{"id":3597,"date":"2024-04-26T17:10:24","date_gmt":"2024-04-26T15:10:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=3597"},"modified":"2024-06-08T12:30:17","modified_gmt":"2024-06-08T10:30:17","slug":"nevio-zeccara-e-il-lovecraft-del-giornalino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/nevio-zeccara-e-il-lovecraft-del-giornalino\/","title":{"rendered":"Nevio Zeccara e il Lovecraft del &#8220;Giornalino&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3599 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/cover.png\" alt=\"Cover\" width=\"460\" height=\"667\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Su questo blog, dove mi occupo del rapporto tra letteratura e fumetto, mi \u00e8 capitato spesso di parlare di <strong>H.P. Lovecraft<\/strong> (vedi <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?s=lovecraft\"><strong>qui<\/strong><\/a>). Il \u201csolitario di Providence\u201d, infatti, ha avuto un\u2019influenza enorme sulla cultura pop degli anni seguenti, influenzando profondamente anche il fumetto. Numerosi gli adattamenti delle sue opere, cos\u00ec come le citazioni e l\u2019influsso pi\u00f9 sfumato. In particolare, sono stati \u201cNeonomicon\u201d e \u201cProvidence\u201d di Alan Moore a costituire una meta-riflessione sull\u2019influenza di Lovecraft e anche sulle sue contraddizioni. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Ma le storie di questo volume di <strong>Nevio Zeccara<\/strong>, meritoriamente edito da <strong>Allagalla<\/strong> (<a href=\"http:\/\/www.allagalla.it\/catalogo\/biblioteca-allagalla\/storie-h-p-lovecraft\/\"><strong>qui<\/strong> <\/a>la scheda-opera sul sito dell&#8217;editore)<\/span><span style=\"font-size: large;\">hanno un valore particolare, e non solo perch\u00e9, per me come per molti della mia generazione, hanno la valenza di una \u201cmadaleine\u201d proustiana dalla nostra infanzia e adolescenza. Le storie di Zeccara sono infatti apparse sul <strong>\u201cGiornalino\u201d delle Edizioni Paoline<\/strong>, gloriosa testata del fumetto italiano sorta nel 1924 e tutt\u2019ora edita, per quanto oggi in una forte decadenza di vendite e di valorizzazione, che vede anche sostanzialmente ignorato un centenario importante, anche a partire dall\u2019editrice stessa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Le Edizioni Paoline, come noto, costituiscono la principale realt\u00e0 editoriale italiana di ambito cattolico, editore anche di <strong>\u201cFamiglia Cristiana\u201d<\/strong>, oggi forse meno rilevante di un tempo nel progressivo declino del mondo confessionale nella sfera pubblica, ma un tempo assolutamente centrale. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Non pu\u00f2 quindi che colpire, a un primo livello, la pubblicazione di un\u2019opera di Lovecraft, che indubbiamente non sembrerebbe rientrare nelle letture pi\u00f9 vicine al mondo cattolico, almeno nella sua percezione immediata nell\u2019immaginario collettivo. Lovecraft \u00e8 infatti autore segnato da un lucido nichilismo: il suo cosmo \u00e8 notoriamente un universo disperante, dominato da divinit\u00e0 aliene totalmente estranee all\u2019umano, prossime a risvegliarsi con conseguenze devastanti per l\u2019umanit\u00e0, finora vissuta in una beata ignoranza. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Proprio questa visione, sviluppata magistralmente, <\/span><span style=\"font-size: large;\">rende l\u2019orrore cosmico di Lovecraft assolutamente innovativo alla sua apparizione, dagli anni \u201810 agli anni \u201830, dove si muove su <strong>Weird Tales<\/strong> e dintorni fino alla morte precoce nel 1937. Uno scrittore di primo piano come il francese <strong>Houellebecq<\/strong>, di posizioni dichiaratamente anticlericali secondo una lunga tradizione di ruvido illuminismo francese, ha riconosciuto nei suoi scritti l\u2019importanza di Lovecraft tra i maggiori autori del \u2018900, sottostimato dalla critica per una sostanziale, generale sottovalutazione del fantastico che ancora perdura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">La pubblicazione di Lovecraft sul Giornalino dei Paolini \u00e8 quindi un caso estremamente interessante sotto il profilo della storia editoriale, che si giustifica, come vedremo, sia per l\u2019apertura mentale dei Paolini, sia per le accurate e intelligenti scelte di Nevio Zeccara qui autore completo.