Il Kafka di Sergio Vanello

Il Kafka di Sergio Vanello

“La metamorfosi” di Kafka adattato da Sergio Vanello per i tipi di NPE Edizioni si aggiunge a una vasta fortuna di quest’opera nell’adattamento fumettistico. Su Lo Spazio Bianco se ne è data notizia qua, e Paolo Garrone ha recensito bene qua; ma mi pareva utile annotare l’uscita di quest’opera anche su questo blog/rubrica dove, in prevalenza, mi occupo dei rapporti tra letteratura e fumetto.

Vanello dimostra una buona comprensione dei fondamenti dell’opera kafkiana nella sua sentita premessa all’opera: “Kafka è la coscienza del Novecento. Il visionario che ha colto pienamente lo spirito del suo tempo grazie a una scrittura asciutta ed essenziale. Questo è ciò che ho sempre amato nell’opera del maestro praghese: la capacità di coniugare la complessità del reale con la sua impeccabile sobrietà stilistica.”

 

 

Un’asciuttezza della rappresentazione che si sposa bene allo stile di Vanello, solitamente piuttosto essenziale: non tanto nel senso di un segno estremamente iconico (l’autore si muove anzi in un realismo di stampo italiano) ma nel senso di una sobria efficienza del segno, senza fronzoli o eccessi di virtuosismi. La cosa qui passa anche per scenari essenziali, quasi spogli, unitamente a un vestiario essenziale dei personaggi che rende la vicenda novecentescamente “senza tempo”: potremmo essere nei primi del ‘900 dell’opera originaria o anche in un periodo più vicino a noi, imprecisato.

“Splendido materiale per una resa pittorica liquida ma presente, sfaldata come la forma di Gregor Samsa ma persistente come quella memoria che ci rende il personaggio uno dei più familiari e commoventi della letteratura del Novecento.” prosegue Vanello, e in effetti la sua scelta va nella direzione di un acquerello policromo (a differenza di una prevalente scelta di un Kafka a fumetti di solito in bianco e nero, quasi xilografico) nemmeno troppo cupo, o meglio, non in modo uniforme.

 

 

“Ho cercato di realizzare le mie tavole con uno stile sporco ed espressionista, utilizzando vari materiali tra cui la china, il pastello e l’acquerello, così da adattare la tecnica alle singole esigenze narrative” precisa l’autore.

Nelle scelte di disegno, quella più significativa ci appare naturalmente quella sul protagonista, in cui si mantengono elementi umanizzati all’interno della generale riduzione a insetto/inetto.

“La cosa più difficile è stata la resa grafica di Gregor/scarafaggio: la mimica umanizzata, l’espressione del dolore, il tormento interiore… Non mi interessava la semplice riproduzione da entomologo, fredda e distaccata, ma, appunto, la possibilità di creare un personaggio ibrido: che avesse, sì uno sgradevole aspetto ripugnante, e al contempo, mantenesse viva la presenza umana del povero Greg.” chiarisce ancora Vanello nella prefazione.

Insomma, come si può vedere anche dalle immagini a corredo del presente articolo, una interpretazione riuscita e personale, che si aggiunge ad un altro adattamento letterario di Vanello come quello operato su un noto racconto di Lovecraft,

 

Il più noto adattamento delle Metamorfosi è stato probabilmente, in tempi recenti, quello di Peter Kuper (di cui LSB ha parlato qua), anche se in assoluto, forse, il massimo incontro tra fumetto e Kafka risiede nell’adattamento di Crumb. Kuper ha anche adattato, nel tempo, altri racconti kafkiani (ne ho parlato qui). Anche in quei gran pastiches che sono Deadpool uccide i classici e nel lavoro di Sykoriak troviamo il riferimento a Kafka in mezzo a cento altri. In modo simile, rimandi a Kafka sono presenti, tra i bonelliani, in Dylan Dog e in Napoleone.Il bravissimo Tom Gould lo evoca per il titolo di una sua raccolta di strip letterarie di tema più vasto (di cui dovremmo / dovremo parlare qui, per l’origina), “In cucina con Kafka“. Un rimando kafkiano è presente anche nel Bus di Kirchner, opera surreale dove spesso ricorre – assieme ad altri leit motiv – uno scarafaggio (ne scrissi qua).  Tra i nipponici, vi è questo adattamento di Nishioka Kyodai.

“Il processo” ha visto un adattamento ad opera di Guido Crepax, oltre a uno di David Zane Mairowitz che non conosco, come pure questo adattamento di Brugaletta. Nel 2018 NPE aveva inoltre già pubblicato il meno noto adattamento kafkiano “La tana” (vedi qui), del bravo Pietro Elisei.

 

 

Insomma, impossibile censire tutte le influenze fumettistiche di Kafka (e qui si è trattato solo, sommariamente, di alcuni rimandi abbastanza diretti, tralasciando le evocazioni più indirette: basti pensare a “Interni” di Ausonia). Tuttavia, anche queste poche righe penso abbiano dimostrato il fascino che l’autore ha esercitato nel campo fumettistico, in particolare con la “Metamorfosi”, la sua opera più nota.