{"id":2064,"date":"2021-06-15T13:05:58","date_gmt":"2021-06-15T11:05:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=2064"},"modified":"2022-03-31T16:46:20","modified_gmt":"2022-03-31T14:46:20","slug":"il-fumetto-lo-strega-e-lo-scaffale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/il-fumetto-lo-strega-e-lo-scaffale\/","title":{"rendered":"Il fumetto, lo Strega e lo scaffale."},"content":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 <strong><a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/editoria\/premio-strega-2021-12-libri-finalisti-1400135\/\">l&#8217;uscita della dozzina dello Strega <\/a><\/strong>del 2021 aveva evidenziato come quest&#8217;anno non fossero presenti graphic novel a quel punto dell&#8217;avanzamento del premio. Un premio che anzi conferma una natura piuttosto tradizionale, per cos\u00ec dire, sia pure sotto l&#8217;etichetta moderna dell&#8217;<strong>&#8220;autofiction&#8221;<\/strong>, che con qualche aggiornamento esprime una tendenza del romanzo italiano gi\u00e0 ben precedente. La cinquina, recentemente uscita, inevitabilmente conferma tale evoluzione: curioso notare, al limite, nelle polemiche che sono la tradizione quasi convenzionale del premio, si \u00e8 discusso dell&#8217;esclusione di<strong> Teresa Ciabatti<\/strong>, autrice che del fumetto si \u00e8 sempre interessata (ad esempio intervistando <strong>Fumettibrutti<\/strong>: ne avevo accennato <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/popstar\/\"><strong>qua<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Insomma, si impone una narrazione non solo realistica, ma incentrata su un&#8217;analisi &#8211; pi\u00f9 o meno dissimulata &#8211; del narratore stesso tramite un personaggio che ne \u00e8 una maschera. Una tendenza consolidatasi ad esempio nelle opere di <strong>Walter Siti<\/strong>, qui da noi, e che ha modelli profondi (pensiamo a un pilastro novecentesco come &#8220;La coscienza di Zeno&#8221; di Italo Svevo, che genialmente si incentra su un simile gioco di maschere).<\/p>\n<p>Un processo, quello del fumetto allo Strega, che si \u00e8 accompagnato al progresso del fumetto sugli scaffali della libreria di varia, una volta scoperta la presenza di un forte e variegato pubblico che gli editori hanno voluto intercettare. Lo Strega e lo scaffale, quindi, sembrano dover progredire di pari passo: e prima o poi l&#8217;ottenimento del premio sarebbe il coronamento dello &#8220;sdoganamento&#8221; del medium fumetto nella cultura alta. O no?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2186 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/images.jpg\" alt=\"images\" width=\"193\" height=\"261\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vediamo la storia. Un primo approccio storico tra Premio Strega e fumetto era avvenuto nel <strong>2014<\/strong>, quando <strong><em>Unastoria<\/em> di Gipi<\/strong> era stata candidata al Premio. Oggi, con la candidatura all&#8217;Eisner Award per i colori con l&#8217;edizione USA, e la realizzazione del film, il volume conferma la sua vitalit\u00e0; era forse il fumetto che avrebbe avuto maggior senso, strategicamente, far vincere, e per quanto lo riguarda rimando a quanto ne scrissi <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/gipi\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>. Si tratta di un punto rilevante &#8211; e discusso &#8211; della &#8220;legittimazione letteraria&#8221; del fumetto. Per molti si tratta per\u00f2 di una legittimazione in questo caso in parte falsante, che tende a ritenere appunto un complimento definire un fumetto<strong> &#8220;come un romanzo&#8221;,<\/strong> sottintendendo implicitamente che la gran mole della produzione fumettistica non ha la stessa dignit\u00e0 di un &#8220;buon libro&#8221;. Si veda a tale proposito <a href=\"https:\/\/sugarpulp.it\/ecco-perche-candidare-un-fumetto-al-premio-strega-e-un-autogol-per-il-mondo-del-fumetto-italiano-secondo-me\/\"><strong>questo articolo<\/strong><\/a> di Sugarpulp che esprime bene la posizione critica sulla questione. Il rilievo del tema \u00e8 tale che perfino la Treccani gli dedica un (buon) articolo, <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/fumetti-da-premio-strega_(altro)\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>, in cui contestualizza ampiamente il tema.