{"id":1888,"date":"2021-01-24T16:43:25","date_gmt":"2021-01-24T15:43:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=1888"},"modified":"2026-02-02T17:17:57","modified_gmt":"2026-02-02T16:17:57","slug":"cinema-e-fumetto-appunti-su-un-amore-difficile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/cinema-e-fumetto-appunti-su-un-amore-difficile\/","title":{"rendered":"Cinema e fumetto, appunti su un amore difficile"},"content":{"rendered":"<p>In questo blog, come noto, mi occupo del rapporto tra letteratura e fumetto, trattando non solo di adattamenti letterari in senso proprio, ma anche del rapporto in generale tra i due media; con un focus particolare &#8211; anche se non esclusivo &#8211; sul fumetto italiano. Per tale ragione, di fronte alla recente fioritura del cinecomic all&#8217;italiana che si prospetta all&#8217;orizzonte (il nuovo e atteso film di Diabolik; quello in lavorazione su Dampyr, la nuova attesa serie animata di Zerocalcare e la serie live action in arrivo dedicata alle Winx, entrambe per Netflix) ho giudicato interessante ricostruire le liason tra il fumetto e il cinema italiano. Ovviamente, come noto agli appassionati, \u00e8 la storia di una liason tormentata, un incastro di cui molti hanno cercato una quadra finora senza un vero e duraturo successo. Eppure, indubbiamente, quella italiana \u00e8 una delle pi\u00f9 vaste tradizioni fumettistiche, e l&#8217;incontro sarebbe interessante.<\/p>\n<p>Lascio da parte, nel discorso (e potrebbe essere occasione di un altro approfondimento) l&#8217;intersezione tra fumetto e cinema d&#8217;animazione italiano, perch\u00e9 si tratta di un rapporto totalmente diverso, ovviamente. In questo caso, dopo accenni pionieristici, ci sarebbe il discorso di Carosello, di Bruno Bozzetto, di Supergulp, e poi numerosi adattamenti pi\u00f9 recenti, Lupo Alberto, Cattivik della linea Bonvi-Silver, Corto Maltese, Ratman di Ortolani, la stop-motion di Orfani e oggi il cartoon di Zerocalcare. I due discorsi si intersecano, chiaramente, ma per ora restiamo sul cinema. Anche qui, naturalmente, non ho pretese di completezza: anzi, lo scopo dell&#8217;articolo \u00e8 far emergere magari nuovi esempi, oltre a nuove considerazioni, da integrare (e, per quanto possibile, ho cercato di rimandare alle fonti preesistenti disponibili). Per\u00f2 ho cercato invece in questo caso di ampliare il discorso, accennando anche a casi di rapporto cinema italiano-fumetto &#8220;a margine&#8221; del discorso adattamento, ma potenzialmente interessanti.<\/p>\n<p>Naturalmente, come principale riferimento sul tema presso Lo Spazio Bianco rimando all&#8217;<a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/argomento\/cinecomics\/\"><strong>ottimo spazio sui Cinecomics<\/strong><\/a> curato da Carlo Coratelli, che affronta con competenza il quadro generale in cui collocare il caso italiano. A margine, ricordiamo come il termine di Cinecomics, bench\u00e9 anglizzante, sia di conio italiano e non esista propriamente in inglese: qui comunque lo adotteremo per praticit\u00e0 (vedi <a href=\"http:\/\/peppermindsblog.it\/cinecomics-di-cosa-stiamo-parlando\/\"><strong>qui<\/strong> <\/a>per una interessante riflessione sul termine).<\/p>\n<p>Un <a href=\"http:\/\/www.fumodichina.com\/news-approfondimenti-gli-oltre-300-cinefumetti-doppiati-e-realizzati-in-italiano-1941-2017-6.html?fbclid=IwAR3t13g7BXPviyfEZi8kuffpsesbkVS8R4N93-a9nSG-xnYVnYdR2HbNyXk\"><strong>elenco esaustivo<\/strong> <\/a>\u00e8 quello poi realizzato dalla storica<strong> &#8220;Fumo di China&#8221;<\/strong>, che analizza tutti i cinecomic apparsi in Italia, inclusi quelli doppiati: si giunge a oltre 300 film (mentre in questo mio elenco, solo sugli italiani intesi sia pure in senso elastico, non si arriva a cento pellicole). Si tratta di un lavoro sistematico di notevole spessore, a cui rimando per informazioni pi\u00f9 precise e dettagliate su molti film di cui ho qui accennato (e diversi spunti, ovviamente, vengono di qui).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1962 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/01\/0000-2.jpg\" alt=\"0000\" width=\"400\" height=\"560\" \/><\/p>\n<p>Di recente uscita per Nicola Pesce Editore, infine, la <a href=\"https:\/\/edizioninpe.it\/product\/guida-ai-cinecomics\/\"><strong>Guida ai Cinecomics di Giuliano Gambino<\/strong><\/a>, opera particolarmente accurata dedicata al tema, che ha censito oltre duemila cinecomics nel complesso, analizzandone i circa quattrocento che hanno visto un doppiaggio italiano (quelli specificamente italiani, di cui ho trattato qui, sarebbero circa un centinaio usando il concetto in modo estensivo, a quanto ho potuto ricostruire). La guida \u00e8 un ottimo strumento per chi si interessi di tali temi, ed \u00e8 stata qui utile per integrare ulteriormente in diversi punti questo mio approfondimento.