{"id":1068,"date":"2019-12-01T16:36:18","date_gmt":"2019-12-01T15:36:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/?p=1068"},"modified":"2019-12-01T16:36:18","modified_gmt":"2019-12-01T15:36:18","slug":"spiegelman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/spiegelman\/","title":{"rendered":"Art Spiegelman: la lezione di Maus"},"content":{"rendered":"<p><strong>&#8220;Maus&#8221; di Art Spiegelman<\/strong> \u00e8 una incredibile testimonianza storica. E uno dei fumetti che ha raggiunto uno dei pi\u00f9 alti vertici della nona arte. Per questa ragione ritengo che, se si debba iniziare a inserire <em>un<\/em> primo fumetto come canonico nell&#8217;insegnamento delle scuole superiori, questo possa essere il pi\u00f9 indicato. Naturalmente, il pregio \u00e8 anche nel fatto &#8211; inutile negarlo &#8211; che si occupa, con rigore storico, di un fenomeno centrale della storia del &#8216;900 come la Shoah. Ma, allo stesso tempo, che lo fa con un radicamento forte nella tradizione fumettistica.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1071 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/ewf.png\" alt=\"Spiegelman\" width=\"354\" height=\"480\" \/><\/p>\n<p>Art Spiegelman, nato nel 1948, emerge nella scena del fumetto underground americano negli anni &#8217;70: <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Breakdowns_(comics)\"><strong>Breakdowns<\/strong> <\/a>(1977) raccoglie queste sue prime produzioni, realizzate dal 1972 in poi, incluso <strong>&#8220;Prigioniero sul pianeta Inferno&#8221; (1975)<\/strong> che costituisce un primo approccio, totalmente diverso, al tema dell&#8217;Olocausto, e che viene poi inserito all&#8217;interno di Maus.<\/p>\n<p>Il tema \u00e8 la morte della madre, per suicidio, come conseguenza &#8220;a distanza&#8221; degli orrori della Shoah, comune in molti deportati (in Italia, non possiamo non pensare al caso di <strong>Primo Levi, <a href=\"https:\/\/encyclopedia.ushmm.org\/content\/it\/article\/defining-the-enemy\">adattato tra l&#8217;altro anch&#8217;egli a fumetti<\/a>)<\/strong>\u00a0e il difficile rapporto col padre e con l&#8217;eredit\u00e0 pesantissima che si porta &#8211; nel fumetto, \u00e8 il protagonista Artie ad apparire con la divisa del detenuto del lager, in modo simbolico (la vicenda \u00e8 ambientata nella New York dei &#8217;70).<\/p>\n<p>L&#8217;opera presenta i <strong>tratti stilistici propri dell&#8217;underground<\/strong>: un segno cupo, nero, scavato come un&#8217;incisione xilografica, basato su una frequente deformazione simbolica dei personaggi.<\/p>\n<p>Tuttavia Spiegelman sente poi la necessit\u00e0 di superare questo approccio per affrontare nuovamente il tema: e nasce cos\u00ec la scelta di Maus.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-1072\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/eisner-538x800.jpg\" alt=\"Will Eisner\" width=\"317\" height=\"472\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/eisner-538x800.jpg 538w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/eisner.jpg 570w\" sizes=\"auto, (max-width: 317px) 100vw, 317px\" \/><\/p>\n<p>Nel <strong>1978<\/strong>, intanto, nel fumetto americano si era imposta una svolta rilevante con l&#8217;apparizione di <strong>&#8220;A contract with God&#8221;<\/strong> di <strong>Will Eisner<\/strong>, altro fumettista di origine ebraica particolarmente importante nell&#8217;evoluzione del medium (come la letteratura e il cinema americano, anche il fumetto vede una presenza centrale di autori di origine ebraica). &#8220;Un contratto con Dio&#8221; non parla &#8211; non direttamente &#8211; di Shoah: ma certo c&#8217;\u00e8 il tema di un ebreo che ritiene rotto il suo &#8220;patto con Dio&#8221; in seguito a una terribile sventura (individuale, in questo caso). Un fumetto potente e terribile, realizzato per\u00f2 usando il segno cartoonistico, apparentemente &#8220;leggero&#8221;, che Will Eisner aveva codificato su <strong>The Spirit (1941)<\/strong>, il suo fumetto &#8220;super-eroicomico&#8221;, potremmo dire, garbata parodia del supereroismo americano classico. Non \u00e8, in assoluto, il primo &#8220;graphic novel&#8221;, essendo il termine diffuso praticamente fin dall&#8217;esordio del fumetto: ma \u00e8 quello che porta al successo di questa forma narrativa, analoga al romanzo.