{"id":2918,"date":"2022-11-26T15:36:40","date_gmt":"2022-11-26T14:36:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=2918"},"modified":"2022-11-26T15:36:40","modified_gmt":"2022-11-26T14:36:40","slug":"mattatoio-n-5-a-fumetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/mattatoio-n-5-a-fumetti\/","title":{"rendered":"Mattatoio N. 5, a fumetti."},"content":{"rendered":"
<\/p>\n Ultimamente sto cercando di tenere questo blog maggiormente focalizzato sul suo tema di riferimento, il rapporto tra letteratura e il fumetto. Questo comporta anche per\u00f2 una maggiore difficolt\u00e0 nel reperimento dei temi, anche se cerco ugualmente di mantenere il blog attivo con almeno un post al mese.<\/p>\n Per questo novembre c’\u00e8 per\u00f2 una segnalazione ottima e abbondante: l’uscita italiana, per Bompiani, nella sua stilosa collana “graphic novel” (non fumetto…) di “Mattatoio N.5” (1969) di Kurt Vonnegut.<\/p>\n <\/p>\n L’opera letteraria originale \u00e8 uno dei grandi classici della letteratura americana<\/strong>, la pi\u00f9 nota dell’eclettico autore, e uno dei testi-manifesto del pacifismo internazionale.<\/p>\n Sotto il profilo didattico che ci \u00e8 caro, \u00e8 un’opera molto interessante,<\/strong> e di indubbio valore per la proposta a una classe quinta: la sardonica fantascienza di Vonnegut – anche nell’autoironico alter ego Kilgore Trout – indaga uno degli orrori della seconda guerra mondiale che tendiamo a dimenticare, forse poich\u00e9 di parte americana: il tremendo bombardamento di Dresda, attuato a soli “fini psicologici” contro il nemico, colpendo obiettivi civili e distruggendo totalmente la “Firenze del Nord”.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Il sottotitolo, “La crociata dei bambini”, stabilisce un parallelo tra la guerra mondiale e la celebre,<\/strong> disastrosa crociata<\/strong> del 1212 (anche su questa \u00e8 stato realizzato un fumetto notevole<\/strong><\/a>, tra l’altro). Un modo per sottolineare la giovane et\u00e0 dei protagonisti, innocenti inviati al massacro spesso appena o non ancora maggiorenni, e anche per evidenziare la dimensione storica dell’orrore bellico.<\/p>\n Il fumetto \u00e8, nella sceneggiatura di Ryan North, fedele all’originale, che adatta con le tavole pulite, minuziose di Albert Monteys. <\/strong>Un segno preciso, elegante, blandamente cartoonistico, dalla linea sinuosa e morbida, che contrasta efficacemente con la crudezza dei temi trattati. Esattamente come fa l’ironia svagata, dal retrogusto hippie ma di acuminatezza incredibile, di Vonnegut, tanto pi\u00f9 caustica quanto all’apparenza dal tono leggero (in senso calviniano).\u00a0 Anche un certo retrogusto retr\u00f2, quasi anni ’50, del segno lo rende particolarmente efficace per questa storia.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Diverse le soluzioni originali,<\/strong> che mostrano grande consapevolezza del medium, come l’uso della strip per narrare il background dei protagonisti, o (vedi qui sopra) questa tavola che richiama i soldatini di carta da ritagliare, tipicissimi tra l’altro dei vecchi albi a fumetto. O, ancora (vedi pi\u00f9 sopra ancora) l’uso sapiente dello spazio bianco in numerose tavole, che fa parlare anche i “silenzi visivi”.<\/p>\n <\/p>\n
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