{"id":1546,"date":"2020-07-28T15:05:16","date_gmt":"2020-07-28T13:05:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=1546"},"modified":"2020-07-28T15:05:16","modified_gmt":"2020-07-28T13:05:16","slug":"un-canone-per-il-fumetto-alcune-conclusioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/un-canone-per-il-fumetto-alcune-conclusioni\/","title":{"rendered":"Un canone per il fumetto \/ alcune conclusioni."},"content":{"rendered":"<p>Un mio precedente articolo poneva, in forma dubitativa, la questione del <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/un-canone-per-il-fumetto\/\"><strong>canone fumettistico<\/strong><\/a> &#8211; italiano in particolare &#8211; e, nel caso, di come costruirlo. Una riflessione che nasceva dalla constatazione &#8211; sotto gli occhi di tutti &#8211; di una sempre maggiore rilevanza attribuita ai fumetti negli ultimi anni, che in altri ambiti, come quello americano (ne parlo pi\u00f9 avanti) ha visto sorgere la questione.<\/p>\n<p>Il pezzo ha avuto un buon riscontro a livello di condivisioni e interventi, maggiore di quello che mi sarei aspettato (tra questi, il pi\u00f9 sistemico \u00e8<a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/a-ciascuno-il-suo-canone\/\"> <strong>questo<\/strong> <strong>pezzo<\/strong> <\/a>di <strong>Simone Rastelli<\/strong>, che ho ospitato sul blog). La cosa mi ha per\u00f2 confermato che, in linea di massima, nell&#8217;ambito del fumetto italiano non vi sia almeno per ora il tentativo di una riflessione di un canone: la maggioranza degli interventi hanno infatti manifestato, in vario grado, una certa insofferenza verso l&#8217;idea di un canone, ritenuto inadatto in generale, e nello specifico inadatto al fumetto, in particolare italiano (oltre alla discussione sulla definizione del concetto di canone stesso).<\/p>\n<p>Chi ne ammetteva la possibilit\u00e0, sottolineava la necessit\u00e0 di un ampliamento dei nomi da inserire nel canone, oppure la necessit\u00e0 di frammentarlo in differenti &#8220;scuole&#8221;: la scuola bonelliana, la scuola Disney, e cos\u00ec via, in cui sarebbe gi\u00e0 pi\u00f9 possibile elaborare un canone. Naturalmente, \u00e8 legittimo pensare a un canone variabile per dimensioni, e non escludo affatto l&#8217;utilit\u00e0 dei canoni ristretti, che ho anzi utilizzato in ambito bonelliano, di cui mi occupo spesso online (<a href=\"http:\/\/barberist.blogspot.com\/2018\/08\/un-canone-per-la-bonelli-gli-anni-40.html\"><strong>vedi questa serie di articoli sul &#8220;Canone bonelliano&#8221;<\/strong><\/a>). Proprio questi sotto-canoni potrebbero di fatto essere la base per un canone pi\u00f9 generale (la mia proposta aveva, \u00e8 ovvio, il senso dichiarato di un gioco letterario e giornalistico, che evidenziasse per\u00f2 la necessit\u00e0 di una qualche sintesi). Altra frequente obiezione &#8211; che rientra nelle casistiche possibili delle scelte del canone &#8211; \u00e8 quella di chi esclude gli autori viventi, o degli ultimi venti\/trent&#8217;anni dal canone, aspettandone la sedimentazione: e questa scelta ovviamente da un lato facilita la costruzione del canone, dall&#8217;altro ha il rischio di renderlo ingessato.<\/p>\n<p>Non \u00e8 comunque mancato (e l&#8217;ho condiviso nell&#8217;articolo originario, linkato all&#8217;inizio del post) chi ha accettato di partecipare al gioco letterario di ipotizzare una lista di venti nomi, con contributi di semplici lettori e di operatori, in vario grado, del settore fumettistico. Ma, globalmente, non credo si avr\u00e0 probabilmente la costruzione di un canone nei prossimi anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1550 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/07\/canon.jpg\" alt=\"canon\" width=\"314\" height=\"474\" \/><\/p>\n<p><strong>La questione del canone in letteratura: un accenno<\/strong><\/p>\n<p>Comunque,inserisco qua qualche ulteriore riferimento: ad esempio, sulla definizione di canone, su cui alcuni hanno dibattuto, interessante mi pare possa essere la sintesi operata dall&#8217;articolo sulla Treccani sul <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/il-canone-letterario-europeo_%28XXI-Secolo%29\/\"><strong>Canone letterario europeo<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo, che inizia in forma dubitativa (&#8220;Esiste un canone europeo?