{"id":225,"date":"2016-12-03T15:41:33","date_gmt":"2016-12-03T14:41:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=225"},"modified":"2016-12-03T15:41:33","modified_gmt":"2016-12-03T14:41:33","slug":"duckleto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/duckleto\/","title":{"rendered":"Duckleto. La comica tragedia di Salati e De Lorenzi."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-227\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2016\/11\/cover-1.jpg\" alt=\"cover\" width=\"744\" height=\"572\" \/><\/p>\n<p>Topolino 3184, in edicola dal 30 novembre 2016, presenta in copertina <em>Il principe Duckleto<\/em>, una storia di <strong>Giorgio Salati<\/strong> per i disegni di <strong>Paolo De Lorenzi<\/strong>, che firma anche la copertina dell&#8217;albo (colori di <strong>Max Monteduro<\/strong>).<\/p>\n<p><strong>Salati<\/strong>\u00a0(che qui su LSB ha un <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/powertothestory\/\"><strong>bellissimo blog<\/strong><\/a>)<strong>\u00a0si \u00e8 scelto un tema impegnativo<\/strong>, perch\u00e9 <em>Amleto<\/em> \u00e8 l&#8217;opera simbolo di Shakespeare;\u00a0Amleto con il teschio di Jorick in mano \u00e8 il simbolo stesso della tragedia shakespeariana, anzi della Tragedia <em>tout court<\/em>. La difficolt\u00e0 sta anche nell&#8217;adattare una delle sanguinosissime tragedie shakespeariane in un ambito, quello della Disney moderna, dove i riferimenti\u00a0macabri vanno smussati ancor pi\u00f9 che in passato. In questo \u00e8 molto bravo anche De Lorenzi, che riesce a mantenere un difficile equilibrio: molto efficace a rendere la naturale comicit\u00e0 dei Paperi, soprattutto nelle &#8220;scene mute&#8221; riesce a evocare un senso di tragedia e mistero, come in controluce (il Duckleto in campo lungo, a fondo pagina, ne \u00e8 per me l&#8217;esempio migliore).<\/p>\n<p>La difficolt\u00e0 di questo adattamento, se vogliamo, che \u00e8 evidente fin dalla copertina, dove il <strong>teschio di Duckleto viene\u00a0sostituito da una zucca<\/strong> (nella vignetta d&#8217;apertura dell&#8217;albo, per\u00f2, l&#8217;illustrazione di <strong>Silvia Ziche<\/strong> mette in scena un teschio). L&#8217;impressione \u00e8 che &#8211; al di l\u00e0 di vincoli editoriali &#8211; Salati voglia intenzionalmente scrivere una storia perfettamente leggibile anche al pubblico pi\u00f9 infantile della testata (che \u00e8 il vero pubblico di riferimento) e solo in subordine, con battute &#8220;di secondo livello&#8221; (il testo \u00e8 ricchissimo, ad ogni riga, ma di queste non voglio guastarvene\u00a0nemmeno una), strizzare l&#8217;occhio al lettore adulto di <em>Topolino<\/em>, sistematico o occasionale (come me).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-236\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2016\/12\/ziche.jpg\" alt=\"ziche\" width=\"400\" height=\"494\" \/><\/p>\n<p><strong>Da qui<\/strong> <strong>la scelta di un registro comico parodistico<\/strong>, che sfrutta le limitazioni di un adattamento di questo tipo (non mostrare la violenza in Amleto&#8230;) per portare a un umorismo surreale che \u00e8 sempre stato tipico della testata. Tra l&#8217;altro Salati gioca di fino: ad esempio, se da un lato la conclusione \u00e8 incruenta e comica, in qualche modo \u00e8 coerente a suo modo con l&#8217;<em>everybody dies<\/em> del Bardo Inglese, rifuggendo da un lieto fine pi\u00f9 