{"id":2346,"date":"2021-09-20T15:59:18","date_gmt":"2021-09-20T13:59:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=2346"},"modified":"2021-09-20T16:03:20","modified_gmt":"2021-09-20T14:03:20","slug":"gotico-guareschiano-don-camillo-poe-e-il-fumetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/gotico-guareschiano-don-camillo-poe-e-il-fumetto\/","title":{"rendered":"Gotico Guareschiano: Don Camillo, Poe e il fumetto"},"content":{"rendered":"
Il Don Camillo a fumetti di ReNoir, sotto la cura di Davide Barzi<\/strong>, \u00e8 probabilmente il pi\u00f9 vasto ciclo di adattamenti letterari a fumetto in Italia, in questi anni. Su questo blog che si occupa, appunto, di letteratura e fumetto, abbiamo avuto modo spesso di parlarne, anche di recente, spiegando le ragioni del successo: da un lato, la validit\u00e0 dell’autore di partenza\u00a0 un’ampia (e sottovalutata) comunit\u00e0 di cultori, nata anche grazie all’infedele, ma complessivamente riuscito, storico ciclo filmico. Dall’altro, per\u00f2, la bravura di Barzi e della sua squadra di collaboratori e disegnatori nel saper intercettare questo pubblico, con un adattamento fedele ma non pedissequo, anzi, attento a creare tramite le storie a fumetti un approfondimento dell’opera originale tramite una visualizzazione consapevole di ci\u00f2 che Guareschi \u00e8 letterario, ricco di citazionismi gradevoli e ben dissimulati e accurate schede di lettura a integrare il tutto.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Il gioco letterario pi\u00f9 ardito \u00e8 per\u00f2 in uno degli spin-off della saga: il Don Camillo in formato pocket realizzato ormai da quattro anni in occasione per il Cartoon Club<\/strong>, in occasione di Rimini Comics<\/strong>. Tutto era partito da una effettiva citazione di Diabolik da parte di Guareschi, in un racconto che era stato poi opportunamente fumettato. In seguito, si erano cercati racconti similmente connessi al giallo (vedi qui<\/strong> <\/a>e qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n Questa nuova avventura si sposta in un terreno lievemente diverso, per quanto sempre perfettamente compatibile con la gloriosa tradizione del fumetto formato pocket italiano, che ebbe una grande stagione negli anni ’60 e ’70 proprio sulla base dell’epocale successo di Diabolik (<\/strong>di cui Barzi, tra l’altro, \u00e8 autorevole studioso). I successivi (anti)eroi del pocket, infatti, spesso virarono le loro storie su un fumetto “nero”, s\u00ec, ma anche soprannaturale, elemento invece assente in Diabolik.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n E qui Don Camillo si confronta con un grande classico della tradizione orrorifica USA, quella di Jack o’ Lantern, il cavaliere senza testa legato al folklore celtico di Shamain<\/strong>, cristianizzato (le anime dei morti rappresentate dalle zucche divengono le anime del purgatorio) e quindi trapiantatosi in USA, per cui per la notte di Halloween si pone davanti a ogni casa una zucca intagliata con valore apotropaico . Nel 1820, nell’et\u00e0 dell’oro del gotico americano segnata dalla stagione di Poe, da questa tradizione orale nacque “La leggenda di Sleepy Hollow” di Washington Irving, prototipo di una fioritura ricchissima del gotico americano su questa tematica: la zucca \u00e8 un volto che Jack pu\u00f2 prendere nella sua ricerca incessante del proprio capo decapitato.<\/p>\n Nel volumetto, la scheda di Silvia Ricc\u00f2 ricostruisce riccamente la componente filmica, mentre anche per ragioni di spazio non \u00e8 riportata la fioritura letteraria (vedi qui<\/strong><\/a>) che precede i film, a partire dal classico del muto del 1922 e del cartoon disneyano del 1949, che precede di poco la versione di Guareschi (del 1952) e che potrebbe esserne magari stata un momento di ispirazione recente per l’autore.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n La copertina di Alberto Locatelli<\/strong>, di indubbio impatto, \u00e8 logicamente la pi\u00f9 gotica di quelle fin qui realizzate per la serie, cos\u00ec come i disegni interni, di Emanuele Ranzani<\/strong>, che firma anche la quarta di copertina (che, nello stile di Diabolik, mostra il personaggio pi\u00f9 significativo dell’albo, a parte le figure fisse).<\/p>\n Molto gotico anche il frontespizio, e l’esordio della storia, dove il presagio infausto di un corvo che viene a interrompere Don Camillo perso nelle sue carte per rammentagli la presenza di un morto inquieto evoca chiaramente la celeberrima lirica di Poe. Guareschi, scrittore indubbiamente popolare e ostinatamente “popolaresco”, dimostra qui la sua cultura letteraria non esibita ma, in realt\u00e0, solidissima, come si evince dal perfetto connubio che crea tra il gotico americano a cui si ispira e un “gotico padano” che spesso traluce nei suoi racconti, e quasi anticipa quello autorevolissimo di Pupi Avati, come indagato nel saggio di Alex Novelli presente nel volume (curiosamente, Guareschi muore nel ’68, quando Avati esordisce col suo “Balsamus”: e l’ultimo film di Avati, “Il signor Diavolo”, \u00e8 ambientato proprio nello stesso 1952 di questo gotico guareschiano).<\/p>\n Ecco che da duecento anni prima, dal 1752 (e il ‘700 \u00e8 gi\u00e0 secolo gotico, col Castello di Otranto di Walpole, del 1762, che avvia questa tradizione<\/strong>), giunge nella Bassa razionalista di Peppone e Don Camillo lo spettro inquieto di un morto di morte violenta. Barzi e Ranzani sono abili nel mostrare il gusto gotico non solo nelle tinte cupe, ma anche nelle inquadrature cinematografiche. Il tratto di Ranzani, veristico ma con una sintesi energica, appare ottimale al tipo di racconto e fedele alla tradizione dei “neri italiani” del pocket.<\/p>\n Belle le sequenze sfumate del flashback, l’uso espressionistico della pioggia, la teatralit\u00e0 del finale, l’accurato studio di espressioni – specie su Don Camillo e Peppone. Come dice anche Novelli nel suo saggio, entrambi sono accomunati da un razionalismo che era anche quello di Guareschi (cattolico fervente): Don Camillo, in tutti i racconti, rifiuta sdegnoso il “miracolismo opportunistico” per convincere gli uomini a seguire la Chiesa (anche quando i miracoli sono, a volte, veri: in Guareschi, l’intervento sovrannaturale divino \u00e8 sempre un segno che parla al singolo uomo per ragioni personali, in modo coerente con una visione cristiana iperconservatrice su diversi temi, ma a suo modo moderna).<\/p>\n <\/p>\n
<\/a><\/p>\n
<\/a><\/p>\n
<\/a><\/p>\n