{"id":1579,"date":"2020-07-16T15:05:44","date_gmt":"2020-07-16T13:05:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=1579"},"modified":"2020-07-16T15:05:44","modified_gmt":"2020-07-16T13:05:44","slug":"a-ciascuno-il-suo-canone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/a-ciascuno-il-suo-canone\/","title":{"rendered":"A ciascuno il suo (canone)"},"content":{"rendered":"<p><em>In un <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/un-canone-per-il-fumetto\/\"><strong>mio precedente articolo<\/strong><\/a>, partendo da uno spunto di Davide Costa, elaboravo qualche considerazione circa l&#8217;applicazione dell&#8217;idea di un canone per il fumetto, constatando come ci fosse una carenza di proposte in tal senso, e me ne domandavo la ragione. Ci sono state diverse risposte al post, e sulla base di queste ho elaborato alcune conclusioni provvisorie su tale questione, che pubblicher\u00f2 a breve. Una risposta decisamente interessante \u00e8 giunta da <strong>Simone Rastelli<\/strong>, in un intervento che riporto qui di seguito come &#8220;guest post&#8221; di questo blog.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>A ciascuno il suo (canone)<\/strong><br \/>\n<em>Simone Rastelli<\/em><\/p>\n<p>Nel suo articolo &#8220;<a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/un-canone-per-il-fumetto\/\"><strong>Un canone per il fumetto?&#8221;<\/strong><\/a>, Lorenzo Barberis traccia uno scenario intorno all&#8217;idea di un canone per il fumetto, ne tratteggia alcune caratteristiche e, con lo scopo di stimolare una discussione che guadagni anche da una sfumatura ludica, ne d\u00e0 una proposta e raccoglie esempi alternativi da vari esperti del settore.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo di Barberis cita due accezioni tipiche del canone: supporto a un curricolo di studio e\u00a0 indicazione di opere\/autori considerate necessarie per comprendere l&#8217;evoluzione del fumetto o un suo settore &#8211; quindi associate a una storia &#8211; universale o settoriale del fumetto. Sono entrambi di lunga tradizione, per questo intuitive e apparentemente ragionevoli, che meritano tuttavia qualche riflessione, per farne emergere caratteristiche che altrimenti potrebbero essere considerate scontate e indiscutibili.<\/p>\n<p>Le riflessioni che seguono muovono dalla considerazione che entrambe quelle accezioni tipiche sono aperte alla pluralit\u00e0 e riferiscono qualcosa (il curricolo, la Storia, un settore del fumetto), che d\u00e0 senso alla specifica selezione proposta: la lista per il fumetto italiano \u00e8 diversa da quella per il fumetto francofono e cos\u00ec via, sezionando eventualmente per periodi storici. L\u2019idea centrale che intendo dettagliare \u00e8 che la lista (che Barberis chiama &#8220;canone puro&#8221;) \u00e8 uno dei possibili prodotti di una ricerca che intende rispondere a delle domande che hanno senso all&#8217;interno di una specifica visione del campo di indagine (se volete, di un o specifico paradigma associato al campo). In questo senso, intendo con \u201ccanone\u201d non la lista, ma l\u2019insieme composto dalla visione generale del campo, dalle domande di partenza, dalla ricerca (espressa in un&#8217;analisi) e dalla lista. Il senso di questa scelta \u00e8 costituire come elemento fondamentale il processo complessivo di indagine (visione, questioni iniziali, ricerca, analisi e risultato) e non la famigerata lista, che in questo approccio \u00e8 semplicemente un elemento di riferimento; soprattutto, valorizzare la visione generale, che \u00e8 ci\u00f2 che d\u00e0 senso all&#8217;investigazione critica e senza la quale ogni analisi resta, per cos\u00ec dire, appesa a se stessa.