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1897 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/01\/1940.jpg\" alt=\"1940\" width=\"458\" height=\"630\" \/><\/p>\n<p><strong>I pionieri anni &#8217;40: Bonaventura e Macario<\/strong><\/p>\n<p>Dall&#8217;ottima opera di Gambino viene una prima considerazione curiosa: anche l&#8217;Innaffiatore Innaffiato dei Lumiere, nel 1895, considerato uno dei primi film, se non il primo, e sicuramente il pi\u00f9 iconico del cinema delle origini, \u00e8 un Cinecomic. Infatti venne ispirato da una breve strip autoconclusiva di Hermann Vogel, &#8220;L&#8217;arroseur&#8221;. Viene la curiosit\u00e0 di pensare se, scavando nei primi film italiani, che prendono il via nel 1896 (ma solo dal 1903 superano la sola forma del documentario) si potrebbe scoprire qualche analogo esempio nostrano.<\/p>\n<p>Stando a Gambino, un primo cinecomic a venire doppiato in Italia \u00e8 il &#8220;Flash Gordon&#8221; del 1936 (\u00e8 ben documentato, su &#8220;Eccetto Topolino!&#8221; e in studi precedenti qui perfezionati, l&#8217;importanza che ebbe Gordon in Italia nella creazione dell&#8217;immaginario anni &#8217;30: ne ho trattato <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/la-resistenza-dei-fumetti-usa-la-banda-gordon-di-dellomo\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>). Si tratta probabilmente del primo film tratto dal fumetto avventuroso, che era sorto nel 1929 con antesignani quali Tarzan (nato dal celebre romanzo del 1912, e adattato dal 1918: ma non \u00e8 ovviamente un cinecomic) e Buck Rogers, di cui vi era stato solo un cortometraggio nel 1933 (e che nasce da un meno noto racconto del 1928). A Gordon segue l&#8217;hard boiled di Dick Tracy nel 1937 e la commedia sentimentale di Blondie nel 1938: con svariati sequel, questa triade domina il primo periodo dei cinecomic in Italia, salvo la sporadica apparizione filmica di Li&#8217;l Abner nel 1940.<\/p>\n<p>Un primo tentativo di cinecomic italiano, di cui si parla bene <a href=\"http:\/\/seiemmezzo.it\/2020\/11\/30\/il-primo-cinefumetto-italiano-cenerentola-e-il-signor-bonaventura-1941\"><strong>qui<\/strong><\/a>, avviene invece nel <strong>1941<\/strong>, con la trasposizione del fortunatissimo <strong>Signor Bonaventura<\/strong> (1917) di Tofano, del resto attore teatrale: il fumetto iconico della fase d&#8217;anteguerra della storia del medium in Italia.<\/p>\n<p>Un tentativo abbastanza tardo (a meno che non mi sfuggano casi precoci), rispetto a quelli americani basati su comic strips, come si pu\u00f2 vedere <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/List_of_films_based_on_comic_strips\"><strong>qui<\/strong><\/a>, dove i tentativi americani datano praticamente all&#8217;inizio parallelo dei due media, con Ally Slooper e i Katzjammer Kids adattati gi\u00e0 nel 1898. In seguito, la comic strip port\u00f2, in modo forse naturale, piuttosto all&#8217;adattamento cartoonistico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.cinefacts.it\/cinefacts-articolo-448\/breve-storia-del-cinecomic-il-genere-che-non-e-un-genere.html\"><strong>Qui<\/strong> <\/a>si d\u00e0 come antesignano del fumetto &#8220;eroico&#8221; al cinema &#8220;Aventuras de Pancho Talero&#8221;, parte di una trilogia (1929-1931) dedicata all&#8217;eroe delle strip argentine dell&#8217;epoca, il marinaio Don Pancho Talero creato da Arturo Lanteri che fu pubblicato sulle pagine di El Hogar tra il 1922 e il 1944.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che altro, sugli esperimenti italiani incide probabilmente il successo dei lungometraggi animati disneyani e del film del &#8220;Mago di Oz&#8221; (1939), che spingono anche l&#8217;Italia del tempo a pensare a un suo possibile cinema d&#8217;animazione e per ragazzi. Nel 1940, in Francia, era uscito anche un film dedicato a Becassine, la prima eroina del fumetto francese.<\/p>\n<p>L&#8217;anno successivo, nel <strong>1942<\/strong>, avviene un esperimento simile, ma in direzione inversa: nel 1938 il comico torinese Macario aveva inventato la sua celebre maschera col ricciolo, portandola a teatro ma anche al cinema (dov&#8217;era presente dal 1929), e tale maschera diventa, come <strong>&#8220;Macarietto&#8221;<\/strong>, un fumetto per il coevo Corriere dei Piccoli (vedi <a href=\"http:\/\/www.macariocult.it\/homepage.htm\"><strong>qui<\/strong><\/a>), disegnato da Giovanni Manca, quello dell&#8217;Arcivernice (&#8220;La banda del Corrierino&#8221;, volume del Corriere del 2008 per il centenario, lo data appunto dal 1942 al 1944).<\/p>\n<p>In &#8220;Cine-fumetto comico&#8221; (1990) di Camillo Moscati, che purtroppo non ho come volume, si analizza l&#8217;analogo passaggio tra cinema e carta degli attori comici americani, e forse si potrebbe trovare, a margine, qualche ulteriore riscontro per il quadro italiano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1896 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/01\/1950.jpg\" alt=\"1950\" width=\"333\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p><strong>Gli anni &#8217;50 e il fotoromanzo\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>A lungo l&#8217;esperimento di Bonaventura rimase comunque isolato, diverso dai tentativi di oltreoceano basati su un fumetto avventuroso o comunque relativamente realistico come Blondie. Nel dopoguerra, ha fortuna in Italia anche l&#8217;adattamento di Jim della Jungla, eroe di stampo tarzanide con temi spesso avventurosi e misteriosi.