{"id":1263,"date":"2020-03-07T16:05:56","date_gmt":"2020-03-07T15:05:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=1263"},"modified":"2020-03-07T19:12:23","modified_gmt":"2020-03-07T18:12:23","slug":"fattoria-dellanimale-unanalisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/fattoria-dellanimale-unanalisi\/","title":{"rendered":"Fattoria dell&#8217;animale \/ Un&#8217;analisi."},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-left: 280px;\"><em>\u201cDisciplina, fratelli, disciplina ferrea, questa \u00e8 oggi la parola d&#8217;ordine. Un passo falso, e saremo sopraffatti dal nemico. Non \u00e8 stato forse Napoleone a salvarci? Volete voi che torni Jones? \u201c Certo, fratelli, voi non volete il ritorno di Jones!\u201d<\/em> (Clarinetto parla della minaccia di un ritorno del fattore)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1266 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/02\/81C4-j0xcBL-1.jpg\" alt=\"81C4-j0xcBL (1)\" width=\"386\" height=\"571\" \/><\/p>\n<p>\u201cDubitiamo che questo sia il corretto punto di vista dal quale criticare la situazione politica al momento attuale.\u201d Affermava T.S. Eliot nel rifiutare, nel 1945, il manoscritto originale di \u201cAnimal Farm\u201d. Questa \u201cFattoria dell\u2019animale\u201d, che ovviamente riconosce il debito verso questa fiabesca, ma spietata satira dello stalinismo, apre l\u2019introduzione con questa citazione. Un modo, lo ammettono di fatto gli stessi sceneggiatori <strong>Stefano Antonucci e Daniele Fabbri<\/strong> (i disegni sono di <strong>Maurizio Boscarol<\/strong>), per mettere le mani avanti, augurandosi \u2013 in conclusione \u2013 che tali parole siano corrette, e che la cupa profezia che loro avanzano in forma di favola oscura non si realizzi.<\/p>\n<p>I due autori sono due nomi noti della satira politica in Italia: <strong>\u201cQuando c\u2019era LVI\u201d <\/strong>(2016), satira sulla figura di Mussolini, aveva ottenuto una certa visibilit\u00e0 grazie ad un<a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/cera-lvi-shockdom-laggressione-romics-2016\/\"><strong> atto vandalico<\/strong><\/a> (che, naturalmente, aveva donato <em>pi\u00f9<\/em> risalto all\u2019opera attaccata). Sono seguiti <strong>Il piccolo F\u00fchrer<\/strong>, rivisitazione grottesca di Saint-Exup\u00e9ry, e quindi, virando sulla satira religiosa, <strong>\u201cGes\u00f9 \u2013 La Trilogia\u201d e \u201cV for Vangelo\u201d<\/strong>, di satira religiosa, e infine <strong>\u201cIl timido anticristo\u201d (2018)<\/strong>, per Feltrinelli, con cui si apre la collaborazione con Boscarol qui al secondo capitolo.<\/p>\n<p>Si torna alla satira politica, e Antonucci e Fabbri tentano un\u2019operazione indubbiamente interessante: adattare ai giorni nostri la metafora della Fattoria degli Animali. Come appare evidente fin dal maiale effigiato in copertina, l\u2019obiettivo polemico \u00e8 ovviamente <strong>Matteo Salvini<\/strong>, nelle parti del maiale Capitano, che in questa nuova versione prende il posto che spettava a <strong>Napoleon \/ Stalin<\/strong> nell\u2019opera originaria. L\u2019operazione, sia chiaro, \u00e8 legittima, e il risultato \u00e8 nel complesso gustoso: ma va anche detto che l&#8217;operazione cambia in modo abbastanza consistente. E non solo perch\u00e9 <strong>tra Salvin e Stalin c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 che un cambio e spostamento consonantico<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1267 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/02\/animal-farm-518x800.jpg\" alt=\"animal farm\" width=\"358\" height=\"553\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/02\/animal-farm-518x800.jpg 518w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/02\/animal-farm-663x1024.jpg 