{"id":1198,"date":"2020-02-04T14:47:06","date_gmt":"2020-02-04T13:47:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=1198"},"modified":"2020-02-04T14:47:06","modified_gmt":"2020-02-04T13:47:06","slug":"italo-zero-filosa-e-le-nuove-vie-dellinetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/italo-zero-filosa-e-le-nuove-vie-dellinetto\/","title":{"rendered":"Italo Zero. Filosa e le nuove vie dell&#8217;inetto"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1200 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/02\/83630991_10222618996330580_9219314692919394304_n.jpg\" alt=\"\" width=\"357\" height=\"500\" \/><\/p>\n<p><strong><em>Italo<\/em> <\/strong>di <strong>Vincenzo Filosa<\/strong>, sottotitolo <em><strong>Educazione di un reazionario<\/strong><\/em>, \u00e8 indubbiamente un romanzo a fumetti potente. Uscito per <strong>Rizzoli Lizard<\/strong> sullo scorcio del 2019, ha tutte le carte in regola per imporsi quale una delle migliori opere per interpretare questa stanca, vecchia nazione all&#8217;inizio di questa nuova decade.<\/p>\n<p>L&#8217;iconica, minimale copertina introduce due elementi: il Rolex (che avr\u00e0 importanza intradiegetica) e quelle due righe bianche, bianche come il nome scritto in verticale. Due simboli che rimandano agli &#8217;80, a un&#8217;Italia illusoriamente rampante.<\/p>\n<p>Viene alla mente <strong>ZeroZeroZero di Roberto Saviano<\/strong>, opera interessante anche se meno fortunata di Gomorra dedicata allo strapotere del mercato della droga in Italia e fuori; e anche se il discorso qui \u00e8 diverso, mantiene una sua forza per la lucida descrizione che emerge del mondo degli stupefacenti e, per tramite di questo, di tutta una societ\u00e0 parimenti sofferente.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Italo Zero&#8221;<\/strong>, dunque, con una facile suggestione di un altro Italo \/ Zeno, la duplice maschera di Ettore Schmidt, che con la sua <em>Coscienza<\/em> (1926) ha tracciato un perfetto ritratto dell&#8217;Inetto nazionale di un secolo fa. E sicuramente Italo \u00e8 un inetto efficace specchio di una nazione. Ma andiamo con ordine.<\/p>\n<p>Aprendo l&#8217;opera, ci colpiscono immagini eidetiche simili a quella della copertina, che si imprimono con forza nell&#8217;osservatore (non ancora lettore) con la loro iconicit\u00e0 visiva, bianchi su un cupo fondo nero. Un flipper degli Illuminati, una siringa, un laccio emostatico, e quindi Milano.<\/p>\n<p>L&#8217;ago e il nodo, la scultura di Piazza Cadorna con cui si apre l&#8217;opera, diviene subito un ironico rimando a laccio e ago visti prima, e ovviamente all&#8217;eroina. &#8220;Io non sono fissato con la coca&#8221;, ci dice subito, nella seconda tavola &#8211; la prima in cui appare &#8211; il protagonista nel suo voice over narrante. La linea qui \u00e8 chiara, il segno, come vedremo meglio proseguendo, influenzato da un certo fumetto nipponico, come si ricostruisce bene <a href=\"https:\/\/www.fumettologica.it\/2020\/01\/italo-vincenzo-filosa-recensione\/\"><strong>qui, <\/strong><\/a>con rimando al <strong>Manga dell&#8217;Io e nomi quali Yoshiharu Tsuge e di Shin\u2019Ichi Abe<\/strong>. Ma indubbiamente la sintesi di Filosa &#8211; che si rispecchia abbastanza evidentemente nel suo alter ego fumettistico Italo Filone, il protagonista del romanzo &#8211; \u00e8 giunta anche a un segno compiutamente autonomo (si veda anche <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/vincenzo-filosa-ritratto-mangaka-italiano\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>, dove l&#8217;autore spiega di esser giunto con <em>Viaggio a Tokyo<\/em> del <strong>2015<\/strong> a una prima sintesi personale del suo segno, con cui quest&#8217;opera appare in continuit\u00e0).