{"id":2602,"date":"2022-02-27T12:07:53","date_gmt":"2022-02-27T11:07:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=2602"},"modified":"2022-02-27T12:07:53","modified_gmt":"2022-02-27T11:07:53","slug":"rur-katerina-cupova-e-lincredibile-attualita-di-capek","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/rur-katerina-cupova-e-lincredibile-attualita-di-capek\/","title":{"rendered":"RUR: Kate\u0159ina \u010cupov\u00e1 e l&#8217;incredibile attualit\u00e0 di \u010capek"},"content":{"rendered":"<p>RUR (Rossum&#8217;s Universal Robots) di <strong>Karel \u010capek<\/strong>, dramma teatrale del 1920, \u00e8 un testo fondante della cultura europea, in quanto genera, come arcinoto, il termine \u201crobot\u201d, di enorme rilievo negli anni successivi, e non solo in campo fantascientifico stretto (<a href=\"https:\/\/n3rdcore.it\/capek-e-i-robot-il-sogno-della-macchina\/\"><strong>qui<\/strong> <\/a>mi era capitato di parlarne, poco dopo il centenario dell&#8217;opera). L\u2019opera per\u00f2 \u00e8 rimasta limitata, nella percezione collettiva, a questo singolo elemento: ed \u00e8 un peccato, perch\u00e9 la riflessione sul concetto di robot che conduce \u00e8 profondamente significativa, sia che la si voglia leggere su un piano letterale, sia che la si voglia interpretare come grande metafora dei conflitti sociali allora in corso, all\u2019indomani della rivoluzione russa del 1917.<\/p>\n<p>L&#8217;adattamento a fumetti di Kate\u0159ina \u010cupov\u00e1, tradotto da Alessandro Catalano (che ne firma anche una bella e ricca postfazione) edito da <strong>Miraggi<\/strong> nella collana <strong>MiraggInk<\/strong> in questo inizio di 2022 \u00e8 quindi una ottima notizia per chi come me si interessa al rapporto tra letteratura e fumetto.<\/p>\n<p><strong>Kate\u0159ina \u010cupov\u00e1<\/strong> (1992, Ostrava) \u00e8 una giovane ma notevole animatrice, fumettista e artista concettuale ceca, laureata presso il Dipartimento di Animazione all\u2019Universit\u00e0 Tom\u00e1\u0161 Ba\u0165a di Zl\u00edn: molti suoi lavori sono stati pubblicati su riviste e antologie.<\/p>\n<p>L\u2019opera ci si presenta fin da subito con una interessante veste cartotecnica: una copertina nera rivela, da un ritaglio al suo interno, un cuore robotico palpitante su fondo bianco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/RUR_copertina.jpg\" width=\"400\" height=\"570\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sfogliando il volume, troviamo poi ancora una breve prefazione \u00e8 inscritta in un calligramma a forma di cuore, a ribadire l\u2019importanza di questo elemento simbolico, <strong>il \u201ccuore dei robot\u201d<\/strong> e i suoi imperscrutabili sentimenti celati dietro l\u2019apparente freddezza asettica di esseri artificiali.<\/p>\n<p>Una nota in esergo ricorda poi ancora la particolarit\u00e0 della parola \u201crobot\u201d, il lascito di quest\u2019opera:<strong> il fratello pittore suggerisce al Capek scrittore il nome da assegnare ai suoi schiavi artificiali<\/strong>. La parola nasce quindi simbolicamente, fin dall\u2019inizio, si sembra suggerire, dall\u2019incontro tra immagine e letteratura, che qui ritorna in questo adattamento fumettistico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/RUR-007.jpg\" width=\"800\" height=\"1150\" \/><\/p>\n<p>\u00c8 bene non dimenticarsi inoltre che si tratta di <strong>un adattamento a fumetti di un testo teatrale: pensato, quindi, fin dall&#8217;inizio per essere interpretato e visto, pi\u00f9 che letto<\/strong>. Se quindi la visione a teatro \u00e8 chiaramente quella letteralmente fedele al testo originale, l&#8217;adattamento a fumetti \u00e8 comunque una interpretazione possibile, forse pi\u00f9, per paradosso, della pura lettura del testo scritto. E, non certo a caso, spesso l&#8217;autrice dell&#8217;adattamento gioca su questa dimensione, presentando talvolta i personaggi come se agissero su una scena teatrale.