{"id":321,"date":"2017-02-16T10:49:15","date_gmt":"2017-02-16T09:49:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=321"},"modified":"2018-03-18T22:10:19","modified_gmt":"2018-03-18T21:10:19","slug":"manzoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/manzoni\/","title":{"rendered":"Ogni Promessi \u00e8 debito: Manzoni a fumetti."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-322\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/02\/promessi_sposi_01_it-800x351.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"351\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/02\/promessi_sposi_01_it-800x351.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/02\/promessi_sposi_01_it.jpg 860w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Di recente, una bella mostra milanese dedicata ai <em>Promessi Sposi<\/em> (ne abbiamo scritto <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/197135-promessi-sposi-fumetti-wow-milano\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>) mi offre l&#8217;occasione per omaggiare anche qui sul blog la pi\u00f9 autorevole opera letteraria italiana, seconda solo alla Divina Commedia. Non fosse altro perch\u00e9, se la Commedia diletta gli studenti del triennio delle superiori, i Promessi sono la gioia degli allievi del biennio nelle scuole di ogni ordine e grado.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-324\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/02\/gonin-1.jpg\" alt=\"\" width=\"574\" height=\"534\" \/><\/p>\n<p>Il rapporto tra i Promessi e il fumetto ha un suo fondamento fin dalle origini. <strong>Alessandro Manzoni<\/strong> infatti, che desiderava ben pi\u00f9 dei venticinque lettori dichiarati con la sua classica ironia e finta umilt\u00e0, aveva tenuto molto al fatto che l&#8217;opera fosse illustrata dal bravo <strong>Francesco Gonin<\/strong> (1808-1889), che cre\u00f2 delle efficaci incisioni per l&#8217;edizione del 1840, quella definitiva, il pieno successo dell&#8217;opera dopo vent&#8217;anni di lenti rimaneggiamenti.<\/p>\n<p>Gonin \u00e8 illustratore, \u00e8 ovvio: ma l&#8217;efficacia narrativa delle sue tavole \u00e8 indubbia, come quella sopra che mostra il celeberrimo incipit della narrazione, dopo vaste divagazioni storiche e meta-letterarie.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-325\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/02\/1913.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"406\" \/><\/p>\n<p>Prima che fumetto, i <em>Promessi Sposi<\/em> sar\u00e0 un film di <strong>Eleuterio Rodolfi<\/strong>, nel <strong>1913<\/strong> (e moltissime altre volte in seguito, fino alle interpretazioni comiche del Trio e di altri, e financo ai video youtube degli Oblivion); come frequente, dal film saranno tratte delle cartoline &#8211; che la mostra succitata indaga e documenta &#8211; una nuova larvale &#8220;sequenzialit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-326\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/02\/magnesia-cover-800x484.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"484\" \/><\/p>\n<p>Le figurine disegnate per la Magnesia San Pellegrino da\u00a0<strong>Domenico Natoli\u00a0<\/strong>nel <strong>1953<\/strong> sono un ulteriore passo verso una versione disegnata. Ma negli anni &#8217;50 arriva anche una prima trasposizione a fumetto, sul Marc&#8217;Aurelio, quella di <strong>Vittorio Vighi<\/strong> (vedi <a href=\"http:\/\/www.vittoriovighi.it\/index.php?p=17\"><strong>qui<\/strong><\/a>), che \u00e8 forse la prima trasposizione fumettistica dell&#8217;opera. Curioso notare che Topolino aveva fin da subito trasposto Dante, mentre per Manzoni aspetter\u00e0 molto di pi\u00f9, e il primo adattamento non nasce su una rivista di fumetti per ragazzi, ma su una rivista di satira rivolta a un pubblico