<\/p>\n<p>L&#8217;incipit appare composto secondo uno schema narrativo veristico, solido ma tutto sommato non cos\u00ec inusuale, giocato su una griglia 2 per 4, usata naturalmente con una certa variet\u00e0 modulare che pu\u00f2 unire due o pi\u00f9 delle otto vignette. Tutto ci\u00f2 fino a una prima spiazzante evoluzione visiva, che da p.26 in poi produce una sempre pi\u00f9 straniante frammentazione della tavola, con una progressiva scissione in due delle vignette che si interrompe di colpo in 36, ma che prelude ad altri usi raffinati del modulo introdotto, che acquistano particolare efficacia nel loro alternarsi a una narrazione elegantemente costruita ma meno apertamente sperimentale. Una sequenza di grande impatto, evocata anche dall&#8217;ampio servizio di Luca Valtorta su Robinson, dove si scomoda (e non a torto) per l&#8217;opera il <strong><em>Pompeo<\/em> di Andrea Pazienza<\/strong>, accomunato da una analoga sperimentalit\u00e0 nel racconto della dipendenza eroinomane.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1199 size-medium\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/02\/83294598_10220752235297805_8250518200068866048_o-585x800.jpg\" alt=\"Italo\" width=\"585\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/02\/83294598_10220752235297805_8250518200068866048_o-585x800.jpg 585w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/02\/83294598_10220752235297805_8250518200068866048_o.jpg 644w\" sizes=\"auto, (max-width: 585px) 100vw, 585px\" \/><\/p>\n<p>Un nuovo episodio offre lo spunto per un primo rimando fumettistico interno, con il parallelo &#8211; non esattamente gradito da Italo&#8230; &#8211; con <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/JenusDiNazareth\/\"><em>Jenus<\/em> di Don Alemanno<\/a><\/strong>. Appare una precisazione di poetica (e di polemica) da un lato abbastanza chiara &#8211; il <strong>rifiuto del fumetto come intrattenimento &#8220;facile&#8221;, schiacciato oggi sulla memetica<\/strong> &#8211; dall&#8217;altro abbastanza preciso nell&#8217;obiettivo (Jenus opera una sintesi, obiettivamente pi\u00f9 &#8220;facile&#8221;, di stilemi adattati dal manga al contesto italiano). Si tratta di un secondo tema ricorrente, che torner\u00e0 in altri momenti salienti dell&#8217;opera.<\/p>\n<p>Dopo un &#8211; ennesimo &#8211; litigio famigliare, l&#8217;incidente in 60-64 rappresenta un nuovo uso interessante della griglia: <strong>alla rotazione della macchina corrisponde un analogo movimento della tavola<\/strong>, la cui strutturazione in vignette pare &#8220;ruotare&#8221;, nel procedere della narrazione, in modo sinergico al protagonista e al suo veicolo.<\/p>\n<p>Dopo un significativo stacco nero, il nuovo capitolo riprende dunque con un nuovo rimando fumettistico, in questo caso per\u00f2 un omaggio che si percepisce intriso di rispetto, pur non senza una ironia metatestuale. Il protagonista, tossico, legge al figlio le avventure di <strong>Capitan America<\/strong>: indubbiamente l&#8217;eroe all-american per definizione, e modello importante del fumetto supereroico marvelliano. Ma, anche, un tossicodipendente, che necessita il suo supersiero per continuare ad agire.<\/p>\n<p>Segue la prima assunzione di cocaina (che vediamo) del protagonista, seguita (non a caso?) dal ritorno del tema del Rolex, in un nuovo stacco di pagine nere molto efficaci nel contrappuntare la narrazione <em>en ligne claire<\/em>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1201 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/02\/84437436_10220798839102871_8027117335888265216_o.jpg\" alt=\"Italo\" width=\"700\" height=\"722\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;arrivo a Crotone si lega a una presenza insistita delle architetture (fatiscenti strutture anni &#8217;60) contrapposte a quelle pi\u00f9 opulente della Milano anche periferica. Viene in mente &#8211; in modo per\u00f2 dialettico, perch\u00e9 l&#8217;uso \u00e8 differente &#8211; <strong><em>Tramezzino<\/em> <\/strong>di <strong>Bacilieri,<\/strong> con cui Filosa ha lavorato, come si esplica anche all&#8217;interno del fumetto. In Bacilieri\u00a0 la struttura architettonica diveniva guida per la tavola; in Filosa, in parte, solo in 82-83, mentre altrove \u00e8 sfondo &#8220;di scorcio&#8221;, spesso per\u00f2 dominante e inquietante. L&#8217;orrore kitsch del matrimonio pacchiano culmina nella doppia splash page di 96-97, cui segue il rimando a <strong>Mazinga Z e ad i Mecha,\u00a0<\/strong>pagando un tributo logico anche alla tradizione nipponica.