Colori Invisibili: una sinestesia dei sensi alla scoperta di sé stessi

Colori Invisibili: una sinestesia dei sensi alla scoperta di sé stessi
Storia di una ragazza, della rara malattia che le impedisce di vedere i colori e dell’incredibile forza di volontà che le permette di percepirli.

colori-invisibili-coverNelle interviste rilasciate in occasione della pubblicazione di Colori Invisibili, la sua prima , Gabrielli, dando sfoggio di modestia, afferma di non sentirsi a suo agio nel qualificarsi come artista.
È lo scotto che ritiene di dover pagare per gli studi in ambito di product design e per l’aver piegato il suo talento di illustratrice a esigenze puramente commerciali. Ma il suo approdo al mondo del fumetto è il coronamento di un percorso iniziato proprio in concomitanza con gli studi all’ISEA di Roma, quando impiegava il tempo libero per seguire i corsi della a Roma. Un percorso che l’ha portata a bussare alle porte di per dar voce, finalmente, alla sua grande aspirazione: disegnare e scrivere fumetti.

Ed è in questo bisogno di libertà creativa slegata dalle esigenze di marketing che Gabrielli può finalmente considerarsi “un’artista”. Il suo amore per il fumetto ha radici profonde, da quando lo zio le regalò tutta la collezione della rivista L’. Un amore che nel corso degli anni è stato alimentato dall’ammirazione per il lavoro di grandi maestri quali e .

Per la sua opera di debutto, Gabrielli resta nella comfort zone di un’opera dai molti riferimenti autobiografici, a esclusione, fortunatamente, della malattia. La protagonista, Leila (in onore della principessa di Guerre Stellari) è infatti una grafica freelancer di 33 anni che da due anni non è più in grado di vedere i colori.
Le sue giornate in un monolocale di una imprecisata città sono scandite da una routine fatta di bianco e nero dovuta a una cecità ai colori che verrà sconvolta quando alla sua porta le apparirà il fattorino delle pizze completamente colorato di arancione. La malattia di cui soffre, l’acromatopsia cerebrale, diventa l’innesco per un percorso di accettazione della propria diversità, anche se ritenuta socialmente limitante.

Come nel racconto di Oliver Sacks contenuto in L’uomo che scambiò sua moglie per il cappello, dove a non distinguere i colori era nientemeno che un pittore, ciò che preme all’autrice non è tanto la ricerca di una cura quanto piuttosto fare della malattia una singolarità dai risvolti positivi. Così facendo Gabrielli dribbla le questioni prettamente mediche, per ovvie ragioni legate alla scarsa competenza, per concentrarsi su aspetti più emotivi, facendo risalire le cause delle improvvise esplosioni di colore a cui è soggetta Leila alla cosiddetta sinestesia, ovvero alla contaminazione dei sensi nella percezione. E al ruolo giocato dai ricordi, quelli più significativi, capaci di accendere emozioni e richiamare alla mente quei colori altrimenti invisibili, come da titolo.

Quando Leila lamenta di non apprezzare il cibo, perché nel suo essere monocromatico sembra aver perso anche il sapore, ci rende consapevoli di come i colori abbiano sul piano emotivo un ruolo che in cucina potremmo ascrivere al sale. Ingrediente essenziale che dà sapore al tutto. E allora la domanda diventa: è possibile vivere facendone a meno? Mentre la scienza non può che offrire soluzioni surrogate, come quella citata nell’opera dell’artista Neil Harbisson, che tramite un’antenna posta sulla testa riesce a trasformare i colori in impulsi sonori permettendogli di riconoscerli, Gabrielli accompagna la sua protagonista Leila in un percorso di crescita che proprio nel finale, seguendo un percorso circolare tanto caro all’autrice1, sembra riportarla là dove tutto è iniziato, seppure con una diversa consapevolezza di sé.

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Ma Colori Invisibili è anche storia di amore, amicizia e affetti. E se la carriera da illustratrice di Gabrielli è iniziata disegnando poster per i concerti della band in cui suonava insieme al marito, lei voce e lui basso, allo stesso modo la musica rock non poteva non irrompere nella vita di Leila. permettendogli di stringere nuove amicizie e trovare anch’essa l’amore.
Per questo suo debutto Gabrielli concentra l’attenzione, giocoforza, sui colori alternando le scelte cromatiche in base al personaggio il cui punto di vista viene adottato. Si passa dunque dal bianco e nero dell’acromatopsia di Leila ai colori accesi di Luca, il fattorino della pizza.
Molto belle e suggestive le due tavole del loro incontro accidentale al supermercato, due pagine che sono il riflesso l’una dell’altra, se non fosse per i colori a rappresentare i due diversi punti di vista: la tavola di Leila è nei toni caldi e seppia dovuti al microchip che le hanno impiantato mentre quella di Luca è nei colori accesi e brillanti comuni alle corsie di un supermercato.

metà pagina

Le linee morbide e dallo stile cartoonesco, frutto di un rapido disegno a matita e conseguente passaggio di china, spariscono dunque per far emergere il colore, dato per mezzo di tinte piatte su Photoshop2, così da mettere al primo posto le emozioni dei personaggi. Gabrielli limita il suo talento di illustratrice per concentrarsi sull’aspetto narrativo, relega dunque la ricchezza grafica e di dettagli alle immagini di copertina, mentre per le tavole sposa una sobrietà che dà respiro alle figure evitando sovente l’impiego di linee di contorno e rinunciando spesso ai fondali. E se da un lato la storia non si arrischia troppo in ambiti avulsi dal quotidiano dell’autrice, c’è da farle un plauso per non essersi limitata a fare sfoggio del suo talento grafico cosi da dedicarsi all’aspetto che più le interessava: raccontare una storia. La speranza è di ritrovarla presto alle prese con nuovi racconti, con un riscoperto coraggio che le permetta magari di arrischiarsi in territori inesplorati. Il talento non le manca e la fantasia, siamo certi, neppure.

Abbiamo parlato di:
Colori Invisibili

, maggio 2022
240 pagine, cartonato, colori – 21,00 €
ISBN: 9788867903559


  1. Per approfondire la conoscenza dell’autrice vi invito a leggere le interviste da lei rilasciate a TunuéSky Tg24 

  2. Vedere le interviste già citate. 

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