{"id":1337,"date":"2020-05-09T10:37:34","date_gmt":"2020-05-09T08:37:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=1337"},"modified":"2020-05-09T10:37:34","modified_gmt":"2020-05-09T08:37:34","slug":"roberto-recchioni-presenta-e-lattualizzazione-del-gothic-novel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/roberto-recchioni-presenta-e-lattualizzazione-del-gothic-novel\/","title":{"rendered":"&#8220;Roberto Recchioni presenta&#8221; e l&#8217;attualizzazione del gothic novel."},"content":{"rendered":"<p><strong>&#8220;Roberto Recchioni presenta&#8221; \u00e8 una bella serie di adattamenti letterari di Star Comics<\/strong>, di cui non avevo avuto ancora modo di parlare su questo blog che si occupa del rapporto tra letteratura e fumetto. Con l&#8217;occasione del COVID-19, molte case editrici hanno messo a disposizione gratuitamente alcuni loro fumetti, tra cui appunto Star Comics (vedi <a href=\"https:\/\/issuu.com\/edizionistarcomics\"><strong>qui<\/strong><\/a> per i loro fumetti resi disponibili): per me \u00e8 stata l&#8217;occasione di un ampio aggiornamento ad ampio raggio e soprattutto sui temi che mi sono cari, e quindi colgo l&#8217;occasione per realizzare una scheda di lettura anche su alcune opere della collana, disponibili gratuitamente, e sulla collana stessa.<\/p>\n<p>La collana, nata nel 2015, \u00e8 curata ovviamente da<strong> Roberto Recchioni,<\/strong> come denota anche il &#8220;name above the title&#8221;, sul modello di Alfred Hitchcock (particolarmente appropriato per una serie che predilige temi &#8220;gotici&#8221;).<br \/>\nRecchioni, autore gi\u00e0 prima rilevante, nel 2013 si era distinto per due incarichi importanti in Bonelli: la curatela di Orfani, prima serie a colori, di tema fantascientifico, e quella di Dylan Dog, la seconda ammiraglia di via Buonarroti, dopo Tex. <strong>Dylan Dog<\/strong>, come noto, nasceva nelle intenzioni di Sergio Bonelli &#8211; divenendo poi molto di pi\u00f9 &#8211; come adattamento dei grandi classici dell&#8217;orrore (<a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?s=dylan+dog\"><strong>ne abbiamo parlato ampiamente su questo blog<\/strong><\/a>, in occasione del trentennale dylaniato del 2016). Questo elemento si \u00e8 mantenuto nella serie, anche in tempi recenti, come su certi riusciti Color Fest (in mezzo ovviamente ai molti altri stimoli che ispirano il personaggio, parimenti rivisitati).Aveva quindi un senso (commerciale, ma anche in senso strettamente curatoriale) questa collana di adattamenti letterari sotto la sua egida. Recchioni, che \u00e8 anche disegnatore, cura anche le copertine, con l&#8217;efficace stile iconico che lo contraddistingue.<\/p>\n<p>I primi quattro classici ad essere adattati, nella prima serie &#8220;I maestri dell&#8217;orrore&#8221;, sono\u00a0 <strong>Dracula di Bram Stocker, Frankenstein di Mary Shelley, Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mr. Hyde di Stevenson e Le montagne della follia di Lovecraft.<\/strong> I primi tre, inevitabilmente, hanno ispirato tre noti albi classici di Dylan Dog; Lovecraft, unico nome novecentesco, ha invece un ruolo pi\u00f9 marginale nel Dylan sclaviano (recuperato pi\u00f9 da Recchioni curatore, ma pi\u00f9 nel senso del ciclo di Chtulhu). Su Lo Spazio Bianco si trovano le recensioni di tre di questi volumi, quello di <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/montagne-follia-sfida-dare-forma-allorrore\/\"><strong>Lovecraft<\/strong><\/a>, <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/jekyll-hyde-fumetti-lato-oscuro-dellessere-umano\/\"><strong>Jekyll<\/strong> <\/a>e <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/maestri-dellorrore-frankenstein-confronto-unicona\/\"><strong>Frankenstein.<\/strong><\/a> Con Dracula, offerto oggi gratuitamente, completiamo cos\u00ec le annotazioni del nostro sito su questa prima stagione della serie.