{"id":2364,"date":"2021-09-18T16:23:25","date_gmt":"2021-09-18T14:23:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=2364"},"modified":"2021-09-18T16:25:15","modified_gmt":"2021-09-18T14:25:15","slug":"il-grande-gatsby-a-fumetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/il-grande-gatsby-a-fumetti\/","title":{"rendered":"Il Grande Gatsby, a fumetti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il Grande Gatsby (1925) di Fitzgerald<\/strong> \u00e8 uno dei romanzi pi\u00f9 iconici della letteratura americana. Il suo adattamento a fumetti ad opera dello sceneggiatore <strong>Fred Fordham<\/strong> e della disegnatrice <strong>Aya Morton<\/strong>, pubblicato in questi giorni da Tunu\u00e8, \u00e8 quindi indubbiamente un caso particolarmente interessante.<\/p>\n<p>In tempi recenti, possiamo ricordare l&#8217;adattamento filmico di <strong>Baz Luhrmann<\/strong> con Di Caprio protagonista, nel 2013. Maestro di un certo tipo di adattamento volutamente infedele, il cui modello era la sua riscrittura shakespeariana modernizzata in Romeo+Juliet (1996),\u00a0 Luhrmann piegava anche qui il grande capolavoro alla sua estetica, connessa a una concezione grandiosa, spettacolare, teatrale del musical (Ballroom, 1992, e soprattutto Moulin Rouge, 2001).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2376 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/09\/616FPBYfZL.jpg\" alt=\"616FPBY+fZL\" width=\"330\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il fumetto si presenta invece come un tentativo di dialogo autentico con il testo, non assunto come semplice pre-testo come avveniva in Luhrmann, ma come elemento da indagare tramite la trasposizione. Blake Hazard, pronipote di Fitzgerald, nella sua prefazione spiega le difficolt\u00e0 connesse all&#8217;adattamento di un testo che ha il suo punto di forza nella ricchezza ed eleganza lessicale, che tuttavia il fumetto pu\u00f2 almeno in parte mantenere integrandola con l&#8217;immagine, e motiva quindi la scelta di Fordham (in virt\u00f9 del suo lavoro di adattamento su &#8220;Il buio oltre la siepe&#8221;) e Morton (per il suo stile illustrativo che rielabora quello degli anni &#8217;20, come si pu\u00f2 vedere fin dalla bella ed elegante cover) per la loro capacit\u00e0 di essere fedeli allo spirito originale dell&#8217;opera.<\/p>\n<p>Si nota subito, procedendo nell&#8217;opera, la ricchezza di didascalie, che cerca di riprodurre lo stile diaristico dell&#8217;opera senza tuttavia appesantire eccessivamente il racconto. Lo stile della Morton, in delicate tavole acquerellate, permette agevolmente di calarsi nel contesto del racconto proprio per la sua fedelt\u00e0 agli stilemi anni &#8217;20: non solo quelli generici della grafica e del design, ma anche proprio, specificamente lo stile fumettistico di quella inquieta Jazz Age.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2365 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/09\/FQ-2-592x800.jpg\" alt=\"FQ-2\" width=\"592\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/09\/FQ-2-592x800.jpg 592w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/09\/FQ-2.jpg 620w\" sizes=\"auto, (max-width: 592px) 100vw, 592px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel fumetto americano di quel decennio, infatti, la novit\u00e0 pi\u00f9 consistente (oltre all&#8217;ovvio prosieguo della fioritura del fumetto avviatasi col Novecento, di cui avevo parlato <a href=\"https:\/\/www.unionemonregalese.it\/2020\/01\/11\/fumetti-e-anni-venti-uneta-delloro\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>) \u00e8 il successo dei fumetti dedicati alle Flappers, la nuova generazione di ragazze pi\u00f9 libere a cui, a suo modo, appartiene anche la protagonista Daisy e numerose comprimarie. Caratterizzate iconicamente dal taglio &#8220;alla maschietta&#8221; che diventa la manifestazione visiva di questa libert\u00e0 cercata e ottenuta, nel fumetto le <strong>Flappers<\/strong> trovano una incarnazione umoristica in personaggi come Tillie The Toiler (1921, che proprio nel 1925 del romanzo di Fitzgerald aveva originato una prima raccolta in volume).