adulto, con un piglio decisamente dissacratorio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-335\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/02\/vighi.jpg\" alt=\"\" width=\"332\" height=\"480\" \/><\/p>\n<p>Forse &#8211; in modo anche inconscio &#8211; nasce anche il problema di non creare una &#8220;dissonanza cognitiva&#8221; nei giovani allievi che sono i destinatari dei fumetti per ragazzi: Dante lo affronteranno solo in seguito, mentre Manzoni lo leggono gi\u00e0 alle elementari, e mettere in burletta quello che la signora maestra narra in modo serio \u00e8 poco conveniente, almeno allora (Guareschi, che era Guareschi!, metter\u00e0 sempre un ossequioso <em>disclaimer<\/em> alla sua bonaria satira testuale di Cuore, riadattato ai turbolenti anni &#8217;40 del dopoguerra: &#8220;non vogliamo prendere in giro <em>Cuore<\/em>, ci \u00e8 troppo caro&#8230;&#8221;).<\/p>\n<p>Una trasposizione molto interessante, al limite tra albo a fumetti e libro illustrato, \u00e8 quella realizzata nel <strong>1966<\/strong>\u00a0dalle edizioni La Rondine come album di figurine. Come immagini sono utilizzate le incisioni originali del Gonin, colorizzate. Naturalmente non vi sono balloons, ma solo didascalie: ma di fatto quella che si \u00e8 montata \u00e8 molto simile a una tavola di fumetto. <a href=\"http:\/\/letteraturagrafica.over-blog.com\/article-protofumetti-di-oggi-i-promessi-sposi-supercarta-la-rondine-1966-108654285.html\"><strong>Qui<\/strong><\/a> si parla pi\u00f9 ampiamente di quest&#8217;opera, che va di nuovo nella direzione di un omaggio rispettosissimo, ben documentato con ampie schede sull&#8217;autore e sul contesto storico, e con l&#8217;aderenza massima che deriva dal riprendere l&#8217;iconografia &#8220;curata personalmente dal Manzoni&#8221;, si ribadisce sulle bustine.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-337\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/02\/promessi-6.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"796\" \/><\/p>\n<p>Il 1973, centenario della morte del Manzoni, \u00e8 forse lo stimolo a nuove opere. Nel <strong>1975<\/strong> \u00e8 la volta di <strong>I Prosposi Messi<\/strong> (se ne parla <a href=\"http:\/\/www.forcomix.com\/libri-a-fumetti\/i-prosposi-messi\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>), in stile jacovittiano, mentre a quanto so Jacovitti non ha mai trattato, tra i vari classici, direttamente questo.<\/p>\n<p>Una prima importante trasposizione disneyana invece\u00a0\u00e8 quella dei <em>Promessi paperi<\/em>, nel 1976:\u00a0sceneggiatura di <strong>Edoardo Segantini<\/strong>, disegni di <strong>Giulio Chierchini, <\/strong>un comico ribaltamento parodistico nella tradizione disneyana pi\u00f9 classica. Il matrimonio &#8220;s&#8217;ha da fare al pi\u00f9 presto&#8221;, non scoppia la peste ma le Poste di Milano (applicazione, sembra, dei cambi di vocale consigliati da Rodari per movimentare una storia) e cos\u00ec via. Aiuta il fatto che i personaggi sono tutti perfetti per essere comicamente &#8220;fuori parte&#8221;: Paperino \u00e8 uno sfaccendato mentre Renzo \u00e8 operoso, Paperina \u00e8 volitiva quanto Lucia remissiva, Paperone taccagno quanto Rodrigo dilapidatore, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-328\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/02\/3-585x800.jpg\" alt=\"\" width=\"585\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/02\/3-585x800.jpg 585w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/02\/3.jpg 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 585px) 100vw, 585px\" \/><\/p>\n<p>I topi arriveranno con pi\u00f9 di dieci anni di distanza, con i <em>Promessi topi<\/em>\u00a0(1989) di\u00a0<strong>Bruno Sarda<\/strong>, disegni di <strong>Franco Valussi<\/strong>. Il meccanismo \u00e8 simile: la storia \u00e8 forse pi\u00f9 fedele all&#8217;originale, per quanto ricca comunque di variazioni comiche, ma meno basata sul rovesciamento dei caratteri: Topolino \u00e8 un Renzo pi\u00f9 credibile, da personaggio volenteroso qual \u00e8, anche pi\u00f9 efficiente del protagonista originale, di cui \u00e8 di sicuro, nel suo universo narrativo, pi\u00f9 astuto.