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2185 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/dimentica.jpg\" alt=\"dimentica\" width=\"341\" height=\"499\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 2015 far\u00e0 seguito <strong>&#8220;Dimentica il mio nome&#8221; di Zerocalcare<\/strong> (vedi <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/zerocalcare-candidato-premio-strega-2015-dimentica-nome\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>), su candidatura di Daria Bignardi e Igiaba Scego, probabilmente il pi\u00f9 &#8220;letterario&#8221;, per certi versi, tra i volumi dell&#8217;autore romano. Le candidature parevano allora andare nel senso di un avvicinamento del graphic novel, del romanzo a fumetti, al romanzo tout court, con lo scopo di accompagnare la sua sempre pi\u00f9 vasta presenza nel mercato delle librerie di varia (questo, s\u00ec, un fatto ormai che si pu\u00f2 dare per assodato e riconosciuto, giustamente, come normale).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2191\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/lvcd-800x568.jpg\" alt=\"lvcd\" width=\"800\" height=\"568\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/lvcd-800x568.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/lvcd.jpg 896w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il discorso si potrebbe poi allargare ad altri premi: ad esempio, nel 2019 \u00e8 stata la prima volta del fumetto al Premio Manzoni, il pi\u00f9 importante dedicato al romanzo storico, con &#8220;<em><strong>La vita che desideri&#8221;<\/strong><\/em>,<strong> di Francesco Memo e Barbara Borlini per Tunu\u00e9<\/strong>. <a href=\"https:\/\/www.fumettologica.it\/2019\/11\/vita-che-desideri-fumetto-premio-manzoni\/\"><strong>Qui<\/strong> <\/a>ne ha scritto, ai tempi, Fumettologica, ai tempi; <a href=\"https:\/\/n3rdcore.it\/tunue-pride\/\"><strong>qui<\/strong> <\/a>una mia disamina del notevole romanzo fumettistico, all&#8217;interno di un pezzo che esamina l&#8217;attenzione di Tunu\u00e9 ai temi LGBTQ+. Interessante notare che il premio viene assegnato come <a href=\"https:\/\/www.leccotoday.it\/attualita\/premio-manzoni-vincitori.html\"><strong>&#8220;narrazione verbo-visiva&#8221;<\/strong><\/a>, con la ripresa di una definizione diffusa autorevolmente da Umberto Eco, sempre nell&#8217;ottica di questa complessa nobilitazione\/rimozione del fumetto (vedi <a href=\"https:\/\/www.rai.it\/dl\/tg3\/articoli\/ContentItem-0a6dc509-d735-430c-86db-f225ee489a66.html\"><strong>qua<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2187 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/pop-uccidendo-il-secondo-cane-567x800.jpg\" alt=\"pop-uccidendo-il-secondo-cane\" width=\"567\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/pop-uccidendo-il-secondo-cane-567x800.jpg 567w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/pop-uccidendo-il-secondo-cane-725x1024.jpg 725w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/pop-uccidendo-il-secondo-cane-1088x1536.jpg 1088w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/pop-uccidendo-il-secondo-cane.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A lungo, a quanto ho potuto rilevare, non vi furono pi\u00f9 candidature, fino al 2020, quando oltre a un ritorno di <strong>Gipi<\/strong> troviamo anche <strong>Gaglione e Izzo<\/strong>, autori indubbiamente validissimi ma meno celebri sulla scena del duo Gipi\/Zerocalcare, anche in virt\u00f9 della loro esposizione mediatica (vedi <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lultimo-di-gipi-candidato-al-premio-strega-2020\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>): <strong>&#8220;Momenti straordinari con appalusi finti&#8221;\u00a0 e &#8220;Uccidendo il secondo cane&#8221;<\/strong>, rispettivamente. La cosa per\u00f2 \u00e8 passata molto sotto silenzio, come pure eventuali casi intermedi. A distanza di sette anni, inoltre, possiamo anche dire che non si crea una linea di tendenza: non si \u00e8 andati oltre a una candidatura estemporeanea, senza mai raggiungere non dico il Premio Strega, ma nemmeno la cinquina. L&#8217;interesse giornalistico, che si struttura intorno alla conquista di un &#8220;first time&#8221;, fu destinato abbastanza naturalmente a scemare.