663w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/02\/animal-farm-994x1536.jpg 994w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/02\/animal-farm.jpg 1325w\" sizes=\"auto, (max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/><\/p>\n<p>Infatti l\u2019elemento che contraddistingue l\u2019opera di George Orwell \u00e8 la capacit\u00e0 di far aderire alla perfezione tutti gli elementi della metafora fiabesca all\u2019evoluzione del comunismo sovietico dalla rivoluzione russa (1917) alla seconda guerra mondiale (1945). Orwell scrive in un tempo in cui Stalin, alleato determinante nella vittoria contro Hitler, \u00e8 visto con una certa simpatia da popolo e intellettuali; ma egli ne ha conosciuto il cinismo stalinista fin dalla guerra di Spagna, di cui scrisse in \u201c<strong>Omaggio alla Catalogna\u201d (1938)<\/strong>, e ritiene essenziale mettere in guardia contro di esso. Cambia quindi radicalmente il destinatario: Orwell vuol mettere in guardia la sinistra dalla sua fascinazione per un pericoloso reazionario; quest&#8217;opera invece &#8220;parla ai convertiti&#8221;, a un pubblico di sinistra che ha gi\u00e0 in Salvini, oggi, il suo favorito bersaglio polemico, una volta rimasto orfano di Berlusconi.<\/p>\n<p>La metafora orwelliana viene quindi adattata, in modo libero, all\u2019ascesa al potere del Capitano. La storia in s\u00e9 comunque funziona bene: il ritmo narrativo \u00e8 serrato, e i disegni di Boscarol sono pienamente efficaci nel rendere un costante tono di sulfureo humour nero. Lo stile \u00e8 ovviamente caricaturale, con un bianco e nero dal tratteggio nervoso; la linea \u00e8 prevalentemente chiara, ma all\u2019occasione sa spendere un bilanciamento dei neri decisamente cupo.<\/p>\n<p>Quando, nel <strong>1954<\/strong>, si era trasposto <strong>&#8220;Animal Farm&#8221; in un\u2019animazione inglese<\/strong>, lo stile aveva richiamato quello disneyano, in modo abbastanza inevitabile; quello di Boscarol &#8211; al di l\u00e0 del segno ovviamente personale \u2013 ci fa venire in mente la Fattoria di Lupo Alberto di Silver, che dal 1973 \u00e8 un luogo dell\u2019immaginario per certi versi simmetrico a quello orwelliano. Una satira dell\u2019efficientismo borghese, incarnato da Mos\u00e8, il cane pastore guardiano e capo della fattoria \u2013 mentre, in Orwell, Mos\u00e8 era il corvaccio simbolo del clero ortodosso russo, servile guardiano spirituale prima degli zar e poi, dopo un interregno, dei nuovi padroni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1268 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/02\/unnamed-1-1.jpg\" alt=\"unnamed (1)\" width=\"512\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p>La griglia, qui, \u00e8 la classica gabbia italiana 2X3, con vignette ortogonali dai contorni smussati, spesso sostituita da qualche efficace splash page nei momenti clou della narrazione.<\/p>\n<p>Un elemento di pregio \u00e8 la struttura ambigua: se in Orwell la storia era come narrata dalla voce collettiva del villaggio di animali (un espediente ripreso, probabilmente non a caso, da naturalismo e verismo), qui a narrare la storia \u00e8 il maiale <strong>Luc Maurice, trasparente icona di Luca Morisi.