scontato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La divisione in due atti \u00e8 tipica di molte storie medio-lunghe disneyane, ma qui \u00e8 molto teatrale, come molto shakespeariana \u00e8 la meta-narrazione che porta al racconto della storia come scritta\u00a0da un immaginario Duckspeare, uno Shakespeare del mondo dei paperi, e letta a Paperino dai nipoti nei pressi del Deposito, pardon, del Castello\u00a0di Ducksinore (ma alla fine, una bella <em>splash page<\/em>\u00a0coi personaggi-attori sottolinea ancora la natura meta-teatrale di questa dramma a fumetti).<\/p>\n<p>Un vantaggio per Salati \u00e8 che l&#8217;ambientazione shakespeariana offre la possibilit\u00e0 ideale per adoperare quel <strong>linguaggio volutamente aulico e antiquato che \u00e8 parte del fascino di <em>Topolino,<\/em><\/strong>\u00a0parodiando il linguaggio shakespeariano.<em>\u00a0<\/em>Un espediente divertente per il lettore adulto, e in fondo educativo per il lettore bambino, che impara un lessico fatto di &#8220;esecrabile&#8221; e &#8220;quisquilie&#8221;, &#8220;infide brodaglie&#8221;, e &#8220;patimenti&#8221; (ho citato solo una pagina, e nemmeno la pi\u00f9\u00a0fitta). Salati non manca di ironizzare anche su questo, nella ripresa del secondo atto, a p.46.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-233\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2016\/11\/15219991_10154736291553088_459646037942673696_n-1.jpg\" alt=\"15219991_10154736291553088_459646037942673696_n\" width=\"500\" height=\"498\" \/><\/p>\n<p>Salati, nella bella intervista che gli viene riservata come intermezzo tra i due atti, evidenzia del resto come in Shakespeare (ma in fondo, nel teatro in genere) <strong>registro tragico e registro comico non sono\u00a0assolutamente separati<\/strong>, e come abbiamo le <strong><em>black comedies<\/em><\/strong>, cos\u00ec c&#8217;\u00e8 del comico in Danimarca, ad esempio nel rapporto tra Amleto e\u00a0Polonio (la scena del cammello sembra disneyiana, ma \u00e8 Shakespeare originale &#8211; tranne il palloncino).<\/p>\n<p>Paperino \u00e8 quindi avvicinabile ad Amleto, in una sana dissacrazione del mito, proprio perch\u00e9 ne condivide alcuni tratti: &#8220;sarcasmo, lunaticit\u00e0, vittimismo&#8221;, sottolinea Salati, correttamente.<\/p>\n<p>Forse per\u00f2 la <em>vis comica<\/em> del fumetto nasce <strong>anche dal contrasto che c&#8217;\u00e8 tra i due personaggi <\/strong>pi\u00f9 che dalle somiglianze (che servono invece a rendere il confronto possibile). Per fare un altro paragone dissacrante, viene in mente la commedia galenica degli umori, inventata da <strong>Ben Johnson<\/strong> negli stessi anni di Shakespeare: non pi\u00f9 basata sulla fissit\u00e0 della maschera, ma sulla relativa &#8220;scientificit\u00e0&#8221;\u00a0della dottrina galenica degli umori, la rudimentale teoria medica e anche psicologica dell&#8217;antichit\u00e0 greca, che il rinascimento riscopriva.<\/p>\n<p>Johnson si esercit\u00f2 a porre i suoi personaggi sia &#8220;nel loro umore&#8221;, sia <strong>&#8220;fuori dal loro umore&#8221;<\/strong>: ecco, qui mi sembra pi\u00f9 che siamo nel secondo dei casi.