{"id":2487,"date":"2021-12-28T19:26:35","date_gmt":"2021-12-28T18:26:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=2487"},"modified":"2021-12-31T15:37:27","modified_gmt":"2021-12-31T14:37:27","slug":"affinita-divergenze-tra-la-compagna-nilde-iotti-e-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/affinita-divergenze-tra-la-compagna-nilde-iotti-e-noi\/","title":{"rendered":"Affinit\u00e0 &#8211; divergenze tra la compagna Nilde Iotti e noi."},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Nilde (Leonilde) Iotti<\/strong> \u00e8 stata probabilmente la pi\u00f9 importante figura femminile della prima repubblica, e una delle pi\u00f9 importanti in assoluto. Di origini umili, si diploma all&#8217;istituto magistrale, si laurea in lettere e inizia l&#8217;attivit\u00e0 di insegnamento; durante la guerra si avvicina alla resistenza e al PCI. La sua attivit\u00e0 politica nel partito comunista si sviluppa col primo parlamento democratico, dove \u00e8 eletta nel 1946 e fa parte della Commissione dei 75 che stendono la costituzione: la Iotti in particolare si occupa del delicato tema del diritto di famiglia. Inizia in questo periodo la sua relazione con Palmiro Togliatti, segretario del PCI, gi\u00e0 sposato: relazione che diviene evidente nel 1948, dopo l\u2019attentato a Togliatti che, all\u2019indomani dalle storiche elezioni vinte dalla DC, rischia di far precipitare la giovane democrazia nella guerra civile. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">L\u2019emergere della relazione suscita contestazioni anche in ambito comunista, oltre a divenire un\u2019arma retorica nelle mani degli avversari politici pi\u00f9 spregiudicati (anche in virt\u00f9 della forte differenza di et\u00e0 tra i due: lui \u00e8 27 anni pi\u00f9 vecchio). Nel 1950 i due adottano Marisa Malagodi, rimasta orfana dopo la morte del padre in una manifestazione operaia oggetto di una durissima repressione. La Iotti entra poi nel comitato centrale (1956, nell\u2019anno in cui i Fatti di Ungheria producono una profonda spaccatura nella sinistra social-comunista italiana) e poi direzione del partito (1962).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2491 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/12\/Togliatti_Iotti.jpg\" alt=\"SANTANCHE', MINETTI? ANCHE IOTTI NON VINSE UN CONCORSO\" width=\"610\" height=\"476\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Dopo la morte di Togliatti a Yalta (1964), la Iotti rimane figura di spicco del partito, e negli anni \u201970 ne orienta le posizioni in favore della battaglia referendaria per il divorzio, vinta nel 1974. Nel 1979, all\u2019indomani dell\u2019omicidio Moro (1978), \u00e8 scelta come Presidente della Camera, prima donna a ricoprire tale carica e prima esponente comunista. Il suo sar\u00e0 il mandato tuttora pi\u00f9 lungo in tale ruolo, fino al 1992. Le venne unanimemente riconosciuta una rigorosa neutralit\u00e0 nella gestione dell\u2019incarico. Nel 1987 ottenne un incarico esplorativo per il governo (prima e finora unica donna ad averlo ottenuto), nel 1992 venne candidata dal PDS a presidente della repubblica (altro unicum). Presiedette poi la Bicamerale (1993-1994) per le riforme istituzionali, e dal 1996 fu vicepresidente del Consiglio d\u2019Europa per l\u2019Italia, fino alle dimissioni nel 1999 per malattia (e la morte lo stesso anno).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La Iotti \u00e8 dunque una figura politica indubbiamente importante nella storia italiana. La storia non si fa con i s\u00e9: ma viene da chiedersi se non avrebbe potuto imprimere una svolta ancor pi\u00f9 significativa riuscendo a ricoprire quegli incarichi (premiership nel 1987, presidenza repubblicana nel 1992) a cui si avvicin\u00f2 cos\u00ec tanto: e non solo per lo spezzare una sequela maschile tuttora ininterrotta, ma anche per l\u2019indubbia capacit\u00e0 e rigore politico.