<\/p>\n<p>Si tratta dei primi fumetti a essere rivolti anche a un pubblico femminile che si identifichi nelle protagoniste, sul modello della satira sociale di <strong>&#8220;Bringin&#8217; Up Father&#8221; (1913) di George McManus<\/strong> sui nuovi ricchi, di una decade prima, ma dedicato alle nuove evoluzioni sociali. A questo si accompagna un numero significativo di fumettiste donna, nomi come <strong>Nell Brinkley, Ethel Hays, Eleanor Schorer, Edith Stevens e Virginia Huget<\/strong> (vedi <a href=\"https:\/\/www.fantagraphics.com\/products\/the-flapper-queens-women-cartoonists-of-the-jazz-age\"><strong>qui<\/strong><\/a>) si imposero come autrici importanti e oggi da riscoprire. La Huget, la pi\u00f9 importante forse di queste autrici, sempre nel 1925 pubblicava il suo massimo successo, <strong>&#8220;Gentleman Prefer Blondes&#8221;<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2382 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/09\/gatsby_cover_scheda.jpg\" alt=\"gatsby_cover_scheda\" width=\"400\" height=\"564\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il segno della Morton riprende come detto con eleganza questa tradizione<\/strong>, integrandola con una maggiore attenzione alla resa psicologica delle espressioni e le ovvie differenze portate dal formato del graphic novel, incentrato chiaramente sulla tavola e non pi\u00f9 sulla strip. L&#8217;ariosit\u00e0 delle pagine infatti richiama piuttosto quella della grafica del periodo, pi\u00f9 che il &#8220;minuscolo spazio vitale&#8221; in cui erano costretti i comics sul formato della daily strip.<\/p>\n<p>Il medium fumettistico permette di rendere con efficacia alcuni momenti salienti dell&#8217;opera: ad esempio, l&#8217;insistenza disturbante del telefono, che rompe l&#8217;ipocrisia alto-borghese delle buone maniere recando messaggi che non si vogliono ascoltare, \u00e8 reso con un enfatico effetto sonoro che si sovrappone alle tavole con spigolosi balloon frastagliati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2384 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/09\/isterix.jpg\" alt=\"isterix\" width=\"700\" height=\"373\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La maggiore fedelt\u00e0 rispetto al film del 2013 si pu\u00f2 notare in scene come quella della prima festa di Gatsby cui assistiamo, che \u00e8 mostrata come grandiosa ma senza giungere agli eccessi di fasto visivo del film, rendendola una pi\u00f9 credibile rappresentazione di quella trionfale manifestazione dell&#8217;ineffabile personaggio.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, <strong>Gatsby \u00e8 rappresentato correttamente come un personaggio eccezionale,<\/strong> ma non riprendendo, nemmeno in modo allusivo, l&#8217;associazione visiva con Di Caprio egli appare in qualche modo pi\u00f9 amalgamato al suo mondo, di cui \u00e8 un apice eccezionale ma non cos\u00ec difforme da quella frenetica e in fondo disperata societ\u00e0 dei roaring twenties. La scelta di Di Caprio nel film, invece, associando il personaggio a un grande attore dal forte portato iconico (l&#8217;unico di tale potenza in un film chiaramente segnato, comunque, da attori di primo livello) operava anche a livello attoriale la sovrascrittura che Luhrmann aveva fatto col film.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2383 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/09\/Grande-Gatsby-3.jpg\" alt=\"Grande Gatsby 3\" width=\"527\" height=\"752\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Di Caprio infatti si associa da sempre a personaggi spinti da una ansia nevrotica di apprezzamento e successo<\/strong> che costituisce poi la causa del loro fallimento (in qualche modo, a lungo, questo si \u00e8 associato anche alla &#8220;maledizione dell&#8217;Oscar&#8221;, a lungo sfuggito all&#8217;attore nonostante la sua indiscussa centralit\u00e0 nel cinema hollywoodiano). La sua interpretazione, ovviamente eccellente, si sovrappone per\u00f2 in parte alla loro valenza originaria, dando centralit\u00e0 alla sua personale maschera rispetto alla figura originaria. Un processo che parte proprio