{"id":2801,"date":"2022-08-15T18:26:07","date_gmt":"2022-08-15T16:26:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=2801"},"modified":"2022-08-15T18:26:07","modified_gmt":"2022-08-15T16:26:07","slug":"sonno-domani-e-il-feuilletton-a-fumetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/sonno-domani-e-il-feuilletton-a-fumetti\/","title":{"rendered":"Sonno, “Domani” e il feuilletton a fumetti"},"content":{"rendered":"
<\/p>\n “La volont\u00e0, l’istinto e l’abilit\u00e0 dei nostri sensi. Elenco dei fatti avvenuti prima di un cruento omicidio in Via Gaspare Gozzi 21”<\/strong> \u00e8 il nuovo fumetto di Michela Rossi, in arte Sonno, ospitato sulle pagine di \u201cDomani\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n \u201cDomani\u201d \u00e8 un quotidiano che ha dimostrato uno specifico interesse per il fumetto con il suo supplemento \u201cDopodomani\u201d,<\/strong> curato appunto da Michela Rossi – “Sonno”<\/strong> <\/a>e con numerosi nomi della nuova wave del fumetto italiano, di cui abbiamo parlato a tempo debito:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n <\/p>\n I fumetti di Domani – Lorenzo Barberis (lospaziobianco.it)<\/a><\/span><\/span><\/span><\/p>\n Arriva il nuovo numero di \u201cDopoDomani\u201d, il mensile a fumetti di \u201cDomani\u201d \u2013 Lo Spazio Bianco<\/a><\/p>\n <\/p>\n Lo speciale attualmente \u00e8 stato rinominato direttamente \u201cDomani \u2013 Fumetti\u201d<\/strong> e continua a offrire un interessante spaccato di quanto si muove di innovativo sulla scena fumettistica.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Qui Michela Rossi – “Sonno”<\/strong> tenta un esperimento ancora diverso: un fumetto di media lunghezza pubblicato in otto puntate di quattro pagine ciascuna, a partire dal 14 agosto 2022, per una storia di complessive 32 pagine. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n Non una graphic novel<\/strong>, dunque, nel senso di \u201cromanzo a fumetti\u201d (per cui dobbiamo ipotizzare un cento pagine, secondo gli standard della narrativa romanzesca), ma un \u201cracconto lungo a fumetti\u201d<\/strong>.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n L’aspetto innovativo \u00e8 appunto la scelta di questa forma di “romanzo di appendice” fumettistico<\/strong>, che forse guarda anche al successo del graphic novel, inseguito anche da altre testate.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n La Stampa, su Tuttolibri<\/strong>, ospita degli adattamenti di romanzi a fumetti in due pagine (ne ho scritto qui<\/strong><\/a>) mentre il Corriere ospita su La Lettura<\/strong> delle storie brevi di due pagine denominate “graphic novel” in modo improprio. Qui \u00e8 la prima volta che si adotta un formato avvicinabile a una narrazione pi\u00f9 lunga.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Viene in mente, nella differenza radicale di storie, un modulo di lunghezza<\/strong> paragonabile usata nel fumetto bonelliano quando al \u201cromanzo a fumetti\u201d si sostituisce una raccolta di tre racconti di una trentina di pagine (ad esempio, nel Color Fest dylandoghiano<\/strong>, che non a caso sotto la curatela Recchioni si \u00e8 aperto molto alle sperimentazioni, come nel numero di recente uscita che ospita Maicol e Mirco e Zerocalcare).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n Il titolo e sottotitolo del fumetto di Sonno, lunghissimi, alla Lina Wertmuller,<\/strong> ci introducono la situazione di partenza, che \u00e8 anche, come si intuisce, quella di conclusione, da cui ci si muove a rebours nella narrazione: appunto, i fatti avvenuti prima di un delitto.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n La precisione da cronaca giornalistica nell’identificare la via ricorda un po’ anche il Gadda di \u201cQuer pasticciaccio brutto de via Merulana\u201d<\/strong>.