<\/p>\n<p>Un caso particolare, a partire dal fumetto, \u00e8 <strong>&#8220;Up front&#8221;<\/strong> di Bill Mauldin, strip non umoristica e non puramente avventurosa, ma di azione bellica descritta con crudo realismo, che anticipa il fumetto maturo che si imporr\u00e0 solo molti anno dopo. La strip \u00e8 del 1940 (realizzata da Mauldin, combattente al fronte, con verismo quasi autobiografico); il film del <strong>1951<\/strong> ne tradisce del tutto lo spirito e non viene approvata dall&#8217;autore. Va per\u00f2 rimarcato che i soldati protagonisti combattono sul fronte italiano: un cinecomic dunque italiano non per produzione, ma ambientazione.<\/p>\n<p>Invece, nell&#8217;immediato dopoguerra, di autoctono c&#8217;\u00e8 l&#8217;esplosione dei fotoromanzi (che, significativamente, sono detti &#8220;fumetti&#8221; in inglese) e il cinema li recepisce: svolgono un ruolo marginale in <strong>&#8220;Riso Amaro&#8221; (1949)<\/strong>, e centrale ne <strong>&#8220;Lo sceicco bianco&#8221; (1952)<\/strong> di Fellini. Ne ho scritto pi\u00f9 ampiamente <a href=\"https:\/\/n3rdcore.it\/fotoromanzo-la-storia-e-il-ritorno-fumetto-fotografico\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>: in ogni caso, si tratta ovviamente di una cosa diversa.<\/p>\n<p>Nel <strong>Prince Valiant (1954)<\/strong> americano, va notata la presenza di Primo Carnera nei panni dell&#8217;antagonista Sligon, come annota Gambino.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1895 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/01\/1968.jpg\" alt=\"1968\" width=\"548\" height=\"777\" \/><\/p>\n<p><strong>Gli anni &#8217;60 e il fumetto nero: un prototipo per il cinecomic?<\/strong><\/p>\n<p>Il vero fulcro del rapporto tra fumetto e cinema italiano va colto negli anni &#8217;60, dove con l&#8217;apparizione di Diabolik (1962) inizia la stagione del &#8220;fumetto nero&#8221;, che lambir\u00e0 anche il fotoromanzo e appunto il cinema. Una curiosit\u00e0 \u00e8 <strong>Tot\u00f2 Diabolicus (1962)<\/strong>, che anticipa Diabolik, ispirandosi al caso reale di Diabolich, la firma di un delitto misterioso nella Torino del 1958. In modo ancor pi\u00f9 proprio, i fumetti appaiono in <strong>&#8220;Tot\u00f2 nella Luna&#8221; (1958)<\/strong>, la parodia della fantascienza dell&#8217;autore, dove il protagonista \u00e8 avido lettore di fumetti di &#8220;fantaschifenza&#8221; (vedi <a href=\"https:\/\/nonquelmarlowe.wordpress.com\/2017\/06\/28\/toto-nella-luna-1958\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Antesisnani\u00a0 sono anche due produzioni italo-francesi come <strong>&#8220;Amori celebri&#8221; (1961)<\/strong> e\u00a0 <strong>&#8220;Il delitto non paga&#8221;<\/strong> (Italia\/Francia <strong>1962<\/strong>, 158 min) entrambi adattati dal fumetto di Paul Gordeaux. Film in quattro episodi, il secondo si lega a temi del crimine e della vendetta, in modo vicino al &#8220;genere nero&#8221; che stava per abbattersi sulle edicole italiane.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Il segno del Coyote&#8221;<\/strong> (Italia\/Spagna <strong>1963<\/strong>, 100 min) di Mario Caiano \u00e8 invece ispirato a un vecchio fumetto western spagnolo, tra anticipazione del grande boom del western italiano a met\u00e0 decade, e sulla scia forse del successo di Tex. In quest&#8217;anno Kriminal e Satanik si aggiungono a Diabolik e parte l&#8217;Onda Nera del fumetto italiano.<\/p>\n<p>Nel <strong>1964<\/strong>, nel film francese <strong>Clementine Cherie<\/strong>, una commedia rosa che origina da un omologo fumetto d&#8217;Oltralpe, sono riconoscibili diversi volti italiani: Grazia Buccella, Corrado Olmi e Rita Pavone.<\/p>\n<p>Nel film a episodi <strong>Thrilling<\/strong> ne appare uno dedicato a <strong>Sadik<\/strong> (Italia <strong>1965<\/strong>, 117 min) di Gian Luigi Polidoro. Il fumetto era nato quell&#8217;anno stesso, quindi la trasposizione \u00e8 precoce.<\/p>\n<p>Tradizionalmente si fa iniziare il genere nero al cinema (vedi <a href=\"https:\/\/frasix.it\/2020\/04\/15\/fumetti-italiani-film\"><strong>Qui)<\/strong><\/a> con <strong>Kriminal<\/strong>, apparso al cinema nel <strong>1966<\/strong>; con un sequel nel <strong>1968<\/strong> (&#8220;<strong>Il marchio di Kriminal<\/strong>&#8220;, con una nota umoristica prima assente) che spinge a nuovi tentativi come &#8220;<strong>Mister X&#8221; (1967),<\/strong> pi\u00f9 violento, e <strong>&#8220;Arriva Dorellik&#8221; (1967),<\/strong> dello stesso anno, dalla parodia del genere di Dorelli in TV.