<\/p>\n<p>Art Spiegelman inizia cos\u00ec proprio in quel 1978 a intervistare il padre, con l&#8217;idea di dedicare la sua prossima opera a questa testimonianza. Intanto, con la moglie <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Fran%C3%A7oise_Mouly\"><strong>Fran\u00e7oise Mouly<\/strong><\/a>, da poco sposata, come editore, avvia una rivista centrale nel fumetto underground, <strong>Raw<\/strong> (in inglese, &#8220;grezzo, non lavorato&#8221;), sottotitolata &#8211; anche &#8211; &#8220;<strong>The Graphix Magazine of Postponed Suicides&#8221;<\/strong>. <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Raw_(magazine)\"><strong>Raw<\/strong>\u00a0<\/a>, edita dal 1980 al 1991, diviene la rivista seminale del fumetto d&#8217;avanguardia contemporaneo, ospitando autori come Charles Burns, Chris Ware, Jos\u00e9 Mu\u00f1oz,\u00a0 Yoshiharu Tsuge, Jacques Tardi e molti altri.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1079\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/raw-593x800.jpg\" alt=\"Spiegelman\" width=\"434\" height=\"585\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/raw-593x800.jpg 593w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/raw.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 434px) 100vw, 434px\" \/><\/p>\n<p>Sul secondo numero di Raw, a dicembre 1980, appare il primo capitolo di <strong>Maus &#8211; A survivor&#8217;s tale<\/strong>. L&#8217;elemento cruciale \u00e8 la scelta di Spiegelman di utilizzare la nota metafora degli ebrei come topi, ponendo i nazisti come gatti. <strong>Le altre nazioni sono poste con altri animali dalla valenza sempre simbolica<\/strong>: gli americani sono cani, i canadesi cervi, gli zingari libellule, gli inglesi pesci, i polacchi maiali. I francesi non sono raffigurati, ma c&#8217;\u00e8 una riflessione &#8211; tramite una conversazione con la fidanzata, che appare come personaggio (proiezione della Mouly) &#8211; che spiega l&#8217;intenzionale<strong> valore allegorico<\/strong> della rappresentazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1073\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/frog-653x800.jpg\" alt=\"Maus\" width=\"602\" height=\"738\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/frog-653x800.jpg 653w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/frog.jpg 684w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/p>\n<p>In questa tavola, si evidenzia come <strong>i francesi sarebbero rappresentati come rane<\/strong>, per un simbolismo poco lusinghiero specie nella mentalit\u00e0 americana (&#8220;mangiarane&#8221;, come indice di gusti culinari bizzarri e inutilmente raffinati), in virt\u00f9 del loro collaborazionismo con i tedeschi (i polacchi, centrali ovviamente nella narrazione, incentrata sul campo di Auschwitz, appaiono ancor pi\u00f9 spregiativamente come maiali). Perfino gli israeliani moderni, dice tra le righe Spiegelman, li rappresenterebbe come &#8220;porcospini&#8221; (in modo sofferente, Spiegelman ha criticato la politica israeliana). Non ci sono gli italiani, ma immaginiamo che avrebbero avuto un ruolo sicuramente ancor pi\u00f9 negativo (a margine, un pensiero cattivo: se ci fossero italiani in Maus, avrebbe avuto lo stesso successo entusiastico che ha ottenuto nella nostra nazione?).