&#8221;) sottolinea come il dibattito pi\u00f9 recente nasce dal mondo anglosassone &#8211; specie USA &#8211; tra anni &#8217;80 e &#8217;90, in contemporanea con la diffusione del postmoderno e con la messa in discussione del canone tradizionale con l&#8217;inserimento di esponenti delle minoranze in precedenza esclusi dal canone dei &#8220;dead white men&#8221; (termine pi\u00f9 colloquiale che qui non \u00e8 usato, ma \u00e8 diffuso nel dibattito).<\/p>\n<p>Si sottolinea una natura non solo estetica del canone (la definizione di &#8220;cosa \u00e8 il bello&#8221;), ma anche della sua valenza &#8220;etica&#8221; e di percorso di formazione (naturalmente, dimensioni che possono essere rifiutate da chi difende la &#8220;pura estetica&#8221;: ma che sono state avanzate). Un elemento interessante \u00e8 come tale dibattito prenda piede in un periodo in cui, col postmoderno, si sviluppa una maggiore legittimazione del fumetto, a partire dalla fortuna del termine &#8220;graphic novel&#8221; con <strong>Will Eisner, in &#8220;A contract with God&#8221; (1978),<\/strong> e poi con &#8220;<a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/spiegelman\/\"><strong>Maus&#8221; di Spiegelman<\/strong><\/a>: anche se, forse, queste due tendenze non si sono poi intrecciate.<\/p>\n<p>Trovo interessante come l&#8217;articolo ricostruisca una <strong>tendenza in corso &#8211; dal secondo dopoguerra ad oggi &#8211; a superare i singoli canoni nazionali, in favore di un possibile &#8220;canone europeo&#8221;<\/strong>, che intersechi le principali tradizioni letterarie. Anche l&#8217;articolo mostra il rischio sotteso, quello dell&#8217;affollamento di un canone dove innumerevoli appaiono i nomi &#8220;irrinunciabili&#8221;.<\/p>\n<p>Al contempo, l&#8217;articolo evidenzia come in ambito letterario questo &#8220;assalto al canone occidentale&#8221; codificato non abbia prodotto una sostanziale revisione del canone, ma piuttosto il fiorire di &#8220;altri canoni&#8221;.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 80px;\"><em>n\u00e9 i canoni nazionali europei n\u00e9 il canone europeo, dopo la tempesta da cui sono stati investiti negli anni Ottanta e Novanta, sembrano averne subito gravi conseguenze, se non qualche nuovo inserimento, qualche scomparsa. Il fatto \u00e8 che, accanto agli studi letterari tradizionali, sono sorti altri terreni di indagine, studi culturali nei quali non tanto l\u2019idea di canone viene distrutta, ma piuttosto moltiplicata, con la creazione di canoni femminili, canoni postcoloniali, canoni etnici, di studi della letteratura del Commonwealth, francofonia, anglofonia, che non sostituiscono, ma si aggiungono piuttosto agli studi d\u2019area e alla comparatistica pi\u00f9 tradizionale.<\/em><\/p>\n<p>Pur mettendolo in discussione critica (e teorizzandone la difficolt\u00e0, se non impossibilit\u00e0, attuale, per via delle forze centripete che agiscono su di esso), l&#8217;articolo della Treccani ribadisce la centralit\u00e0 del canone.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Il canone letterario, la lista dei grandi autori, \u00e8 la chiave d\u2019accesso all\u2019immaginario collettivo<\/em><\/p>\n<p>Anche il canone di Bloom, di cui abbiamo parlato gi\u00e0 nel pezzo precedente, viene messo in crisi, ponendo sotto accusa anche la sua pretesa universalit\u00e0, che del resto viene introdotta, nel 1994, anche come parziale reazione alla disgregazione del canone.