<\/p>\n<p>Nel <strong>1968<\/strong> arriva al cinema un poco riuscito <strong>Satanik<\/strong> (una grande occasione sprecata) ma soprattutto il <strong>Diabolik\u00a0<\/strong> di Bava (<strong>1968<\/strong>) &#8211; di cui si tratta <a href=\"https:\/\/seiemmezzo.it\/2020\/12\/11\/litalianissimo-diabolik-di-mario-bava-ha-inventato-il-cinecomic-moderno\/\"><strong>qui\u00a0<\/strong><\/a> &#8211; che traspone il fumetto nero di maggior successo per mano di un regista di genere eccezionale (e, a giudicare dalla locandina, con un occhio al recente successo di Bond, avviatosi nel 1962).<\/p>\n<p>Nella co-produzione italo-francese <strong>Barbarella (1968)<\/strong> di Vadim, il ruolo della protagonista Barbarella, affidato infine a Jane Fonda, venne inizialmente proposto alle italiane Virna Lisi e Sophia Loren, che per\u00f2 rifiutarono, stando sempre a Gambino.<\/p>\n<p>In qualche modo dunque il cinecomic italiano anticipa, cos\u00ec, il cinecomic americano: non tanto il caso isolato del valido Superman del 1978, ma la prima grande wave del genere, iniziata col Batman (1989) di Tim Burton e giocata pi\u00f9 dalle parti di un supereroismo &#8220;dark&#8221; (vedi anche casi come Il Corvo, o la trilogia di Blade), fino a quando il tripudio degli effetti speciali digitali, nei primi anni 2000, non permisero di rendere credibile il &#8220;sense of wonder&#8221; assoluto tipico del supereroico<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1907\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/01\/142341836_10225291553266859_5145378137681042499_n-800x600.jpg\" alt=\"142341836_10225291553266859_5145378137681042499_n\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/01\/142341836_10225291553266859_5145378137681042499_n-800x600.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/01\/142341836_10225291553266859_5145378137681042499_n.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Un filone parallelo che guarda supereroico vede in quegli stessi anni opere come <strong>Argoman superdiabolico<\/strong> (<strong>1967<\/strong>), fantaspionistico, <strong>&#8220;I fantastici 3 supermen&#8221;<\/strong> (<strong>1967<\/strong>), <strong>Fantabulous<\/strong> (<strong>1968<\/strong>) di Sergio Spina, che fa riferimento aperto al concetto di superuomo, con una evidente strizzata d&#8217;occhio a Valentina, e &#8220;<strong>Goldface &#8211; Il fantastico superman<\/strong>&#8221; (1967). Epigono tardo del genere pu\u00f2 essere <strong>&#8220;L&#8217;uomo puma<\/strong>&#8221; (1980), mentre un caso a parte \u00e8 &#8220;<strong>Poliziotto superpi\u00f9<\/strong>&#8221; (1980) con Terence Hill, che mirava a un potenziale pubblico americano.<\/p>\n<p>Come detto, non approfondiamo qui l&#8217;animazione: ma ci pare utile citare almeno, di Bozzetto, <strong>&#8220;Vip, mio fratello superuomo<\/strong>&#8221; (<strong>1968<\/strong>) che \u00e8 una efficace parodia dei supereroi cartacei, ma anche filmici, negli stessi anni in cui dal tentativo nero si passa a quello superomistico.<\/p>\n<p>Il discorso, ovviamente, si fa ampio (<a href=\"https:\/\/it.ign.com\/cinematv\/148958\/feature\/perche-superman-e-il-piu-importante-cinecomic-di-tutti-i-tempi\"><strong>qui<\/strong> <\/a>un articolo interessante) e ramificato, per cui sono bene accetti eventuali contributi: ma mi pare che il fumetto e il cinecomic italiano possano vantare un certo spirito di antesignani.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1894 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/01\/BABAYAGA-579x800.jpg\" alt=\"BABAYAGA\" width=\"579\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/01\/BABAYAGA-579x800.jpg 579w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/01\/BABAYAGA-741x1024.jpg 741w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/01\/BABAYAGA.jpg 869w\" sizes=\"auto, (max-width: 579px) 100vw, 579px\" \/><\/p>\n<p><strong>Gli anni &#8217;70, il softcore, le Sturmtruppen.<\/strong><\/p>\n<p>Un altro filone che segue a quello nero &#8220;puro&#8221; \u00e8 quello dell&#8217;erotic noir, che nel fumetto si era sviluppato nel 1966 con Isabella duchessa dei diavoli, il cui nome deriva dalla Angelica (1956) dei Golon, e su ispirazione del modello della Barbarella francese del 1962, pi\u00f9 leggera e raffinata, portata sugli schermi con l&#8217;omonimo &#8220;<strong>Barbarella<\/strong>&#8221; (Francia\/Italia <strong>1968<\/strong>, 98 min) di Roger Vadim.<\/p>\n<p><strong>Isabella duchessa dei diavoli<\/strong> (<strong>1969<\/strong>, diretta da Bruno Corbucci segue l&#8217;anno successivo, in cui si ha anche <strong>Zenabel<\/strong> (Italia <strong>1969<\/strong>, 93 min) di Ruggero Deodato. In modo apocrifo, si ispira a Isabella anche <strong>Zenabel (1969),<\/strong> diretta da Ruggero Deodato e interpretata da Lucretia Love nei panni della duchessa omonima di Vallestretta.