{"id":1965,"date":"2021-03-01T19:01:04","date_gmt":"2021-03-01T18:01:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=1965"},"modified":"2021-03-01T19:01:04","modified_gmt":"2021-03-01T18:01:04","slug":"nadia-ventura-buffolente-e-la-nascita-del-romanzo-a-fumetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/nadia-ventura-buffolente-e-la-nascita-del-romanzo-a-fumetti\/","title":{"rendered":"&#8220;Nadia&#8221;: Ventura, Buffolente e la nascita del romanzo a fumetti."},"content":{"rendered":"<p><strong>\u201cNadia, Un mistero a Hollywood!\u201d,<\/strong> riedito oggi da <strong>Rina Edizioni,<\/strong> \u00e8 con buone probabilit\u00e0 il primo romanzo a fumetti italiano, secondo la definizione che appare nella stessa opera. Un termine coniato dal suo autore, <strong>Giulio Cesare Ventura (1909-1980)<\/strong>, che si firma <strong>Arutnev<\/strong>, con un rovesciamento\/dissimulazione del nome che ricorda il successivo Nolitta\/Bonelli. La sua figura, per quanto una meteora del panorama fumettistico, fu per\u00f2 rilevante per alcune intuizioni moderne portate in quest&#8217;ambito durante il periodo della sua attivit\u00e0 come editore, dal 1945 al 1947. La sua figura viene tratteggiata nel volume dal nipote <strong>Raffaele A. Ventura<\/strong>, oggi tra i principali saggisti contemporanei con la sua indagine sulla &#8220;classe disagiata&#8221; e la crisi del ceto intellettuale, in uno dei tre testi critici che corredano il volume. Oltre alla definizione di &#8220;romanzo&#8221;, spicca la presenza della firma dei suoi autori, in un fumetto all&#8217;epoca prevalentemente anonimo, ancora lontano da rivendicazioni &#8220;autoriali&#8221; (indaga bene questo aspetto <strong>Luca Raffaelli<\/strong> nel suo saggio incluso nel volume).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1968 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/03\/COVER_Nadia.jpg\" alt=\"COVER_Nadia\" width=\"400\" height=\"593\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>&#8220;Nadia&#8221; apparve dunque nel 1946-1947 sul settimanale \u00abPer Voi! For You!\u00bb delle sue edizioni Ventura,<\/strong> in dieci capitoli, fino alla chiusura della rivista. Venne poi raccolto in un unico volume dal titolo Un mistero a Hollywood, su cui campeggia la dicitura picture-novel, molto vicino a quel &#8220;graphic novel&#8221; che si sarebbe imposto da noi dal 2002 in poi, sulla scorta della fortuna di &#8220;5 \u00e8 il numero perfetto&#8221; di Igort, primo a recuperare sistematicamente il termine dagli americani (curiosamente, di nuovo, con un noir). Naturalmente, come ha indagato Andrea Tosti nel suo imponente \u201cGraphic Novel\u201d, la definizione del romanzo a fumetti, in varie forme, predata lo spartacque riconosciuto di \u201cA contract with god\u201d di Will Eisner, nel 1978, e questo \u00e8 un interessante esempio italiano. Il Picture Novel usato qui rimanda forse ancor pi\u00f9 alle Motion Pictures del cinema che alla pittura tradizionale: ma \u00e8 comunque una anticipazione rilevante. Similmente, in senso sempre cinematografico, Ventura si ascrive giustamente \u201cRomanzo e regia\u201d, in parte un equivalente di \u201csoggetto e sceneggiatura\u201d, che sottolinea per\u00f2 il parallelo col cinema, particolarmente evidente in questo fumetto che guarda in molti aspetti ad Hollywood.<\/p>\n<p><strong>Tutto insomma in &#8220;Nadia&#8221; guarda al cinema: ed \u00e8 cos\u00ec anche per la trama<\/strong>. Siamo nella Hollywood 1946, dove Nadia, la star del momento, ha un misterioso passato alle spalle, da cui parte lo spunto di tutta la narrazione.