{"id":2038,"date":"2021-04-14T10:28:36","date_gmt":"2021-04-14T08:28:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=2038"},"modified":"2021-04-17T09:22:36","modified_gmt":"2021-04-17T07:22:36","slug":"ariosto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/ariosto\/","title":{"rendered":"La Leonessa di Dordona: il fantasy di Ariosto"},"content":{"rendered":"
La leonessa di Dordona<\/em><\/strong> \u00e8 una nuova graphic novel edita da Tunu\u00e9 (vedi qui<\/a><\/strong>), sceneggiata da Enrico Orlandi<\/strong> e disegnata da Gaia\u00a0Cardinali.<\/strong> La cosa interessante per questo blog, che si occupa di letteratura e fumetto, \u00e8 che si tratti di un’opera liberamente ispirata all\u2019Orlando Furioso (1532) di Ariosto.<\/p>\n Al centro dell’opera vi \u00e8 la figura di Bradamante<\/strong>, il cui epiteto \u00e8 appunto quello del titolo: discendente di Conti di Dordona, la fanciulla \u00e8 una dei paladini pi\u00f9 valorosi al servizio di Carlo Magno. Innamorata di Ruggero, tra i pi\u00f9 forti guerrieri al servizio del re saraceno Agramante, la sua vicenda amorosa sar\u00e0 uno dei filoni portanti del poema, subito dopo quello orlandesco: da questa storia d’amore infatti deriver\u00e0 la casata d’Este. Per suo tramite quindi il tema encomiastico viene svolto con originalit\u00e0 dall’Ariosto, introducendo il tema del personaggio femminile combattente, assente ovviamente sul piano storico e nell’epica classica.<\/p>\n <\/p>\n Le vicende, salvo qualche sintesi necessaria a sciogliere l’intricatissimo entrelacement ariostesco, sono in realt\u00e0 piuttosto fedeli<\/strong> all’originale. Quello che cambia \u00e8, chiaramente, la visione<\/strong>, assumendo un punto di vista femminile e moderno<\/strong>, che si innesta bene sul testo d’Ariosto originario ma va a problematizzare certi aspetti della “follia” (di Orlando ma non solo) che a volte sono dati per scontati. Siamo infatti agli albori dell’et\u00e0 moderna, e l’abilit\u00e0 di Ariosto come autore sta anche nel fatto di cogliere gi\u00e0 qualche fremito della modernit\u00e0 che si sta aprendo, in una complessit\u00e0 psicologica dei personaggi che offre spunti alle riletture (come, del resto, Ariosto ha riletto a sua volta il mito fondante della letteratura medioevale europea). Questa rilettura lo rende un testo particolarmente valido per riesaminare in modo pi\u00f9 critico la centrale ossessione di Orlando che impazzisce “per amore” (tra molte virgolette) e perseguita Angelica animato da una furia animalesca. Un aspetto da trattare, ma anche da discutere: e questo fumetto fornisce un valido spunto al proposito.<\/p>\n Si tratta quindi di una rilettura coerente con un movimento generale in letteratura<\/strong>, e non solo in quella disegnata, volto a gettare un nuovo sguardo sul canone<\/strong> per cogliervi con pi\u00f9 attenzione gli elementi femminili usualmente trascurati. Si veda, al proposito, il bel pezzo di Matteo Nucci<\/strong> su L’Espresso del 4 aprile 2021, “L’altra met\u00e0 di Omero”<\/strong>, dove analizza tale questione in riferimento al mito greco, con riferimenti a opere come “Il silenzio delle ragazze” di Pat Barker o “Il canto di Calliope” di Natalie Haynes che riscoprono la centralit\u00e0 dei personaggi femminili. In parallelo (vedere “Quella storia senza donne” di Mara Accettura su “D” d Repubblica del 10 aprile 2021)\u00a0 un recupero delle autrici a bilanciare un canone troppo sbilanciato sul maschile – se non esclusivamente al maschile.