<\/p>\n<p>Lo schema-base \u00e8 antichissimo, e risale alla notte dei tempi: gi\u00e0 la fiaba antica sfrutta il simbolismo del topo come allegoria dell&#8217;uomo (si pensi al topo di campagna e al topo di citt\u00e0, fiaba del greco <strong>Esopo<\/strong>, del VI secolo a.C.). Ma, come noto anche ai meno esperti del fumetto, \u00e8 una metafora ampiamente ripresa dai comics e dall&#8217;animazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1075\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/kat-541x800.jpg\" alt=\"Herriman\" width=\"262\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/kat-541x800.jpg 541w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/kat-692x1024.jpg 692w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/kat.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 262px) 100vw, 262px\" \/><\/p>\n<p>Nel <strong>1910<\/strong>, in particolare, nasce il fumetto seminale sul rapporto topo-gatto-cane: <strong>Krazy Kat di George Herriman<\/strong>, ambientato nella Coconino County (da cui anche il nome di una delle principali case editrici italiane specializzata nel fumetto d&#8217;autore). Il fumetto &#8220;moderno&#8221; era da poco nato con Yellow Kid, nel 1896 (data convenzionale della fioritura giornalistica del fumetto, che ha una continuit\u00e0 forte con opere precedenti, chiaramente), e Krazy Kat \u00e8 opera fortemente seminale, quindi. In uno scenario lunare, surreale, una folle gatta \u00e8 innamorata del topo Ignatz, che tuttavia la prende a mattonate, punito dal cane-poliziotto che lo sbatte periodicamente in galera). Il segno di Maus non \u00e8, immediatamente, quello di Herriman, ovviamente. Ma certo ne richiama l&#8217;assoluta essenzialit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-1076 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/nazi.jpg\" alt=\"Disney\" width=\"236\" height=\"216\" \/><\/p>\n<p>Ma, ovviamente, non si pu\u00f2 trascurare il topo per eccellenza, <strong>Mickey Mouse<\/strong>, nato nel 1928 dal maggiore cartoonist mondiale, <strong>Walt Disney<\/strong> (&#8220;diverrai famoso come Disney!&#8221; augura il padre ad Artie, che abbozza con un po&#8217; di insofferenza). Un cartoon e un fumetto di rilevanza mondiale, e giocato sull&#8217;opposizione col gatto Gambadilegno, con una coorte di altri animali antropomorfi.Nel periodo in cui tutti gli eroi del fumetto, in specie i supereroi americani, &#8220;facevano il loro dovere&#8221; in Europa contro i nazisti, anche Topolino \u00e8 utilizzato nella propaganda antinazista, con grande efficacia data la sua presa mondiale, sull&#8217;infanzia e non solo. Anche in Italia la Mondadori dovette rinunciare alla lunga eccezione censoria nei suoi confronti (come documentato in Eccetto Topolino, eccellente saggio sul rapporto tra fascismo e fumetti).<\/p>\n<p>Nell&#8217;opera, appare citato un passo di un giornale d&#8217;epoca nazista, degli anni &#8217;30, che condanna Topolino, espressione della decadente cultura americana proprio per l&#8217;adozione di un topo come protagonista, un &#8220;animale inferiore&#8221;. L&#8217;ostilit\u00e0 del nazismo \u00e8 quindi pregressa, da inserirsi nel generale antiamericanismo (in verit\u00e0, Walt Disney a sua volta non era esente, come la societ\u00e0 americana, di un certo antisemitismo: ma questo allargherebbe troppo il discorso).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1080 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/78353038_887909261605063_5002469532023914496_n.jpg\" alt=\"Spiegelman\" width=\"712\" height=\"220\" \/><\/p>\n<p>Inoltre, un elemento sicuramente presente \u00e8 la sistematica disumanizzazione degli ebrei nella propaganda nazista nella loro figurazione animale. Il film di propaganda nazista <a href=\"https:\/\/encyclopedia.ushmm.org\/content\/it\/article\/defining-the-enemy\"><strong>&#8220;L&#8217;ebreo errante&#8221;<\/strong> <\/a>(1937) paragona appunto gli ebrei a ratti, con un rimando alla peste nera di met\u00e0 &#8216;300 (non a caso, la diffusione del gatto, dall&#8217;oriente, avviene all&#8217;epoca anche in connessione a tale piaga, per prevenirla).