<\/p>\n<p><strong>Paperino<\/strong> \u00e8 colto anche in qualche esitazione, per dovuto omaggio al dubbio amletico (ma sembra pi\u00f9 la sua eterna pigrizia, l&#8217;eterna voglia di vacanza negata dal dispotico zione), ma resta il frenetico papero che conosciamo, <strong>molto pi\u00f9 sanguigno che<\/strong> <strong>melanconico<\/strong>, come \u00e8 invece il vero modello di Amleto, e che \u00e8 infatti l&#8217;unico dei quattro umori ad essere assente in commedia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-234\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2016\/11\/15241145_10154742499308088_1021789118441616422_n.png\" alt=\"15241145_10154742499308088_1021789118441616422_n\" width=\"526\" height=\"478\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Salati prende poi due personaggi con un ruolo minore nell&#8217;opera e ne amplifica il ruolo, e in entrambi possiamo riscontrare un umore ippocratico in azione.<\/p>\n<p>Uno \u00e8 il &#8220;personaggio doppio&#8221; di <strong>Guildenstern e Rosenkrantz<\/strong>, figure marginali ma riscoperte nel 1964 da Tom Stoppard nella sua interpretazione dell&#8217;opera. Salati d\u00e0 qui loro spessore facendone una incarnazione dell&#8217;<strong>umore flemmatico<\/strong>, nella totale inettitudine beota di Ciccio e Paperoga, cortigiani &#8220;impiastri di corte&#8221;.<\/p>\n<p>Ancor pi\u00f9 centrale (fin dalla cover),<strong> Paperone<\/strong> nella parte del <strong>padre d&#8217;Amleto<\/strong> \u00e8 una perfetta incarnazione del <strong>collerico<\/strong>, soggetto a frequenti travasi di bile; egli sostituisce al macigno psicologico freudiano dell&#8217;assenza del nobile Padre l&#8217;invadenza a piattonate dell&#8217;avido Zio.<\/p>\n<p>Tra l&#8217;altro, <strong>Paperone \u00e8 uno dei personaggi a fumetti pi\u00f9 teatrali<\/strong>,\u00a0essendo una derivazione abbastanza diretta dell&#8217;archetipo dell&#8217;Avaro, tramite lo Scrooge di Dickens, fonte dichiarata da Carl Barks fin dal nome originale inglese, e pi\u00f9 remotamente dell&#8217;Avaro di Moliere, dal Pantalone della commedia dell&#8217;Arte, dall&#8217;avaro dell&#8217;Aulularia di Plauto. Insomma, il meccanismo comico tra lui e Paperino \u00e8 antichissimo e strettamente teatrale, patrone e servo (poco <em>callidus<\/em>) dalla commedia Atellana in poi.<\/p>\n<p><strong>Commedia e Comics, dottrina degli umori ed umorismo insomma<\/strong>; anche se\u00a0Salati (servito molto bene dai disegni di De Lorenzi) in realt\u00e0 punta in realt\u00e0 <em>in primis<\/em> soprattutto al puro divertimento suo e del lettore infantile (anagraficamente e no).<\/p>\n<p>Per\u00f2, a suo modo, la storia ci mostra come<strong> la forza di un classico\u00a0come Amleto \u00e8 nella sua eterna &#8220;sgangherabilit\u00e0&#8221;<\/strong>, ovvero di come sia possibile reinterpretarlo infinitamente senza ridurlo a uno stereotipo, ma dicendo per suo tramite qualcosa di nuovo.<\/p>\n<p>Insomma, per concludere col buon vecchio palindromo di Arrigo Boito,<\/p>\n<p><em>Ebro \u00e8 Otel, ma Amleto \u00e8 Orbe.<\/em><\/p>\n<p>Otello \u00e8 ebbro (di ira e gelosia), ma Amleto \u00e8 il Mondo.<br \/>\nE anche per questo pu\u00f2 tornare sempre ad essere rappresentato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-235\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2016\/12\/ducket.jpg\" alt=\"ducket\" width=\"507\" height=\"282\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Topolino 3184, in edicola dal 30 novembre 2016, presenta in copertina Il principe Duckleto, una storia di Giorgio Salati per i disegni di Paolo De Lorenzi, che firma anche la copertina dell&#8217;albo (colori di Max Monteduro). 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