<\/strong> Gi\u00e0 la prima sequenza introduttiva, a un buon osservatore, mette dei dubbi sulla narrazione, se esaminiamo con attenzione i dettagli. Nel prosieguo si rende immediatamente evidente la doppiezza propagandistica del narratore: le immagini spesso infatti mostrano una storia che egli edulcora o modifica totalmente con una prosa fluente e menzognera. L\u2019uso delle fake news che modificano la percezione del reale tramite la \u201cnarrazione\u201d imposta agli eventi: un fenomeno che Orwell, in effetti, \u00e8 stato un pioniere ad analizzare, nella Fattoria e &#8211; in modo pi\u00f9 sistematico ancora &#8211; in <strong>1984<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1269 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/02\/unnamed-3.jpg\" alt=\"unnamed\" width=\"512\" height=\"360\" \/><\/p>\n<p><strong>Maurice \/ Morisi<\/strong> viene insomma posto, per chi conosce l\u2019opera originaria, come un correlativo di <strong>Clarinetto (Squeler) \/ Berja <\/strong>(anche se nella politica italiana era Diliberto, uno degli ultimi leader dei partitini comunisti, a orgogliosamente presentarsi come DiliBerja, in segno di indiscussa continuit\u00e0 con l&#8217;ideale. Vedi <a href=\"https:\/\/www.lettera43.it\/senza-nick-niente-vip\/\"><strong>qui<\/strong> <\/a>per una carrellata degli ironici nomignoli del gotha passato della politica italiana)<strong>.<\/strong><\/p>\n<p>La trasposizione \u00e8 curata, ma chi ha letto l&#8217;opera originaria coglie l&#8217;<strong>inevitabile asimmetria<\/strong>: l\u00e0 si satireggia una dittatura fattualmente dotata di potere assoluto, mostrata in modo analogico ma con perfetta corrispondenza al reale; qui si opera una sacrosanta satira al vetriolo su un politico potente ma, al momento, lontano dalle leve del governo: si pu\u00f2 al limite dire di fare una voluta esasperazione \u201ca mo\u2019 di monito\u201d, ma la corrispondenza \u00e8 inevitabilmente imprecisa. Chiaramente, incidono anche i &#8220;tempi di lavorazione&#8221;: l&#8217;opera era probabilmente pensata con Salvini al governo (ma, comunque, non &#8220;uomo solo al comando&#8221;), prima della caotica transizione allo stato attuale. La metafora su Stalin, invece, sopravvive ben oltre al 1953: almeno fino al 1989 e al cambio di paradigma mondiale (e conserva, quindi, un interesse &#8220;storico&#8221; sul Secolo Breve di Hobsbawm, 1917-1989).<\/p>\n<h2><strong>Divergenze parallele: un confronto tra Fattorie.<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Il signor Ross<\/strong> (signor Rossi come \u201cuomo comune italiano\u201d, cos\u00ec come il fattore Jones era l\u2019uomo comune della campagna inglese) rappresenta la Prima Repubblica. <strong>Il maiale \u201cSenatore\u201d<\/strong> rimanda ovviamente a Bossi, che qui instaura addirittura una dittatura in divisa militare: potremmo vederlo come crasi di Bossi e Berlusconi, come il vecchio Maggiore, in Orwell, lo era di Marx e Lenin. <strong>Il Mulino<\/strong> ha il valore delle Grandi Opere &#8211; pi\u00f9 berlusconiane che salviniane &#8211; sempre promesse e mai realizzate. Il <strong>&#8220;parricidio rituale&#8221;<\/strong> \u00e8 di nuovo una forzatura da fiaba nera, e trasforma il classico gioco congressuale e mediatico in\u00a0una cospirazione che rimanda, per <em>modus agendi<\/em>, a quella che si presume attorno a Sindona \u2013 e, per alcuni complottisti, in modo molto pi\u00f9 dubbio, attorno a Papa Luciani. I <strong>Cani<\/strong> potrebbero qui rimandare alla magistratura, in positivo (e non, in negativo, alla Ceka, come in Orwell); i <strong>Lupi<\/strong> &#8211; assenti in Orwell &#8211; paiono rimandare &#8211; nel discorso degli autori &#8211; alle accuse di liasons fasciste; i <strong>Gatti<\/strong> sono il giornalismo berlusconiano, ora fedele al nuovo padrone (in Orwell, il gatto simboleggia gli intellettuali libertari opportunisti, blandamente simpatizzanti con Stalin).<\/p>\n<h2><strong>Conclusione.<\/strong><\/h2>\n<p>La conclusione dell&#8217;opera \u00e8, curiosamente, intermedia tra l&#8217;opera originale di Orwell e il cartone animato del 1954. La prima ha una chiusura completamente cupa, con la vittoria senza limiti del modello istituito dal Comrade Napoleon \/ Stalin.