{"id":2509,"date":"2022-01-06T12:55:35","date_gmt":"2022-01-06T11:55:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=2509"},"modified":"2022-01-06T12:55:35","modified_gmt":"2022-01-06T11:55:35","slug":"il-fumetto-delle-gauloises-ha-un-profumo-noir","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/il-fumetto-delle-gauloises-ha-un-profumo-noir\/","title":{"rendered":"Il fumetto delle Gauloises ha un profumo noir."},"content":{"rendered":"
<\/p>\n Su questo blog, come noto, mi occupo delle intersezioni tra letteratura e fumetto, trattando anche della forma pi\u00f9 ovvia di intersezione (gli adattamenti letterari a fumetti) ma cercando soprattutto di indagare i casi liminali, e comunque spaziando con una certa libert\u00e0.<\/p>\n Igort<\/strong>, pseudonimo di Igor Tuveri (Cagliari, 26 settembre 1958), \u00e8 una figura cruciale del fumetto italiano, anche sotto questo aspetto. Nome emerso sulle riviste autoriali anni ’70 (Linus, Alter, Metal Hurlant, Frigidaire) nel 1983 fonda con altri il gruppo Valvoline, che partendo dal fumetto estende i propri interessi ad altre arti visive.<\/p>\n Nel 2000, con la fondazione di Coconino Press e con la pubblicazione del suo “5 \u00e8 il numero perfetto” (2002), Igort \u00e8 determinante nell’imporre in Italia il concetto di graphic novel, il “romanzo a fumetti”, che rivoluziona la concezione del fumetto italiano. Da una centralit\u00e0 dell’edicola si passa gradualmente perlomeno a un dualismo col mercato librario (se non a una sua prevalenza), e dalla centralit\u00e0 del fumetto seriale si passa a un fumetto concepito “come un romanzo”, appunto: una storia che si conclude dopo una narrazione mediamente lunga, intorno a un centinaio di tavole, e che non presenta di prammatica personaggi ricorrenti.<\/p>\n L’idea di graphic novel era da tempo presente nella cultura anglosassone dei comics, ed era notoriamente stata portata al successo da Will Eisner nel 1978: ma il pieno successo italiano del concetto si deve a questa trasformazione igortiana, che nei due decenni successivi si \u00e8 rivelata sempre pi\u00f9 pervasiva (e, ovviamente, ha visto operare altri nomi significativi e importanti).<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Di recente, vari eventi hanno ribadito la centralit\u00e0 igortiana in questo approccio al fumetto: innanzitutto, la fondazione di Oblomov (nome, tra l’altro, di un celebre romanzo russo di Goncharov, del 1859, dove il carattere principale, incarnazione dell’indolenza, \u00e8 una delle prime e pi\u00f9 affascinanti incarnazioni dell’Inetto, che dominer\u00e0 poi il romanzo novecentesco), con una nuova fase del suo lavoro editoriale sulla graphic novel, mentre Coconino passava sotto la direzione editoriale di Ratigher.<\/p>\n Ma poi, anche, l’assunzione della direzione di Linus (vedi qua<\/strong><\/a>), la realizzazione di un film di “5 \u00e8 il numero perfetto”, con regia dello stesso Igort, hanno confermato ulteriormente la centralit\u00e0 dell’autore (anche nel recente passaggio in corso che vede il tentativo pi\u00f9 insistito di far nascere un “cinecomic italiano”). Qui<\/strong> <\/a>un riferimento pi\u00f9 sistematico alla produzione dell’autore, che abbiamo qui riepilogato per gli aspetti che ci interessano.<\/p>\n Questo nuovo volume, realizzato da Igort in collaborazione con Andrea Serio, affermatosi con la sua “Rapsodia in blu”<\/strong>\u00a0(vedi qui<\/strong><\/a>, per una pi\u00f9 ampia biografia artistica) per la sua Oblomov, “Gauloises”<\/strong><\/a>, rientra pienamente in questa concezione di “fumetto come un romanzo”, e ne rappresenta una declinazione particolarmente affascinante.<\/p>\n <\/p>\n
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