<\/p>\n <\/p>\n Guido Reni<\/em><\/p>\n Ma, appunto, in un’era ormai moderna, sia pure agli albori, e in un autore fondante come Ariosto (la pubblicazione dell’Orlando Furioso nel 1516, come la morte di Shakespeare e Cervantes nel 1616, il 23 aprile, individua la data che celebra la letteratura europea) si deve solo far emergere elementi gi\u00e0 insiti nel personaggio in questa rilettura di Bradamante. Donna guerriera, Bradamante \u00e8 gi\u00e0 in Ariosto una donna forte e combattiva, in grado di tenere testa alla massa di maschi testosteronici (descritti da Ariosto con la famosa, impagabile ironia) che la circondano. E sebbene in una lettura convenzionale Ariosto d\u00e0 pi\u00f9 spazio al divertissment mentre lo scavo psicologico autentico giunge col Tasso, non manca anche nel fondatore del poema cavalleresco rinascimentale la capacit\u00e0 di cogliere con precisione, quando vuole, le sfumature psicologiche dei suoi eroi ed eroine.<\/p>\n La vicenda si apre dunque nel fumetto in medias res,<\/strong> con Bradamante in battaglia, supportata da Melissa, magica creatura gi\u00e0 presente nel poema che l’aiuter\u00e0 in tutta l’opera. Nel rapporto tra le due, da parte di Melissa, sembra quasi potersi leggere (tra le righe) quasi una certa infatuazione per l’eroina, di cui lei non si accorge. Nel caso, sarebbe il riflesso forse del rapporto di Bradamante con Fiordispina, dove il tema \u00e8 tratteggiato anche con una certa delicatezza da Ariosto (vedi qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n In ogni caso, avviene subito l’incontro con Orlando, colto nel pieno della sua follia.<\/strong> La resa visiva dell’accecamento dell’eroe \u00e8 di grande efficacia, rendendo il suo volto interamente nero, cancellato dalla tenebra dell’ossessione di possesso verso l’amante. Una follia da cui nemmeno Bradamante \u00e8 completamente scevra, come si intuisce fin dalla copertina, dove il riflesso della spada mostra l’Ombra che si annida anche dentro di lei. L’eroina tuttavia lotta sia internamente per tenere questa pulsione sotto controllo, sia esternamente contro un mondo maschile che la normalizza, anche quando, con Orlando, questa rivela tutto la sua distruttivit\u00e0.<\/p>\n L’indagine psicologica sull’ossessione di possesso dell’Altro \u00e8 molto ben condotta<\/strong> all’interno del volume e pu\u00f2 divenire uno strumento, specie in una eventuale riproposta scolastica, per mettere in luce l’aspetto fortemente negativo della corruzione del paladino, che non pu\u00f2 essere limitata a un espediente narrativo. L’efficacia avviene mostrando queste scene riflessive in modo adeguatamente visivo, vuoi con sequenze di ricordo (segnate dal colore violaceo, irreale, e dai bordi smussati delle vignette) sulle ferite del passato che tornano a tormentare l’eroina, sia con sequenze simboliche in cui vediamo le pulsioni dell’inconscio espandersi dentro di lei a volte come un blob nerastro, a volte come un rampicante fiorito, a volte con una personificazione “mostruosa” del cuore dell’eroina.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Tavole magistralmente realizzate dalla Cardinali, <\/strong>che riesce a bilanciare bene l’efficacia sia delle scene d’azione, sia di quelle di riflessione, perfettamente intersecate tra loro nella trama intrecciata da Orlandi. Il segno, fluido e nervoso anche grazie alla forza evocativa della colorazione (sempre dell’autrice) si adatta idealmente alla trattazione della vicenda. Lo studio delle emozioni del personaggi \u00e8 ben espresso dalla recitazione, sia nelle espressioni dei volti che nelle pose dei corpi, leggermente teatrali entrambe come si addice al registro dell’epica, ma senza esagerazione. La grandiosit\u00e0 di certe scene evoca – con un forte portato di reinterpretazione personale – il gusto del fumetto supereroico, che del resto ha nell’epica cavalleresca un suo modello fondante. Pensiamo, ad esempio, al duello col mago Atlante, che anche nell’opera dell’Ariosto \u00e8 uno dei punti in cui