<\/p>\n<p>I disegni di Kate\u0159ina \u010cupov\u00e1 ci accolgono quindi con un <strong>segno morbido, elegantissimo, di grande ricchezza e bellezza cromatica <\/strong>(indubbiamente influenzato dalla formazione ed esperienza dell&#8217;autrice come animatrice nella raffinata essenzialit\u00e0 e fluidit\u00e0 del segno)\u00a0e creano un piacevole effetto di contrasto con la cupezza della storia. In tutto il primo atto questa minaccia aleggia sullo sfondo, per poi dispiegarsi appieno nella seconda parte dell\u2019opera, dove l\u2019attesa rivolta dei robot ha pienamente atto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2604 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/02\/RUR-English_sample-4_page-0001-618x800.jpg\" alt=\"RUR-English_sample-4_page-0001\" width=\"618\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/02\/RUR-English_sample-4_page-0001-618x800.jpg 618w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/02\/RUR-English_sample-4_page-0001-790x1024.jpg 790w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/02\/RUR-English_sample-4_page-0001-1186x1536.jpg 1186w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/02\/RUR-English_sample-4_page-0001.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 618px) 100vw, 618px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il segno, come detto, presenta una sintesi di grande gradevolezza visiva, in <strong>tavole fondate su un modulo-base a tre vignette interpretato per\u00f2 in modo molto libero<\/strong>, vario ed arioso, con un segno espressivo e cartoonistico nella resa dei personaggi. La vicenda di RUR, sostanzialmente dimenticata, pu\u00f2 essere qui riscoperta nella sua grande attualit\u00e0, in un adattamento che, ovviamente, necessariamente sintetizza e modifica, ma resta piuttosto fedele all\u2019originale.<\/p>\n<p>Un aspetto centrale da notare, tra molti che si potranno scoprire dalla lettura (ad esempio, la finezza psicologica e filosofica con cui il tema robotico \u00e8 trattato in quest\u2019opera fondante del genere) e che passa molto bene nell&#8217;opera, \u00e8 il fatto che <strong>questi robot di Capek non sono esseri puramente metallici, ma biodroidi, wetware<\/strong>. Chiaramente qui serve a rinforzare la metafora del robot come proletariato, ma ci\u00f2 risulta eccezionalmente moderno anche se vogliamo leggerlo, oggi, come pura fantascienza di evoluzioni futuribili ormai imminenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/RUR-040.jpg\" width=\"800\" height=\"575\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per un pieno apprezzamento della valenza del lavoro di Kate\u0159ina \u010cupov\u00e1 e di quello originario di Capek risulta poi particolarmente prezioso il saggio in appendice di <strong>Alessandro Catalano<\/strong>, che ha indagato a fondo, in altre opere saggistiche, il lavoro di Capek e la sua rilevanza. <strong>\u201cLe trasformazioni del robot: cento anni in cinquanta immagini\u201d<\/strong> ci presenta una ricognizione pi\u00f9 sintetica ma accuratissima della fortuna e ricezione dell\u2019opera.<\/p>\n<p>Rilevante appare intanto l\u2019annotazione sul titolo, dove \u201c<strong>Rossum<\/strong>\u201d richiama \u201c<strong>Rozum<\/strong>\u201d, <strong>ragione<\/strong>\/intelletto in ceco (avevo sempre immaginato una possibile evocazione del rosso, la rubedo alchemica).