<\/p>\n<p><strong>Canone, visione e indagine critica<\/strong><\/p>\n<p>Utilizzando il linguaggio dei giochi, il &#8220;concetto di canone&#8221; &#8211; espressione che da ora in poi sintetizzer\u00f2 con il termine &#8220;Canone&#8221; &#8211; ha un aspetto strategico e uno tattico: nel primo, lo intendo come l&#8217;istanza concreta di una visione del fumetto; nel secondo come il supporto funzionale a un progetto di ricerca. Da questa duplice valenza emerge la caratterizzazione fondamentale del Canone: essere un discorso (nel nostro caso sul fumetto) che utilizza riferimenti a opere e autori. In questa prospettiva, quindi, riprendendo l&#8217;esempio classico citato anche da Barberis, il &#8220;canone occidentale&#8221; di Harold Bloom non \u00e8 l&#8217;insieme degli autori, ma questo insieme unito al volume &#8220;Il canone occidentale&#8221; e a tutti gli studi e le opere con i quali il saggio si confronta: la visione di Bloom \u00e8 quella di unitariet\u00e0 della letteratura occidentale e del ruolo centrale degli autori; il progetto \u00e8 quello di ricostruire le linee fondamentali della letteratura occidentale. Questo canone (minuscolo, perch\u00e9 siamo di fronte a un&#8217;istanza specifica di Canone) \u00e8 appunto la materializzazione della visione di Bloom della letteratura occidentale come emerge dal suo progetto di ricerca. Questo esempio mostra anche la valenza euristica del Canone utilizzato come supporto funzionale a un progetto di ricerca: non un punto di partenza per un&#8217;esplorazione, ma un punto di verifica di un processo (iterativo, progressivo) di investigazione, che serve (ricordiamo: opere\/autori e il discorso su di essi) per strutturare una analisi critica. Detto altrimenti: un canone \u00e8 un artefatto costruito lungo un processo di indagine ed \u00e8 rappresentativo dell&#8217;indagine stessa, nel senso che \u00e8 ci\u00f2 con cui ci confrontiamo quando ci confrontiamo con quell&#8217;indagine, ovvero con la visione da cui essa nasce o i risultati che propone.<\/p>\n<p>Altro aspetto importante di questo modello di Canone \u00e8 che rende un canone una strutturazione del campo di indagine: d\u00e0 forma a una materia amorfa o ne modifica una struttura preesistente. Assegnare questo ruolo a un canone consente di minimizzare il rischio di due pericoli che nella visione curricolare sono sempre in agguato: il florilegio &#8211; la riduzione del campo a una lista di casi esemplari &#8211; e la sineddoche &#8211; affermare che la lista di casi individuata sia esaustiva del campo. Il florilegio porta con s\u00e9 generalmente una diversione del discorso critico dalla sua natura di processo investigativo a quella di verifica di conformit\u00e0 del risultato (la lista) a una visione, che rischia peraltro di restare implicita e quindi non soggetta ad analisi critica. La sineddoche implica la legittimit\u00e0 di limitare le analisi del campo agli elementi della lista, portando di fatto a un processo autoreferenziale, poich\u00e9 esclusivo di tutto il resto. Questo modello di Canone deriva ovviamente da una specifica visione dello studio come processo di esplorazione di un ambiente complesso attraverso una problematizzazione sistematica, perch\u00e9 considera il campo specifico e le sue interazioni con l&#8217;esterno e perch\u00e9 utilizza risultati parziali per valutare l&#8217;andamento del progetto di ricerca. Ecco quindi che un canone \u00e8 un qualcosa che emerge nel corso dell&#8217;indagine, ed \u00e8 perci\u00f2 situato e in nessun senso esaustivo del campo.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, possiamo dare una rilettura della domanda con la quale Barberis chiosa i commenti sul proprio articolo (&#8220;perch\u00e9 in molti altri ambiti s\u00ec e nel fumetto &#8211; almeno italiano &#8211; no?&#8221;): la scarsit\u00e0 di canoni \u00e8 sintomo della scarsit\u00e0 di visioni e progetti di ricerca strutturati, in favore di contributi episodici o comunque molto focalizzati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un canone non si esaurisce in una lista, ma \u00e8 qualcosa che emerge ed esprime una visione. 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