658"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3658\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3659"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3658"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3658"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3658"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}