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3600 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/1-565x800.png\" alt=\"1\" width=\"565\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/1-565x800.png 565w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/1-724x1024.png 724w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/1.png 817w\" sizes=\"auto, (max-width: 565px) 100vw, 565px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><b>I Paolini<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Come detto, i Paolini vennero fondati da don <strong>Giacomo Alberione<\/strong>, <strong>sacerdote cuneese nato a Fossano nel 1884<\/strong>, vissuto e operante tra Bra, Cherasco, Alba e Narzole, nell\u2019area delle Langhe. Ordinato nel 1907, si volge al giornalismo come nuova incarnazione della predicazione alle genti di San Paolo, cui dedica il suo ordine. Fonda le prime riviste nel 1912, la societ\u00e0 di San Paolo nel 1914, e nel 1924 (prima di Famiglia Cristiana, del 1931) appare il primo numero de \u201cIl Giornalino\u201d. Sono, curiosamente, gli stessi anni in cui Lovecraft, classe 1890, muove i suoi passi nelle riviste del weird americano, in primis <strong>Weird Tales<\/strong>, con i suoi primi potenti racconti. Nel 1913 le sue prime lettere alle riviste pulp, con interventi critici sul genere, che conducono poi ai primi racconti, composti dal 1904 in poi nelle loro prime versioni (del 1917 il celebre <strong>Dagon<\/strong>, che inizia il ciclo di Chtulhu). Nel 1924, quando nasce il Giornalino, Lovecraft si sposa con <strong>Sonia Greene<\/strong>, si sposta a New York, che odier\u00e0, e pone le basi del primo nucleo del \u201c<strong>Lovecraft Circle<\/strong>\u201d, un gruppo di corrispondenti letterari, molti dei quali poi a loro volta scrittori, che ne fonder\u00e0 la ricca eredit\u00e0 letteraria.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3601 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/2-565x800.png\" alt=\"2\" width=\"565\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/2-565x800.png 565w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/2-723x1024.png 723w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/2.png 815w\" sizes=\"auto, (max-width: 565px) 100vw, 565px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><b>Il Giornalino<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">La data di nascita del \u201cGiornalino\u201d nel <strong>1924<\/strong>, un secolo fa, \u00e8 legata anche al particolare momento storico. Il fascismo ha preso il potere nel 1922 con la Marcia su Roma, nel 1923 con la riforma Gentile ha iniziato il suo controllo sulla scuola, e iniziato anche la pubblicazione de <strong>\u201cIl Balilla\u201d (1923)<\/strong> per i giovani. Il Giornalino nasce per contrastare questa concorrenza nell\u2019educazione giovanile, prima saldamente nelle mani della chiesa. All\u2019inizio la matrice \u00e8 molto confessionale, ma nel <strong>1937<\/strong> ha un primo restyling che lo avvicina al Corriere dei Piccoli, l\u2019ammiraglia laica delle testate per ragazzi. Nello stesso anno apre anche il <strong>Vittorioso delle Edizioni Ave<\/strong>, in ambito cattolico, rivolto al pubblico adolescenziale. Lo stesso anno, Lovecraft convola nel nulla cosmico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Nel dopoguerra il Giornalino inizia a dare sempre pi\u00f9 spazio ai fumetti, e negli anni \u201860 aumenta la foliazione e negli anni \u201870 introduce numerosi fumetti avventurosi, cercando di fare una concorrenza pi\u00f9 serrata alle testate laiche, assorbendo anche numerosi autori de <strong>Il Vittorioso, la testata cattolica giunta a chiusura nel 1970<\/strong>. Nel 2013 tuttavia, per molti fattori, incluso un calo di successo della testata nel contesto della generale crisi del fumetto popolare italiano, avviene un restyling che rende il Giornalino una testata rivolta al pubblico infantile, e non pi\u00f9 adolescenziale come era divenuto nei \u201870.