{"id":2651,"date":"2022-04-20T17:14:52","date_gmt":"2022-04-20T15:14:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=2651"},"modified":"2022-04-20T18:11:07","modified_gmt":"2022-04-20T16:11:07","slug":"la-persistenza-di-pasolini-nella-memoria-del-fumetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/la-persistenza-di-pasolini-nella-memoria-del-fumetto\/","title":{"rendered":"La persistenza di Pasolini nella memoria del fumetto"},"content":{"rendered":"
<\/p>\n Su questo blog “Come un romanzo”, dove mi occupo dei rapporti tra letteratura e fumetto, non potevo tralasciare il centenario pasoliniano della nascita dell’autore<\/strong>, cui anche Linus<\/strong> di marzo ha dedicato una bella copertina (alle copertine letterarie di Linus avevo dedicato un pezzo qui<\/strong><\/a>). L’approfondimento del Linus di Igort \u00e8 ricco e significativo, e procede nei modi consueti: omaggi dei disegnatori e dei fumettisti “residenti” e un ricco parterre di commento critico, con interventi di spessore, documenti e altro. Il numero \u00e8 stato anche l’occasione per approfondire il rapporto, ricco, tra Pasolini e il fumetto.<\/p>\n Premetto subito che Lo Spazio Bianco ha dedicato, con altre firme, un ottimo speciale<\/strong> all’autore nel quarantennale della scomparsa, nel 2015 (vedi qui<\/strong> <\/a>lo speciale) analizzando alcune – ma non tutte – delle opere a fumetti che ho qui annotato e integrando con approfondimenti sul Pasolini letterato e cineasta dal punto di vista della critica fumettistica, aspetti per cui rimando all’ottimo lavoro pregresso.<\/p>\n Pier Paolo Pasolini, saggista, narratore, poeta ma anche cineasta tra i nostri maggiori, ha avuto dunque significative liason<\/em> col fumetto ragionando a margine del linguaggio cinematografico: il suo “La terra vista dalla luna”<\/strong> nasce dichiaratamente pensando lo storyboard come un fumetto nelle esplicite dichiarazioni dell’autore (confronta qui<\/strong><\/a>); Breixo Harguindey<\/strong>, critico del fumetto spagnolo, annota che questa struttura si pu\u00f2 riscontrare anche nella successiva “Trilogia della vita”, che – considerazione molto interessante – ha modi di adattamento fumettistico dalla letteratura (vedi qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Il fatto de “La terra vista dalla luna” lo annota anche Davide Toffolo<\/strong> nel suo “Pasolini”<\/strong> <\/a>(2002), che \u00e8 uno dei casi pi\u00f9 precoci di incontro dichiaratamente “autoriale” tra letteratura e fumetto (non, quindi, la “onda lunga” dei classics illustrated, che qui da noi ebbero incarnazioni sul Corrierino dei ’60 e sul Giornalino degli ’80).<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Gi\u00e0 nel 1976<\/strong>, a un anno dalla morte avvolta da misteri e speculazioni, il fumettista Graziano Origa<\/strong> aveva adattato a fumetti una biografia pasoliniana<\/strong><\/a>, “Le ceneri di Pasolini”, un esperimento affascinante e relativamente poco noto di cui d\u00e0 conto Fumettologica in un suo bel pezzo<\/strong><\/a> sull’autore. Il titolo, evidentemente, ricalca “Le ceneri di Gramsci”, raccolta poetica centrale pasoliniana. Fumettologica riporta anche di un Pasolini della Glenat del 1993<\/strong>, con Dufaux e Rotundo.