{"id":278,"date":"2017-01-15T12:12:27","date_gmt":"2017-01-15T11:12:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=278"},"modified":"2019-01-18T21:52:27","modified_gmt":"2019-01-18T20:52:27","slug":"frankenstein","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/frankenstein\/","title":{"rendered":"Frankenstein!"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-279 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/01\/60.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p>Dato che ho aperto questo blog nel trentennale\u00a0di Dylan Dog, ho deciso di dedicare alcuni post agli adattamenti letterari contenuti nel fumetto (i primi due articoli <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/2016\/10\/14\/poe\/\"><strong>qui<\/strong> <\/a>e <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/2016\/10\/31\/modesta-proposta\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>). Uno degli albi a cui sono pi\u00f9 affezionato \u00e8 il numero 60, <em>Frankenstein!<\/em>, anche perch\u00e9\u00a0sulla sua prima ristampa apparve l&#8217;unica lettera che ho inviato alla testata, contenente una parodia orrorifico-dylandoghiana del <em>San Martino<\/em> di Carducci (letteratura e fumetto, anche qui).<\/p>\n<p>Il <strong>&#8220;Frankenstein&#8221;<\/strong> (1818) \u00e8 poi un&#8217;opera particolarmente rilevante nel suo valore seminale. La sua composizione \u00e8 del 1816, l&#8217;anno seguente al congresso di Vienna, che nel 1815 segna l&#8217;avvio dell&#8217;et\u00e0 contemporanea: e quindi \u00e8 particolarmente indicato porla come il pilastro fondante della fantascienza, che laicizza il tema medioevale-rinascimentale del patto faustiano, passando dal mago allo scienziato. Interessante notare che il suo autore \u00e8 in realt\u00e0 un&#8217;autrice: un genere ritenuto convenzionalmente &#8220;maschile&#8221; ha un avvio nel genere femminile, con un&#8217;autrice del calibro di <strong>Mary Shelley<\/strong>. Figlia, tra l&#8217;altro, di\u00a0<strong>Mary Wollstonecraft<\/strong>, filosofa tardo-settecentesca che fonda il moderno femminismo con &#8220;A Vindication of the Rights of Woman&#8221;. A ben riflettere, il tema dell&#8217;hybris maschile implicito nel volere creare la vita senza il contributo femminile assume una prospettiva interessante nel criticare lo scientismo patriarcale che iniziava a divenire la forma imperante.<\/p>\n<p>Il tema di Frankenstein \u00e8 cos\u00ec trasversale alla storia del fumetto che \u00e8 impossibile tracciare una mappatura anche sintetica: moltissimi antagonisti derivano dalla figura archetipa dello scienziato folle, pi\u00f9 o meno modificata o adattata. Di recente, il tema \u00e8 stato affrontato, in modo differente, in due notevoli fumetti italiani come l&#8217;ultimo <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/192832-greystorm-moderno-prometeo-mistero-creazione\/\"><strong>Greystorm<\/strong> <\/a>e il <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/190615-duckenstein-dramma-lironia-essere-diversi\/\"><strong>Duckstein<\/strong> <\/a>disneyiano, ma anche ne <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/165520-maestri-dellorrore-frankenstein-confronto-unicona\/\"><strong>I maestri dell&#8217;orrore<\/strong><\/a> ad opera di Gualtieri, mentre Keiner Flug si appresta a pubblicarne l&#8217;interpretazione di <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/171212-kleiner-flug-pubblichera-frankenstein-frank-espinosa\/\"><strong>Espinosa<\/strong><\/a>. Quattro uscite italiane importanti in questo 2016, senza dover cercare pi\u00f9 di tanto: ma come si pu\u00f2 vedere scartabellando Lo Spazio Bianco, la fortuna del personaggio \u00e8 <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/?s=frankenstein\"><strong>molto vasta<\/strong><\/a> anche nel fumetto.<\/p>\n<p>Ma Frankenstein \u00e8 un riferimento importante, a livello seminale, per Dylan Dog, al di l\u00e0 di questo albo. L&#8217;iniziale visione del personaggio codificata da Tiziano Sclavi, infatti, si basa su una visione pessimistica della scienza, soprattutto della scienza medica, caratterizzata da una inarrestabile <em>hybris<\/em>, una arroganza che innanzitutto contraddistingue il principale antagonista della serie, il dottor Xabaras, che applica il principio frankensteiniano sui non-morti, mescolandolo al tema degli zombi caraibici riportati in auge da Romero.<\/p>\n<p>Ma anche il dottor Hicks, altro antagonista ricorrente, si contraddistingue per una delirante ossessione scientifica, cui di recente Roberto Recchioni ha aggiunto il suo Dottor Vonnegut, da Mater Morbi in poi (presentando, per\u00f2, anche figure di medici positivi che gli fanno da contraltare).<\/p>\n<p>Per tale ragione, l&#8217;albo <em>Frankenstein!<\/em>\u00a0(col punto esclamativo), del 1991, pu\u00f2 essere visto come un momento particolarmente significativo di tale riflessione. Sceneggiato da Claudio Chiaverotti per i disegni di Giovanni Freghieri,\u00a0fin dal titolo evoca in modo esplicito il \u00a0romanzo originario, ideato a partire dal\u00a01816 e pubblicato per la prima volta nel 1818.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-281 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/01\/frontespizio-villa.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"457\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;adattamento su Dylan Dog avviene quando siamo ormai a un punto in cui la serie ha una sua fisionomia ben definita, nella seconda met\u00e0 di quei primi cento numeri che costituiscono il canone del personaggio.