{"id":1476,"date":"2020-06-30T10:33:50","date_gmt":"2020-06-30T08:33:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=1476"},"modified":"2020-06-30T10:33:50","modified_gmt":"2020-06-30T08:33:50","slug":"i-miserabili-di-nizzi-e-piffarerio-leleganza-della-sintesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/i-miserabili-di-nizzi-e-piffarerio-leleganza-della-sintesi\/","title":{"rendered":"I Miserabili di Nizzi e Piffarerio: l&#8217;eleganza della sintesi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1478 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/06\/81OUQr2QkDL-1.jpg\" alt=\"81OUQr2QkDL (1)\" width=\"400\" height=\"569\" \/><\/p>\n<p>&#8220;I Miserabili&#8221; di Victor Hugo, adattati da <strong>Claudio Nizzi<\/strong> e<strong> Paolo Piffarerio<\/strong>, sono stati recentemente ripubblicati da Allagalla, casa editrice torinese che si sta distinguendo per il recupero delle opere di un maestro come Nizzi e, pi\u00f9 specificamente, dei notevoli adattamenti letterari da lui realizzati nel corso degli anni \u201980 per Il giornalino delle cattoliche Edizioni Paoline.<\/p>\n<p>Un\u2019intervista introduttiva con Nizzi, a cura di <strong>Roberto Guarino<\/strong>, chiarisce bene le <strong>difficolt\u00e0 dell\u2019operazione<\/strong>: i Miserabili \u00e8 un romanzo di oltre mille pagine, che si deve sintetizzare nelle ottanta del fumetto (il massimo concesso da <em>Il Giornalino<\/em> dell&#8217;epoca per un romanzo a puntate). Nizzi vi riesce, sacrificando ogni digressione e personaggi marginali, e concentrandosi sulla vicenda di Jean Valjean portata quasi alla pura azione.<\/p>\n<p>Per certi versi, in questo caso, siamo nei dintorni dell&#8217;<strong>operazione che Umberto Eco aveva voluto tentare, per poi rinunciarvi, col &#8220;Conte di Montecristo&#8221; di Alexandre Dumas<\/strong>. Come spiega nell&#8217;introduzione alla traduzione BUR, Eco era affascinato dal carattere digressivo del feuilletton, che faceva parte del suo fascino: ma voleva provare una traduzione volutamente &#8220;infedele&#8221; che, mantenendo la storia inalterata, le desse un nuovo ritmo pi\u00f9 veloce eliminando le ridondanze. Un esperimento tentato su alcune pagine e poi abbandonato: qui, nel passaggio di media, Nizzi e Piffarerio la provano con successo. I tagli sono consistenti e il cambio di velocit\u00e0 di lettura \u00e8 radicale: ma, tramite l&#8217;eleganza della sintesi fumettistica di Nizzi e il lavoro grafico accurato di Piffarerio, il risultato funziona e restituisce quell&#8217;atmosfera.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1479 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/06\/91osiM787DL.jpg\" alt=\"91osiM787DL\" width=\"400\" height=\"565\" \/><\/p>\n<p>Lo<strong> stimolo per questo lavoro era venuto da Paolo Piffarerio,<\/strong> nei primi anni \u201990, dopo che negli anni \u201980 il duo aveva realizzato, per Il giornalino, l\u2019adattamento de \u201cI promessi sposi\u201d. L\u2019opera, come gi\u00e0 quella manzoniana, \u00e8 del resto perfetta per il <strong>segno minuzioso, incisorio, che Piffarerio adotta in queste due opere, e che nel bianco e nero scelto da Allagalla per questa riedizione acquisisce ancora pi\u00f9 forza<\/strong>, evidenziando maggiormente la ripresa \u2013 comunque personalissima \u2013 delle incisioni ottocentesche. Si confrontino ad esempio le due tavole che abbiamo qui di seguito allegato, prima in bianco e nero, poi a colori: appare evidente che la colorazione originale (specie in una scelta ancora piuttosto &#8220;sgargiante&#8221;, non espressiva, emotiva o &#8220;d&#8217;atmosfera&#8221;) risulta in questo caso lievemente falsante rispetto a ci\u00f2 che si dovrebbe evocare. Oltre al minuzioso dettaglio del segno, il lavoro di Piffarerio \u2013 un maestro forse non sufficientemente celebrato del fumetto italiano \u2013 si distingue per l\u2019accurato studio di espressione sui personaggi, sulla linea di quello gi\u00e0 condotto sul testo del Manzoni. L\u2019espressivit\u00e0 della recitazione dei suoi personaggi \u00e8 davvero affascinante e, assieme alla ricchezza dei particolari, spinge il lettore a soffermarsi a lungo su ogni singola vignetta per assaporarne meglio le sfumature, prolungando il piacere della lettura. Lo stesso vale per le ambientazioni, ricostruite con minuziosit\u00e0 certosina. Potremmo dire che la velocit\u00e0 di lettura data dal brillante adattamento di Nizzi \u00e8 riequilibrata dal dettaglio del segno di Piffarerio, che invita il lettore a perdersi in ogni singola vignetta, rallentando la pura lettura &#8220;avventurosa&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1480 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/06\/gio19910227_09_058.jpg\" alt=\"gio19910227_09_058\" width=\"400\" height=\"549\" \/><\/p>\n<p><strong>Eleonora Brandigi, in &#8220;L&#8217;archeologia del graphic novel&#8221;<\/strong> (2013), evidenzia come i &#8220;Promessi Sposi&#8221; (1840), pesantemente illustrato con le meravigliose incisioni di <strong>Francesco Gonin<\/strong>, formino un antecedente al fumetto in una intersezione testo\/disegni che diviene pi\u00f9 forte della normale giustapposizione del classico libro illustrato. Questa ricchezza illustrativa contribuirebbe in modo determinante al successo dell\u2019opera, favorendone la diffusione in un ceto pi\u00f9 popolare. Lo stesso si pu\u00f2 dire, dunque, de &#8220;I Miserabili&#8221; (1862), di vent\u2019anni successivo alla versione definitiva dei Promessi, con cui Hugo realizza il grande capolavoro del romanticismo francese (come quello di Manzoni era il capolavoro dell\u2019ottocento italiano). Le incisioni di <strong>\u00c9mile Bayard<\/strong> hanno un ruolo per certi versi simile, divenendo assolutamente iconiche: e come Piffarerio si era basato molto su quelle del Gonin nel rielaborare e rendere vivi i personaggi manzoniani, cos\u00ec avviene per quest\u2019opera.<\/p>\n<p><strong>Enrico Giacovelli<\/strong>, nella sua postfazione, approfondisce bene la fortuna letteraria dell\u2019opera, che ha fin da subito numerose riprese letterarie e filmiche: gi\u00e0 nel 1897 i Lumiere realizzano un cortometraggio che presenta i personaggi dei Miserabili.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il fumetto, alle spalle Piffarerio e Nizzi hanno anche una gustosa parodia disneyana, del 1987: Il mistero dei candelabri, del grande <strong>Gian Battista Carpi<\/strong>, autore completo, utilizzando i paperi della Disney. Quest\u2019opera va nella direzione simmetrica, ovvero non il libero riutilizzo comico di Carpi (gustosissimo) ma un tentativo di fedelt\u00e0 filologica.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Adaptations_of_Les_Mis%C3%A9rables#Western_comics\"><strong>Tra i precedenti<\/strong><\/a>, non manca l\u2019adattamento nella serie dei <a href=\"https:\/\/www.hyperborea.org\/les-mis\/reviews\/comic-classics-illustrated\/\"><strong>Classics Illustrated<\/strong><\/a>, rifatto pi\u00f9 volte nel corso degli anni: una prima edizione \u00e8 del 1943, poi del 1961.