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>Il canone occidentale di Bloom \u00e8 contemplato da un punto di vista angloamericano. Ci\u00f2 non pu\u00f2 stupire: se il libro fosse stato scritto in Italia da un italiano sarebbero state diverse la prospettiva e la scelta degli Auctores caratterizzanti; diversa sarebbe stata la prospettiva anche in Francia o in Germania o in Russia o in Spagna: il canone occidentale non \u00e8 un\u2019entit\u00e0 oggettiva, e varia a seconda del luogo, dell\u2019ethnos e dunque anche dell\u2019ethos.<\/em><\/p>\n<p>Tuttavia, bench\u00e9 sottoposto a spinte centripete, in concetto di canone \u00e8 ribadito nella sua importanza.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px;\"><em>di contro, tuttavia, abbiamo l\u2019impressione che il canone letterario occidentale in America, tanto pi\u00f9 in Europa, sia tutt\u2019altro che finito.<\/em><\/p>\n<p>In pratica, l&#8217;importanza del canone si evidenzia proprio ora che viene seriamente messo in discussione, dopo la sua costruzione ottocentesca che riorganizza un percorso letterario europeo che si avvia dal &#8216;300 in poi. Sar\u00e0 interessante vedere in che modo tale processo di messa in discussione potrebbe operare sul fumetto, dove tuttavia tale canone esiste pi\u00f9 in forma implicita, meno strutturata.<\/p>\n<p><strong>La questione del canone nel fumetto.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1547 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/07\/51iJsNzx9IL._SX348_BO1204203200_.jpg\" alt=\"51iJsNzx9IL._SX348_BO1,204,203,200_\" width=\"350\" height=\"499\" \/><\/p>\n<p>Sul canone del fumetto italiano, sia pure nella forma prudenziale e ipotetica degli &#8220;Appunti&#8221;, e per\u00f2 come introduzione a un canone generale tout court, esiste <strong>un saggio di Paolo Interdonato del 2007,<\/strong> recensito anche da Lo Spazio Bianco, <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/spari-inchiostro-appunti-canone-fumetto\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>. Opera che magari prima o poi cercher\u00f2 di approfondire, ma che &#8211; al di l\u00e0 dell&#8217;indubbio rilievo del nome dell&#8217;autore nell&#8217;ultimo decennio della critica del fumetto, perlomeno &#8211; non ha avuto forse un particolare impatto nel dibattito globale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1551 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/07\/2010.jpg\" alt=\"2010\" width=\"329\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p>Se la questione del canone \u00e8 quindi marginale sulla scena italiana anche passando alla saggistica, almeno a una prima ricognizione (invito i lettori, eventualmente, a segnalarmi altri spunti al proposito), \u00e8 interessante notare come il dibattito sia presente in ambito anglosassone: dove, non a caso, \u00e8 nata accesa la discussione sul canone letterario di cui si era detto sopra. Del resto, <strong>&#8220;A Canon of Comics&#8221;<\/strong> suona bene nella sua allitterazione.<\/p>\n<p>Un canone \u00e8 quello proposto dal The Comic Journal (operante dal 1976) nel 1999, ormai una ventina di anni fa: &#8220;<a href=\"https:\/\/www.listchallenges.com\/the-comic-journals-top-100-comics-of-the-20th\"><strong>The Comic Journal&#8217;s Top 100 Comics of the 20th Century<\/strong><\/a>&#8221; consistente di 100 nomi per i 100 anni del secolo allora concluso (oggi, ma non allora, darebbe ragione a chi vuole una certa distanza critica temporale). Ovviamente orientato al canone anglosassone.<\/p>\n<p>Dal 2006, una mostra come<strong> &#8220;Masters of American Comics&#8221;<\/strong> propugna musealmente una selezione di tale canone (vedi <a href=\"http:\/\/www.eyemagazine.com\/review\/article\/investigating-the-canon-of-us-comics\"><strong>qui<\/strong><\/a>).\u00a0 Anche su <a href=\"https:\/\/www.newsweek.com\/canon-comics-its-no-joke-112107\"><strong>Newsweek<\/strong> <\/a>si affronta il tema, nello stesso anno, sostenendo che il canone dei comics &#8220;It&#8217;s no joke&#8221;, non \u00e8 una cosa da ridere, e riportando la nascita del <strong>Museum of Cartoon Art<\/strong> di <strong>Mort Walker<\/strong> (1923-2018), l&#8217;autore di Beetle Bailey, nel 1974 come un punto di partenza, che ha ricevuto un boost nel 1986 dopo la pubblicazione di Maus di Art Spiegelman. Joshua Glenn sul <a href=\"http:\/\/archive.boston.com\/bostonglobe\/ideas\/brainiac\/2008\/02\/hot_or_not.html\"><strong>Boston<\/strong> <\/a>nel 2008 rilancia l&#8217;idea che sia il momento di creare un canone del fumetto, parlando del fermento in corso.