\u00a0 Nel cartoon, anche per di ragioni di propaganda antistaliniana (siamo nel pieno della guerra fredda), il sistema dell&#8217;Animalismo collassa alla fine per la ribellione dei sottoposti. Ne &#8220;La fattoria dell&#8217;animale&#8221; si sceglie una terza soluzione ancora, che non sveleremo: ma che potenzialmente d\u00e0 una nota ancora diversa al racconto.<\/p>\n<h2><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1270 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/02\/il_570xN.932219527_7396.jpg\" alt=\"il_570xN.932219527_7396\" width=\"368\" height=\"368\" \/><\/h2>\n<p>Insomma, al di l\u00e0 della inevitabile forzatura della metafora, che trasforma una allegoria puntuale di Orwell in una &#8220;novella nera&#8221; con valenza di distopica profezia, la scrittura e il disegno, in perfetta sinergia, offrono un fumetto comunque di divertente lettura, in grado di soddisfare gli antisalviniani pi\u00f9 battaglieri e di far arrabbiare, magari, i sostenitori pi\u00f9 ferventi del leader leghista, regalando di nuovo all\u2019opera degli autori una certa pubblicit\u00e0.\u00a0<strong> In ogni modo, l&#8217;opera &#8211; anche grazie a questa struttura favolistica &#8211; si presta anche a una critica del populismo generale<\/strong>: certi meccanismi si possono apprezzare anche se non si tiene conto dello spunto satirico di partenza. L&#8217;uso delle fake news, l&#8217;identificazione di un capro espiatorio, e cos\u00ec via, sono elementi che si riscontrano anche in altri populismi (e, del resto, Salvini potrebbe avere pi\u00f9 di un debito col modello trumpiano di Steve Bannon, come si sostiene ad esempio <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/politica\/salvini_bannon_cambridge_analytica_facebook-3676464\/news\/2018-03-24\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 che, in un futuro ritorno ad Orwell applicato alla cronaca politica italiana (magari, chiss\u00e0, su una <strong>Giorgia Meloni<\/strong> divenuta un giorno in grado di scalzare Salvini dalla leadership della destra), non si adotti fruttuosamente l\u2019allegoria fantascientifica di\u00a0 \u201c1984\u201d, che ancor meglio si presta ad anticipare l\u2019era di fake news mediatiche e digitali.<\/p>\n<p><strong>Abbiamo parlato di:<\/strong><\/p>\n<p>Antonucci &amp; Fabbri, disegni di Boscarol<br \/>\nLa fattoria dell\u2019animale<br \/>\npag 128<br \/>\neuro 16,00<br \/>\nformato 16 x 24 cm \u2013 brossura<br \/>\nISBN 978-88-07-55044-7<\/p>\n<p>In libreria dal 5 marzo 2020<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antonucci, Fabbri e Boscarol adattano l&#8217;allegoria de &#8220;La fattoria degli animali&#8221; di Orwell in una feroce fiaba nera antisalviniana.<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":1265,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Fattoria dell'Animale \/ Un'analisi - Lorenzo Barberis","description":"Antonucci, Fabbri e Boscarol adattano l'allegoria de \"La fattoria degli animali\" di Orwell in una feroce fiaba nera antisalviniana."},"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[293,123,291,294,292],"class_list":["post-1263","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteraturafumetto","tag-daniele-fabbri","tag-george-orwell","tag-matteo-salvini","tag-maurizio-boscarol","tag-stefano-antonucci"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1263","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/681"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1263"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1263\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1265"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1263"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1263"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1263"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}