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1481 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/06\/91Cx44mhzZL.jpg\" alt=\"91Cx44mhzZL\" width=\"500\" height=\"706\" \/><\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 degli anni \u201970, <a href=\"https:\/\/www.lambiek.net\/artists\/d\/dermaut.htm\">un adattamento di Dermaut in Francia<\/a>, sulla rivista Djin; nel 1978, come riporta Enrico Giacovelli nella sua postfazione, una prima versione di animazione giapponese, cui seguir\u00e0 una seconda nel 2007, e altre due nel 2013 e 2014, in manga. La vicenda strappalacrime di Cosette del resto \u00e8 quasi seminale del romanticismo esasperato tipico dei manga sentimentali.<\/p>\n<p>L\u2019impostazione di tavola adottata, come per tutti questi adattamenti e in genere per i fumetti del Giornalino, \u00e8 quella della<strong> gabbia italiana, con tre strisce di due o tre vignette ciascuna<\/strong>. La prima vignetta di ogni episodio \u00e8 una quadrupla, che introduce un nuovo scenario o una nuova situazione: per il resto, il montaggio \u00e8 piuttosto fitto, data anche la sproporzione, come abbiamo detto, tra testo di partenza e fumetto per quanto riguarda le dimensioni.<\/p>\n<p>Concludendo, ci piace sottolineare come questo adattamento dimostri in qualche modo<strong> una riconciliazione avvenuta tra il mondo cattolico e Hugo<\/strong>: infatti, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la morale di Hugo che emerge dall\u2019opera \u00e8 stata accolta con diffidenza dalla chiesa del tempo, per quell\u2019eccessiva benevolenza nel credere che un \u201cbuon ladrone\u201d si pu\u00f2 redimere: e quindi, nel 1864, l\u2019opera fu prontamente messa all\u2019indice dei libri proibiti, suscitando per\u00f2 un certo dibattito perfino nel mondo dei credenti comuni, che in molti casi furono spinti a giudicarla eccessiva (lo stesso Manzoni sfugg\u00ec di un soffio la censura sulla sua opera, vent\u2019anni prima, salvato forse dall\u2019immediato, enorme successo che riscontr\u00f2). Vi rimase, di fatto, fino al 1965, quando l\u2019Index Librorum Prohibitorum venne sospeso in seguito al Concilio Vaticano II, che rinnovava la chiesa all\u2019indomani dello spartiacque della seconda guerra mondiale. Significativamente, negli stessi anni si rinnovava profondamente il Giornalino dei Paolini, che veniva a raccogliere l\u2019eredit\u00e0 del glorioso Vittorioso (nato nel 1937), predominante tra le testate a fumetti cattoliche degli anni \u201950 (il Giornalino, rivolto fino allora a un pubblico pi\u00f9 infantile, era comunque precedente, del 1924).<\/p>\n<p>L\u2019opera quindi viene in qualche modo r<strong>eintegrata in questo canone ideale di grandi romanzi fumettati che il Giornalino crea tra \u201980 e \u201990, formando i \u201cnostri\u201d Classic Illustrated italiani<\/strong>. E il tutto senza smussare le problematicit\u00e0 dell\u2019opera, che vengono rappresentate in modo complessivamente fedele (e se le rivolte sulle barricate viste con simpatia non creavano pi\u00f9 problema, \u00e8 magistrale come \u2013 con un montaggio delicato \u2013 Nizzi tratti il tema del suicidio di Javert, senza censurarlo, ma risolvendolo con una closure tra ultima vignetta e ultima didascalia. Per usare un termine che ci \u00e8 caro, la sua morte avviene nello spazio bianco del fumetto.<\/p>\n<p>Insomma, un altro pregevole volume, come tutti questi di Nizzi per il Giornalino, che si distingue per la \u2013 superata \u2013 sfida della difficile materia dell\u2019adattamento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;I Miserabili&#8221; adattati da Claudio Nizzi e Paolo Piffarerio, sono stati recentemente ripubblicati da Allagalla. 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