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Ma quando Zeccara pubblica le sue storie la testata \u00e8 ancora al massimo del suo successo. Il successo del Giornalino si fondava, andando in modo necessariamente sintetico, su tre grandi filoni molto articolati tra loro: <strong>serie umoristiche<\/strong> di tipo prevalentemente comico-avventuroso, di cui l\u2019ammiraglia era indubbiamente Pinky (1973) di Mattioli, membro dell\u2019avanguardia Cannibale con Pazienza, Tamburini, Liberatore e Scozzari. La serie, divertentemente surreale, mostrava gi\u00e0 questo elemento di laicit\u00e0 propria della testata nella sua fase anni \u201870 e oltre. Anche Jacovitti, l\u2019autore iconico del Vittorioso, vi port\u00f2 il suo Zorry Kid. Inoltre, molte serie del fumetto franco-belga, collocabili in un ambito comico-avventuroso, potevano rientrare in questo filone, come Asterix, Lucky Luke, i Puffi. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Altro filone erano le <strong>serie avventurose<\/strong>, che andavano a occupare tutti i potenziali generi del fumetto, replicando in rivista lo stile de \u201cIl genere attraverso i generi\u201d proprio di Bonelli, ma applicato alla rivista. Abbiamo quindi Larry Yuma (1970) di Nizzi e Boscarato che va a occupare il western, guardando a Sergio Leone pi\u00f9 che a Tex; il poliziesco \u201cRosco e Sonny\u201d, ben prima del Nick Raider bonelliano, e cos\u00ec via. Esistevano anche storie autoconclusive, ma naturalmente il personaggio ricorrente ha una notevole forza attrattiva maggiore, nel fumetto popolare. Curiosamente, per la laicit\u00e0 del Giornalino, fumetti di tema religioso erano presenti ma con relativa discrezione, con storie della Bibbia o biografie religiose inserite in modo tutto sommato sporadico, e sempre cercando un taglio originale e &#8220;laico&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Infine, un terzo filone importante era quello degli <strong>adattamenti letterari<\/strong>. Infatti, fin dagli anni \u201840 americani, con la serie \u201cClassics Illustrated\u201d, essi hanno il duplice vantaggio di recuperare una storia di sicura presa, dal romanzo popolare (come \u201cI tre moschettieri\u201d, o le opere di Verne, e cos\u00ec via) ma allo stesso tempo di \u201cnobilitare\u201d il medium fumetto, presentandolo agli occhi degli educatori come un veicolo istruttivo. Ci\u00f2 era particolarmente importante, in Italia, per riviste \u201ceducative\u201d come \u201cIl Corriere dei Piccoli\u201d e ora \u201cIl Giornalino\u201d (che beneficiava inoltre di un importante canale di vendita diretta in parrocchia). <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">In questi due filoni si inserir\u00e0 con grande successo Zeccara, disegnatore dal segno realistico, andando a coprire alcuni ambiti \u201cstrategici\u201d per il Giornalino d\u2019allora.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3602 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/3-564x800.png\" alt=\"3\" width=\"564\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/3-564x800.png 564w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/3-721x1024.png 721w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/3.png 815w\" sizes=\"auto, (max-width: 564px) 100vw, 564px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><b>Zeccara<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Nevio Zeccara era nato a Rovigo nel 1924, nell\u2019anno del Giornalino; negli anni \u201840 aveva lavorato per lo studio Boccasile, rinomato e autore anche delle pi\u00f9 note immagini di propaganda del regime fascista. Nel 1947 l\u2019esordio sul Vittorioso, dove nel 1952 si specializza in storie d\u2019aviazione. Dal 1961 lavora per il mercato straniero realizzando tra l\u2019altro serie prestigiose come quelle di <strong>Star Trek e The Twilight Zone<\/strong>. Nel 1971 inizia a collaborare col Giornalino, con <strong>\u201cGli Astrostoppisti\u201d<\/strong>, su sceneggiatura di Alfredo Castelli, il grande decano del fumetto italiano da poco scomparso. Da notare che il fumetto anticipa, con temi pressoch\u00e9 identici, \u201cGuida galattica per autostoppisti\u201d, che \u00e8 del 1979. Sua \u00e8 anche <strong>\u201cKriss Boyd\u201d<\/strong>, del 1976, come autore completo, con una fantascienza matura di ambientazione spaziale. Nel 1985 \u00e8 la volta de<strong> \u201cI fuggiaschi\u201d,<\/strong> storia di fantascienza profondamente matura nel suo tema anti-totalitario. In sostanza, Zeccara, nel suo tempo, si trova a \u201ccoprire\u201d un filone importante, quello fantascientifico, di cui le sue opere sono le pi\u00f9 iconiche (ci sono grandi eccezioni come, poco dopo, \u201cPaulus\u201d di De Luca, che per\u00f2 va in una complessa direzione di opera apologetica \u2013 rara nel Giornalino, contrariamente a quanto si potrebbe pensare \u2013 in chiave fantascientifica). Sono gli anni di enorme successo nell\u2019immaginario popolare, soprattutto giovanile, della fantascienza di Star Wars (1977) e delle serie giapponesi dei mecha (arrivati in Italia nel 1978); quindi le serie sci-fi sono indubbiamente importanti come richiamo per il Giornalino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Zeccara si occupa anche di storie del filone letterario: e anche in questo caso fa riferimento all\u2019ambito fantascientifico. Nel 1984 per l\u2019appunto adatta <strong>\u201cRobur Le Conquerant\u201d<\/strong> di Jules Verne, opera su una complessa figura di eroe positivistico ma tormentato. In seguito si occuper\u00e0 anche del Mondo Perduto di <strong>Conan Doyle<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3603 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/love-800x800.jpg\" alt=\"Love\" width=\"800\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/love-800x800.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/love.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">E, appunto, queste opere di Lovecraft. La citt\u00e0 sotto i ghiacci (1989), Il miraggio dello sconosciuto Kadath (1990), La casa nella nebbia, I gatti di Ulthar e Il colore venuto dallo spazio (1998)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Come spiegano <strong>Roberto Guarino e Matteo Pollone<\/strong> nell\u2019introduzione, il culto di Lovecraft datava per il Zeccara artista fin dagli anni \u201850, con tentativi di adattare \u201cThe Festival\u201d del 1923 (un anno prima della nascita sua e del Giornalino). Una passione privata, accolta con relativo scetticismo dalle riviste, come conferma anche il figlio <strong>Paolo Zeccara<\/strong> nel suo intervento. Egli ipotizza addirittura che, tra virgolette, il padre abbia in qualche modo \u201cricattato\u201d l\u2019editore, usando la sua lunga e preziosa collaborazione come leva per imporre un autore che, in effetti, \u00e8 lontano dalla sensibilit\u00e0 del Giornalino, pur nelle aperture di quegli anni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">E che la cosa derivi da una ossessione \u2013 sottilmente lovecraftiana gi\u00e0 in s\u00e9, forse\u2026 &#8211; di Zeccara \u00e8 confermato dall\u2019essere Lovecraft autore difficilissimo a trasporre. Verboso, concettoso, privo quasi di dialoghi, basato su una seduzione incentrata in modo riconosciuto da tutti sul concetto di \u201cindicibile\u201d, la traduzione in immagini \u00e8 difficile. Specie se, prima difficolt\u00e0, si va a operare su una testata di fumetto cattolico dove, naturalmente, non si pu\u00f2 ricorrere alla seduzione dell\u2019orrore visivo pi\u00f9 esplicito. Ad esempio, pur in un\u2019opera comunque riuscita, \u00e8 il trucco cui ricorre con generosit\u00e0 Alan Moore \u2013 e Jacen Burrows, il disegnatore \u2013 nel ciclo del Neonomicon, dove l\u2019orrore lovecraftiano \u00e8 corroborato da Moore, in un opera derivata e non in un adattamento, da un orrore \u201cveristico\u201d di sette depravate, riti osceni, incesti e quant\u2019altro, giocando su un non-detto inquietante (Moore \u00e8 comunque magistrale) ma in qualche modo deviando (anche volutamente) dal fulcro dell\u2019orrore lovecraftiano, che \u00e8 sempre puramente cosmico (ci sono orrori concreti, come omicidi rituali e simili, ma \u00e8 vistoso al lettore che non sono il punto cruciale).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3604 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/love1-800x800.jpg\" alt=\"Love1\" width=\"800\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/love1-800x800.