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 importante adattamento realistico \u00e8 sicuramente quello di <strong>Claudio Nizzi<\/strong> per i disegni di <strong>Paolo Piffarerio<\/strong>, realizzato sempre nel 1989 per il <em>Giornalino<\/em>, la principale testata cattolica a fumetti del periodo. L&#8217;adattamento \u00e8 fedele e preciso, nei testi come nei disegni: l&#8217;intento pedagogico \u00e8 decisamente prevalente, ma non va a scapito dell&#8217;efficacia narrativa. I disegni di Piffarerio sono decisivi nell&#8217;imprimere alla storia quella classica ironia manzoniana che la contraddistingue, grazie a uno stile lievemente caricato delle fisionomie dei personaggi: chi pi\u00f9, chi meno, ma senza risparmiare del tutto nessuno dei protagonisti (nemmeno Lucia, in qualche rara espressione sopra le righe, rendendola pi\u00f9 &#8220;viva&#8221;, in proporzione, della &#8220;madonnina infilzata&#8221; che \u00e8 nel romanzo). Lo stesso Manzoni narratore viene effigiato mentre narra, con ineffabile aplomb, le vicende dei suoi personaggi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-330\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/02\/ALAN_FORD_SPECIAL_SER16016-copia.jpg\" alt=\"\" width=\"372\" height=\"522\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-338\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/02\/magnus.jpg\" alt=\"\" width=\"364\" height=\"522\" \/><\/p>\n<p>In seguito, saranno frequenti soprattutto le variazioni comiche sui Promessi: il Giornalino far\u00e0 una versione con i Flintstones, ad esempio, e non mancano citazioni in altri albi disneyani. Una curiosit\u00e0: Piffarerio collabor\u00f2 a lungo anche con Alan Ford, e il fumetto di <strong>Max Bunker<\/strong> omaggi\u00f2 a sua volta il romanzo, in una parodia del <strong>1997<\/strong>, per i disegni per\u00f2 di <strong>Dario Perucca<\/strong>. Magnus, il grande fumettista connesso ai lavori di Bunker, realizz\u00f2 nel 1967 una pregevolissima edizione illustrata del capolavoro manzoniano, ma non fumettistica (vedi immagine qui sopra).<\/p>\n<p><strong>Marcello Toninelli,<\/strong>\u00a0di recente, ha invece reinterpretato nel suo stile l&#8217;opera del Manzoni (<strong>2016<\/strong>), dopo altri classici come Divina Commedia, Iliade, Odissea.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-336\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/02\/lucia.jpg\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"251\" \/><\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito realistico, per\u00f2, dopo il meritorio lavoro del <em>Giornalino<\/em> (e anche qui: quasi un omaggio doveroso, da parte del principale giornale cattolico per ragazzi) non vi sono state altre riscritture importanti. Spesso il lavoro in questo senso sui Promessi avviene come laboratorio didattico, facendo realizzare agli allievi il fumetto come momento didattico (<a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/114490-promessi-sposi-fumetto-unesperienza-didattica\/\"><strong>qui<\/strong> <\/a>un&#8217;esperienza molto alta da parte di Keiner Flug, ma non mancano &#8211; documentati in rete &#8211; anche esperimenti pi\u00f9 amatoriali ma comunque dignitosi o almeno volenterosi).