<\/p>\n<p>Il premio del resto, come si vede anche oggi, pare sospeso tra due necessit\u00e0: da un lato, quella di creare costanti piccole polemiche letterarie per far parlare di s\u00e9 (la cui esistenza e finalit\u00e0 \u00e8 quasi un luogo comune) ma al tempo stesso una certa impermeabilit\u00e0 a ogni possibile novit\u00e0. Per esempio, avrebbe potuto essere un simile segnale innovativo un premio a &#8220;La stanza profonda&#8221; (2017) di Vanni Santoni, che tratta di gioco di ruolo in modo centrale &#8211; e talvolta parla a latere di fumetto, oppure a <strong>&#8220;Febbre&#8221;<\/strong> (2020) di Jonathan Bazzi, ricco di rimandi alla cultura pop oltre al tema innovativo e coraggioso (ma nella stessa annata la vittoria del Colibr\u00ec fu favorita da una cordata che, alle ragioni di casata editoriale, univa pare la necessit\u00e0 di impedire l&#8217;imporsi allo Strega del giallo di Carofiglio, per la sua appartenenza al genere). Interessante notare a questo proposito le motivazioni della proposta di Gipi, che vengono esaminate <a href=\"https:\/\/mediateca.home.blog\/2020\/03\/21\/fumetti-premio-strega-2020\/\"><strong>qui<\/strong> <\/a>in un pezzo piuttosto accurato: emerge chiaramente che, se \u00e8 encomiastico per Gipi, \u00e8 invece poco lusinghiero per il fumetto come medium, in quanto l&#8217;opera dell&#8217;autore viene esaltata nel suo distaccarsi dal fumetto che la rende degna di premialit\u00e0 letteraria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2182 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/Nella-terra-dei-Seminoles_cover.jpg\" alt=\"Nella-terra-dei-Seminoles_cover\" width=\"400\" height=\"533\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al fumetto come medium e mondo produttivo, invece, servirebbe o farebbe piacere al limite un riconoscimento come quello che, generosamente, auspica Darwin Pastorin in <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/tex-meriterebbe-lo-strega-parola-di-darwin-pastorin\/\"><strong>questa intervista<\/strong><\/a> spaziobianchista di Marco D&#8217;Angelo: un provocatorio Premio Strega a Tex. Provocatorio, sia chiaro, per il clima culturale medio del paese: perch\u00e9 Boselli &#8211; per dire l&#8217;autore pi\u00f9 significativo del Tex odierno, nonch\u00e9 curatore &#8211; ha nel suo specifico lo stesso, riconosciuto rilievo che hanno Gipi o Zerocalcare nel loro.<\/p>\n<p>Naturalmente, \u00e8 proprio quello che lo Strega pu\u00f2 meno fare. Si pu\u00f2 infatti stiracchiare la concezione di romanzo fino a includere il romanzo grafico (meglio cos\u00ec detto che &#8220;fumetto&#8221;: magari all&#8217;inglese, &#8220;graphic novel&#8221;, e magari appunto aggiungendovi la &#8220;letterariet\u00e0 percepita&#8221; dell&#8217;autofiction, presente non a caso in Zero e Gipi): in fondo, romanzi grafici sono gi\u00e0 quelli di <strong>Lawrence Sterne<\/strong> nel &#8216;700, e quelli dei <strong>futuristi<\/strong> nel &#8216;900, per tacere di esperimenti del surrealismo e del tumultuoso mondo dell&#8217;avanguardia. In una settimana di eccezionale bont\u00e0, si potrebbe giungere a premiare anche un criptofumetto, in quest&#8217;ottica. Ma Tex non ha nulla in comune con tale percezione, per quanto il personaggio si sviluppi prevalentemente su romanzi a fumetti (i racconti brevi sono presenti ma di fatto come eccezione): sanguigno quanto questo \u00e8 esangue, ha la sua forza non nel singolo numero, ma in una rocciosa, lunga serialit\u00e0 che fa parte della sua valenza mitica, e in cui si inseriscono anche le punte alte e le declinazioni di autore, quale ad esempio la notevole lettura di un Magnus.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2183 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/lorenzo-mattotti-premio-strega-2021.jpeg\" alt=\"lorenzo-mattotti-premio-strega-2021\" width=\"670\" height=\"670\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Che rapporto dunque pu\u00f2 avere lo Strega col fumetto? Forse, un rapporto di &#8220;convergenze parallele&#8221; pu\u00f2 essere, in questa fase, pi\u00f9 proficuo. Si pu\u00f2 notare come dopo gli anni cruciali di Zero e Gipi, 2014-2015, si sia iniziato ad affidare anche a fumettisti il manifesto Strega, con Fior (2016), Baronciani (2019) e adesso Mattotti (2021). Potrei averne perso qualcuno, che integrer\u00f2: ma mi sembra una bella scelta &#8211; e con buoni esiti &#8211; che l&#8217;interpretazione di un premio narrativo sia affidata a chi usa l&#8217;immagine a fine narrativo (sequenziale).