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/love1.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Altra difficolt\u00e0 per Zeccara \u00e8 il dover comunque adottare un linguaggio di grande leggibilit\u00e0, in una testata popolare per ragazzi: quindi il segno deve mediare, da solo, l\u2019inquietudine di Lovecraft, ma al tempo stesso non pu\u00f2 farsi troppo ostico, troppo oltranzista. Come riconosce anche <strong>Stefano Franceschini<\/strong> nella sua introduzione, l\u2019operazione \u00e8 riuscita, e Zeccara \u201cdimostra la virtuosa capacit\u00e0 nel tradurre in immagini il catalogo di strategie letterarie che Lovecraft impiega per dare voce al nichilismo cosmico caratteristico delle sue storie.\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Per paradosso, potremmo dire che Zeccara riesce non nonostante, ma proprio perch\u00e9 gioca con un braccio legato dietro la schiena: le difficolt\u00e0 oggettive dell\u2019adattamento stimolano soluzioni non banali, sottili come l\u2019angoscia che Lovecraft deve trasmettere. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Non \u00e8 forse un caso che si inizi con <strong>\u201cLa citt\u00e0 sotto i ghiacci\u201d (1989),<\/strong> che \u00e8 quello ancora pi\u00f9 incasellabile nella fantascienza d\u2019antan, anche se l\u2019esplorazione labirintica del sottosuolo ghiacciato restituisce perfettamente le sensazioni del racconto originario in un procedere claustrofobico della narrazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><strong>Il Miraggio dello sconosciuto Kadath,<\/strong> tuttavia, \u00e8 apertamente onirico, e un onirico non certo rasserenante. La penetrazione di Zeccara nelle sorprendenti invenzioni di Lovecraft rende particolarmente vivida questo viaggio mentale \u2013 ma concretissimo \u2013 del protagonista. Il suo Nyarlathothep, il Caos Strisciante di Lovecraft, \u00e8 reso pi\u00f9 inquietante dall\u2019essere all\u2019apparenza un araldo non malevolo, azzurro-vestito come convenzionalmente il Virgilio dantesco. Ci\u00f2 rende per paradosso sottilmente pi\u00f9 disturbante il viaggio inquieto di Randolph Carter, \u201cl\u2019uomo sognatore che ambisce a raggiungere il sommo bene\u201d, nell\u2019introduzione, in modo direi cautelativo (rinforzando il parallelo col pellegrino dantesco). Anche il fatto che l\u2019orrore resti sullo sfondo \u00e8 pi\u00f9 inquietante. Moore in Neonomicon ci mostra i \u201criti innominabili\u201d, e per quanto sia il massimo narratore esoterico dei nostri tempi, narrandoli gli toglie qualcosa della loro inquietudine (cosa che in lui ha un che di intenzionale, per desacralizzare Lovecraft che gli \u00e8 inviso politicamente, non del tutto a torto naturalmente). Invece, il passaggio dei due viandanti davanti agli altari sacrificali di pagina 75 crea un brivido particolare nel lettore, proprio perch\u00e9 a lui spetta immaginare il sacrificio che hanno chiaramente ospitato \u201cnello spazio bianco\u201d del fumetto.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3605 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/love2-800x800.jpg\" alt=\"Love2\" width=\"800\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/love2-800x800.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/love2.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong><span style=\"font-size: large;\"><strong>La casa nella nebbia\u201d<\/strong> \u00e8 forse l\u2019unico che sfugge a questa equazione: uno dei racconti meno cupi di Lovecraft gi\u00e0 in partenza, incentrato su un fantastico benevolo. L\u2019edulcorazione inoltre appare pi\u00f9 forte, in una serenit\u00e0 del segno e del colore che volgono la storia nei puri reami del fiabesco.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Ma <strong>I Gatti di Ulthar<\/strong> tirano invece qualche ulteriore sgraffiata. Il setting medioevaleggiante fa si che la scelta di colori luminosi e leggeri siano in qualche modo meno rassicuranti, anche perch\u00e9 interrotti da qualche vignetta pi\u00f9 cupa che contrappunta. A p.100, quando il ragazzo prega, e non \u00e8 chiaro \u201ca chi\u201d sia rivolta la preghiera, appare un elemento forte di cupezza, rinforzato dal carro pagano dei girovaghi che lascia Ulthar a 101. E il monumento a p. 106, che non \u00e8 puramente egizio, ma di un altrove pagano ed alieno, alla Lovecraft appunto, \u00e8 la giusta chiusa della narrazione.