<\/p>\n<p>Valentina di Guido Crepax, apparsa su Linus nel 1965, e decisamente di venatura pi\u00f9 intellettuale, arriva\u00a0 con <strong>&#8220;Baba Yaga&#8221;<\/strong> (<strong>1973<\/strong>) trasposta da Corrado Farina. In modalit\u00e0 diverse, a questo filone possiamo ricollegare anche, pi\u00f9 avanti, <strong>Le d\u00e9clic<\/strong> del <strong>1985<\/strong> diretto da Jean-Louis Richard, tratto dal fumetto di Manara, e la <strong>serie tv su Valentina<\/strong> del <strong>1989<\/strong> (vedi <a href=\"http:\/\/seiemmezzo.it\/2021\/01\/22\/la-serie-di-valentina-del-1989-poco-conosciuta-oggi-ma-cult-allepoca\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Su questa fase, ulteriori riscontri si potrebbero rinvenire in &#8220;Cinefumetto: nerosexy, fantastique, vestern, saderotik: estetica pop italiana, 1960-1973&#8221;. di Glittering Images, 2008, che purtroppo non possiedo.<\/p>\n<p>Il filone erotic-noir fumettistico non si sviluppa a lungo in modo autonomo, e nel corso dei &#8217;70 abbiamo piuttosto alcuni casi isolati. Nel <strong>1971<\/strong> abbiamo la produzione italo-francese <strong>Le Juge<\/strong>, tratta da una storia di Lucky Luke del 1959, da noi &#8220;All&#8217;ovest di Sacramento&#8221;, che forse guarda al successo dello spaghetti-western.<\/p>\n<p><strong>Sturmtruppen<\/strong> \u00e8 invece un film del <strong>1976<\/strong> diretto da Salvatore Samperi, tratto dalla serie a fumetti omonima di Bonvi, che ha anche un sequel, <strong>Sturmtruppen 2<\/strong>: Tutti al fronte del <strong>1982<\/strong>, sempre diretto da Samperi. L&#8217;esperimento, che coinvolgeva nomi di livello (Cochi e Renato, Jannacci per la colonna sonora&#8230;) non ottenne per\u00f2 lo sperato successo. Va detto che Bonvi aveva una sua personale liason col cinema: recit\u00f2 in <strong>Come rubammo la bomba atomica<\/strong> (<strong>1967<\/strong>) di Lucio Fulci, e in <strong>Cavalli si nasce<\/strong> (<strong>1988<\/strong>), diretto dal fumettista Sergio Staino. Ci fu anche un&#8217;imitazione spuria con <strong>Kakkientruppen<\/strong> (Italia <strong>1977<\/strong>, 90 min) di Marino Girolami. <strong>Pugni dollari &amp; spinaci<\/strong> (Italia <strong>1978<\/strong>) di Emimmo Salvi anticipa di due anni il Popeye disneyano di Altman.<\/p>\n<p><strong>Karamurat, la belva dell\u2019Anatolia (1976)<\/strong> \u00e8 invece una produzione italo-turca, ispirata a un fumetto turco di genere avventuroso, collegabile per\u00f2 al cinecomic italiano solo per l&#8217;elemento produttivo.<\/p>\n<p><strong>Gli anni &#8217;80: tentativi disparati.<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 accennato di diversi casi minori negli ottanta: &#8220;L&#8217;uomo puma&#8221; (1980), e &#8220;Poliziotto superpi\u00f9&#8221; (1980), Sturmtruppen 2 (1982) nell&#8217;ambito del tema &#8220;supereroico&#8221; in senso molto lato, e <strong>Biancaneve &amp; Co.<\/strong> (Italia <strong>1982<\/strong>, 95 min) di Mario Bianchi, parodia boccaccesca del cartoon disneyano.<\/p>\n<p>Un certo rilievo ha in ambito americano il <strong>&#8220;Flash Gordon&#8221;<\/strong> del <strong>1980 <\/strong>che, come spiega bene Gambino, \u00e8 prodotto da Dino De Laurentis (gi\u00e0 coinvolto in Diabolik e Barbarella, quindi non nuovo al cinecomic) e ha una forte impronta italiana, con le attrici Ornella Muti e Mariangela Melato, sia per i tecnici, in cui le scenografie e i costumi del due volte premio Oscar Danilo Donati spiccano per fascino e accuratezza. Appare plausibile la volont\u00e0 di un rilancio in occasione del grande successo nel 1977 di Guerre Stellari, che all&#8217;immaginario di Gordon era a sua volta potentemente ispirata, sotto la patina neo-tecnologica, l&#8217;estetica del videogame e l&#8217;ironia del citazionismo.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 avanti, nella decade seguente, anche nel <strong>Capitan America del 1990,<\/strong> come spiega sempre Gambino, &#8220;c\u2019\u00e8 da segnalare la presenza di due attrici italiane: Francesca Neri e Carla Cassola. La prima veste i panni di Valentina De Santis, figlia di Teschio Rosso probabilmente ispirata alla sua controparte cartacea Sin; mentre la seconda \u00e8 la dott.ssa Maria Vaselli, scienziata italiana interprete del ruolo che nei fumetti \u00e8 affidato al personaggio di Abraham Erskine&#8221;.<\/p>\n<p>Per il resto, anche negli &#8217;80 il &#8220;cinecomic italiano&#8221; resta molto episodico e sfilacciato. <strong>Il mondo di Yor<\/strong> (Italia <strong>1983<\/strong>, 200 min) di Anthony M. Dawson (Antonio Margheriti), tratto da un fumetto argentino, si colloca nei tentativi di fantascienza nostrana. Nel 1985, come detto, il Declic francese, da Manara. L&#8217;esperimento di &#8220;<strong>Tex e il signore degli abissi<\/strong>&#8221;\u00a0 (<strong>1985<\/strong>), diretto da Duccio Tessari e interpretato da Giuliano Gemma, \u00e8 un esperimento bonelliano isolato; ricordo tuttavia che, con una certa ragione, Gianluigi Bonelli ha spesso sostenuto che tutto lo spaghetti western ha un pesante debito con Tex (e quindi questo \u00e8 un altro significativo &#8220;mancato incontro&#8221;, da collegarsi anche alle strategie della Bonelli, ai tempi nettamente fumetti-oriented e meno aperte, come oggi, al multicanale).<\/p>\n<p>Chiude la decade la detta serie dedicata a <strong>Valentina (1989)<\/strong>. Tentativi numerosi, tutto sommato, ma abbastanza disorganici, segno che si tratta di singoli balloon d&#8217;essai, non c&#8217;\u00e8 una direzione riconoscibile comune.