pi\u00f9 spicca il valore guerresco di Bradamante (Atlante, dotato di poteri magici sconfinati, \u00e8 in grado di soggiogare ai suoi fini gli eroi migliori ed \u00e8 quindi uno dei villain pi\u00f9 potenti del poema). Tuttavia, ci\u00f2 avviene senza che per\u00f2 si traduca in un appiattimento sul supereroico, che \u00e8 il rischio insito in tali modernizzazioni (qui del tutto evitato): l’elemento di problematizzazione psicologica dei personaggi, nel testo e nel disegno, si armonizza nelle scene d’azione e le rende momenti di trasformazione del personaggio e\/o prova del suo valore, non puro sfoggio muscolare (e il confronto con i Giganti pi\u00f9 pericolosi \u00e8 quello col Padre e la Madre, anche “freudianamente”).<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Non c’\u00e8 qui modo di indagare a fondo la questione, di cui ho accennato gi\u00e0 qui<\/strong><\/a>, a margine: ma basti ricordare che l’Ercole del Pollaiolo (1475) \u00e8 la fonte dichiaratamente citata della prima copertina di Superman, e indubbiamente l’Orlando di Ariosto ha un forte debito con il mito classico dell’Hercules Furens (e certamente \u00e8 pi\u00f9 eroe classico di forza sovraumana che non perfetto cavaliere cristiano come nella Chanson de Roland del vescovo Turpin). Sono temi – in relazione al rapporto tra Hercules e Superman – di cui ho trattato nel mio intervento su “Miti Pop<\/strong><\/a>“, a cui rimando per chi fosse interessato.<\/p>\n Bradamante, dunque, \u00e8 similmente in qualche modo una attualizzazione ariostesca di Pentasilea<\/strong> e delle Amazzoni gi\u00e0 omeriche, e anticipa potenzialmente quindi la simile ripresa supereroistica delle amazzoni nel mito di Wonder Woman<\/strong>, ripreso dagli psicologi William ed Elizabeth Marston nella creazione del loro fumetto (sviluppato anche dalle prime fumettiste, come Joye Hummel, da poco scomparsa, che ne cur\u00f2 la strip). Ma, al contempo, come abbiamo detto, Bradamante \u00e8 pienamente umana, e quindi pi\u00f9 vicina a una “eroina con superproblemi”<\/strong> di marca marvelliana, ma senza superpoteri.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Un ultimo aspetto che merita rimarcare \u00e8 la bellezza degli scenari e delle ambientazioni,<\/strong> resi da Cardinali con un tratto essenziale ma di grande potenza evocativa, di nuovo grazie alla particolare grazia della colorazione. Non si tratta di un elemento puramente decorativo, ma spesso il paesaggio diviene un correlativo oggettivo degli stati d’animo della protagonista, contribuendo alla buona resa psicologica complessiva dell’opera. Non si giunge mai, mi pare, all’uso proprio della Ruckenfigur<\/strong> (vedi qui<\/strong> <\/a>il mio studio su tale espediente nei fumetti), ma spesso – come nell’immagine qui sopra – il concetto diviene analogo.<\/p>\n <\/p>\n <\/p>\n Per concludere, come di consueto, mi piace analizzare la spendibilit\u00e0 didattica di quest’opera<\/strong>, con particolare riferimento alle scuole superiori, dove insegno. Come gi\u00e0 accennato, mi pare molto buona, perch\u00e9 parliamo di un autore che \u00e8 comunque obbligatorio nel canone, in terza superiore. Rispetto alla sua importanza – Italo Calvino<\/strong>, come noto, ne faceva il vero modello di scrittura italiana, piuttosto che Dante, per la leggerezza dello stile, riprendendolo nel suo Ciclo degli Antenati<\/strong> – non ci sono molte trasposizioni nel fumetto: le varie satire disneyane, l’adattamento di Marcello Toninelli<\/strong>, ma sempre pi\u00f9 dalle parti di una ripresa umoristica e parodistica, di cui bene ha trattato la pagina di Arabeschi (e io ho in parte ripreso e ampliato qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n
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