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1082\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/palla-di-neve-800x450.jpg\" alt=\"Orwell\" width=\"459\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/palla-di-neve-800x450.jpg 800w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/palla-di-neve-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/palla-di-neve.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 459px) 100vw, 459px\" \/><\/p>\n<p>Del 1940 \u00e8 <strong>Tom e Jerry<\/strong> di Hanna e Barbera, proprio negli anni delle vicende di Maus, e molti altri casi si potrebbero citare. Ma sopra ogni altra merita di citare un&#8217;opera letteraria del 1947, all&#8217;indomani della Seconda Guerra Mondiale (che vi appare allegorizzata): <strong>Animal Farm\u00a0<\/strong>di <strong>George Orwell<\/strong> &#8211; nel 1954 adattato in un cartone animato inglese, visivamente di marca disneyana. Qui la metafora animale \u00e8 evidente, ma appare il testo seminale per l&#8217;adattamento contemporaneo della metafora animale. I maiali qui sono i leader del partito comunista, i cani l&#8217;esercito, i cavalli i tecnici lavoratori ma stolidi, le pecore le masse manipolabili. Non manca il gatto, che ha il compito di rappresentare la borgesia <em>bohemienne\u00a0<\/em>e artistoide, che simpatizza con la rivoluzione in modo indolente e opportunista. I topi, come tutti gli animali selvatici, sarebbero il lumpenproletariat, ma restano di fatto fuori della metafora. Orwell, al tempo, ottenne ovviamente contestazioni per il parallelo comunisti-maiali, da cui si difese sostenendo che la metafora non ha valenza spregiativa in s\u00e9: il maiale \u00e8 scelto &#8211; sostenne &#8211; per la sua alta intelligenza, e &#8220;maiali&#8221; positivi sono il Vecchio Maggiore (crasi di Marx e Lenin) e Palla di Neve (Trotsky).<\/p>\n<p>Va detto che questo elemento allegorico adottato da Spiegelman ha avuto anch&#8217;esso numerose contestazioni: in particolare, sulla scena underground \u00e8 apparso nel 2011 <a href=\"https:\/\/fr.wikipedia.org\/wiki\/Katz_(bande_dessin%C3%A9e)\"><strong>Katz<\/strong><\/a>, che ristampa l&#8217;opera (in modo illegale) ma sostituisce tutti i personaggi con dei gatti. Il concetto \u00e8 il rifiuto della allegoria di Maus che viene ritenuta, in sostanza, se non propriamente razzistica, comunque pericolosa. Lo stesso Spiegelman, nell&#8217;introduzione del secondo volume di Maus (quello dedicato ai lager, dopo un primo che narra dell&#8217;avvio delle persecuzioni), \u00e8 costretto ad affrontare tali critiche.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1074\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/meta-maus.jpg\" alt=\"Spiegelman\" width=\"618\" height=\"637\" \/><\/p>\n<p>Notiamo qui che i personaggi\u00a0 non sono animali antropomorfi, ma <strong>umani che indossano una maschera animale<\/strong>. Il concetto appare essere evidente: la metafora non ha un carattere etnico, ma di spirito nazionale, e comunque una valenza simbolica, non individuale. Non mancano singoli maiali, e singoli gatti, presentati come vittime e quindi &#8211; anche graficamente &#8211; con simpatia. Inoltre, il<strong> tema della maschera<\/strong> ricorre anche all&#8217;interno dell&#8217;opera, dove i &#8220;topi&#8221; spesso devono mascherarsi da &#8220;maiali&#8221; polacchi per sopravvivere. L&#8217;identit\u00e0 quindi non \u00e8 etnica in senso forte: \u00e8 una maschera, una sovrastruttura immaginaria (cos\u00ec come, in effetti, l&#8217;archetipo nazista dell&#8217;ebreo &#8220;tipico&#8221; \u00e8 puramente allucinatorio: non c&#8217;\u00e8 una possibile distinzione etnica). Un tema, se vogliamo un parallelo con la letteratura, con aspetti <strong>pirandelliani<\/strong>, e altri riferimenti alla letteratura del &#8216;900, come <em>La