<\/p>\n<p><strong>Il Dracula di Monteleone e Des Dorides.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-1348\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/05\/81Lb-PS-k1L._AC_UL600_SR462600_.jpg\" alt=\"81Lb-PS-k1L._AC_UL600_SR462,600_\" width=\"315\" height=\"408\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone  wp-image-1349\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/05\/OspiteDraculaCover.jpg\" alt=\"OspiteDraculaCover\" width=\"318\" height=\"408\" \/><\/p>\n<p>&#8220;Dracula&#8221;, con cui si \u00e8 aperta l&#8217;intera serie, \u00e8 stato sceneggiato da Michele Monteleone e disegnato da Fabrizio Des Dorides. Due nomi vicini a &#8220;Uno studio in rosso&#8221;, lo studio fumettistico di cui fa parte Recchioni assieme ad altri autori romani. Il testo si pu\u00f2 leggere <a href=\"https:\/\/issuu.com\/edizionistarcomics\/docs\/mo-dracula_free\"><strong>qui. <\/strong><\/a>\u00a0Inizialmente, per il &#8220;numero zero&#8221; della serie, vi era stata una copertina di <strong>LRNZ<\/strong>, di spettacolare bellezza. LRNZ viene dato come copertinista dell&#8217;intera serie, ma realizzer\u00e0 invece solo quella del numero 0 (vedi qui sopra, a fianco di quella di Recchioni), legato appunto a un brano di questo Dracula. L&#8217;adattamento \u00e8 molto classico nella fedelt\u00e0 al testo originario, ma molto interpretativo nel suo adattamento. Il linguaggio della tavola \u00e8 moderno, &#8220;americano&#8221;, come spesso negli autori di quella cerchia e, segnatamente, di Monteleone.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1338 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/05\/01.jpg\" alt=\"01\" width=\"440\" height=\"618\" \/><\/p>\n<p>La griglia \u00e8 infatti teoricamente quella &#8220;bonelliana&#8221;, su tre strip, ma i moduli sono giocati molto liberamente e in certi casi (vedi sopra) si giunge a una totale frammentazione della tavola: soluzione centellinata con cura ma usata dove serve. Ovviamente, il disegno \u00e8 in bianco e nero puro, cosa che qui non ha solo una valenza economica, ma \u00e8 la scelta pi\u00f9 ovvia per grandi classici orrorifici che si prestano perfettamente a cupi contrasti chiaroscurali. <strong>Des Dorides \u00e8 molto bravo, come nelle sue prove su Dylan Dog e su Battaglia<\/strong> (vedi <a href=\"http:\/\/barberist.blogspot.com\/search?q=des+dorides\"><strong>qui<\/strong><\/a>), <strong>a interpretare l&#8217;orrore con ampie pozze di neri da cui affiorano nitide figure spettrali<\/strong>. Michele Monteleone, dal canto suo, gli offre su un piatto d&#8217;argento le soluzioni di inquadratura pi\u00f9 congeniali a mettere in luce situazioni orrorifiche: il testo di partenza, un classico immortale, fa il resto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1339 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/05\/360.jpg\" alt=\"360\" width=\"434\" height=\"620\" \/><\/p>\n<p>Ecco: sarebbe interessante leggere la storia con lo sguardo &#8220;ingenuo&#8221; di un lettore preadolescenziale per cui diventi il primo approccio al Dracula originale, perch\u00e9 nel lettore adulto, ovviamente, un testo cos\u00ec iconico ci porta a concentrarci sul &#8220;come&#8221;, togliendo per\u00f2 qualcosa alla suspense. Per un lettore pi\u00f9 giovane sarebbe probabilmente una lettura pi\u00f9 potente, un&#8217;ottima introduzione alla discesa nell&#8217;orrore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1340 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/05\/384.jpg\" alt=\"384\" width=\"446\" height=\"632\" \/><\/p>\n<p>Molto efficace, nei punti giusti, l&#8217;uso della &#8220;griglia a nove&#8221;, che permette una scansione pi\u00f9 incalzante dei vari istanti di momenti di concitata e drammatica azione. Una griglia impostasi con la lezione di Moore su Watchmen, amata anche da Recchioni (che l&#8217;ha consolidata in Bonelli, se non &#8211; difficile &#8211; introdotta in assoluto) e ben padroneggiata anche da Monteleone\/Des Dorides, qui anche con evidenti rimandi al contrasto nettissimo B\/N del Frank Miller di Sin City (il vescovo Roark del resto \u00e8 una sorta di &#8220;vampiro&#8221; del mondo reale&#8230;).