<\/span><\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong><span style=\"font-size: large;\"><strong>Il colore venuto dallo spazio\u201d<\/strong> chiude adeguatamente questa serie, breve ma non brevissima, con uno dei racconti pi\u00f9 inquietanti del maestro di Providence, che fin dal titolo evoca l\u2019incidibilit\u00e0 del visitatore extraterrestre. Di nuovo, valide le annotazioni di Franceschini, che spiega come qui le censure di Zeccara si facciano pi\u00f9 forti, a suo avviso per mantenere una maggiore credibilit\u00e0 e per la difficolt\u00e0 della narrazione di rendere \u201cl\u2019indicibile\u201d. Ma anche, probabilmente, per il contesto cattolico, dove il racconto \u00e8 particolarmente vicino all\u2019horror. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Chiudono la bella pubblicazione alcune illustrazioni, l\u2019incompleta e meravigliosa \u201c<strong>La celebrazione\u201d<\/strong>, e la breve <strong>\u201cL\u2019evocazione\u201d<\/strong>, non del ciclo del Giornalino ma con omaggio lovecraftiano evidente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Insomma, una raccolta di pregio che ci presenta quello che \u00e8, a mio avviso, sicuramente un unicum nel fumetto italiano, un Lovecraft che penetra nel sacrario del Giornalino cattolico, amalgamandosi benissimo. \u00c8 un peccato che Zeccara non abbia \u2013 o non abbia potuto \u2013 adattare storie col Necronomicon, perch\u00e9 sarebbe stato bello poter acquisire, da bambino, una copia spuria (come tutte) del pi\u00f9 pericoloso testo esoterico di tutti i tempi con la benedizione del parroco, nel distributore al fondo della chiesa.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3606 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/love3-800x800.jpg\" alt=\"Love3\" width=\"800\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/love3-800x800.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2024\/04\/love3.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\"><b>Abbiamo parlato di:<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Storie di H.P. Lovecraft<\/span><\/p>\n<p>\u20ac <span style=\"font-size: large;\">30,00<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Disegnatore: Nevio Zeccara<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Dimensioni: 21\u00d729,7 cm<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Copertina: cartonata<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Pagine: 168a colori<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Rilegatura: filo refe<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Prima ed.: 2024<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">ISBN: 9788896457719<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Su questo blog, dove mi occupo del rapporto tra letteratura e fumetto, mi \u00e8 capitato spesso di parlare di H.P. Lovecraft (vedi qui). Il \u201csolitario di Providence\u201d, infatti, ha avuto un\u2019influenza enorme sulla cultura pop degli anni seguenti, influenzando profondamente anche il fumetto. Numerosi gli adattamenti delle sue opere, cos\u00ec come le citazioni e l\u2019influsso pi\u00f9 sfumato. In particolare, sono stati \u201cNeonomicon\u201d e \u201cProvidence\u201d di Alan Moore a costituire una meta-riflessione sull\u2019influenza di Lovecraft e anche sulle sue contraddizioni. Ma le storie di questo volume di Nevio Zeccara, meritoriamente edito da Allagalla (qui la scheda-opera sul sito dell&#8217;editore)hanno un<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":3598,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Nevio Zeccara e il Lovecraft del \"Giornalino\" - Come un romanzo","description":"&nbsp; Su questo blog, dove mi occupo del rapporto tra letteratura e fumetto, mi \u00e8 capitato spesso di parlare di H.P. Lovecraft (vedi qui ). 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