<\/p>\n<p><em>Un piccolo addendum: nel 2022 vi \u00e8 stata la candidatura di Zuzu, con &#8220;<a href=\"https:\/\/n3rdcore.it\/tutti-cerchiamo-i-nostri-giorni-felici-zuzu-e-la-new-wave-del-fumetto\/\"><strong>Giorni felici<\/strong><\/a>&#8220;, che per\u00f2 non ha raggiunto nemmeno la dozzina. Si tratta della prima fumettista donna a fare capolino allo Strega, ma ci\u00f2 non cambia molto il discorso generale dell&#8217;articolo.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2181 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/Parete_nord_cover.jpeg\" alt=\"Parete_nord_cover\" width=\"400\" height=\"556\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un&#8217;altra linea promettente \u00e8 quella della traduzione, e su questo c&#8217;\u00e8 un caso recente di notevole livello, <strong>&#8220;Parete Nord&#8221;<\/strong> di Ippocampo Edizioni (vedi <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/lipppocampo-presenta-parete-nord\/\"><strong>qui,<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/parete-nord-la-dura-scalata-della-maturita\/\"><strong>qui la recensione<\/strong><\/a>). L&#8217;opera, di Olivier Bocquet e Jean-Marc Rochette, \u00e8 un romanzo a fumetti fortemente autobiografico incentrato sulla vita di quest&#8217;ultimo (di nuovo, l&#8217;autofiction). Rochette non \u00e8 un nome qualunque, pur magari valido, del fumetto francese, ma uno particolarmente rilevante: la sua opera, Snowpiercer, \u00e8 stata ripresa in un noto film di Bong Joon-ho del 2013, regista sud-coreano che avrebbe vinto l&#8217;Oscar nel 2019, primo film non in lingua inglese della storia a vincere (da cui, poi, la ripresa di Snowpiercer in un non eccezionale serial di Netflix).<\/p>\n<p>Rochette, in questa autobiografia, indaga il suo duplice, difficile rapporto con l&#8217;arte e la montagna: due rapporti diversamente conflittuali. La passione per l&#8217;arte si declina in una viscerale caduta nella sindrome di Stendhal cui si oppone la durezza fredda e spietata del collegio in cui si compie la sua formazione accademica, volta al culto sterile degli astrattisti, da lui per ripicca rifiutati. Interessante che lo scontro si incentri sul rifiuto del giovane pittore, e non ancora fumettista, del manierismo di Mondrian, sprezzando come gratuito lo studio della mera segmentazione dello spazio (polemica che lo accomuna all&#8217;italiano Guttuso). Infatti, come fumettista, Rochette dovr\u00e0 per forza integrare la sua passione per il figurativo con la &#8211; diversa &#8211; segmentazione spaziale. E anche questo albo, pur con un segno naturalistico, utilizza elementi di sintesi che innegabilmente hanno la loro radice nella storia dell&#8217;astrazione.<\/p>\n<p>La passione del figurativo si connette poi al rapporto viscerale con la montagna, una sete d&#8217;assoluto ben narrata dagli scrittori che ne hanno trattato. E appare evidente come quest&#8217;opera \u00e8 a suo modo cruciale anche per comprendere un certo &#8220;ecologismo alpino&#8221; di <strong>Snowpiercer<\/strong>, dove il treno totalitario che rappresenta l&#8217;unica sopravvivenza dell&#8217;umanit\u00e0 attraversa montagne innevate bellissime e ostili, dopo che l&#8217;uomo ha cancellato la vita sul pianeta con la il consumo indiscriminato di risorse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2180 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/8-mont.jpg\" alt=\"8 mont\" width=\"480\" height=\"480\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Appare quindi significativo che un&#8217;opera a suo modo strategica nel canone fumettistico sia stata affidata a <strong>Paolo Cognetti<\/strong>, scrittore di montagna che appunto ha vinto lo Strega nel 2017 col romanzo &#8220;Le otto montagne&#8221;, che ha oltretutto una struttura piuttosto simile a quella di quest&#8217;opera. Ovviamente, un&#8217;analisi accurata del lavoro di Cognetti traduttore presupporrebbe un confronto tra originale francese e resa italiana, che esula dagli scopi di questo testo: ma si pu\u00f2 cogliere la passione del lavoro fin dalla ragionata introduzione, che riconosce a questo fumetto di aver superato i limiti di settorialit\u00e0 del romanzo di montagna: un riconoscimento quindi lusinghiero al medium, specie non provenendo da un &#8220;cantore obbligato&#8221; del fumetto quale un autore o un critico fumettistico. La resa dei dialoghi \u00e8 poi sicuramente non solo scorrevole, ma di una qualit\u00e0 che si intuisce letteraria, unendo la necessaria laconicit\u00e0 &#8211; non \u00e8 un romanzo da testi-fiume, come si pu\u00f2 intuire &#8211; con l&#8217;esigenza di mantenerla pregnante, mai banale. I personaggi parlano poco e semplice, ma in modo profondo e significativo, e il lavoro di adattamento non \u00e8 certo semplice (a partire anche da un lato tecnico: padroneggiare la lingua specialistica dell&#8217;arrampicata).