{"id":2098,"date":"2021-04-26T10:08:41","date_gmt":"2021-04-26T08:08:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=2098"},"modified":"2021-04-26T12:47:09","modified_gmt":"2021-04-26T10:47:09","slug":"corto-maltese-lesoterismo-e-il-fascismo-favola-di-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/corto-maltese-lesoterismo-e-il-fascismo-favola-di-venezia\/","title":{"rendered":"Corto Maltese, l’esoterismo e il fascismo: Favola di Venezia."},"content":{"rendered":"
\u201cFavola di Venezia\u201d \u00e8 tra le pi\u00f9 belle delle gi\u00e0 bellissime avventure del Corto Maltese di Hugo Pratt. Si svolge tra il 10 aprile e il 25 aprile 1921, come si deduce da indizi interni (siamo a un anno dalla fine della spagnola, 1918-1920, che risparmia – fisicamente – Hipazia) e come conferma “Corto Maltese – Memorie”: un secolo esatto fa.<\/p>\n
\u00c8 anche, tra l\u2019altro, una delle avventure dove \u00e8 pi\u00f9 evidente il sostrato esoterico. Un rimando esoterico intessuto di raffinati riferimenti letterari – che ci spingono a parlarne in questo blog che tratta di letteratura e fumetto – ma anche rilevante per i rapporti dell’autore con le sue radici veneziane, e anche l’opera in cui \u00e8 pi\u00f9 evidente una riflessione (come ogni aspetto in Pratt, riflessione poledrica, sfuggente, in definitiva indecidibile) sul fascismo.<\/p>\n
L\u2019invito alla lettura \u00e8 dunque qualcosa pi\u00f9 che scontato: per un appassionato di fumetti \u2013 non solo italiano \u2013 \u00e8 come invitare a leggere Dante Alighieri se si \u00e8 laureati in Lettere, per dire. In ogni caso, per chi non conoscesse l\u2019opera, se la recuperi in qualche modo e poi torni qui: di qui in poi, come si suol dire, spoiler alert.<\/p>\n
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Il titolo, \u201cSirat Al Bunduquiyyah\u201d<\/strong> significa \u201cFavola di Venezia\u201d, ma Pratt propone come titolo alternativo \u201cAbra Cadabra con Eia Eia Alal\u00e0\u201d. Nella storia dichiaratamente veneziana di Corto (per quanto Venezia appaia fin dall\u2019inizio nelle storie di Pratt, a partire dagli aborigeni della Polinesia che parlano veneziano a mille piccole citazioni) si affronta apertamente il tema dell\u2019esoterismo occidentale, massonico in specie, e del fascismo.<\/p>\n I temi non si connettono casualmente alle origini famigliari: il nonno e il padre di Pratt \u2013 Eugenio Genero e Rolando Prat<\/strong> – furono sia massoni, sia fascisti eminenti: tra i fondatori del fascismo veneziano il primo (Pratt lo cita in Corto Maltese, ma come \u201cpoeta veneziano\u201d) e creatore della “Serenissima”, una delle squadre fasciste veneziane, che appare anche in quest’opera. Il secondo fece parte della “Serenissima” e partecip\u00f2 alla Marcia su Roma. In questo articolo<\/strong> <\/a>si danno informazioni interessanti, ma \u00e8 un tema diffusamente trattato.<\/p>\n Pratt, classe 1927, da giovane aveva aderito ovviamente alle organizzazioni giovanili del fascismo, e aveva invece aderito alla massoneria nel 1976, proprio nella loggia che appare all\u2019inizio del fumetto. Nel 1977 sar\u00e0 promosso al grado di Maestro (non so se abbia inciso nella promozione di grado, che spesso \u00e8 comunque una forma d’automatismo specie per un nome prestigioso come Pratt, ma certamente questo fumetto \u00e8 un notevole opus \u201cmuratorio\u201d).<\/p>\n Va detto che, sebbene la famiglia di Pratt aderisse al regime, era anche un perfetto esempio di melange culturale (lo stesso melange tra tradizioni \u2013 esoteriche, ma anche non \u2013 che appare centrale nelle opere prattiane) e con un potente filone ebraico. Cosa che, agli inizi del fascismo, non \u00e8 una controindicazione, come mostra bene un capolavoro della letteratura italiana come “Il giardino dei Finzi Contini” di Giorgio Bassani,<\/strong> dove il protagonista, ebreo, \u00e8 figlio di un medico fascista della prima ora, che fino all’ultimo aspetta il colpo d’ala di un Mussolini “buono” che penser\u00e0 a salvarli.