metamorfosi<\/em> di <a href=\"https:\/\/www.fumettologica.it\/2014\/07\/la-copertina-di-art-spiegelman-per-la-lettura-del-corriere-della-sera\/\"><strong>Kafka <\/strong><\/a>(autore di origine ebraica&#8230;) che anche l&#8217;autore ha esaminato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1090 size-medium\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/meta-morph-566x800.jpg\" alt=\"Spiegelman\" width=\"566\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/meta-morph-566x800.jpg 566w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/meta-morph.jpg 650w\" sizes=\"auto, (max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1081 size-medium\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/maschere-546x800.jpg\" alt=\"Spiegelman\" width=\"546\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/maschere-546x800.jpg 546w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/maschere.jpg 562w\" sizes=\"auto, (max-width: 546px) 100vw, 546px\" \/><\/p>\n<p>Si sostiene spesso che l&#8217;elemento della metafora animale \u00e8 utile per rappresentare senza eccessiva violenza il lager, e certamente \u00e8 vero per l&#8217;aspetto dell&#8217;essenzialit\u00e0 del tratto. Se vogliamo, l&#8217;asciuttezza del segno di Maus \u00e8 un correlativo oggettivo dello stile estremamente sobrio di Levi &#8211; e molti altri sopravvissuti &#8211; nel raccontarlo. Non c&#8217;\u00e8 necessit\u00e0 di caricare a fosche tinte l&#8217;orrore, anzi, si rischia una sorta di &#8220;pornografia del dolore&#8221; che va invece evitata. Ma, forse, Spiegelman poteva ottenere questo anche senza questa metafora. In fondo, come evidenzia proprio la reazione di Katz, la metafora di Spiegelman semplifica a un primo livello, ma complica in un secondo piano. E la cosa \u00e8 voluta: frequentissimi sono i momenti in cui la metafora si spezza. Il punto cruciale \u00e8 forse questo, dove &#8211; senza il tema della &#8220;maschera&#8221; &#8211; topi e gatti sono in verit\u00e0 indistinguibili (\u00e8 solo il delirio nazista ad operare).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1077\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/77326284_1496683717148730_3455356882472927232_n.jpg\" alt=\"Spiegelman\" width=\"503\" height=\"474\" \/><\/p>\n<p>Nel <strong>2011<\/strong> infine Spiegelman realizz\u00f2 <a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/art-spiegelman-maschera-roditore\/\"><strong>MetaMaus,<\/strong> <\/a>una analisi del livello metanarrativo e metafumettistico della sua opera: a conferma della sua indiscutibile complessit\u00e0.<\/p>\n<p>Secondo Spiegelman, la prima pubblicazione di <em>Maus &#8211; A survivor&#8217;s tale<\/em> su Raw spinse inoltre Spielberg a produrre <em>An American Tail<\/em> (gioco di parole tra tale, storia, e tail, coda) di Don Bluth, incentrata sulle vicende del topo Fievel in fuga dai pogrom russi. Il film usc\u00ec nel 1986, e Spiegelman, sapendo della lavorazione dell&#8217;opera, acceler\u00f2 il completamento della sua opera, che venne diffusa in libreria (e non nelle fumetterie, nate negli USA alla met\u00e0 dei &#8217;70), ottenendo una <strong><a href=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/sienkiewicz\/\">legittimazione nella &#8220;cultura alta&#8221;<\/a><\/strong>. Nel 1992 il secondo volume dell&#8217;opera, &#8220;E qui cominciarono i miei guai&#8221;, vale a Spiegelman il <strong>Premio Pulitzer<\/strong>, prima volta in cui veniva concesso a un fumetto. Spiegelman entra al New Yorker, dove nel 1993 realizza una emblematica copertina, dove un ebreo chassidico bacia una donna di colore (\u00e8 evidente il sottotesto &#8220;politico&#8221;, sempre sottile e mai urlato nel miglior Spiegelman).