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Il segno di Sonno, riconoscibile nella sua nervosa semplicit\u00e0, si muove, come suo solito, nei dintorni di quel \u201cfumetto disegnato male\u201d<\/strong> che \u2013 in diversissime declinazioni \u2013 ha segnato la new wave del fumetto (iconicamente riassumibile, fin dal nome, in \u201cFumettibrutti<\/strong>\u201d, che ha conquistato tra l’altro la cover di una rivista).<\/span><\/span><\/span><\/p>\n <\/p>\n Dal fumetto popolare al fumetto popstar – Lorenzo Barberis (lospaziobianco.it)<\/a><\/p>\n <\/p>\n I disegni sono in bianco e nero<\/strong>, ma vi \u00e8 l’uso del rosso con valenza espressiva<\/strong>, una scelta del resto logica in ambito di fatti sanguinosi.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n La prima strip ci ribadisce la domanda di fondo, chiarita fin dal titolo: la ricerca del movente di un delitto all’apparenza inspiegabile<\/strong>: delitto che per\u00f2 il lettore non conosce, ed \u00e8 chiamato a decifrare, se ci riuscir\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n Dopo questa ulteriore piccola premessa, siamo tuffati nel classico squallore del tinello medio italiano<\/strong>, in una relazione che si intuisce subito disfunzionale, trascinata davanti a un \u201cdivano con televisione\u201d. Viene in mente, nel fumetto, una delle pi\u00f9 tipiche situazioni narrative di Altan<\/strong>, quando racconta la piccola borghesia italiana.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Per\u00f2 qui l’evoluzione posta da Sonno \u00e8 interessante, perch\u00e9 gioca in parte a frustrare le aspettative del lettore<\/strong>: il talk show banale che i due guardano non \u00e8 cos\u00ec banale, la relazione della coppia \u00e8 disfunzionale ma in modo originale, lontana dalla banalit\u00e0 quotidiana.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n La griglia adottata \u00e8 regolare:<\/strong> viene variata molto la strutturazione dei moduli di vignette che si intersecano in una struttura di fondo a quattro strip, scandendo il ritmo della narrazione, ma sempre mantenendo un formato squadrato.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n L’uso del colore rosso come nota emotiva si accentua nel corso della narrazione<\/strong>, che si fa via via pi\u00f9 drammatica. L’autrice sfrutta bene anche una recitazione intenzionalmente caricaturale<\/strong> dei personaggi, che si deformano in smorfie alla Grinch<\/strong> man mano si palesano meglio i loro istinti e volont\u00e0, come da titolo, e l’espressionismo dei corpi<\/strong>, che divengono pi\u00f9 grandi o piccoli a seconda del simbolismo che vogliono esprimere.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n La storia riesce nel suo intento di scandire una crescente suspense<\/strong> nei blocchi di quattro tavole che formano ogni singola puntata, e mantiene una sua struttura interna una volta riletta tutta insieme. Consiglio anche di leggere l’ottima analisi di Carlotta Vacchelli<\/strong>, su Domani, che esamina ancor pi\u00f9 ampiamente i vari aspetti di questo fumetto:<\/span><\/span><\/span><\/p>\n La volont\u00e0, l\u2019istinto e l\u2019abilit\u00e0 dei nostri sensi: cos\u00ec Sonno reinventa il fumetto su Domani (editorialedomani.it)<\/a><\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Insomma, questo primo esperimento di feuilletton a fumetti<\/strong> mi pare riuscito. Non ricordo altri casi in Italia sui quotidiani, anche se troverei interessanti eventuali segnalazioni, mentre ovviamente erano frequenti nell’era delle riviste specializzate e vennero usati anche da riviste settimanali e mensili (ricordo ad esempio Lea Martelli di Marco Tomatis e Cinzia Ghigliano<\/a><\/strong> su Amica nel 1977-1979), cosa che oggi rimane, soprattutto, negli interventi giornalistici di Zerocalcare<\/strong><\/a>.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n <\/p>\n
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