<\/p>\n Tornando a Pratt, il nonno paterno, Joseph Pratt,<\/strong> insegnante di francese in una scuola ebraica a Venezia, \u00e8 originario di Lione, ma i suoi antenati scapparono dall’Inghilterra nel 1745; la nonna paterna \u00e8 Ernesta Quadrelli de’Barbanti di Urbino<\/strong>. Il nonno materno \u00e8 il poeta Eugenio Genero<\/strong>, discendente illegittimo della ricca famiglia di ebrei convertiti Zeno-Toledano, da bambino affidato ai Genero, ebrei “marrani” (spagnoli) di pi\u00f9 modesta condizione; la nonna materna, musulmana, appartiene alla famiglia Azim-Greggyo<\/strong>, che arriv\u00f2 a Murano nel 1390 dalla Turchia. Pratt quindi ha ascendenze nelle varie tradizioni iniziatiche a cui si richiama. Anche il titolo in arabo di questo fumetto acquisisce maggior spessore, se vogliamo, e si collega a una generale idea di integrazione tra esoterismo cristiano – ovvio, essendo in occidente – ebraico – molto sottolineato in quest’opera – e arabo – presente, in modo discreto, e reso evidente dal titolo. Un’idea diffusa nell’esoterismo dall’Umanesimo in poi: vedi un’altra famosa favola iniziatica, la “Favola dei tre anelli” narrata da Boccaccio nel Decameron (1353)\u00a0 e ripresa dall’illuminista Lessing nel suo “Nathan il Saggio” (1779).<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n La storia dunque inizia \u201ccon un colpo di maglio\u201d: \u00e8 tutta una eclettica sessione massonica, forse<\/strong>. Subito un \u201clibero marinaio\u201d fa il suo tumultuoso ingresso tra i \u201cliberi massoni\u201d, esattamente come Pratt aveva fatto ingresso da poco in massoneria. Si sta discutendo di problemi relativi a problemi causati dai \u201cnuovi iniziati\u201d, in modo che non viene mai chiarito. Appare evidente una duplice ironia: il problema, nel 1921, \u00e8 sicuramente legato al tumultuoso rapporto con il fascismo internamente alla massoneria, come ben ricostruito ad esempio da Aldo Mola nei suoi studi (con rimando probabile al nonno e il padre di Pratt), ma anche a quanto avveniva in quella fine di anni \u201970 con \u201cnuovi iniziati\u201d come Gelli e i suoi. Pratt, come suo solito, allude ma non d\u00e0 alcun elemento anche indiretto per definire con certezza la cosa. Vi sono invece degli omaggi a dei compagni di loggia: in particolare, il nome del “Fratello Svedesin” \u00e8 chiaramente ispirato a Luigi Danesin, veneziano, che sar\u00e0 poi Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia dal 2001 al 2007. Appaiono anche, con probabili mascheramenti simili, i massoni Dorom\u00e9 e Scarpetton.<\/p>\n La loggia \u00e8 la Hermes<\/strong>, ma nella seconda tavola notiamo che sulla sua sede vi \u00e8 un rimando ad Abraxas (a cui si lega l\u2019Abra Cadabra come incantesimo, evocato nel titolo: al solito, Pratt sempre fare citazioni ironiche svagate, \u201cabracadabra\u201d per dire magia, ma poi \u00e8 sottilmente precisissimo). Abraxas torner\u00e0 sulla dimora di Theone, che della loggia \u00e8 il Maestro Segreto, e di Hipazia, figura centrale del romanzo.