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/RUR-009.jpg\" width=\"800\" height=\"1123\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Significativa poi la traccia precisa degli influssi, dalla <strong>Aelita (1923) di Alexander Tolstoj<\/strong> trasposta al cinema da <strong>Protanazov<\/strong> l\u2019anno seguente, coi costumi di <strong>Aleksandra Ekster<\/strong>, influenzata dal futurismo italiano, mentre in Italia stimola opere come <strong>\u201cMinnie la candida\u201d di Bontempelli<\/strong> e molti esiti dell\u2019arte futurista.<\/p>\n<p>Del resto, il tema dell\u2019uomo meccanico, ancora senza il nome che gli dar\u00e0 appunto Capek, \u00e8 frequente dall\u2019inizio del \u2018900, come in<strong> \u201cA round trip to the Year 2000\u201d (1903) di Cook<\/strong>, in cui troviamo gi\u00e0 onnipresenti servitori meccanici. Molto pi\u00f9 diffuse narrazioni su un singolo uomo artificiale, gi\u00e0 anche cinemiche (da <strong>Georges M\u00e9li\u00e8s<\/strong> in poi), ma non cos\u00ec frequenti, eccetto Cook, nella presenza di una massa robotica. In pratica, prevale una fantascienza \u201cclassica\u201d (immaginare una nuova invenzione) su quella di stampo sociologico (immaginarne le conseguenze quando la scoperta \u00e8 applicata a livello di massa).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2605 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2022\/02\/15830605.jpg\" alt=\"15830605\" width=\"300\" height=\"418\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gi\u00e0 a partire dal <strong>1927<\/strong> (anno di apparizione di <strong>Metropolis<\/strong>) il rimando al termine <strong>\u201crobot\u201d si slega dall\u2019evocazione dell\u2019opera di Capek<\/strong>, segnando la fortuna del termine e la sfortuna dell\u2019opera originaria. Il robot inizia a connotarsi con forza come essere meccanico-metallico, quale appare anche nel film di <strong>Fritz Lang<\/strong> e nel testo originario di <strong>Thea Von Harbou<\/strong>.<\/p>\n<p>Curiosamente, nel film di Lang il rimando all\u2019opera di Capek, debito evidente annotato all\u2019epoca da<strong> H.G. Wells<\/strong>, si scinde nelle sue due componenti: il robot torna un essere isolato eccezionale, mentre le masse spersonalizzate sono di umani sottomessi al potere tecnocratico del fordistico capitalista Frieder.<\/p>\n<p>Il tema ritorna nei modi propri di Capek soprattutto in Asimov, che vorr\u00e0 contrastare nel suo lavoro il <strong>\u201cMito di Frankenstein\u201d fondato da Mary Shelley<\/strong> nel suo capolavoro del 1818, ma di fatto si opporr\u00e0 soprattutto alla sua declinazione operata da Capek (da egli apertamente citato, in chiave critica). I robot asimoviani, che diverranno dal \u201939 in poi l\u2019archetipo stesso del robot moderno, sono robot capekiani, ovvero prodotti industriali in serie, non singoli eccezionali prodigi della tecnica.<\/p>\n<p>E anche in <strong>Philip K. Dick<\/strong> e nei suoi androidi (eternati poi al cinema da <strong>Blade Runner<\/strong>) vi \u00e8 un chiaro rimando all\u2019opera di Capek, con cui gli androidi ritornano a tempo, indistinguibili dall\u2019uomo, costruiti per lavori di fatica e sottilmente ribelli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/RUR-172.jpg\" width=\"800\" height=\"575\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per tale ragione, <strong>Catalano esprime un parere decisamente favorevole all\u2019adattamento operato di Kate\u0159ina \u010cupov\u00e1<\/strong>. Egli rende conto in modo puntuale delle sintesi operate dall\u2019autrice, che toglie soprattutto le riflessioni sociologiche e filosofiche pi\u00f9 verbose, anche interessanti, come quella \u201cluddista\u201d sui robot che tolgono lavoro agli operai umani, qui ridotta a una immagine mentre nell\u2019originale \u00e8 un tema ampio. Ma apprezza molto la scelta di una complessiva fedelt\u00e0, specie nell\u2019elemento storicamente pi\u00f9 frainteso, quello dei robot, che non vengono in alcun modo \u201cmeccanizzati\u201d dall\u2019autrice ma mantenuti nella loro organicit\u00e0 inquietante.