{"id":2713,"date":"2022-05-20T18:39:52","date_gmt":"2022-05-20T16:39:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=2713"},"modified":"2022-05-20T18:41:48","modified_gmt":"2022-05-20T16:41:48","slug":"forelsket-e-andersen-arrivano-i-cartacei-di-jundo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/forelsket-e-andersen-arrivano-i-cartacei-di-jundo\/","title":{"rendered":"Forelsket e Andersen: arrivano i cartacei di Jundo"},"content":{"rendered":"
Ho avuto modo di parlare di Jundo<\/strong> in passato su Lo Spazio Bianco: si tratta di un interessante portale, un “Netflix” per il fumetto italiano e il webcomic internazionale, di cui ho scritto qui<\/a> <\/strong>e intervistato il founder Lorenzo Carucci qui, <\/strong><\/a>quando ancora seguivo – ora non mi \u00e8 pi\u00f9 possibile, per ragioni di tempo – l’osservatorio di LoSpazioBianco sui webcomics. Si tratta di una realt\u00e0 interessante, che offre una valida vetrina a prodotti nuovi e innovativi, e che ora fa un nuovo step previsto nel progetto, ma decisamente significativo: l’avvio di una collana cartacea<\/strong><\/a>, che inaugura, tra gli altri titoli, con questo “Forelsket” di Matteo Filippi e Lorenzo Ridolfi<\/strong>. L’opera \u00e8 ovviamente leggibile anche in formato digitale su Jundo.it<\/strong><\/a>.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Forelsket<\/strong> \u00e8 una parola intraducibile, norvegese, che indica un’euforia simile all’innamoramento (vedi qui<\/strong><\/a>); parlo di questo titolo qui, su questo blog legato ai rapporti tra letteratura e fumetto, perch\u00e9 il titolo rientra a pieno diritto in quest’ambito. Il protagonista \u00e8 infatti Hans Christian Andersen<\/strong><\/a> (1805-1875), che da anziano narra una incredibile avventura avvenutagli in giovane et\u00e0, nel 1834, quindi a 29 anni. Il poeta \u00e8 all’indomani di una sofferta storia d’amore, ma non \u00e8 questo il tema del racconto a fumetti, bens\u00ec le avventure fantastiche che si trova ad affrontare, a partire dalle sirene per arrivare ad affrontare la regina dei ghiacci, presente fin dalla bella cover.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n L’idea ricorda, ma ovviamente con uno sviluppo diverso e autonomo e non solo per il differente medium, “I fratelli Grimm”<\/strong> (2005) di Terry Gilliam<\/strong>, film dove i trascrittori delle fiabe del folklore germanico divenivano loro stessi coinvolti in avventure contro le creature descritte nei loro testi fiabeschi. Dieci anni dopo, nel 2015, un ulteriore declinazione filmica di un concetto analogo \u00e8 quella di Matteo Garrone ne “Il racconto dei racconti”,<\/strong> che riprende il Cunto de li Cunti di Giambattista Basile, autore di una raccolta di fiabe nel nostro ‘600. Basile non appare qui come protagonista, ma le fiabe sono ugualmente rilette in una chiave moderna e dark.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Qui siamo pi\u00f9 vicini al primo dei due casi, ma appunto nei modi propri del fumetto e degli autori. La storia \u00e8 ben condotta, avvincente e avventurosa, e si muove bene in questo ambito gotico della “fiaba oscura”:<\/strong> ma su questo non mi diffonder\u00f2 pi\u00f9 di tanto per evitare spoiler, dato che vi \u00e8 una trama basata su un certo grado di suspense e colpi di scena.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Colpiscono anche i disegni<\/strong>: Ridolfi adotta infatti un segno che si muove nell’ambito di un certo neo-pop, basato su una stilizzazione radicale ed efficace, con colori a campiture piatte e vivaci, influenzato – in modo piuttosto libero – da certi esiti della nuova animazione per ragazzi (mi viene in mente Adventure Time, anche se la sintesi \u00e8 pi\u00f9 “acida”, pi\u00f9 dark e pi\u00f9 adulta). In ogni caso la stilizzazione \u00e8 tale che verrebbe bene immaginare questa storia trasposta in animazione, al di l\u00e0 che ovviamente sarebbe un’imponente sforzo produttivo.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Molto azzeccata mi pare la colorazione,<\/strong> che riesce ad avere colori ad impatto, a forte contrasto, ma anche a evocare la giusta cupezza che domina tutta la storia. La struttura della gabbia \u00e8 su tre strip, ma giocata in modo molto libero, con frequenti splash page, inset page, pagine a montaggio “obliquo”, inserti di vignette rotonde e tutti gli espedienti moderni, ormai da tempo assimilati anche dal nostro fumetto, che aiutano nel rendere la storia fortemente dinamica.<\/p>\n <\/p>\n
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