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Il Pasolini di Toffolo<\/strong><\/p>\n <\/p>\n Il Pasolini di Toffolo<\/strong> – che incontra un pi\u00f9 vasto successo almeno nella percezione della critica fumettistica – invece appare in quel 2002<\/strong> che vede anche “5 \u00e8 il numero perfetto” di Igort,<\/strong> che si pu\u00f2 considerare un primo approccio italiano dichiarato alla graphic novel. Un’etichetta, quella della graphic novel, che Igort porter\u00e0 al successo qui da noi, in quegli anni, con la sua Coconino (come in USA l’aveva portata al successo Will Eisner nel 1978<\/strong>). In seguito, come ho avuto modo di dire, il “romanzo a fumetti” avr\u00e0 intersezioni notevoli con l’adattamento letterario d’autore, che \u00e8 il tema principe di questo blog: un incontro portato quasi inevitabilmente dal rimando al romanzo\/novel implicito nell’etichetta, in parte sulla scia della “letteratura disegnata” prattiana<\/strong> che aveva accompagnato, dal 1967, la prima grande stagione del “fumetto d’autore”.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Ma il Pasolini di Toffolo \u00e8, probabilmente non a caso, un incontro precoce, un antesignano non immediatamente imitato<\/strong> (anche in senso lato, con altre biografie letterarie). Il taglio \u00e8 quello onirico, sognante proprio del fumettista\/musicista (di rilievo nazionale anche in quest’ambito, coi “Tre allegri ragazzi morti”): meta-narrativamente, un alter ego toffoliano deve intervistare un sedicente “Pasolini” vivente ai nostri giorni. Inizialmente lo crede un curioso caso di mitomania, ma in seguito la perfetta aderenza all’originale gli causa dei dubbi che non vengono perfettamente risolti, mantenendo un alone di mistero intorno alla figura. Il tutto in quel sottile inquietante proposto dall’autore, con altri, in “Mondo Naif”<\/strong> di quegli anni, anche grazie al segno morbido, sfumato con cui si ingentiliscono storie mature, complesse, in questo caso ancor pi\u00f9 di altri. Viene in mente, per analogia, l’inquietudine prodotta dal Groucho di Sclavi: attore che imita il Marx originale, ma mai fuori parte, perfettamente aderente al modello, contribuendo a creare quel senso di surreale costante nelle storie dylaniate.<\/p>\n Non mancano per\u00f2 altri casi. In particolare, significativi sono\u00a0 il Diario segreto<\/strong><\/a> di Pasolini<\/strong> (2015) di Elettra Stamboulise Gianluca Costantini<\/strong>, e Il delitto Pasolini<\/strong><\/a> (2006<\/strong>) di Gianluca Maconi<\/strong> per Beccogiallo (due opere che dovrei recuperare), di cui Lo Spazio Bianco ha scritto.<\/p>\n <\/p>\n Il delitto Pasolini di Maconi<\/strong><\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Il primo, quello di Maconi del 2006, esce nel primo anno di vita della casa editrice, sorta nel 2005 con un nome che omaggia la grande rivista di satira antifascista, “Il becco giallo” (1924-1931)<\/strong> e con il focus, innovativo per l’epoca, della biografia a tema storico o d’attualit\u00e0. Attualmente l’opera \u00e8 disponibile, qui<\/strong><\/a>, con la copertina che vediamo in alto; qui sotto la copertina storica della prima uscita.<\/p>\n L’approccio pi\u00f9 efficace e immediato al fumetto storico, che diverr\u00e0 un marchio di fabbrica dell’editrice in quegli anni. In questo senso, la biografia pasoliniana di Maconi si concentra, appunto, sul problema pi\u00f9 storico-politico: Pasolini come testimone e la sua morte come terribile suggello ai “misteri d’Italia” (questo anche il titolo della collana di fumetti) che l’autore, col romanzo “Petrolio”<\/strong>, voleva scoperchiare.<\/p>\n Siamo, oltretutto, a un anno dalla ritrattazione di Pelosi<\/strong>, condannato per l’omicidio dell’artista, che solo trent’anni dopo rimise in discussione quanto inizialmente ammesso.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n La prefazione all’opera di Furio Colombo<\/strong> \u00e8 particolarmente autorevole: il giornalista firma infatti l’ultima intervista a Pasolini, alla vigilia della morte, in cui l’autore mostra gi\u00e0 consapevolezza delle minacce che si addensano sul suo capo. Maconi apre l’opera in chiave molto cinematografica, con vignette larghe, da schermo filmico, prima con titoli di testa, poi con drammatiche scene notturne, buie e acquerellate.