<\/p>\n<p><strong>Gli anni &#8217;90, nel segno di Dylan Dog<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1891 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/01\/1990.jpg\" alt=\"1990\" width=\"420\" height=\"570\" \/><\/p>\n<p>Col film su Tex siamo a un anno da Dylan Dog (1986), che trasforma la scena del fumetto italiano e riporta la centralit\u00e0 di un nuovo fumetto horror che, tra l&#8217;altro, ha fin dall&#8217;esordio un legame stretto col cinema, data la cinefilia citazionistica di Sclavi che guarda molto al grande schermo per la sua opera.<\/p>\n<p>Intanto il film\u00a0<strong> Jesuit Joe (1991)<\/strong>, produzione francese, riprende un personaggio minore di Pratt, mentre lo stesso anno\u00a0<strong>Lucky Luke<\/strong> (Italia\/USA <strong>1991<\/strong>, 92 min) vede la presenza di Terence Hill, in un nuovo tentativo di &#8220;dialogo&#8221; tra i due tipi di western umoristici.<\/p>\n<p>Il vero cinecomic-evento italiano di questi anni \u00e8 per\u00f2 nel <strong>1994<\/strong>, &#8220;<strong>Dellamorte Dellamore<\/strong>&#8221; di Michele Soavi, con Rupert Everett (volto di Dylan) protagonista, \u00e8 indubbiamente uno dei migliori cinecomic italici, segnato da un discreto successo e un certo carattere di cult: ma senza riuscire ad avere un ruolo di apripista. Il <strong>film del 2011<\/strong> \u00e8 un esperimento da dimenticare, e a parte questo c&#8217;\u00e8 solo un fan movie come &#8220;<strong>Vittima degli eventi<\/strong>&#8221; (<strong>2014<\/strong>) di Claudio Di Biagio.<\/p>\n<p>Un discorso a parte, sul bonelliano e non solo, possono essere poi i documentari come <strong>Noi Zagor (2013) e Nessuno siamo perfetti (2014)<\/strong>, su Sclavi e Dylan Dog, che rientrano in quella &#8220;nuova Bonelli&#8221; &#8211; oggi ormai consolidata &#8211; che si pu\u00f2 far iniziare dal 2013 (uso dei social, rilancio di Dylan Dog, Orfani a colori, fantasy con Dragonero). Ma, anche qui, sarebbe un ulteriore allargamento del discorso.<\/p>\n<p>Sempre nell&#8217;ambito delle curiosit\u00e0, possiamo annotare che in <strong>&#8220;Sabrina &#8211; Vacanze romane&#8221; (1998)<\/strong> l&#8217;ambientazione del film americano \u00e8 ovviamente italiana, a Roma, sulla scia del celebre e citatissimo film con Audrey Hepburn del 1955. Sabrina \u00e8 un personaggio in origine fumettistico, quindi pu\u00f2 essere collocato nel cinecomic.<\/p>\n<p>Nel <strong>1999<\/strong>, a fine decade (e millennio) c&#8217;\u00e8 invece il film <strong>Asterix &amp; Obelix contro Cesare<\/strong> (Ast\u00e9rix &amp; Ob\u00e9lix contre C\u00e9sar, Francia\/Italia\/Germania 1999, 105 min), coproduzione italiana dove Benigni interpreta Lucius Detritus. Ci saranno tre sequel, nel<strong> 2002, 2008 e 2012<\/strong>. Tutte coproduzioni italiane, anche se \u00e8 pi\u00f9 corretto, chiaramente, collocare questa esperienza nell&#8217;ambito del cine-bed\u00e9 francese, rispetto al quale il tentativo \u00e8 abbastanza sistematico, come detto. Ma, di nuovo, nel cinecomic italiano non si smuove nulla di sistematico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1890 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/01\/2000.jpg\" alt=\"2000\" width=\"354\" height=\"504\" \/><\/p>\n<p><strong>Anni 2000: Paz e AkaB.<\/strong><\/p>\n<p>A parte i prosieguo di Asterix, un nuovo tipo di incontro prende piede nel <strong>2002<\/strong> con <strong>PAZ!<\/strong> di Renato De Maria, all&#8217;interno di un rifiorire d&#8217;interesse per l&#8217;autore in quegli anni. Max Mazzotta, interprete di Fiabeschi, ha poi nuovamente vestito i panni del personaggio nel lungometraggio <strong>&#8220;Fiabeschi torna a casa&#8221;<\/strong>, da lui stesso diretto nel <strong>2013<\/strong>. Sono gli anni in cui anche in Italia, a partire da Igort e dal suo &#8220;5 \u00e8 il numero perfetto&#8221; (2002) si inizia ad affermare il graphic novel, in un costante processo di crescita di questo segmento fumettistico ancora in parte in corso (anche sulla base del recupero delle esperienze dei Cannibali e di Valvoline nel fumetto autoriale).<\/p>\n<p>Negli anni 2000 vi \u00e8 anche il lavoro filmico di un fumettista come AkaB, un maestro del fumetto underground recentemente scomparso. AkaB si occupa in questi anni di tre lungometraggi (vedi <a href=\"https:\/\/www.staynerd.com\/cinecomic-italia\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>): <strong>Mattatoio (2003), Il corpo di Cristo (2004) e Vita e opere di un santo (2005)<\/strong>.<\/p>\n<p>Tra le curiosit\u00e0 asistematiche, italo-francese \u00e8 la produzione del film <strong>&#8220;Immortal ad vitam&#8221; (2004)<\/strong>, dai fumetti di Enki Bilal (e da lui diretto), che \u00e8 un tentativo rilevante per l&#8217;ambito del cinefumetto francese, e tange l&#8217;Italia a margine. Non \u00e8 italiano, ma parodizza i cinecomics italiani, fin dal titolo, <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Italian_Spiderman\"><strong>&#8220;Italian Spiderman&#8221;<\/strong><\/a> (<strong>2007<\/strong>), fan movie uscito su Youtube e di produzione australiana. Citiamo anche, per completismo, il poco noto supereroe umoristico <strong>&#8220;Capitan Basilico&#8221;<\/strong> (<strong>2008<\/strong>, con un sequel nel <strong>2011<\/strong>).