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2493 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/12\/Iotti_Camera.jpg\" alt=\"Iotti_Camera\" width=\"500\" height=\"352\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Tuttavia, innegabilmente,<strong> la Iotti fu anche una avversaria del fumetto,<\/strong> all&#8217;interno del globale rifiuto del PCI dei primi anni \u201950, sotto influsso dello stalinismo e del realismo socialista, nei confronti di una forma d\u2019arte ritenuta capitalistica e quindi deteriore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il mondo cattolico (anch\u2019esso tutt\u2019altro che monolitico nelle sue posizioni, ovviamente) aveva un atteggiamento pi\u00f9 ambivalente nei confronti del fumetto: il fumetto era deteriore se nelle mani sbagliate, ma nelle mani giuste (sostanzialmente, quelle della chiesa, con una tolleranza per il laico \u201cCorrierino\u201d e la Disney) diventava uno strumento formidabile di propaganda nelle giovani generazioni, e quindi encomiabile. La battaglia censoria era quindi contro ogni elemento erotico, anche blandissimo, fantastico (come i supereroi, o temi magici) e, in parte, violento (ma pi\u00f9 a parole, perch\u00e9 un certo grado di azione era invece tollerato).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Nel mondo comunista italiano si era aperto un dibattito. Il primo intervento era stato quello di <strong>Lombardo Radice,<\/strong> nel <strong>1946<\/strong>, che denunciava come <strong>perniciosa la penetrazione del fumetto americano<\/strong>; ma poi <strong>Elio Vittorini su \u201cIl Politecnico\u201d (1945-1947)<\/strong> aveva pubblicato comics americani, in un primo, precocissimo tentativo di affrontare in modo critico lo studio del nuovo medium. <strong>Togliatti era a questo punto per\u00f2 intervenuto in una arcinota polemica<\/strong> a stroncare le velleit\u00e0 di autonomia di Vittorini, accusato di <em>\u201cesaltare le avanguardie e l\u2019arte decadente, alla continua ricerca del nuovo\u201d,<\/em> con la nota replica vittoriniana: <em>\u201cIl compito dell\u2019intellettuale non \u00e8 quello di suonare il piffero per la rivoluzione dando una veste poetica alla politica, ma quello di raccogliere tutti gli stimoli culturali che la societ\u00e0 offre, per rinnovarla dal profondo\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><a href=\"https:\/\/www.emergenzeweb.it\/battaglia-fumetti-comunista\/\">https:\/\/www.emergenzeweb.it\/battaglia-fumetti-comunista\/<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Se quello di Vittorini era l\u2019impostazione intellettuale,<strong> Gianni Rodari,<\/strong> invece, aveva dato vita assieme a <strong>Marisa Musu<\/strong> a un giornale per giovani di area comunista, <strong>\u201cIl pioniere dei ragazzi\u201d (1947)<\/strong>, poi solo \u201cIl pioniere\u201d (1950), che \u00e8 integralmente disponibile oggi online:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><a href=\"http:\/\/www.ilpioniere.org\/1946-1950\/pioniere-1947.html\">http:\/\/www.ilpioniere.org\/1946-1950\/pioniere-1947.html<\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2495 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/12\/s-l1600-Copia.jpg\" alt=\"s-l1600 - Copia\" width=\"460\" height=\"680\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Quando nel <strong>1951<\/strong> alcuni deputati DC avanzano una proposta di censura sui fumetti, la <strong>Iotti<\/strong> esprime, per il PCI, una posizione similmente ostile al fumetto,<strong> sia nei suoi interventi in aula, sia su \u201cRinascita\u201d<\/strong>, pur opponendosi alla censura invocata dai democristiani (che diverrebbe, nelle loro mani, pericolosa anche per i prodotti comunisti per ragazzi).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">\u201c<i>Io vedo nel fumetto qualche cosa che pu\u00f2 essere paragonato \u2013 con tutto il rispetto per delle forme d\u2019arte superiore \u2013 a quello che \u00e8 la pittura astratta o la poesia ermetica: espressioni di una societ\u00e0 decadente.\u201d<\/i> (intervento parlamentare per la censura dei fumetti, 1951, citato in Bindi, Raffaelli, &#8220;Cosa \u00e8 il fumetto&#8221;).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Interessante nel discorso in aula la ripresa di <strong>temi gi\u00e0 propri di Togliatti: la societ\u00e0 borghese \u00e8 decadente, e ci\u00f2 si esprime con forme deteriori, cervellotiche come una pittura astratta o una poesia ermetica<\/strong> (che oggi, naturalmente, vengono valutate in modo nettamente positivo, in modo concorde da parte della critica e delle posizioni culturali ufficiali).