<\/p>\n Come annota anche Ilaria Mauric nella sua valida recensione (all’epoca dell’uscita del fumetto), al taglio cinematografico dell’azione iniziale si sostituiscono poi vignette dal formato “televisivo”<\/strong> per la successiva parte, meno d’azione e pi\u00f9 d’inchiesta, con cui si ricostruisce con precisione dettagliata la vicenda. Il segno di Maconi, autore completo, \u00e8 nitido, chiaro, puntuale nel dettaglio e al contempo lievemente cartoonistico: sa alternare scene drammatiche e forti contrasti chiaroscurali nei momenti ad effetto e un ritmo pi\u00f9 piano per le parti pi\u00f9 “documentaristiche”. Il cartoonism garbato e rattenuto con cui sono tratteggiati i personaggi consentono una resa efficace dell’espressivit\u00e0 del volto e dei corpi, con una recitazione convincente.<\/p>\n Attenta \u00e8 anche la rievocazione del rilievo letterario di Pasolini, con la ripresa degli interventi di Moravia, di Oriana Fallaci,<\/strong> e in generale la ricostruzione dello shock prodotto dalla sua morte sulla cultura italiana. La scena dell’intervista di Colombo, poi, usa abilmente le possibilit\u00e0 di un medium visivo come il fumetto per un montaggio analogico che affianca alle parole di Pasolini nel 1975 le immagini di quello che verr\u00e0: le stragi, il delitto Moro, la strategia della tensione, l’uccisione di Peppino Impastato, in una lunga, estenuante alternanza di orrori delle pagine pi\u00f9 scure (e spesso dimenticate) della nostra storia recente.<\/p>\n Anche il finale sfrutta ottimamente un montaggio alternato in cui una storia simbolica narrata da Pasolini (introdotta prima nel testo) diviene il correlativo oggettivo del tremendo finale (che, con abilit\u00e0, Maconi narra con grande efficacia visiva ma lasciando aperta l’interpretazione sulla reale dinamica, ignota, del delitto). Le abbacinanti tavole bianche dell’India favolosa si alternano a quelle nerissime della morte del Poeta<\/strong>.<\/p>\n La preziosa nota finale di Maconi chiarisce le citazioni inserite nell’opera, e una cronologia finale fornisce tutti i riferimenti puntuali storico-cronachistici della tragedia.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Interessante notare come la morte di Pasolini venga narrata anche nel fumetto popolare da edicola, in Battaglia<\/strong>, il personaggio di Recchioni e Leomacs<\/strong>, vampiro spietato che percorre la storia del ‘900 italiano, mescolandosi soprattutto con quella zona d’ombra dei molti “misteri d’Italia”. Battaglia incontra l’autore in “Ragazzi di morte” <\/strong><\/a>\u00a0(2017)<\/strong>, palese calco rovesciato di “Ragazzi di vita” scritto da Luca Vanzella (in questi giorni in edicola con un eccellente Dylan Dog OldBoy 12) con vari disegnatori. Qui<\/strong> <\/a>quanto ne scrissi al tempo dell’uscita (e qui<\/strong> <\/a>l’analisi de Lo Spazio Bianco, ben delineata da Francesco Pelosi). Per certi versi, ci\u00f2 che Maconi narra su un piano storico viene qui ripreso in un contesto di supernatural fiction dal carattere per\u00f2 di forte critica sociale; torna anche la fiaba indiana come metafora della parabola pasoliniana.<\/p>\n <\/p>\n Il Pasolini di Stamboulis-Costantini<\/strong><\/p>\n <\/p>\n Un successivo volume di Beccogiallo dedicato a Pasolini \u00e8 “Diario segreto di Pasolini” (2015), in cui Elettra Stamboulis, per i disegni di Gianluca Costantini<\/strong>, va a indagare “Pasolini prima<\/em> <\/strong>di Pasolini”, ovvero infanzia e prima giovinezza dell’autore, partendo dalle sue stesse memorie e testimonianze sul suo passato (qui<\/strong> <\/a>il volume sul sito dell’editore).<\/p>\n <\/p>\n
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