<\/p>\n<p>La trasposizione,\u00a0ovviamente mediata anche dalle ricezioni cinematografiche, viene cos\u00ec a interagire pienamente con la filosofia della testata, che da tempo celebra in copertina il &#8220;terzo stato dei mostri&#8221;, e precisamente dal passaggio a copertinista di Angelo Stano, al numero 43. Per paradosso, la sostituzione del primo frontespizio di Claudio Villa, pi\u00f9 tradizionale, fa sparire appunto Frankie dalla copertina, dove aveva un ruolo centrale (tornato col secondo frontespizio di Stano, quello derivato da Golconda, dove appare per\u00f2 sullo sfondo a destra, \u00e8 di nuovo sparito con quello del terzo copertinista Gigi Cavenago, apparso nel numero 364).<\/p>\n<p>Frankenstein quindi \u00e8 perfetto per una declinazione &#8220;patetica&#8221; del tema del mostro, che \u00e8 non solo mantenuta (risponde anche alla tradizione delle letture cinematografiche migliori) ma accentuata, in ossequio allo spirito di Dylan; l&#8217;elemento interessante sta nel fatto che lo scienziato creatore non \u00e8 presentato come una incarnazione dell&#8217;hybris scientifica ma una figura umana (7,ii e oltre).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-284\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/01\/2-800x608.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"608\" \/><\/p>\n<p>La storia segue i canoni classici con l&#8217;unica variazione dei poteri telepatici sviluppati dalla Creatura, su cui Dylan ironizza in modo meta-letterario a p.16, sottolineando come &#8220;non basta a fare un remake&#8221;.<\/p>\n<p>Il tema della Creatura telepate serve ovviamente a\u00a0mostrare la percezione da parte della stessa del male del mondo, dove secondo canoni sclaviani i veri mostri sono i normali. Droga, prostituzione, violenza sui minori vengono trattati in toni cupi ma delicati e melanconici, in un Chiaverotti a tratti ancora molto vicino alla lezione di Sclavi. Non manca un cameo, in <em>93.iii<\/em>, dei tre grandi dittatori fascisti, Hitler, Mussolini e Franco, mentre in <em>66.ii<\/em> troviamo un &#8220;bloody hell&#8221; d&#8217;annata (esclamato per\u00f2 da un vecchietto al bar, e non da Dylan).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-285 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/01\/60-2.jpg\" alt=\"\" width=\"626\" height=\"606\" \/><\/p>\n<p>Nel corso della trama si\u00a0conferma, inoltre, che le motivazioni di scienziato e assistente sono benefiche, non superomistiche, come gi\u00e0 implicito nella trattazione dell&#8217;esordio. Ovviamente, la via dell&#8217;inferno \u00e8 lastricata di buone intenzioni, ma in questo albo Chiaverotti sembra quasi bilanciare, in qualche modo, la critica molto dura verso la scienza medica avanzata in <em>Goblin<\/em>, in cui sembrava addirittura radicalizzare la critica sclaviana (bench\u00e9 nell&#8217;albo non manchi anche una legittima tirata contro la vivisezione).<\/p>\n<p>Il gusto di Chiaverotti per l&#8217;affastellarsi di finali a sorpresa e rovesciamenti finali porta\u00a0per\u00f2 a mettere in discussione anche la lettura &#8220;patetica&#8221; nell&#8217;ultimo rovesciamento. Non solo la &#8220;creatura&#8221; \u00e8 infatti realmente un &#8220;mostro di Frankenstein&#8221;, composto di pezzi di cadaveri, ma la stessa madre, che aveva convinto Dylan della natura pienamente umana della creatura, \u00e8 un assemblaggio di corpi femminili, una sorta di &#8220;sposa di Frankenstein&#8221;\u00a0che torna a comportarsi, nell&#8217;ultima pagina, da &#8220;mostro classico&#8221;.<\/p>\n<p>Un rovesciamento finale che \u00e8 la parte pi\u00f9 lontana dallo sclaviano, un rovesciamento con cui Chiaverotti, dopo aver seguito la formula del maestro, la rovescia provocatoriamente.<\/p>\n<p>L&#8217;albo non \u00e8 diventato un &#8220;grande classico&#8221; di Dylan, a differenza di altre storie del periodo, forse anche perch\u00e9 schiacciato dal modello ingombrante di cui \u00e8 un adattamento tutto sommato fedele, e che lo rende quindi una storia meno iconica per Dylan in quanto tale. Tuttavia, il suo ruolo centrale su un importante filone dylaniato come quello del <em>mad doctor<\/em> la rende una storia degna, forse, di una maggiore considerazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-286\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2017\/01\/66.jpg\" alt=\"\" width=\"710\" height=\"388\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dato che ho aperto questo blog nel trentennale\u00a0di Dylan Dog, ho deciso di dedicare alcuni post agli adattamenti letterari contenuti nel fumetto (i primi due articoli qui e qui). Uno degli albi a cui sono pi\u00f9 affezionato \u00e8 il numero 60, Frankenstein!, anche perch\u00e9\u00a0sulla sua prima ristampa apparve l&#8217;unica lettera che ho inviato alla testata, contenente una parodia orrorifico-dylandoghiana del San Martino di Carducci (letteratura e fumetto, anche qui). 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La sua composizione \u00e8 del 1816, l&#8217;anno seguente al congresso di Vienna, che nel 1815 segna l&#8217;avvio dell&#8217;et\u00e0 contemporanea:<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":282,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Frankenstein! - Come un romanzo","description":"Dato che ho aperto questo blog nel trentennale\u00a0di Dylan Dog, ho deciso di dedicare alcuni post agli adattamenti letterari contenuti nel fumetto (i primi due art"},"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[10,48],"class_list":["post-278","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto","tag-dylan-dog","tag-frankenstein"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/278","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=278"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/278\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/282"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=278"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=278"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=278"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}