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Il parallelo tra il fumetto e queste due forme potrebbe far pensare che si parli di un segno e di un testo ugualmente criptici, cosa che non \u00e8. Certo, il fumetto di allora \u00e8 invece orientato alla massima chiarezza comunicativa: ma quello che lo accomuna \u00e8, nel discorso della Iotti, il divergere dal \u201crealismo\u201d in quella che diviene <strong>una forma di \u201cevasione dal reale\u201d: \u201calta\u201d quella di ermetismo e cubismo<\/strong> (definiti infatti &#8220;arte superiore&#8221;, bench\u00e9 decadente), \u201cbassa\u201d quella del fumetto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">La Iotti critica poi la violenza del fumetto americano, ma non si limita a questo e lo ritiene intrinsecamente diseducativo, anche perch\u00e9 nato nella sua forma moderna sotto <strong>Hearst<\/strong>, magnate capitalista per eccellenza, con <strong>Yellow Kid<\/strong> (1895, effettivo punto di svolta del \u201cfumetto industriale\u201d) e quindi espressione intrinseca di quel modello sociale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">\u201c<i>il fumetto afferra la mente attraverso poche immagini e sostituisce una serie violenta di queste immagini alla ricerca dei particolari, di una logica e di un processo discorsivo. Le poche parole illustrative sono una molla, essa pure primitiva, che spinge da una immagine all\u2019altra una mente che non lavora, non riflette, si impigrisce e arrugginisce mentre, d\u2019altra parte, le vengono fatte passare davanti, come strumento d\u2019avventura, le pi\u00f9 portentose conquiste della tecnica. La osservazione dei fumetti \u00e8 quindi cosa profondamente diversa dalla lettura. Non sostituisce la lettura, la sopprime\u201d<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">\u00c8 questo l\u2019aspetto cruciale perch\u00e9 invece rifiuta la correlazione causa-effetto tra fumetto e violenza, sostenuto invece dai clericali per la \u201ccattiva stampa\u201d (anche perch\u00e9, per un comunista, sono ben altre le cause del degrado, mentre per il clero di allora la societ\u00e0 capitalistica funziona abbastanza bene).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><i>\u00abdecadenza, corruzione, delinquenza dei giovani e dilagare del fumetto sono collegati, ma non come l\u2019effetto e la causa, bens\u00ec come manifestazioni diverse di una realt\u00e0 unica\u00bb<\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Nel suo intervento, la Iotti fa eccezione &#8220;di ufficio&#8221; per <strong>\u201cIl Pioniere\u201d<\/strong> ma anche, con una certa onest\u00e0 intellettuale, per <strong>\u201cIl Vittorioso\u201d<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Su un <strong>successivo articolo su \u201cRinascita\u201d <\/strong>(cfr. <\/span><span style=\"font-size: 14pt;\">&#8220;Amore e politica nella vita di Nilde Iotti&#8221;, di <\/span><span style=\"font-size: 14pt;\">Chiara Raganelli 2017) <\/span><span style=\"font-size: 14pt;\">la Iotti aggiunger\u00e0 anche una critica all\u2019idea che il fumetto abbia una continuit\u00e0 con la pittura sequenziale: <em>\u201cI fumetti non sono una storia dipinta: sono piuttosto una lingua scritta per immagini\u201d,<\/em> con riferimento alle stringenti convenzioni grafiche del fumetto di allora (in particolare, Iotti critica la rappresentazione stereotipa del femminile, abbastanza a ragione in molti fumetti di allora, bench\u00e9 ovviamente non sia intrinseco al medium).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Rodari<\/strong> polemizzer\u00e0 con le posizioni espresse dalla Iotti su <em>Rinascita<\/em>, affini ai suoi interventi in parlamento: sostanzialmente concorda per quanto riguarda il fumetto americano, ma<strong> ipotizza che, a differenza di quanto dice Iotti, sia possibile un fumetto \u201cprogressista\u201d<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Molto interessante che <strong>sul Pioniere del 1951 Rodari faccia avviare un adattamento a fumetti del \u201cCandido\u201d di Voltaire<\/strong>. Un modo per stabilire una continuit\u00e0 illuminismo \u2013 comunismo, attaccare i nemici di clero e classe padronale con un modello autorevole e forse, anche, contendere al \u201cCandido\u201d di Guareschi \u2013 potentissimo rivale dei comunisti in quegli anni &#8211; l\u2019eredit\u00e0 volterriana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Nel <strong>1952<\/strong> Togliatti interverr\u00e0 a dire come segretario una parola decisiva sulla questione, confermando in sostanza le posizioni gi\u00e0 espresse da Iotti ma con qualche concessione alle posizioni di Rodari.