<\/p>\n<p><strong>Molto interessanti anche le schede conclusive di Recchioni e Monteleone<\/strong>, che spiegano le loro rispettive scelte di curatore e sceneggiatore: Recchioni &#8211; ampliando i rimandi gi\u00e0 contenuti nella prefazione &#8211; chiarisce di apprezzare in Dracula uno dei pi\u00f9 potenti archetipi narrativi moderni, tessendo la rete delle sue significative influenze; simmetricamente Monteleone precisa il suo intento di recuperare &#8220;il Dracula di Bram Stoker&#8221;, sottraendolo alle incrostazioni dell&#8217;immaginario collettivo. E la sua opera restituisce, grazie appunto anche al segno elegante e nitido di Des Dorides, questa oscurit\u00e0 iniziale senza sfumature: Dracula come supremo predatore (che lui paragona allo Squalo spielberghiano, con bella &#8211; e, per i puristi, provocatoria &#8211; intuizione).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1350\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/05\/holmes.jpg\" alt=\"holmes\" width=\"770\" height=\"433\" \/><\/p>\n<p><strong>I maestri dell&#8217;avventura: &#8220;Uno studio in rosso&#8221; di Conan Doyle<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2016, con <strong>Recchioni magister al Comicon napoletano di quell&#8217;anno<\/strong>, la serie venne rilanciata con una seconda stagione, <strong>&#8220;I maestri dell&#8217;avventura&#8221;<\/strong>, con altri quattro grandi classici: <strong>l&#8217;Isola del tesoro, Cuore di tenebra, Ventimila leghe sotto i mari e Uno studio in rosso,<\/strong> l&#8217;avventura fondante di Sherlock Holmes. Recchioni firma di nuovo anche le copertine, sempre nel consueto stile iconico. Di nuovo, tre grandi classici tardo-ottocenteschi\u00a0 con un esempio del primo &#8216;900 (l&#8217;opera di Conrad \u00e8 del 1902, e in ogni caso nettamente moderna d&#8217;impostazione). L&#8217;opera propostaci \u00e8 &#8220;<strong>Uno studio in rosso&#8221;, sceneggiata da Giulio Antonio Gualtieri e disegnata da Federico Rossi Endrighi<\/strong>, e si pu\u00f2 leggere <a href=\"https:\/\/issuu.com\/edizionistarcomics\/docs\/ma-uno_studio_in_rosso_free\"><strong>qui<\/strong><\/a>. Un&#8217;opera indubbiamente significativa, se vogliamo anche per la dedica del nome dello studio romano all&#8217;opera seminale di Sherlock Holmes. Del resto, Holmes \u00e8 il modello dell&#8217;investigatore, e il fumetto popolare &#8211; bonelliano, ma non solo &#8211; ha nella figura dell&#8217;Investigatore come archetipo il suo fondamento, poi variamente declinato (Ricostruire tutti gli adattamenti fumettistici di Sherlock \u00e8 un&#8217;opera improba che magari qualche giorno mi diletter\u00f2 a fare, come ho compiuto per Pinocchio, Moby Dick e qualche altro tema: ma sono sicuramente sterminati).<\/p>\n<p>Le scelte dei due autori, in questo caso, partono da una struttura comune agli altri numeri e alle precedenti annate, imposta dalle caratteristiche della serie: <strong>di nuovo, l&#8217;uso di una griglia bonelliana su tre strisce, in bianco e nero<\/strong>. Interessante notare per\u00f2 come la declinazione \u00e8 profondamente diversa. Resta, certo, la fedelt\u00e0 accurata all&#8217;opera originale (parte anche questa, appunto, dello spirito della serie). L<strong>a gabbia viene qui per\u00f2 maggiormente rispettata, sia pure con occasionali variazioni. Il segno, invece, \u00e8 estremamente volto alla sintesi, c<\/strong>ome tipico di Rossi Endrighi, con anche un accenno di intepretazione umoristica nell&#8217;espressione dei personaggi, coerente del resto al testo originario. I disegni privilegiano la luminosit\u00e0 del bianco, con l&#8217;uso occasionale di contrasti netti, sul modello della copertina, sempre nello stile ultra-iconico di Recchioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1341\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/05\/1430227141282.jpg--800x527.jpg\" alt=\"1430227141282.jpg--\" width=\"800\" height=\"527\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/05\/1430227141282.jpg--800x527.