\u00a0 L\u2019ispirazione alla produzione cinematografica noir americana degli anni \u201940 \u00e8 evidente, e sfrutta sapientemente tutto un armamentario retorico di colpi di scena, suspense, flashback per drammatizzare al massimo una vicenda di delitti, grandi passioni, fughe e inseguimenti, in ambientazioni internazionali affascinanti \u2013 tra Los Angeles, Budapest e Citt\u00e0 del Messico. La Traumfabrik al suo meglio, insomma: solo che la fabbrica dei sogni in questo caso non \u00e8 il cinema, ma il fumetto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1969 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/03\/Nadia_Immagine2-574x800.jpg\" alt=\"Nadia_Immagine2\" width=\"574\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/03\/Nadia_Immagine2-574x800.jpg 574w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/03\/Nadia_Immagine2-735x1024.jpg 735w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/03\/Nadia_Immagine2.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 574px) 100vw, 574px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il cinema ritorna forse di striscio in un ulteriore aspetto: <strong>scopo della rivista era insegnare l&#8217;inglese,<\/strong> la lingua dei liberatori angloamericani avviata a divenire lingua della comunicazione globale, e forse ancor pi\u00f9 lingua del sogno hollywoodiano. <strong>Questo aspetto caratterizza anche l\u2019elemento che colpisce subito l\u2019attenzione di Nadia: ovvero l\u2019adozione di didascalie miste tra inglese e italiano nei balloon, che era una caratteristica della rivista ospite<\/strong> (fin dal titolo). Un esperimento coraggioso ma poco riuscito: per quanto ci si abitui con la lettura all\u2019espediente, inizialmente piuttosto faticoso e distraente, condanna a un peso dei balloon inutilmente doppio, privo di senso in un mezzo eminentemente visivo come il fumetto.<\/p>\n<p>&#8220;Nadia&#8221; per\u00f2, se \u00e8 notevole per questi aspetti, lo \u00e8 anche e molto per i disegni, che sono della prima fumettista professionista europea, <strong>Lina Buffolente<\/strong>, la cui figura viene approfondita da un ricco intervento critico, in questo volume, d<strong>i Laura Scarpa<\/strong>, che la inserisce nel contesto di quella embrionale scena fumettistica italiana al femminile, dove vi sono insospettate presenze centrali nelle svolte cruciali: il Corrierino e quindi il fumetto italiano nascono per impulso di Paola Lombroso; Tea Bonelli crea e dirige la celebre casa editrice, e di l\u00ec a poco arriveranno le Giussani con il loro Diabolik a cambiare di nuovo il fumetto italiano. Nel 1937 Paola Bologna invece aveva disegnato &#8220;Il mistero di Saturno&#8221; con il quale si inaugura il primo numero del settimanale cattolico \u00abIl Vittorioso\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1970\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/03\/5763491_0945_wq-800x438.jpg\" alt=\"5763491_0945_wq\" width=\"800\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/03\/5763491_0945_wq-800x438.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/03\/5763491_0945_wq.jpg 990w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lina Buffolente (1924-2007), denominata spesso \u201cla signora del fumetto\u201d<\/strong>, \u00e8 ritenuta la prima disegnatrice professionista di comics in Europa; nel 1941 inizia a collaborare con l\u2019Edital illustrando albi d\u2019avventura come &#8220;L\u2019isola maledetta&#8221; e &#8220;Il Bastione di San Marco&#8221;. Lavora poi a serie celebri di quegli anni, con un predominante tema western in cui Tex Willer \u00e8 ancora uno dei tanti, pur importanti, protagonisti e non il roccioso artefice di una delle pi\u00f9 antiche tradizioni fumettistiche, seconda solo ai colossi di oltreoceano per durata. Buffolente lavora su Buffalo Bill (Stellissima, \u201946); Gli