<\/p>\n<p>Il nuovo millennio vede per\u00f2 soprattutto il vero trionfo del cinecomic, per molteplici ragioni: dalla nuova effettistica speciale digitale che rende credibili i film dei super americani, unito al bisogno di maggiore evasione dopo lo shock dell&#8217;11\/9\/2001. Una svolta ulteriore, dopo il 2008, \u00e8 la nascita del Marvel Cinematic Universe (vedi <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Marvel_Cinematic_Universe\"><strong>qui<\/strong><\/a>) e in misura minore del DC\u00a0 Extended Universe nel 2013 (vedi <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/DC_Extended_Universe\"><strong>qui<\/strong><\/a>) a suscitare interesse. La risposta per\u00f2 finora, anche per ovvie ragioni di impegno produttivo, non \u00e8 cos\u00ec sistematica. Ma il maggior fiorire di esperienze \u00e8 indubbio: possiamo dire che, dal 2011, quasi ogni anno vi sia almeno un progetto filmico nostrano abbastanza credibile che cerca una &#8220;via italiana al cinecomic&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1900 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2021\/01\/monolith.jpg\" alt=\"monolith\" width=\"500\" height=\"750\" \/><\/p>\n<p><strong>I nuovi anni &#8217;10. Molti tentativi di vario successo.<\/strong><\/p>\n<p>Per quanto resti una certa asistematicit\u00e0, gli anni &#8217;10 vedono invece il vero fermento del cinecomic italico. Possiamo iniziare col il caso particolare \u00e8 indubbiamente <strong>Gipi<\/strong>, il nome centrale del fumetto autoriale di questi anni, che esordisce al cinema con <strong>&#8220;L&#8217;ultimo terrestre&#8221; (2011)<\/strong>, tratto da un fumetto di Giacomo Monti, meteora del fumetto italiano, e prosegue con <strong>&#8220;Smetto di fumare fumando&#8221; (2012)<\/strong> e soprattutto <strong>&#8220;Il ragazzo pi\u00f9 felice del mondo&#8221; (2018)<\/strong>, che gioca sul mondo del fumetto tramite una lettera di richiesta di disegni, realmente circolante, di un finto fan ragazzino. Quello di Gipi \u00e8 per\u00f2, appunto, un tentativo di cinema autoriale a partire dal fumetto. Per il 2021 si attende anche l&#8217;adattamento di una sua opera importante, <strong>&#8220;La terra dei figli&#8221;<\/strong> (vedi <a href=\"https:\/\/www.comingsoon.it\/film\/la-terra-dei-figli\/58870\/scheda\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Un rimando all&#8217;immaginario del fumetto supereroico, fin dal titolo (e per\u00f2 indiretto) \u00e8 ne &#8220;<strong>La kriptonite nella borsa<\/strong>&#8221; (<strong>2011<\/strong>), di Ivan Cotroneo, dal suo omonimo romanzo.<\/p>\n<p>Un nuovo tentativo di cinema di supereroi giunge con &#8220;I<strong>l ragazzo invisibile<\/strong>&#8221; di Gabriele Salvatores, due capitoli (<strong>2014-2018<\/strong>) di un&#8217;opera discussa, che ha comunque anche un passaggio crossmediale a fumetti. Riuscito, invece, <strong>&#8220;Lo chiamavano Jeeg Robot&#8221;<\/strong> (<strong>2015<\/strong>) di Mainetti, apprezzato da pubblico e critica, che per\u00f2 non ha avuto ancora un secondo capitolo (implicato dal finale aperto). A tema supereroico, con minor successo, anche &#8220;<strong>I peggiori<\/strong>&#8221; (2017) di Vincenzo Alfieri.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Monolith&#8221;<\/strong> (<strong>2016<\/strong>) di Silvestrini, dal fumetto di Recchioni, Uzzeo e LRNZ (sul fumetto, vedi <a href=\"http:\/\/barberist.blogspot.com\/2018\/06\/monolith-recensione.html\"><strong>qui<\/strong><\/a>) esplora invece il versante di una fantascienza &#8220;alla Black Mirror&#8221;, declinata con un taglio personale.<\/p>\n<p>Sempre sulla fantascienza &#8211; pur con una nota d&#8217;ironia &#8211; abbiamo l&#8217;operazione &#8220;<strong>Fottuti musi verdi a chi<\/strong>?&#8221; pubblicato in concomitanza dell\u2019uscita di <strong>Addio fottuti musi verdi (2017)<\/strong> dei The Jackal. Il fumetto venne disegnato da French Carlomagno, scritto da Jacopo Paliaga e colorato da Adele Matera (vedi <a href=\"https:\/\/www.staynerd.com\/cinecomic-italia\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Un&#8217;eco di Black Mirror torna anche in parte in &#8220;<strong>Ride<\/strong>&#8221; (<strong>2018<\/strong>), un horror con elementi di fantascienza &#8220;vicina&#8221; applicati agli sport estremi, e anch&#8217;esso ha un suo passaggio fumettistico, pur restando centrale il film.<\/p>\n<p>Interessante anche il caso di &#8220;<strong>Sign Gene<\/strong>&#8221; (<strong>2017<\/strong>), che mescola il rimando ai superpoteri con quello della sordit\u00e0.