{"id":1301,"date":"2020-03-22T16:12:31","date_gmt":"2020-03-22T15:12:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=1301"},"modified":"2020-03-22T16:12:31","modified_gmt":"2020-03-22T15:12:31","slug":"renato-serra-un-critico-letterario-a-fumetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/renato-serra-un-critico-letterario-a-fumetti\/","title":{"rendered":"Renato Serra, un critico letterario a fumetti."},"content":{"rendered":"
Avevamo parlato qualche giorno fa di due bei fumetti<\/strong><\/a> di Kleiner Flug dedicati a due delle tre corone della letteratura italiana, Dante e Petrarca<\/strong> (e anche Boccaccio<\/strong>, nel secondo volume, faceva una comparsata). L’editore fiorentino rilancia, in questi giorni in cui tanti editori di fumetti italiani stanno offrendo generosamente i loro libri in forma gratuita. E, di nuovo, si tratta di un bel fumetto che incontra gli interessi di questo blog: ovvero il rapporto tra letteratura e fumetto.<\/p>\n Si tratta, in questo caso, di una figura ingiustamente poco nota delle storie delle lettere italiane: il critico letterario Renato Serra<\/strong><\/a>, dalla vita breve, tormentata, e profondamente segnata dall’amore per la letteratura, come si pu\u00f2 leggere in quello che \u00e8 una sorta di lucidissimo testamento intellettuale, l’Esame di coscienza di un letterato<\/strong><\/a>.<\/p>\n Il fumetto di Kleiner Flug<\/strong> \u00e8 dunque per ora disponibile<\/strong> qui<\/strong><\/a>, e vi rimarr\u00e0 per questi giorni di isolamento forzato. Dell’opera ha gi\u00e0 scritto, qui su Lo Spazio Bianco<\/em>, Emilio Cirri, in quest’articolo<\/strong><\/a> e tramite questa intervista<\/strong><\/a> ai suoi due autori.<\/p>\n L’opera \u00e8 interessante, perch\u00e9 si tratta di un caso un po’ particolare rispetto alle varie biografie di letterati di cui abbiamo spesso trattato anche qui: siamo infatti di fronte alla biografia di un critico, sia pure dotato di una vita piuttosto avventurosa. Trovo significativo che lo sceneggiatore Andrea Meucci<\/strong> non scelga di dare centralit\u00e0 alla morte in trincea, che potrebbe essere l’elemento pi\u00f9 visivamente drammatico: ma, per quanto questo elemento sia introdotto, resti sullo sfondo. All’orrore della guerra \u00e8 dedicata una sola splash page (molto potente, anche per contrasto), e non coinvolge direttamente il protagonista.<\/p>\n
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