<\/p>\n<p><strong>Guido Crepax<\/strong> (1993-2003) giunge tardi a Promessi Sposi, con un &#8220;commento visivo&#8221; all&#8217;opera (vedi <a href=\"http:\/\/www.ili-asso.com\/prome.html\"><strong>qui<\/strong><\/a>) pi\u00f9 che un vero fumetto. Sicuramente l&#8217;autore avrebbe potuto\u00a0non solo estrapolarne lo spirito gotico, come avverr\u00e0 &#8211; ora vedremo &#8211; su Dylan Dog, ma anche farne esplodere le represse contraddizioni erotiche. Il suo commento visivo \u00e8 del 2001, quindi una delle sue ultime produzioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-329\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/02\/19.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"502\" \/><\/p>\n<p>Concludo con quello che \u00e8 invece l&#8217;unico vero omaggio d&#8217;autore nel fumetto realistico, la riscrittura molto libera dell&#8217;opera operata da <strong>Paola Barbato<\/strong> per lo Speciale 19 di Dylan Dog, nel 2005. Il titolo, <strong>La peste<\/strong>, \u00e8 manzoniano, ma l&#8217;ambientazione decisamente moderna. I disegni sono quelli di <strong>Corrado Roi<\/strong>, che aveva gi\u00e0 illustrato <em>La morte rossa<\/em> nell&#8217;adattamento per Dylan Dog, perfetto, con le sue classiche spugnature, per una Londra nebbiosa che si pu\u00f2 confondere tra le brume con la Milano del gran finale manzoniano. Ci sono alcuni elementi, totalmente trasfigurati: un matrimonio contrastato, un Innominato, una pestilenza. Ci sono quindi i Monatti (fin dalla cover), c&#8217;\u00e8 la madre di Cecilia, resa inquietante il giusto.<\/p>\n<p>La Barbato riesce\u00a0in quest&#8217;albo a cogliere &#8211; sia pure in modo molto libero &#8211; quel che di gotico si cela nei <em>Promessi Sposi<\/em>, quello che aveva portato lo stesso Poe ad essere un grande estimatore del romanzo, specie ovviamente il finale sotto il dominio del morbo. In pi\u00f9, l&#8217;autrice riesce a fondere bene il gotico di Manzoni con il gotico di Dylan Dog, che ha il suo fondamento anch&#8217;esso in un morbo secentesco, quello che cerca invano di curare Xabaras.<\/p>\n<p>La Londra del Dylan di <strong>Tiziano Sclavi<\/strong> \u00e8 una Pavia mascherata, si \u00e8 spesso detto con qualche fondamento: qui la Barbato dimostra come c&#8217;\u00e8 anche molto di Milano, inevitabilmente: la Milano reale che ospita la Casa editrice, probabilmente, ma anche la remota Milano della peste di manzoniana memoria, che aleggia\u00a0nelle ricorrenti pestilenze di violenza, follia ed orrore che devastano l&#8217;Inghilterra dylaniata.<\/p>\n<p>L&#8217;editoriale (di <strong>Mauro Marcheselli<\/strong>?) \u00e8 un proclama di intenso odio scolastico per Manzoni; odio ironico, ma pur sempre genuino, pare di cogliere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-333\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/02\/DydMax11.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"330\" \/><\/p>\n<p>Nel <strong>2008<\/strong>, anche <strong>Giancarlo Marzano<\/strong> fa un Dylan Dog con qualche rimando manzoniano, almeno nel titolo: <em>Gli untori.\u00a0<\/em>Disegnato da <strong>Montanari e Grassani<\/strong>, l&#8217;albo riprende appunto il solo concetto di Untori, sviluppandolo in modo autonomo anche se tutto sommato coerente con le idee di Manzoni (pi\u00f9 ancora che nei <em>Promessi<\/em>, nella <em>Storia della colonna infame,\u00a0<\/em>opera storica connessa agli studi documentari per la realizzazione dell&#8217;opera).<\/p>\n<p>Una connessione labile, quindi, in questo caso: ma in fondo, il segno della sotterranea vitalit\u00e0 che i <em>Promessi<\/em> continuano ad esercitare, del debito che il fumetto ha con l&#8217;opera, a quasi duecento anni dalla sua prima apparizione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di recente, una bella mostra milanese dedicata ai Promessi Sposi (ne abbiamo scritto qui) mi offre l&#8217;occasione per omaggiare anche qui sul blog la pi\u00f9 autorevole opera letteraria italiana, seconda solo alla Divina Commedia. 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