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1590 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/07\/canon-1-460x800.jpg\" alt=\"canon\" width=\"460\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/07\/canon-1-460x800.jpg 460w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/07\/canon-1.jpg 528w\" sizes=\"auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Mort Walker, Beetle Bailey<\/em><br \/>\n<em>(&#8220;Guarda! C&#8217;\u00e8 una L di troppo in Canone!&#8221;)<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8220;Comics as a Nexus of Cultures&#8221; (2010),<\/strong> saggio di Jochen Ecke e Gideon Haberkorn (vedi la copertina sopra), evidenzia il valore di intersezione del fumetto rispetto a media artistici e letterari, sottolinea come, dopo la legittimazione del fumetto, &#8220;The development and refinement of a canon of comics is the essential next step&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_Graphic_Canon\"><strong>&#8220;The graphic canon&#8221;<\/strong> <\/a>(2012, in corso) di Russ Kick \u00e8 invece un&#8217;opera a fumetti che presenta invece un concetto diverso, per certi versi molto vicino alla prospettiva studiata da questo blog: l&#8217;adattamento a fumetti di una ampia antologia di testi letterari a fumetto. A suo modo, una riflessione anch&#8217;essa sul concetto di canone nel fumetto, ma totalmente in un&#8217;altra prospettiva.<\/p>\n<p>B.H. Sheperd, invece, interviene sul tema in modo sintetico in<a href=\"https:\/\/litreactor.com\/columns\/comics-101-a-question-of-canon\"><strong> &#8220;A Question of Canon&#8221;<\/strong> <\/a>(2012) proponendo cinque testi su cui puntare per l&#8217;aggiornamento del canone.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Graphic Novels and Comics in the Classroom: Essays on the Educational Power&#8221;<\/strong> (2013) a cura di Carrye Kay Syma, Robert G. Weiner\u00a0 ragiona su un&#8217;altra prospettiva ancora: se inserire il canone del fumetto all&#8217;interno del canone della storia dell&#8217;arte insegnata nelle scuole superiori. Il timore \u00e8 quello di un eccessivo affollamento del canone artistico, che ridurrebbe il fumetto a una nota a margine.<\/p>\n<p>Nel 2016 il canone ormai consolidatosi \u00e8 dato come superato sul <a href=\"http:\/\/www.ccl.bbk.ac.uk\/comics-studies-beyond-the-canon\/\"><strong>sito<\/strong> <\/a>di questo centro studi letterario londinese; similmente un saggio come\u00a0<strong>Comic Art in Museums<\/strong> (2020) di \u00a0Kim A. Munson evidenzia come il canone che emerge dalle mostre d&#8217;arte (soprattutto museali) legate al fumetto sia slegato spesso dal &#8220;canone condiviso&#8221; anche in modo implicito, e rifletta decisamente il gusto del curatore, mescolando l&#8217;idea di <strong>&#8220;memoria come radici&#8221;<\/strong> (il percorso che ha portato un dato autore \/ corrente fino a quel punto) con quella di <strong>&#8220;memoria come forza&#8221;<\/strong> (la volont\u00e0 di imporre nel discorso condiviso una propria prospettiva). Pi\u00f9 che &#8220;un canone&#8221;, quindi, anche qui si sottolinea (e si critica, in parte) l&#8217;idea di <strong>canone personale<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1548 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/07\/51iJsNzx9IL._SX348_BO1204203200_-1.jpg\" alt=\"51iJsNzx9IL._SX348_BO1,204,203,200_\" width=\"586\" height=\"512\" \/><\/p>\n<p>Una rapida carrellata, dunque, ma che dimostra una certa vitalit\u00e0 della questione (almeno sulla scena anglosassone), possibile spunto di approfondimento per chi fosse interessato a questo tema.