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/05\/1430227141282.jpg-.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>Altrove, <strong>l&#8217;uso della splash page come sfondo di una serie di vignette pi\u00f9 piccole avverr\u00e0 con l&#8217;uso di vignette circolari.<\/strong> Spesso il bilanciamento della scena non \u00e8 affidato al contrasto tra il bianco e le masse nere, ma con un tratteggio nervoso, rapido, efficace. Per quanto la storia funzioni bene anche cos\u00ec, <strong>piacerebbe in questo caso vedere le tavole colorate<\/strong>, magari non in un modo puramente realistico ma con scelte lievemente astrattizzanti, in grado di sposarsi bene alla spigolosit\u00e0 del segno di Rossi Endrighi.<\/p>\n<p>Non manca anche l&#8217;uso della tavola a nove vignette, ma la soluzione pi\u00f9 interessante, appunto, \u00e8 quella delle vignette circolari su fondo di splash page per sintetizzare i momenti di ragionamento holmesiano. Molto efficace anche la doppia splash finale, dove la ricostruzione del caso diviene un abile partita a scacchi del detective contro il suo nemico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1342\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/05\/1583398586641.png-anna_per_sempre___dylan_dog_404_cover-1-800x502.png\" alt=\"1583398586641.png--anna_per_sempre___dylan_dog_404_cover (1)\" width=\"800\" height=\"502\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/05\/1583398586641.png-anna_per_sempre___dylan_dog_404_cover-1-800x502.png 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/05\/1583398586641.png-anna_per_sempre___dylan_dog_404_cover-1.png 968w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p><strong>I maestri del mistero: &#8220;Il ritratto di Dorian Gray&#8221; di Masi e Ignazzi.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1351 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/05\/page_1_thumb_large.jpg\" alt=\"page_1_thumb_large\" width=\"320\" height=\"416\" \/><\/p>\n<p>Nel 2017 un nuovo quartetto chiude la serie di dodici adattamenti, con &#8220;I maestri del mistero&#8221;: <strong>Il ritratto di Dorian Gray, Il mastino dei Baskerville, Il giro di vite e I delitti della Rue Morgue e altri racconti di Edgar Allan Poe.<\/strong> In un punto di incontro tra i realismo della seconda serie e l&#8217;aperto fantastico della prima, troviamo il thrilling di Poe, il giallo apparentemente spettrale di Conan Doyle (ma si svela naturalmente la matrice umana del presunto fantasma), il simbolismo di Dorian Gray. Il Giro di vite di Henry James \u00e8 ancora del 1898, ma \u00e8 l&#8217;opera &#8220;novecentesca&#8221;, che inizia a decostruire il mistero classico con un noto ribaltamento interno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1344 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/05\/anna1.jpg\" alt=\"anna1\" width=\"426\" height=\"512\" \/><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/issuu.com\/edizionistarcomics\/docs\/mm-il_ritratto_di_dorian_gray_free\"><strong>Qui<\/strong> <\/a>ci viene proposto in lettura gratuita, invece, <strong>&#8220;Il ritratto di Dorian Gray&#8221;,<\/strong> di<strong> Giovanni Masi<\/strong> come sceneggiatore e <strong>Marianna Ignazzi<\/strong> come disegnatrice. Si tratta forse del pi\u00f9 &#8220;classico&#8221; dei tre adattamenti che abbiamo analizzato, per sceneggiatura e soprattutto per impostazione di tavola e disegni. Ignazzi ha un segno preciso e pulito, che si sposa bene a una griglia tradizionale di stampo bonelliano, nel classico gioco di equilibrio di bianchi e neri. Frequenti sono delle belle splash pages, con tanto di cornicetta liberty adeguata allo stile decadente della narrazione di Wilde.