<\/p>\n<p>Sullo sfondo di un altro trionfo del cafonal, quello del peggior turismo balneare, ritorna la connessione tra il tema dell&#8217;eroina, della cocaina e del Rolex (che si precisa essere quello del padre) in 125.<\/p>\n<p>Il ritorno di Italo a Milano, con altro stacco al nero, si lega alla celebrazione del &#8220;celtico&#8221; <strong>Asterix<\/strong> (alle Olimpiadi), tributo al fumetto francese. E cos\u00ec le tradizioni americana, nipponica e franco-belga hanno avuto il loro omaggio. Ovviamente anche Asterix, con la sua pozione, \u00e8 in fondo un tossico di successo. Il tema del Rolex ritorna nel dono che il padre ne ha fatto al figlio: vuol essere un simbolo di fiducia incoraggiante, \u00e8 in verit\u00e0 la cifra di una continuit\u00e0 nella dipendenza dalla tradizione famigliare (vedi 92-93).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1202 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2020\/02\/85044249_10220823438037829_9000926528019628032_n.jpg\" alt=\"Italo\" width=\"590\" height=\"570\" \/><\/p>\n<p>La sequenza 159-168 introduce una nuova fase nella dipendenza, nel tentativo illusorio di risalire la china. Si accenna qui al lavoro su <strong>Dylan Dog<\/strong>, a fianco di Bacilieri, in uno delle pi\u00f9 interessanti storie del personaggio degli ultimi anni (<a href=\"https:\/\/gliaudaci.blogspot.com\/2019\/11\/saluti-da-undead-speciale-dylan-dog-33.html\"><strong>qui<\/strong> <\/a>gli Audaci ricostruiscono in parte il ruolo di Filosa; io avevo scritto dell&#8217;opera <a href=\"http:\/\/barberist.blogspot.com\/2019\/10\/dylan-dog-speciale-33-saluti-da-undead.html\"><strong>qui<\/strong><\/a>). C&#8217;\u00e8 un rimando anche alla ambivalente ricezione critica della seconda opera (&#8220;la pi\u00f9 difficile&#8221;), probabile riferimento a <strong><em>Figlio Unico<\/em><\/strong>, del 2017 (di cui LoSpazioBianco aveva parlato <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/figlio-unico-nicola-galli-laforest-dialoga-vincenzo-filosa\/\"><strong>qui<\/strong><\/a>).<\/p>\n<p>Il modulo ad otto vignette diviene un alienante scacchiere bianco e nero, dove all&#8217;assunzione della bufrenorfina (apparsa iconicamente in 142, e presentata narrativamente in 150) si alternano in modo sempre pi\u00f9 ossessivo i quarti di quadrante del Rolex, che si esplica definitamente come metafora del tempo che passa, alienante ticchettare di istanti ormai irrimediabilmente perduti.<\/p>\n<p>Il capitolo finale riprende all&#8217;ombra dell&#8217;ago e filo di Piazza Cadorna (con la riproposta della scena di tav. 1 in altra prospettiva): metafora, ancora, della dipendenza da eroina, ma stratificatasi di significati pi\u00f9 complessi, pare: il tentativo di ricucire gli strappi di una vita che va in pezzi, e forse anche il fumetto come <em>textus<\/em> (e strumento di questa tessitura). La storia si chiude con un finale aperto e frammentario, che rifiuta il consolatorio ma anche il suo opposto, chiudendo anzi su una nota pi\u00f9 di speranza (anche se relativizzata dall&#8217;opera nel suo insieme).<\/p>\n<p>Come annota anche Gioacchino Criaco <strong>qui<\/strong>, Italo di Filosa \u00e8 dunque, concludendo, un romanzo potente, che <strong>partendo da un&#8217;insistita fedelt\u00e0 al fumetto<\/strong> e da una <strong>raffinata padronanza del medium<\/strong>, di cui abbiamo qui accennato, testimonia una capacit\u00e0 di <strong>dire qualcosa di autentico del nostro tempo<\/strong> a partire da questa storia fortemente individuale, cartina al tornasole per leggere un disagio italiano che trascende le dipendenze tradizionali e strette: uno sfondo affollato da una societ\u00e0 malata, anaffettiva, caotica, rancorosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Italo di Vincenzo Filosa, sottotitolo Educazione di un reazionario, \u00e8 indubbiamente un romanzo a fumetti potente. 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