<\/p>\n<p>Forse, a ben rifletterci, il motivo che porta a una diversa strutturazione del canone \u00e8 un altro: l&#8217;idea di un canone limitato si presta in modo ottimale a due situazioni di didattica di un argomento: in un corso, un numero limitato di lezioni; in un testo, lo spazio fisico limitato. Se ritengo essenziali mille autori (non \u00e8 un&#8217;iperbole, come visto) non posso per\u00f2 parlarne in un corso in dieci lezioni: dovr\u00f2 elaborare un&#8217;ulteriore sintesi. E un saggio, per quanto pi\u00f9 ampio, ha comunque un limite dato dal rapporto vastit\u00e0 temi coperti \/ approfondimento dei suddetti. Online, invece, dove (da vent&#8217;anni almeno) si concentra buona parte della riflessione sul fumetto, non c&#8217;\u00e8 una limitazione di spazio, e quindi si tende a riflettere su canoni &#8220;larghi&#8221; o a non porsi limiti di sorta.<\/p>\n<p>In ambito anglosassone, un sito che mira a definire un &#8220;canone dei comics&#8221;, ma inteso in senso molto lato, con centinaia di post, \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.comicscanon.com\/\"><strong>Comicscanon<\/strong><\/a>. In questo senso, i nostri <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/stan-lee-e-john-buscema-silver-surfer-1\/\"><strong>300 Essential Comics<\/strong><\/a> de Lo Spazio Bianco appare avere una valenza maggiormente &#8220;canonica&#8221; nelle intenzionalit\u00e0, sia pure nell&#8217;interessante ossimoro tra &#8220;trecento&#8221; ed &#8220;essenziali&#8221;, che mostra il suddetto problema della difficolt\u00e0 di circoscrizione. Siamo dalle parti di simili &#8220;canoni estesi&#8221;, come <a href=\"http:\/\/goodokbad.com\/top500.html\"><strong>questo<\/strong> <\/a>che lavora su <strong>500 opere<\/strong> (parlando di nuovo apertamente di &#8220;Canon of comics&#8221;). Quando entrano in gioco critici con un ruolo accademico da difendere, come Paul Gravett e il nostro Matteo Stefanelli, anche in ambito saggistico arriviamo a &#8220;<a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/milleuno-fumetti-leggere-morire-atlante-edizioni\/\"><strong>1001 fumetti da leggere prima di morire<\/strong><\/a>&#8220;, dove di nuovo c&#8217;\u00e8 questo rivelatore contrasto tra l&#8217;essenzialit\u00e0 estrema (questione di vita o di morte, si lascia trasparire) e l&#8217;elefantiasi del numero. Siamo lontani dalla sintesi di nomi di un De Sanctis, ormai. Sempre su Lo Spazio Bianco, una miriade di sotto-canoni sono quelli degli <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/categoria\/rubriche\/essential-11\/\"><strong>Essential 11<\/strong><\/a>: sarebbe interessante, probabilmente, una loro catalogazione gerarchica, che restituirebbe un &#8220;multi-canone&#8221; amplissimo ma utilmente stratificato.<\/p>\n<p>Ecco: forse, pi\u00f9 che un canone ristretto, si potrebbe ragionare di una sorta di <strong>ramificata &#8220;mappa concettuale&#8221; del fumetto italiano<\/strong> (e non): non selezione, dunque, che non \u00e8 gradita per ragioni psicologiche e per la sua inutilit\u00e0 organizzativa, ma organizzazione (e magari alcuni snodi si riveleranno pi\u00f9 rilevanti di altri).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Altri spunti e riferimenti bibliografici sulla questione di un ipotetico &#8220;Canone del fumetto&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":1581,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Un canone per il fumetto \/ alcune conclusioni - Lorenzo Barberis","description":"Altri spunti e riferimenti bibliografici sulla questione di un ipotetico \"Canone del fumetto\"."},"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-1546","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1546","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1546"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1546\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1581"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1546"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1546"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1546"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}