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">(vedi <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetti-contro-tutti-seconda-parte\">https:\/\/lospaziobianco.it\/fumetti-contro-tutti-seconda-parte<\/a>)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><i>La distinzione tra forma e strumento o genere o mezzo, non ci pare che regga, ed \u00e8 da respingere l\u2019affermazione che ci troviamo di fronte (anche in questo caso!) a una specie di nuova lingua. [&#8230;] Ammesso il carattere antieducativo dei fumetti, dunque, si propone che vengano tradotte ed espresse in fumetti storie educative. Cos\u00ec fanno certi giornaletti clericali, dove tra poco stamperanno in fumetti la storia sacra; [&#8230;] Per conto nostro, non metteremo in fumetti la storia del nostro partito o della rivoluzione. Il fumetto a contenuto educativo, poi, \u00e8 una cosa [&#8230;] scipita, che non attira<\/i> (Togliatti 1952)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Togliatti ammette invece che si possa cercare di far nascere <i>\u201cuna narrazione figurata da contrapporre al fumetto, con commenti chiari che invitino alla lettura e conservino una dignit\u00e0 letteraria\u201d <\/i>e cita i casi delle <strong>immagini d\u2019Epinal<\/strong> (che affiancano immagini e testi, senza l\u2019uso del balloon, del \u201cfumetto\u201d appunto, e che hanno una matrice europea, nella fattispecie francese) e le stampe popolari cinesi (in Cina, negli stessi anni, sorgeva una tradizione ampia dei <strong>\u201cfumetti di Mao\u201d,<\/strong> poi raccolti e indagati in Italia nel 1971 in un volume da Eco, che andavano trattati con rispetto).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Da un lato, volente o nolente, Togliatti \u00e8 qui in continuit\u00e0 con le posizioni espresse dal congresso di pedagogisti fascisti del 1938, che similmente puntava ad andare verso un fumetto pi\u00f9 ricco di didascalie, come forma \u201cintermedia\u201d verso il romanzo illustrato e poi il romanzo tout court. Ma, in generale, e in misure diversi, tutti i pedagogisti sono favorevoli a un &#8220;arricchimento&#8221; del fumetto che implica spesso un rafforzamento delle parti testuali a scapito della pura immagine e della pura azione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Da un altro lato,<strong> ironizzando (e citando una nota vignetta di Guareschi che non ho ritrovato sullo sciovinismo sovietico: &#8220;Chi ha inventato la radio? Stalin&#8221;), potremmo dire che Iotti e Togliatti \u201cinventano il graphic novel\u201d<\/strong>: un nuovo modo per chiamare i fumetti e continuare a usarli, cercando al tempo stesso di distinguersi da essi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">In questo modo, i fumetti continuano a essere tollerati sul <strong>\u201cPioniere\u201d<\/strong> nelle annate seguenti, a patto che si smetta il dibattito su una loro potenziale validit\u00e0 artistica, cui Rodari, forse a malincuore, rinuncia (ci dovremo tornare). Essi sono tolti dalla prima pagina, e affiancati alle classiche storielle in rima \u2013 per i pi\u00f9 piccoli \u2013 o con corpose didascalie e senza balloon.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Del resto l\u2019importanza del fumetto era oggettivamente troppo grande per abbandonare del tutto il campo alla stampa laica (Bonelli, i personaggi Disney di Mondadori, il Corrierino, e altri) e a quella cattolica (Vittorioso e Giornalino).