albi di Lupo (Bulzoni, \u201946); Tom Mix e Tom Bill (Edizioni Arc, \u201948); Liberty Kid e Jane Calamity entrambe apparse sull\u2019\u00abIntrepido\u00bb (\u201948-\u201949); Furio Mascherato (Edizioni Audace-Bonelli \u201950); per Bonelli disegna Il Piccolo ranger (\u201973-\u201984), Il Comandante Mark (\u201987-\u201998) e River Bill (\u201990). Notiamo quindi che si distingue per l&#8217;adozione delle tematiche di azione proprio del fumetto rivolto, in quegli anni, soprattutto a un pubblico maschile, pur esistendo un fumetto &#8220;al femminile&#8221;, oggi poco indagato, nelle riviste rivolte a un pubblico femminile come &#8220;Grand Hotel&#8221;: fumetto che sar\u00e0 in quest&#8217;ambito soppiantato dal fotoromanzo.<\/p>\n<p>Ma <strong>l\u2019autrice ha anche lavorato su moltissimi classici trasposti a fumetto<\/strong>, secondo la moda dei \u201cclassic illustrated\u201d anche qui avviatasi oltreoceano (e avversata da Wertham) che costituisce uno dei primi pilastri del moderno \u201cromanzo a fumetti\u201d, portando nei comics le tematiche pi\u00f9 adulte del romanzo. Piccole donne, Orgoglio e pregiudizio, Zanna bianca e alcuni tra i romanzi di Salgari (Carroccio \u201945); I tre moschettieri e I Miserabili (Edizioni Ventura \u201946) sono le opere adattate da Buffolente in questo campo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1972 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/03\/Nadia_Immagine3-567x800.jpg\" alt=\"Nadia_Immagine3\" width=\"567\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/03\/Nadia_Immagine3-567x800.jpg 567w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/03\/Nadia_Immagine3-726x1024.jpg 726w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/03\/Nadia_Immagine3.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Qui, su Nadia, Buffolente ha modo di lavorare su un personaggio femminile particolarmente interessante, tra i primi a essere protagonisti nella letteratura disegnata nostrana.<\/strong> Dire che Nadia \u00e8 una donna forte e indipendente pu\u00f2 parere un luogo comune, ma colpisce anche sotto questo aspetto una certa modernit\u00e0 di scrittura, che la rende lontana da uno stereotipo di \u201cmadonnina infilzata\u201d adattata a nuvolette, la classica damsell in distress quando non \u201cin the refrigerator\u201d. E la cosa \u00e8 inevitabile, essendo appunto la protagonista a tutti gli effetti, fin dal titolo. Ma \u00e8 lontana anche da schemi troppo semplici di femme fatale, dark lady e simili. Nei limiti ovvi di un simile tipo di prodotto, appare una figura tutto sommato psicologicamente ben delineata, e non invecchiata troppo male. Probabilmente, ci\u00f2 deriva anche dall\u2019accorta ricerca di un equilibrio tra un elemento identificativo per il pubblico delle lettrici, e un elemento proiettivo: Nadia dev\u2019essere abbastanza simile a una donna \u201cdella porta accanto\u201d perch\u00e9 le lettrici si identifichino, ma al tempo stesso un po\u2019 pi\u00f9 intraprendente e combattiva, pur nell\u2019inevitabile turbine di forti passioni che sono il sale di questo tipo di opere.<\/p>\n<p>Viene da considerare \u2013 e anche questo sembra un elemento di modernit\u00e0, tutto sommato \u2013 che Ventura qui pensa di tenersi aperti pi\u00f9 pubblici: a differenza di molti fotoromanzi di quegli anni, accomunati in parte nei temi (ma pi\u00f9 casalinghi: il montaggio fotografico riduce in parte la possibilit\u00e0 di esotismo ed azione rispetto alla libert\u00e0 maggiore del fumetto), Nadia pare parlare anche a un pubblico maschile, almeno potenzialmente, come avverr\u00e0 poi negli anni \u201960 con Diabolik \u2013 e negli anni \u201980 con Dylan Dog \u2013 con un diversissimo mix