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1083\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/1993-601x800.jpg\" alt=\"New Yorker\" width=\"573\" height=\"763\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/1993-601x800.jpg 601w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/1993.jpg 610w\" sizes=\"auto, (max-width: 573px) 100vw, 573px\" \/><\/p>\n<p>Nel 1999 l&#8217;influenza di Spiegelman \u00e8 tale da fruttargli anche alcune polemiche: definito &#8220;<strong>The King of Comix&#8221;<\/strong>\u00a0 dal cartoonist Ted Rall (su posizioni di sinistra radicale altamente polemica, per usare un eufemismo), in senso dispregiativo, in cui viene anche accusato di vivere alle spalle di una sola buona opera. Ma di l\u00ec a poco Spiegelman ne realizza almeno un&#8217;altra potente e significativa: <strong>In the Shadow of No Tower (2004)<\/strong>, dedicato all&#8217;attentato dell&#8217;11 settembre 2001 (per cui realizza anche la cover del New Yorker, ripresa nella copertina del libro, dove \u00e8 spezzata, per contrasto, da un&#8217;immagine coloratissima tratta dai fumetti classici). La realizzazione di un nuovo fumetto di Spiegelman, che non elabor\u00f2 altre opere ampie dopo Maus, fu nell&#8217;ambito del fumetto un segno dell&#8217;eccezionalit\u00e0 dell&#8217;evento (Spiegelman disapprov\u00f2 comunque la reazione repubblicana, come oggi \u00e8 estremamente attivo contro Trump).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1084 size-medium\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/41564843_10155464113311227_8459302066475499520_o-580x800.jpg\" alt=\"11\/9\" width=\"580\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/41564843_10155464113311227_8459302066475499520_o-580x800.jpg 580w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/41564843_10155464113311227_8459302066475499520_o.jpg 696w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1086 size-full\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/comeunromanzo\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/12\/shad.jpg\" alt=\"Shadow\" width=\"342\" height=\"499\" \/><\/p>\n<p>Un lavoro quindi complesso e stratificato, ma che parte da un primo livello accessibile a tutti, e che si presta a numerose riflessioni ed ampliamenti. Su Maus, consiglio anche altri approfondimenti de Lo Spazio Bianco.<\/p>\n<p>https:\/\/lospaziobianco.it\/graphic-novel-1-maus\/<\/p>\n<p>https:\/\/lospaziobianco.it\/maus-art-spiegelman\/<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"poovHCa6dC\"><p><a href=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/spiegelman-kubert-lezioni-perdute\/\">Da Spiegelman a Kubert, lezioni perdute<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Da Spiegelman a Kubert, lezioni perdute&#8221; &#8212; Lo Spazio Bianco\" src=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/spiegelman-kubert-lezioni-perdute\/embed\/#?secret=gCNwAD8h4s#?secret=poovHCa6dC\" data-secret=\"poovHCa6dC\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Maus&#8221; di Art Spiegelman \u00e8 una incredibile testimonianza storica. E uno dei fumetti che ha raggiunto uno dei pi\u00f9 alti vertici della nona arte. Per questa ragione ritengo che, se si debba iniziare a inserire un primo fumetto come canonico nell&#8217;insegnamento delle scuole superiori, questo possa essere il pi\u00f9 indicato. Naturalmente, il pregio \u00e8 anche nel fatto &#8211; inutile negarlo &#8211; che si occupa, con rigore storico, di un fenomeno centrale della storia del &#8216;900 come la Shoah. Ma, allo stesso tempo, che lo fa con un radicamento forte nella tradizione fumettistica. Art Spiegelman, nato nel 1948, emerge nella scena<\/p>\n","protected":false},"author":681,"featured_media":1091,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Art Spiegelman: la lezione di Maus - Come un romanzo","description":"\"Maus\" di Art Spiegelman \u00e8 una incredibile testimonianza storica. E uno dei fumetti che ha raggiunto uno dei pi\u00f9 alti vertici della nona arte. 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