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Curioso notare al fondo della seconda pagina la mezzaluna e la stella di David in due vignette affiancate<\/strong>, probabilmente non casuale. La mezzaluna e la stella a sei punte ricorrono in tutta l’opera come elementi sapienziali, a cui rimanda il segreto della Clavicula Salomonis (il sigillo di Salomone, ovvero la stella a sei punte simbolo dell’ebraismo) che Corto insegue, su criptiche indicazioni d Baron Corvo<\/strong><\/a>, scrittore scomparso a Venezia nel 1913. Frderick Rolfe<\/strong>, questo il suo nome, aveva indubbi interessi esoterici – frequenti del resto in un certo tipo di intellettuale decadente in cui possiamo collocare anche lui. A Pratt probabilmente affascina inserirlo per essere anche lui un personaggio complesso e “indecidibile”: con tratti di tradizionalismo, e addirittura una fascinazione per il cattolicesimo e velleit\u00e0 di ordinazione religiosa, ma al tempo stesso notoriamente omosessuale. In ogni caso, la cosa pi\u00f9 rilevante \u00e8 che il filone esoterico passa per un letterato: la tradizione esoterica, in Pratt, \u00e8 pi\u00f9 quella dei letterati (anche della “letteratura disegnata” a lui cara) che quella degli iniziati “stretti” e ortodossi. Liberi marinai, non liberi muratori, appunto.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Appare subito anche il sotto-tema “politico”<\/strong>: Corto si \u00e8 scontrato con degli squadristi perch\u00e9 ha rifiutato di gridare \u201cViva Qualcuno\u201d (Mussolini, qui \u00e8 chiaro dal contesto). Del resto, col suo giaccone da marinaio inglese e berretto da ufficiale russo appare evidente che non possa che stimolare la provocazione degli squadristi. Coi massoni invece Corto \u00e8 relativamente garbato, mostra di conoscerne e rispettarne tutto sommato i rituali. Li avverte anche che alcuni di \u201cquelli che lo inseguivano\u201d sono infiltrati nella Pitagora e nell\u2019Hermes, e potrebbero dare loro problemi. Il fatto di parlare dei fascisti in massoneria come una serpe in seno potrebbe sembrare come una potenziale presa di distanza dalla sua tradizione famigliare: \u00e8 il ruolo che in quegli stessi identici anni hanno a Venezia il nonno e il padre di Pratt, massoni (fino al 1925, se – come pare – la loro fede fascista era autentica: difficile abbiano partecipato alla “fase latomica” che segue fino al 1945) e fascisti.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n A questo punto Corto viene accompagnato da Bepi Faliero<\/strong>, che \u201cnon ha niente a che fare\u201d con il famigerato doge traditore Marino Faliero (che, nei giochi di specchi di Pratt, \u00e8 un modo di dirci che \u00e8 invece un nome parlante. A margine, di Faliero esiste il noto ritratto “fumettistico” di qui sopra). Lo scontro con i fascisti di Stevani<\/strong> (dato “meno stupido” della media degli squadristi: lui stesso dice a Corto, pur minacciandolo, di non credere a quelle fesserie come “Chi non \u00e8 con noi \u00e8 contro di noi”) \u00e8, a posteriori, un teatrino agli occhi di Corto per convincerlo che sono rivali – probabile che il marinaio, a differenza del lettore, ci creda con beneficio di inventario. Nel pezzo<\/strong> <\/a>che avevo citato di Elena Frasca Odorizzi si cita una “dissacrazione” massonica compiuta dal padre di Pratt nel 1922 (e, pare, sanata da Pratt al suo ingresso in loggia), sottraendo una spada rituale. Quindi Stevani, che vuol profanare l’esoterismo – brigando con infiltrati massonici, cercando la Clavicula Salomonis di cui non \u00e8 certo degno – ha ulteriori, sfumati, punti di contatto.<\/p>\n A segnare una svolta, arriva il Poeta, Gabriele D\u2019Annunzio<\/strong> (tra il resto, massone di grado 33) che allontana i riluttanti sottoposti in nome della fratellanza spirituale che lo lega, quasi pi\u00f9 per intuizione che per conoscenza, a Corto e Faliero (Stevani gli rimprovera il manierismo pirandelliano di \u201cForse che s\u00ec, forse che no\u201d, del 1910). Notare che D’Annunzio non \u00e8 “solo poeta”: il citarlo in questa forma (come avveniva di Genero), in modo insistito, pare avere un significato di precisare in che dimensione avviene l’omaggio.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n
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