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1343 aligncenter\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/05\/anna.jpg\" alt=\"anna\" width=\"666\" height=\"444\" \/><\/p>\n<p>Una triade interessante, dunque, che fornisce un saggio significativo di questa serie di nuovi &#8220;classic illustrated&#8221;. Il taglio moderno dell&#8217;adattamento, unitamente alla presenza di schede di approfondimento non banali, li rende a mio avviso piuttosto congeniali ad avvicinare un potenziale giovane lettore ai classici. Non tanto per la funzione &#8220;semplificatoria&#8221;; ma piuttosto per la capacit\u00e0 di mostrare la seminalit\u00e0 di questi classici per tanto horror e thrilling moderno nelle nuove arti maggiormente visuali: il fumetto, certo, ma anche il cinema e il videogame.<\/p>\n<p>Non a caso, con maggiore libert\u00e0 nella decostruzione, anche un recente successo della tv inglese come il Dracula di <strong>Gatiss e Moffat<\/strong>, si muove in questa direzione (e nelle due puntate originarie c&#8217;\u00e8 anche una certa fedelt\u00e0 all&#8217;originale, mentre \u00e8 la terza che si dedica alla piena decostruzione). Ancor pi\u00f9 fedele \u00e8 il loro precedente &#8220;Sherlock&#8221;, che di nuovo unisce una certa fedelt\u00e0 all&#8217;attualizzazione; e in precedenza il solo Moffat si era occupato di Jekyll (e Gatiss di Poirot, che qui non appare). Insomma: il ritorno ai classici &#8211; compresi a fondo &#8211; \u00e8 una base fondamentale per le decostruzioni pi\u00f9 moderne.<\/p>\n<p>Su Lo Spazio Bianco, come detto, si trovano le altre tre recensioni dei volumi della quaterna originaria, oltre a Dracula che abbiamo esaminato qui: <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/montagne-follia-sfida-dare-forma-allorrore\/\"><strong>Lovecraft<\/strong><\/a>, <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/jekyll-hyde-fumetti-lato-oscuro-dellessere-umano\/\"><strong>Jekyll<\/strong> <\/a>e <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/maestri-dellorrore-frankenstein-confronto-unicona\/\"><strong>Frankenstein. <\/strong><\/a>Magari in qualche futura puntata di &#8220;Come un romanzo&#8221; vedremo di dare conto delle altre tre opere dei &#8220;Maestri dell&#8217;avventura&#8221;. Per intanto, consiglio senz&#8217;altro di vedersi le proposte gratuite, che offrono una buona occasione di rispolverare questi grandi classici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;I maestri dell&#8217;orrore&#8221; \u00e8 una serie di adattamenti di classici dell&#8217;horror curata da Roberto Recchioni, di cui \u00e8 oggi possibile leggere alcuni esempi gratis online.<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":1347,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"\"Roberto Recchioni presenta\": l'attualizzazione del gothic novel - Lorenzo Barberis","description":"\"I maestri dell'orrore\" \u00e8 una serie di adattamenti di classici dell'horror curata da Roberto Recchioni, di cui \u00e8 oggi possibile leggere alcuni esempi gratis online."},"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[305,139,304],"class_list":["post-1337","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto","tag-dorian-gray","tag-dracula","tag-sherlock-holmes"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1337","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1337"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1337\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1347"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1337"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1337"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1337"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}