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2188 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/Cover-Stone-Fruit-fronte-OK-DEF-DEF-650x800.jpg\" alt=\"Cover-Stone-Fruit-fronte-OK-DEF-DEF\" width=\"650\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/Cover-Stone-Fruit-fronte-OK-DEF-DEF-650x800.jpg 650w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/Cover-Stone-Fruit-fronte-OK-DEF-DEF-832x1024.jpg 832w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/06\/Cover-Stone-Fruit-fronte-OK-DEF-DEF.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In modo simile, <strong>Jonathan Bazzi<\/strong>, che dello scorso Strega era stato una sorta di &#8220;vincitore morale&#8221;, ha realizzato la prefazione a questo Stone Fruit, altra opera importante uscita quest&#8217;anno (qui la <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/stone-fruit-molto-piu-che-una-storia-damore\/\"><strong>recensione<\/strong><\/a>), che tocca in modo attento e delicato i temi dell&#8217;identit\u00e0 di genere, cari all&#8217;autore (che nel suo romanzo toccava molti aspetti, incluso il fumetto, della cultura pop, di cui scrissi <a href=\"https:\/\/n3rdcore.it\/jonathan-bazzi-febbre-appunti-di-analisi\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Insomma, concludendo, il fumetto non ha, ritengo, bisogno di una &#8220;legittimazione letteraria&#8221; tramite l&#8217;ottenimento di un premio previsto per la letteratura. Giustissimo che il libro a fumetti si meriti &#8220;lo scaffale&#8221;, ovvero una presenza in libreria che, al di l\u00e0 del legittimo discorso commerciale, ne rinforza in modo sacrosanto la percezione del valore. Ma non gli serve, e non ha forse nemmeno molto senso, lo Strega. Da un lato, servirebbe forse un premio con forte visibilit\u00e0: i molti presenti, pur validi &#8211; Boscarato, Micheluzzi, Gran Guinigi, Coco&#8230; &#8211; non mi sembrano rompere davvero il &#8220;soffitto di cristallo&#8221; della presunta &#8220;cultura alta&#8221;. Forse dalla rete dei Festival (vedi <a href=\"https:\/\/www.retefumetto.it\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>) potrebbe uscire un premio unico forte? Chiss\u00e0&#8230; Dall&#8217;altra, e questo in parte sta avvenendo, un attenzione e una contaminazione culturale con gli autori pi\u00f9 consapevoli.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><strong>P.S.:<\/strong> Con l&#8217;amico Alessio Bilotta ci si divertiva a <strong>immaginare quale potrebbe essere il titolo di un potenziale premio unitario del fumetto italiano.<\/strong> Premesso che, se nascesse, sarebbe l&#8217;oggetto di delicati equilibri e quindi sicuramente ogni speculazione \u00e8 accademica, viene da ricordare che lo Yellow Kid aveva, finch\u00e9 assegnato, una certa visibilit\u00e0. Oggi \u00e8 integrato al Gran Guinigi. Pensando per\u00f2 a un personaggio italiano, immediatamente identificabile, forse la sintesi migliore \u00e8 Corto Maltese (a me piacerebbe anche un premio Tex Willer). Bilbolbul di Mussino \u00e8 gi\u00e0 usato per un noto festival di qualit\u00e0, e pi\u00f9 si andr\u00e0 avanti nel tempo pi\u00f9 gli elementi coloniali che il fumetto contiene andranno contestualizzati, rendendolo meno utilizzabile in chiave di simbolo unificante. Se invece si volesse seguire il principio di legare il premio al nome di un autore, sul modello dei Premi Eisner americani, riterrei che il Premio Hugo Pratt suoni decisamente bene, al di l\u00e0 della assonanza col celebre Premio Hugo della science fiction americana. Ma, naturalmente, questo \u00e8 solo un piccolo gioco letterario.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi due decenni, il fumetto ha conquistato gli scaffali delle librerie. Ma riuscir\u00e0 un giorno a conquistare anche il premio Strega? 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