col Romeo+Juliet di Lurhmann, che anticipa quella iconica di <em>Titanic<\/em> (1997) di un anno, e ritorna in figure via via pi\u00f9 mature in <em>Gangs of New York, The Aviator, Shutter Island, Inception, J.Edgar<\/em> e, dopo Gatsby, <em>&#8220;The Wolf of Wall Street&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2386 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/09\/batman.jpg\" alt=\"batman\" width=\"762\" height=\"728\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Naturalmente, dal suo apparire Gatsby e le sue ruggenti automobili prende subito la centralit\u00e0 della scena narrativa comunque. Significativa la rappresentazione dell&#8217;auto, elemento assolutamente centrale nel romanzo cos\u00ec come nella decade (in modo ancor pi\u00f9 accentuato del telefono che, per la sua novit\u00e0, ha come abbiamo visto a sua volta un suo leitmotiv nella narrazione). Non a caso, i <strong>&#8220;ruggenti anni venti&#8221;<\/strong> prendono il nome dal rombo delle automobili. E molto azzeccata \u00e8 la cupezza della scena dell&#8217;incidente d&#8217;auto che chiude, come una tetra profezia, la prima festa gatsbyana.<\/p>\n<p>Nel prosieguo dell&#8217;opera, per\u00f2, la scelta appare quella di <strong>non accentuare eccessivamente il cinetismo dei veicoli<\/strong> (cosa che il fumetto potrebbe fare agevolmente) prediligendo una rappresentazione pi\u00f9 statica, senza l&#8217;uso di particolari linee cinetiche (n\u00e9 quelle &#8220;occidentali&#8221;, che sfocano il veicolo con focus sulla scena, ne quelle nipponiche, che sfocano lo sfondo tenendo il focus sul veicolo). Il tutto contribuisce bene, tutto sommato, a quel senso di raffinata sospensione, quella quiete prima della tempesta che pervade l&#8217;intero testo del Gatsby.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2385 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/09\/Grande-Gatsby-4.jpg\" alt=\"Grande Gatsby 4\" width=\"464\" height=\"662\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Altri aspetto che merita di essere evidenziato \u00e8 la scelta, che richiama un certo gusto art dec\u00f2, di n<strong>on inserire lo &#8220;spazio bianco&#8221; tra le vignette, ma limitarsi a una lista nera pi\u00f9 spessa di separazione<\/strong>; e, naturalmente, la cura in generale nella resa cromatica, che contribuisce coi colori delicati e soffusi alla costruzione d&#8217;atmosfera, oltre che alla indiscutibile bellezza visiva delle tavole. Talvolta viene anche adottato un montaggio differente delle tavole, solitamente con linee ondeggianti di separazione o una fluttuante compresenza analogica dei vari elementi.<\/p>\n<p>La levit\u00e0 iniziale dei colori acquerellati consente inoltre di marcare meglio la cupezza dell&#8217;evoluzione della storia, andando verso il tragico finale, con le tinte che si fanno progressivamente pi\u00f9 cupe (sia pure in modo non gridato) man mano che la situazione peggiora e il sogno di Gatsby va verso il suo inevitabile epilogo.<\/p>\n<p>Complessivamente, quindi, un interessante adattamento, che usa un buon grado di fedelt\u00e0 all&#8217;opera originaria per fornirne una versione interpretata con notevole e appropriata bellezza. L&#8217;opera si pu\u00f2 prestare bene anche all&#8217;uso didattico, permettendo di sviluppare il consueto confronto tra un&#8217;opera letteraria (magari, facendone leggere anche qualche brano in inglese), opera cinematografica e opera fumettistica, sulla falsariga che abbiamo qui imbastito. Ma anche, semplicemente, <strong>un&#8217;opera dalla preziosa piacevolezza visiva, che pu\u00f2 affascinare i cultori di Fitzgerald<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tunu\u00e8 presenta Il Grande Gatsby (1925) trasposto da Fred Fordham e Aya Morton. Un caso interessante di adattamento di un Grande Romanzo Americano.<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":2381,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Gatsby and comics - Lorenzo Barberis","description":"Tunu\u00e8 presenta Il Grande Gatsby (1925) trasposto da Fred Fordham e Aya Morton. 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