<\/p>\n<p>Un\u2019operazione di riscoperta riuscita, dunque, che potrebbe essere il punto di partenza di una rivalutazione dell\u2019opera nel suo centenario, magari \u2013 a partire o meno da questo lavoro \u2013 in un film o, perch\u00e9 no? Un lungometraggio di animazione (<strong>si veda il recente successo del brillante \u201c<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Bigbug\">BigBug<\/a>\u201d francese<\/strong>, su questi temi, ancora una volta con profondi debiti non dichiarati da Capek e dal suo immaginario).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/RUR-238.jpg\" width=\"800\" height=\"575\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Concludendo, come nostro solito, con una possibile riflessione didattica,<\/strong> questo fumetto appare eccellente come proposta in scuole dove la riflessione tecnologica pu\u00f2 essere centrale: un liceo scientifico o tecnologico, o un <strong>ITIS<\/strong>, magari informatico, come quello dove mi trovo ad operare, e dove in effetti si ragiona spesso di questi temi anche in ambito letterario, tra letteratura italiana e inglese. Il fumetto diviene cos\u00ec, come in altri casi, una buona mediazione con gli interessi degli allievi, con cui proporre stimoli di riflessione e di ricerca, magari da affiancare a letture anche non integrali dall\u2019opera, confrontata poi magari \u2013 specie per le quinte \u2013 con un <strong>Bontempelli di \u201cGiovane Anima Candida\u201d,<\/strong> ulteriormente avvicinabile al <strong>discorso delle \u201cmaschere\u201d di Pirandello<\/strong> (che ritorna in Dick, per certi versi).<\/p>\n<p>Un contesto ideale potrebbe essere la <strong>proposta nel biennio<\/strong>, dove si affrontano i generi letterari, ed \u00e8 immancabile la fantascienza, con rimandi quasi obbligatori (anche solo evocativi, ma sperabilmente con qualche lettura) al <strong>Frankenstein di Mary Shelley<\/strong> e ad<strong> Asimov e ai suoi robot<\/strong>, per poi tornare magari sul discorso in quinta (anche solo come approfondimento di alcuni allievi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/wp-content\/uploads\/2022\/02\/RUR-194.jpg\" width=\"800\" height=\"575\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una lettura oggi sempre pi\u00f9 attuale, dunque, anche in connessione a numerose <strong>tracce del tema di maturit\u00e0<\/strong> che, in forma diretta o pi\u00f9 di scorcio, si aprivano negli ultimi anni alla riflessione sull\u2019Intelligenza Artigianale (nonostante l&#8217;abolizione di un tema dichiaratamente scientifico-tecnologico). Oggi che, dopo i due anni pandemici della didattica a distanza, finalmente si torna allo scritto d\u2019italiano, chiss\u00e0 che non ci sia qualche spunto al riguardo nelle nuove tracce di porre omaggio al secolo di Capek. Per il monito che pone contro le degenerazioni della tecnoscienza, ma anche, sul piano allegorico, ai rischi dei totalitarismi: avvertimento di cui abbiamo sempre bisogno.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><strong>Dati editoriali<\/strong><\/p>\n<p>R.U.R. -Rossum\u2019s Universal Robots Karel \u010capek<br \/>\nKarel \u010capek, Kate\u0159ina \u010cupov\u00e1<br \/>\nMiraggi Edizioni, 2022<br \/>\n280 pagine, brossurato, a colori \u2013 29,90 \u20ac<br \/>\nISBN: 978-8833862071<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kate\u0159ina \u010cupov\u00e1 adatta &#8220;RUR&#8221;, il capolavoro di Karel \u010capek da cui deriva il termine robot. 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