degli stessi universali ingredienti di partenza: sentimenti, un certo erotismo, azione, mistero, detection, tensione, crimine&#8230;<\/p>\n<p><strong>Grazie alla abilit\u00e0 di Buffolente, che bene interpreta la regia venturiana, il fumetto riesce a suggerire una certa ariosit\u00e0 nelle scene di sapore cinematografico,<\/strong> con l\u2019attenzione focalizzata su una recitazione un poco enfatica dei personaggi \u2013 connessa al cinema dell\u2019epoca \u2013 ma indubbiamente efficace, sia nelle espressioni che nelle pose spesso drammatiche. Gli scenari spesso appaiono solo accennati, ma con efficacia, e quando necessario, nei momenti d\u2019azione la scena acquisisce la giusta grandiosit\u00e0 coi movimenti di campo larghi della macchina da presa virtuale. Il contrasto chiaroscurale \u00e8 a volte un po\u2019 sacrificato in favore di una dovizia di tratteggi che evocano una certa ricchezza del segno, ma quando necessario viene usato, con sobriet\u00e0, a sottolineare le scene pi\u00f9 drammatiche e, appunto, noir. Significativo come la tavola, pur in una griglia italiana 2X3 che ci sar\u00e0 poi consueta per la mediazione di Bonelli, negli anni, ha una caratteristica curiosa: le vignette sono come incastonate l&#8217;una nelle altre, spesso, quasi a sottolineare che la tavola nasce gi\u00e0 in questa dimensione e non come assemblaggio di strip preesistenti (com&#8217;era consueto). Luca Raffaelli, nel terzo dei tre testi che corredano l&#8217;opera, sottolinea anche il debito con &#8220;Flash Gordon&#8221;, fumetto dirompente nell&#8217;Italia degli anni &#8217;30 quando vi giunse in traduzione, da cui la Buffolente trasse la sua ispirazione stilistica.<\/p>\n<p><strong>Un fumetto, dunque, reso affascinante dai molteplici significati che si stratificano su di esso,<\/strong> che lo rendono interessante a un lettore moderno curioso della storia del fumetto, soprattutto italiano. Ma &#8220;Nadia&#8221; conserva anche la freschezza del suo fascino ingenuo e sognante, di un noir che paradossalmente ci pare molto moderno dopo i recuperi anni &#8217;90, tra cinema pulp, un certo giallismo bonelliano pi\u00f9 oscuro (Dylan Dog, Nick Raider, Nathan Never, Julia&#8230;) e, in USA, la lezione magistrale di Frank Miller in Sin City (oltre al gi\u00e0 citato noir d&#8217;autore igortiano).<\/p>\n<p>Insomma, &#8220;Nadia&#8221; sa parlare in pi\u00f9 aspetti al lettore moderno, e auspichiamo che questo recupero ne preluda ad altri, volti a riscoprire angoli oscuri ma affascinanti del canone del fumetto italiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nadia&#8221; di Arutnev e Lina Buffolente \u00e8 un primo esempio di romanzo a fumetti, pionieristico per molti aspetti a livello globale, che nell&#8217;Italia del 1946 guarda al grande sogno hollywoodiano.<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":1967,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"\"Nadia\": Ventura, Buffolente e la nascita del romanzo a fumetti. - Come un romanzo","description":"\"Nadia\" di Arutnev e Lina Buffolente \u00e8 un primo esempio di romanzo a fumetti, pionieristico per molti aspetti a livello globale, che nell'Italia del 1946 guarda"},"footnotes":""},"categories":[338,9],"tags":[],"class_list":["post-1965","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cinema-e-fumetto","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1965","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1965"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1965\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1967"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1965"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1965"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}