<\/p>\n<p>La liason tra fumetto e cinema non passa ovviamente solo tramite il tentativo di un &#8220;supereroico&#8221; (o almeno &#8220;eroico&#8221;) all&#8217;Italiana. Anche la fortunata trilogia &#8220;<strong>Smetto quando voglio<\/strong>&#8221; di Sibilia (<strong>2014-2017-2017<\/strong>), un nuovo cinema comico italiano che ingloba elementi action sia pure in chiave umoristica, ha un passaggio in un fumetto correlato: anche qui, non un cinecomic, ma un tentativo crossmediale, comunque. <strong>Arrivano i prof (2018)<\/strong> \u00e8 ispirato invece al fumetto umoristico francese &#8220;Les Profs&#8221;, dopo un analogo adattamento francese del 2013, pi\u00f9 ancorato al successo del fumetto oltralpe. Tra i tentativi pi\u00f9 rilevanti in quest&#8217;ambito, &#8220;<strong>La profezia dell&#8217;armadillo<\/strong>&#8221; <strong>(2018)<\/strong> di Scaringi \u00e8 il tentativo pi\u00f9 interessante del 2018, dato il rilievo di Zerocalcare, ma ancora una volta non riesce a replicare il notevole successo del suo autore nel fumetto (grande attesa c&#8217;\u00e8 per la serie animata per Netflix, in arrivo, anticipata da numerosi esperimenti &#8220;artigianali&#8221; dell&#8217;autore, condivisi su internet e in parte in tv, con Rebibbia Quarantine a Piazzapulita, sulla scorta del simile passaggio a cartoonesco di Makkox). &#8220;<strong>5 \u00e8 il numero perfetto<\/strong>&#8221; <strong>(2019)<\/strong> con la regia di Igort (vedi <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/servillo\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>) \u00e8 il tentativo di &#8220;cinecomic autoriale&#8221; dell&#8217;anno: riuscito come film, non sembra per\u00f2 aver costituito, ancora una volta, uno &#8220;starting point&#8221;.<\/p>\n<p>A livello di curiosit\u00e0, va rimarcato che nella decade attori e soprattutto attrici italiane continuano ad apparire in cinecomic americani: in <strong>Ghost Rider (2011)<\/strong>, ad esempio, nel ruolo di Nadya c\u2019\u00e8 l\u2019italiana <strong>Violante Placido<\/strong>, come spiega Gambino nel suo solito saggio. <strong>The Old Guard (2020)<\/strong> vede la presenza dell\u2019italiano Luca Marinelli nel ruolo di Nicky, l\u2019ex-crociato immortale Niccol\u00f2 di Genova. Un caso particolarissimo \u00e8 <strong>Thermae Romae<\/strong> (<strong>2012<\/strong>, ha anche un sequel solo nipponico nel 2014, inedito da noi), una curiosa coproduzione Italo-Giapponese per un manga di ambientazione romana, col tema delle terme affiancato a quello dei viaggi nel tempo. Il live action di <strong>Full Metal Alchemist (2017)<\/strong> \u00e8 girato invece in parte vicino a Viareggio.<\/p>\n<p>Tornando sui casi italiani, il Covid ha poi dato per ora una battuta d&#8217;arresto al progetto che appare pi\u00f9 convincente, quello di <strong>Diabolik<\/strong> per mano dei Manetti Bros: un&#8217;icona assoluta del fumetto italiano, in mano ai registi-chiave di un certo cinema e serialit\u00e0 televisiva pulp italiana (va notato come il loro &#8220;<strong>Ispettore Coliandro<\/strong>&#8221; televisivo adatti un personaggio letterario di Lucarelli passato anche a fumetto per mano di Onofrio Catacchio), mentre a un personaggio fumettistico dell&#8217;et\u00e0 erotic-noir, del 1972, era collegato il loro notevole <strong>Zora la vampira<\/strong> (nell&#8217;ormai lontano <strong>2000<\/strong>).<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 che dopo questo forzato stand-by, in un quadro del cinema in complessa evoluzione (e con una grave crisi delle sale in previsione) non ci sia la finestra per l&#8217;affermazione dell&#8217;Italian Cinecomic. Si attendono anche il film di <strong>Dampyr<\/strong> e una serie su <strong>Julia<\/strong>, movimenti che potrebbero aprire a una attesa stagione bonelliana, mentre di questi giorni \u00e8 l&#8217;adattamento di <strong>Winx<\/strong> su Netflix (che \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.forbes.com\/sites\/sheenascott\/2021\/01\/23\/fate-the-winx-saga-new-coming-of-age-fantasy-series-on-netflix\/\"><strong>alle prime posizioni in USA<\/strong><\/a>), e si attendono altre cose in arrivo, come &#8220;<strong>Stagione di caccia<\/strong>&#8221; (vedi <a href=\"https:\/\/www.comicus.it\/mainmenu-screen\/item\/68387-stagione-di-caccia-di-emiliano-pagani-e-bruno-cannucciari-diverra-un-film\"><strong>qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Insomma, un quadro complesso, di cui sicuramente avr\u00f2 dimenticato qualche pennellata (e sar\u00f2 grato per le possibili integrazioni) ma che evidenzia sia una storicit\u00e0, sia una vivacit\u00e0 recente maggiore di quanto si possa immaginare.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><em>Un ringraziamento particolare va come al solito ad <strong>Alessio Bilotta<\/strong>, che mi ha fornito spunti preziosi ricordandomi di Macario e Tot\u00f2 Diabolicus, e parlandomi di Fantabulous che non conoscevo (unitamente a diversi utili riscontri bibliografici).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi tempi, c&#8217;\u00e8 stata una ripresa di interesse per i cinecomic italiani. 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