
Dal nostro punto di vista, la relazione con il lavoro di Millar offre anche lo spunto principale per l’analisi di questa nuova Civil War 1.
Civil War: azione
Scenario della storia di Soule e Yu è una delle tessere di Battleword, il mondo mosaico dominato da Destino. In esso, gli USA sono divisi in due parti: il Ferro e il Blu, le cui guide e principi fondanti sono rispettivamente Tony Stark e la sicurezza e Capitan America e la libertà. Ferro e Blu convivono da tempo in una tensione costante, che sfocia in guerra aperta dopo un attentato che interrompe i colloqui di pace avviati con difficoltà da Stark e Cap.

Questa impostazione è tuttavia solo temporanea e, dal secondo episodio, gli autori virano su una dominante d’azione con la scena focalizzata sugli scontri e sulle manovre che li preparano. Nella coda del quarto episodio viene infine rivelato che la crisi fra Ferro e Blu è stata alimentata negli anni da un complotto degli Skrull, che si sono infiltrati in tutti i livelli delle due società: da questo momento, inizia un vero e proprio conto alla rovescia per evitare la catastrofe e il ritmo diviene frenetico. La tensione è sempre ben gestita e ogni incontro fra nemici sembra foriero di confronti intensi anche sul piano psicologico o morale.
Ma quello che immancabilmente accade è che ogni occasione si risolve in citazioni e richiami alla memoria del lettore. E questo è il sintomo più rivelatore della superficialità dell’intera operazione. In queste scene, il tratto di Yu trasmette efficacemente le emozioni dei personaggi e le atmosfere cupe che dominano le ambientazioni urbane, ma il mancato sviluppo narrativo delle situazioni degrada di fatto l’efficacia grafica a pura esercitazione di stile.
L’esternalizzazione della responsabilità

La saga di Millar presentava uno scenario nel quale torto e ragione erano inestricabili e quindi metteva in scena quel tratto fondamentale delle dinamiche sociali e politiche che è la complessità. Nonostante lo slogan promozionale, questa proposta costringeva il lettore, più che a schierarsi, a confrontarsi con eventi e argomentazioni, perché la crisi nasceva dai meccanismi stessi dei sistemi che travolgeva: la comunità umana e quella dei supereroi.
Spostare la responsabilità della crisi all’esterno del sistema elimina tout-court qualsiasi idea di complessità, poiché riporta tutto entro una visione nella quale la separazione fra buoni e cattivi è netta: Skrull cattivi contro supereroi buoni.
In questo senso, Da che parte stai? non è una provocazione, ma niente più che una domanda retorica.
È come se, nel breve arco di questa miniserie, Soule e Yu avessero voluto riproporre la sterilizzazione di significato a suo tempo avvenuta attraverso lo sviluppo monco di Civil War e il successivo crossover Secret Invasion.
La banalità dello scioglimento

Una simile banalizzazione dello scioglimento può aver senso nella misura in cui consenta la focalizzazione su altri aspetti del racconto.
Tutto quello che Soule e Yu ci offrono, tuttavia, è un finale (che occupa di fatto gli ultimi due episodi della serie) intriso di combattimenti spettacolari. La grammatica delle scene è precisa e corretta per inquadrature, sequenze, espressioni, plasticità e ritmo, ma in tutte queste pagine c’è niente più che quello che possiamo vedere in superficie.
Tutto si risolve in una sdrammatizzazione totale; tutta la ricchezza narrativa che possiamo intuire e che avrebbe potuto nutrire il racconto è semplicemente ignorata. Si pensi ai dolori degli anni della crisi, ai rimorsi per le perdite, ai sensi di colpa per i propri atti irreversibili, ai rancori da superare.
Come scritto sopra, schegge di questi spunti erano apparsi nell’inizio del racconto, ma di tutto ciò, gli autori in conclusione propongono qualche abbraccio a vittoria conseguita: tutti i buoni si ritrovano dalla stessa parte e così sia.
Se anche il Civil War di Mark Millar alla fine aveva sposato la logica dello spettacolo, quello di Soule e Yu appare espressione di una volontà di confortare, buona per ottundere ogni potenziale riflessione nel lettore, rassicurandolo non tanto del fatto che i buoni vincono, quanto che la realtà è semplice.
Abbiamo parlato di:
Civil War #1-4
Charles Soule, Leinil Francis Yu
Traduzione di Luigi Mutti
Panini Comics, 2016
64 pagine, colori, spillato – 3,30 € cad.
ISBN: 977228229900760033-6
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Nota sull’edizione italiana: i cinque episodi di Civil War sono stati pubblicati da Panini Comics in quattro albi, abbinati alla miniserie Armor Wars. ↩