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Viene da chiedersi se l\u2019antipatia di Iotti e Togliatti<\/strong> per il fumetto sia stata <strong>influenzata anche dalla mole consistente di vignettistica<\/strong> \u2013 spesso di tipo fumettistico, nel segno e nell\u2019uso del balloon \u2013 utilizzata contro di loro in chiave personalistica: la loro relazione \u201cpeccaminosa\u201d perch\u00e9 extraconiugale (invisa a un pubblico molto pi\u00f9 ampio, allora, che non quello strettamente \u201cdi sacrestia\u201d) divenne il fulcro di una campagna che si intuisce martellante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Tuttavia non mancano ulteriori puntualizzazioni nel dibattito. <strong>Teresa Noce<\/strong> che, <strong>su \u201cIl lavoro\u201d, difende il desiderio di evasione delle compagne che leggono i fotoromanzi<\/strong> (disegnati o, ancor pi\u00f9, con fotografie: meno costose e pi\u00f9 vicine al sogno cinematografico). Ammette ovviamente le ingenuit\u00e0 insite in quel sogno: ma criticarlo e basta, o illudersi di proibirlo, non risolve il problema (altre dirigenti femminili del partito invece concordano, ovviamente, con la linea del \u201cMigliore\u201d). Anche <strong>Marisa Musu, che collaborava col Pioniere, assume posizioni simili, di difesa soprattutto delle letture fumettistiche femminili<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Nel 1955 Togliatti deve tra l&#8217;altro ammettere amaramente che il partito non ha strumenti di propaganda efficaci per il pubblico femminile, che preferisce di gran lunga i fotoromanzi all\u2019Unit\u00e0 o alle riviste femminili del partito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Giuliana Saladino replica ribadendo la necessit\u00e0 di utilizzare la rivista illustrata ma anche il fotoromanzo per penetrare in questa fascia di popolazione, e proprio a partire dal 1955 il PCI cercher\u00e0 di realizzare dei propri fotoromanzi, dove il tema sentimentale si associ a quello sociale, come in \u201c<strong>L\u2019amore vince sempre\u201d, \u201cNon \u00e8 destino\u201d, \u201cDestino in pugno\u201d (1959), ma anche poi le vite illustrate di Gramsci e Di Vittorio (1958),<\/strong> contrariamente a quanto riteneva Togliatti pochi anni prima (ma queste sono ovviamente \u201cnarrazioni illustrate\u201d, non fumetti).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">(vedi: Il fotoromanzo, Metamorfosi delle storie lacrimevoli, di Silvana Turzio \u00b7 2019; <\/span><span style=\"font-size: 14pt;\">Chiss\u00e0 come chiameremo questi anni, Giuliana Saladino \u00b7 2013)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Alla fine, col passare del tempo, la stessa Iotti fin\u00ec per modificare le sue posizioni, e \u2013 stando a Staino, il padre di Bobo, fumetto-coscienza critica del comunismo italiano \u2013 nel 1986, presentando in una delle sale della Camera il primo numero di Tango, allegato satirico dell\u2019Unit\u00e0 (da cui nascer\u00e0 poi \u201cCuore\u201d), la Iotti fece una autoironica autocritica, ammettendo il superamento delle sue posizioni intransigenti degli anni \u201950 <\/span><span style=\"font-size: 14pt;\">(Storia sentimentale del P.C.I, Sergio Staino \u00b7 2021).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\">Non mancano infatti oggi, ovviamente, delle storie del PCI a fumetti: di recente ve ne \u00e8 stata una di Mabel Morri (vedi <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/raccontare-la-realta-con-il-fumetto-mabel-morri-e-la-sua-storia-del-pci\/?fbclid=IwAR2ADKYd_ElnMg-Ppku6XwqOMmeF96kZb8EZU7vCjbqjVZTsmI00go1DADs\"><strong>qui<\/strong><\/a>), e una di Mezzavilla e Salvagno (vedi <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/uno-spettro-si-agita-tra-le-nuvole-di-carta-il-comunismo-nel-fumetto\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>). <\/span><span style=\"font-size: 14pt;\">Curiosamente manca per\u00f2 ancora una tappa, se non erro, alla riconciliazione tra fumetto e Nilde Iotti: un graphic novel biografico dedicato. Chiss\u00e0 che qualche fumettista, in futuro, non provveda.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La posizione della Iotti e dei dirigenti comunisti sul fumetto, al tempo del dibattito degli anni &#8217;50. Le note chiusure, ma anche posizioni interessanti.<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":2490,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Affinit\u00e0\/divergenze tra la compagna Iotti e noi - Lorenzo Barberis","description":"La posizione della Iotti e dei dirigenti comunisti sul fumetto, al tempo del dibattito degli anni '50. 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